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Dall'Ottimo Sito societacivile.it


  Vergognose citazioni di persone senza vergogna 


 

 

Immunità, il "Financial Times"
"Un abuso di potere del premier"

ROMA - La legge che garantirà al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alle altre quattro alte cariche dello Stato l'immunità dai processi rappresenta "un abuso di potere, che danneggia l'Italia e l'Europa". Proprio nel giorno in cui il provvedimento è all'esame del parlamento italiano, arriva il durissimo attacco del Financial Times contro il cosiddetto lodo Maccanico, che molti deputati sostengono nella convinzione che risparmierà all'Italia forti imbarazzi durante il semestre si presidenza dell'Ue. "Si sbagliano di grosso - scrive in un editoriale il quotidiano britannico - Questa manovra trasparente è un profondo imbarazzo per l'Italia e per l'Ue, e pone dubbi sulla qualità della democrazia che i cittadini possono aspettarsi".

"Perché un primo ministro che usa la sua maggioranza parlamentare per porsi al di sopra della legge in un caso in cui è evidente l'interesse personale, e che dovrebbe essere tollerato dagli altri governi - scrive ancora il Financial Times - getta un'ombra su tutta l'Ue".

Secondo il quotidiano londinese, in Italia "ci dovrebbe essere un vero dibattito sulla giustizia", ma dovrebbe essere condotto in "un clima più calmo, non attraverso provvedimenti affrettati per tirare fuori dai guai il premier".

"Rifiutando di battersi attraverso i tribunali, Berlusconi assesta un colpo alla fiducia nelle istituzioni del Paese - conclude il Financial Times - Gli altri leader europei difficilmente oseranno interferire. Questo provvedimento è tuttavia un abuso di potere, diminuisce la posizione dell'Italia e, per estensione, quella dei leader europei che chiudono un occhio sull'argomento".

(18 giugno 2003) Duro attacco del quotidiano verso il governo italiano
"Questa manovra è un profondo imbarazzo per l'Italia e l'Ue"

 


 
Le leggi su misura scardinano lo stato

Nel silenzio complice di un establishment per cui le regole sono ormai un optional e contano solo i rapporti di forza, Silvio Berlusconi sta deformando i canoni del nostro sistema, per sopravvivere politicamente. Nessuno minaccia la sua maggioranza, se non il suo stesso passato. Per impedire che venga svelato e giudicato da un Tribunale della Repubblica il Cavaliere cambia le regole del gioco mentre la partita è in corso e si regala l'impunità con il Lodo Maccanico. Poi minaccia gli alleati riottosi e promette una nuova guerra tra politica e magistratura, perché deve conquistare l'immunità per tutti, e in particolare per Cesare Previti.

C'è un punto che deve essere chiaro. Sulle guarentigie per le più alte cariche della Repubblica nelle forme e nei modi dovuti si può discutere e anche convenire, dopo un dibattito trasparente, condotto in nome dell'interesse generale. Ciò che non è accettabile, è ciò che sta avvenendo. Un imputato per reati gravissimi compiuti ben prima della sua stagione politica, mentre il processo è in corso ed è anzi alla vigilia della sentenza usa strumentalmente la maggioranza parlamentare che guida come presidente del Consiglio, e si costruisce con le sue stesse mani un salvacondotto personale ed immediato, per sfuggire al Tribunale che lo sta giudicando.

E' qualcosa di inconcepibile in uno Stato liberale, inaccettabile in uno Stato di diritto, mortificante in uno Stato democratico. Non è una norma, come si dice mentendo, per salvaguardare il Presidente del Consiglio durante il semestre europeo: è più miseramente una scappatoia per liberare un imputato dal suo giudice. Dei due personaggi che il Cavaliere incarna in questa triste vicenda, il Premier Berlusconi viene immiserito a strumento di un imputato, che lo costringe a modificare le leggi su misura della sua disperazione. Mentre l'imputato Berlusconi viene innalzato al rango di cittadino disuguale rispetto a tutti gli altri, perché la politica che lui controlla come un padrone è pronta a costruirgli leggi su misura per sfuggire alle sentenze. Come si vede, non è questione di destra o di sinistra, né tantomeno di giacobinismo o di garantismo, ma di regole liberali. Semplicemente, in Italia la legge non è più uguale per tutti. Per questo, anche se molti tacciono in un Paese assuefatto, noi non ci stiamo. In Italia non ci sarà un regime, come ci ammoniscono autorevoli colleghi. Ma quel che accade ci basta, per dire che non vogliamo essere complici.

(6 giugno 2003) di EZIO MAURO

 


L'importante è essere convinti..

.

«Forza Italia è il partito più democratico che ci sia, e questo sarà un congresso vero».


Sandro Bondi, 27 maggio 2004


«Mi vergogno che sia nominata senatore a vita una persona di questo tipo che offende il nostro mondo».


«Una volta Fiorello disse che avrebbe voluto Mike Bongiorno senatore a vita. Ecco era meglio Mike Bongiorno».

 

Maurizio Gasparri, Ministro delle comunicazioni, riferendosi al poeta Mario Luzi, 27 novembre 2004


Scontro di civiltà

 

Il Ramadan va contro la civiltà del nostro popolo e noi non metteremo a disposizione alcun locale pubblico

«Quei luoghi di culto nasconderebbero cose pericolose. Non capisco poi gli appelli della chiesa: i preti pensino maggiormente alle anime dei proprio fedeli piuttosto che a quelle musulmane. Che non abbandonino le novantanove pecorelle cristiane per una islamica».

Giancarlo Gentilini, Sindaco di Treviso, Lega Nord, 16 ottobre 2004


Sirchia dixit

Il ministro della Salute tuona contro il referendum sulla legge per la procreazione assistita

 

«Sarebbe un oltraggio al Parlamento che l'ha votata. Se ci sarà la necessità di modificarla lo si farà dopo averla applicata. Buttarla via significherebbe tornare al marasma precedente in cui sono nati bambini neri da coppie bianche».

Girolamo Sirchia, Ministro della salute a proposito del referendum abrogativo della legge sulla procreazione assistita, 19 settembre 2004


«Mettere una taglia non soltanto è un atto legittimo, ma anche meritorio. Questo è uno strano Paese: anziché essere indignati perché un bravo cittadino è stato ucciso, siamo indignati perché qualcuno cerca di adoperarsi affinché questi malviventi vengano assicurati alla giustizia».

 

Roberto Castelli, Ministro della giustizia, 27 novembre 2004


 E questi Individui sono al Governo Italiano con cariche di Rilievo

 

«Nessuno può permettersi di toccare un padano».
«Era un nostro militante. Ora noi della Lega abbiamo stanziato 25mila euro per la sua famiglia. Altri 25mila per trovare questi assassini. Io avrei preferito qualcosa del tipo "vivo o morto", ma mi hanno detto che la legge non lo consente».


«Al consiglio dei Ministri di oggi farò una bella strigliata al ministro Pisanu per quanto è accaduto ieri a Lecco».

Roberto, Calderoli, Ministro per le riforme, 26 novembre 2004


( Ma I Talebani Sono Rifugiati in Italia ? )

 

«Bene ha fatto il ministro Calderoli a mettere una taglia sugli assassini. È il minimo per garantire che sia fatta giustizia».


«La criminalità nel Lecchese, come a livello nazionale, è aumentata consistentemente con l'arrivo degli extracomunitari. Anche se gli assassini di Maver non dovessero essere extracomunitari, la criminalità è aumentata per colpa loro».

 

Luciano Mario Colombo, segretario della Lega Nord di Lecco, 27 novembre 2004


«Il Tg5 l'avevamo fondato 12 anni fa, noi con i suoi telespettatori e un patto tacito, ma chiaro, di non stare al servizio di questo o quel politico, di questo o quel telespettatore. Speriamo di essere stati onesti. […] In un panorama informativo che non è sempre sufficientemente articolato, spero che il Tg5 resti una felice eccezione».

 

Enrico Mentana, 11 novembre 2004 


«C'è una norma di diritto naturale, che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta, e glielo dai in cambio di servizi che lo Stato ti dà. Se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi, che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, e che non ti fanno sentire intimamente colpevole».

 

Silvio Berlusconi, durante la visita alla Guardia di Finanza; 11 novembre 2004


( Fascista )

 

«È un bene che il mondo si sia liberato di lui. Era un fomentatore di terrorismo, fra di noi nessuno piangerà la sua morte».

 

Yossef Lapid, Vicepremier e Ministro della giustizia israeliano, a proposito della morte di Yasser Arafat 11 novembre 2004


( Oltre il Fascista )

 

«La morte di Yasser Arafat segna la scomparsa di un killer degli ebrei, che si è reso responsabile del dolore portato in migliaia di case israeliane».

 

Yesha (consiglio dei coloni israeliani), 11 novembre 2004


Arafat «ha fatto l'errore di scegliere il terrorismo per essere popolare, invece di seguire il sentiero della pace».

 

Simon Peres, leader del partito laburista israeliano, 11 novembre 2004


«Israele è impegnata a ottenere la pace e spera in un accordo con i palestinesi».

 

Ariel Sharon, Primo ministro israeliano, 11 novembre 2004


( Fascista Italiano )

 

«è morto un terrorista».

 

On. Antonino Lo Presti (AN), alla Camera dei Deputati, mentre si leggeva il messaggio di cordoglio del Presidente della Camera per la morte di Yasser Arafat, 11 novembre 2004


«Se potessi decidere da solo e per come vedo io le cose certe decisioni sarebbero state più coraggiose e più tempestive. Ma purtroppo un generale fa la guerra con i soldati che si ritrova sul campo... non con dei soldati immaginari».

 

Silvio Berlusconi, 10 novembre 2004


«Dal 2005 meno tasse per tutti».

 

Scritta gigante presente sul sito ufficiale di Forza Italia il 9 novembre 2004


«Silvio Berlusconi evoca la stessa dimensione evocata da Bush, con la differenza che in America quell'universo di valori è consolidato storicamente. Da noi è radicato nelle coscienze della gente, ma non in quelle dell'élite. […] E’ un grave errore derubricare i temi etici a “questioni di coscienza”. Il futuro si costruisce solo partendo dalla propria storia e dai propri valori. E le assicuro che a muoverci non sono i sondaggi favorevoli ai valori cattolici, ma l'esigenza di reagire al relativismo culturale in nome della libertà individuale».

 

Ferdinando Adornato, presidente di Forza Italia della Commissione Cultura della Camera; 9 novembre 2004


«L'Italia non ritirerà le sue truppe dall'Iraq finché non sarà raggiunta la democrazia e comunque fino a quando lo richiederà il legittimo governo iracheno, perché il nostro Paese che è la sesta potenza economica del mondo e fa parte della comunità delle democrazie, deve assumere su di sé la responsabilità di difendere la democrazia e diffonderla nel mondo».

 

Silvio Berlusconi; 4 novembre 2004


Completamente in Preda ad Allucinazioni .................

 

L'embargo? La dittatura? La guerra? Tutto passato, tutto risolto... mancano solo pochi dettagli...

«In Iraq c'è una vita regolare, ci sono le scuole etc. poi ci sono delle cose che non funzionano: ad esempio i semafori a Bagdad non funzionano. Ogni tanto scende uno dalla macchina e si mette a dirigere il traffico».

Silvio Berlusconi, 29 settembre 2004


«Anche se "noi" ci distinguiamo dall’America, spesso sotto forma di critiche di natura morale, politica o sociale, rimane comunque la questione: "qual è la nostra vera identità?". La nostra origine, la nostra eredità giudaico-cristiana l’abbiamo dimenticata, non abbiamo nemmeno avuto la forza di nominarla nella Costituzione europea. La differenziazione nei confronti dell’America resta comunque in negativo e non si presta a darci la sicurezza e la forza per difendere il nostro sistema di valori».

 

Marcello Pera, in un intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung, 27 ottobre 2004


«La crisi che si è aperta sui commissari è decisiva, anche rispetto ai futuri passi che muoverà l'Unione. Io penso che sulla vicenda che riguarda Buttiglione abbiano giocato tre elementi fondamentali. Il primo è un pregiudizio anti-cristiano, che è oggettivamente molto diffuso in Europa. Il secondo è una forte componente anti-italiana, che ha come obiettivo il governo Berlusconi. Il terzo è un elemento anti-Commissione, che ha spinto il Parlamento di Strasburgo a voler riaffermare la sua sovranità sulla tecnostruttura di Bruxelles».


«Su Buttiglione le valutazioni possono essere le più diverse. Ci si poteva anche aspettare che avrebbe tenuto più salde le sue convinzioni, evitando di scrivere la lettera che ha scritto e accettando tutte le conseguenze della sua scelta. Ma questo non toglie che in Europa il pregiudizio anti-cristiano c'è, e purtroppo è molto radicato».

 

Marcello Pera, Presidente del Senato, in un'intervista a Repubblica, 31 ottobre 2004


( Vergogna !!! )

 

«A domande insistenti ho risposto 'I may think': io posso pensare, ovvero anche io ho il diritto di pensare che l'omosessualità sia un peccato. Questa mia affermazione è stata deformata in molti modi e su di essa si è scatenata una campagna di stampa di grande superficialità e rozzezza.
[..]Il compito del politico è assumersi anche delle responsabilità non sue quando questo serve per il bene della comunità. Si purifica se stessi sacrificando una vittima. Questa volta per questo compito sono stato scelto io, ma non me ne lamento più di tanto.»

 

Rocco Buttiglione commenta la sua rinuncia al ruolo di Commissario Europeo, 30 ottobre 2004


«All'amico Landolfi replico che la sua dichiarazione non è aggiornata, anzi arriva fuori tempo massimo. Il presidente Berlusconi infatti ha più volte pubblicamente e solennemente dichiarato che avrebbe destinato totalmente in beneficenza ogni eventuale vantaggio che gli potesse derivare dalla riforma fiscale del governo. [...]A Landolfi ricordo affettuosamente che non è ancora una colpa in Italia aver lavorato con passione per creare dal nulla un'impresa che ha impiegato e impiega decine di migliaia di persone. Magari l'amico Landolfi avesse fatto altrettanto».

 

Paolo Bonaiuti, portavoce del Presidente del Consiglio, replica a Mario Landolfi, portavoce di AN, a proposito del risparmio di 760 mila euro da parte di Silvio Berlusconi se venisse approvata la riforma fiscale.


«Ecco come una fa a togliersi tutti i dubbi: catto-comunisti, catto-polari, catto e basta: altro che balle , siamo circondati da mente-catto a josa, alla facciazza di tenere separate le convinzioni dagli interessi personali: un assedio di talebani, da qualsiasi parte ci si giri ce n'è uno e io ,giuro, torno Laika, come la cagnetta dello spazio, la prima e l'ultima...»

 

Dal blog di Platinette, 28 ottobre 2004


( Portavoce di ...... Cosa ? )

 

«Il centrosinistra fa le nozze con i fichi secchi. Il vero vincitore di queste suppletive è il partito dell'astensionismo. Chi dice il contrario, come la GAD, nega l'evidenza. Esagera dunque chi crede di poter far derivare da una consultazione estremamente parziale significati di carattere generale.

Le vere elezioni, quelle che contano, saranno solo nel 2006. E allora, si rassegnino Prodi e compagni, gli Italiani daranno fiducia al governo Berlusconi e alla Cdl».

 

Lucio Malan, vice presidente dei senatori di Forza Italia, 25 ottobre 2004


( Fantastiche ed Intelligentissime Considerazioni ! )

 

«(Sono gli elettori) che non hanno ancora percepito i vantaggi delle riforme che ha fatto questo governo».

 

Antonio Marzano, Ministro per le Attività Produttive, a proposito delle elezioni suppletive, 25 ottobre 2004


 

«Gli elettori liberali sono più facili all'assenteismo, che viene loro perdonato, mentre a sinistra se non vanno a votare li fucilano. [...] La sinistra ricordi che riderà bene chi riderà ultimo».

 

Roberto Calderoli, Ministro per le Riforme, a proposito della sconfitta della Casa delle Libertà nelle elezioni suppletive, 25 ottobre 2004


«La politica è sempre più distante dai cittadini perché i politici parlano solo il linguaggio della propaganda e non quello del buon senso e della verità. Per quale motivo, per esempio, un uomo politico come Romano Prodi, che è diventato presidente della Commissione europea anche grazie al sostegno ricevuto dal governo italiano, e segnatamente dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, deve esprimersi in maniera così greve e ingiusta in merito politica estera dell’Italia?».

 

Sandro Bondi, 25 ottobre 2004


«Purtroppo oggi Rai International è nelle mani della sinistra e trasmette un'immagine distorta della vita politica italiana».

 

Sandro Bondi, durante il suo discorso al 2° Meeting degli "Azzurri nel mondo" a Lugano, 24 ottobre 2004 (n.d.r.: Il direttore di Rai International è Massimo Magliaro, ex-portavoce di Giorgio Almirante)


Povero, Povero, Povero

 

«GLI AIUTANTI DEI TAGLIAGOLE SONO NO GLOBAL ITALIANI Anarchici e giottini alleati di Bin Laden: un rapporto dei servizi segreti».

 

Renato Farina, titolo principale sulla prima pagina di Libero del 24 ottobre 2004


Che tipo di Giornalismo è questo ???

 

«Visto quello che accade, visti i commenti che girano, per non parlare delle sentenze, molto meglio essere Vispe Terese pacifiste, volontarie retribuite e occuparsi di libri o di immondizia, che guadagnarsi la pagnotta con un lavoro ingrato e rischioso. Le Vispe Terese infatti sono diventate dive a ogni effetto; corteggiate, fotografate e vezzeggiate alloggiano gratis in alberghi di rinomate località turistiche; insomma si sono fatte un nome e costruite un futuro da vippone. Mentre gli ex ostaggi italiani sequestrati in Iraq (Umberto Cupertino, Salvatore Stefio, Maurizio Agliana; Fabrizio Quattrocchi è stato ucciso) continuano a campare da poveracci e si sono rovinati la reputazione. Trattati come feccia, guardati con disprezzo, considerati mercenari. Quasi che il mestiere duro di guardia del corpo fosse un’infamia per chi lo svolge, tipo protettore di prostitute, buttafuori, spacciatore di droga».

 

Vittorio Feltri, in un editoriale a commento dell'indagine svolta dalla Procura di Bari sui mercenari operanti in Iraq, Libero del 22 ottobre 2004


L'intelligenza dovrebbe essere un requisito necessario !!!

 

«Tutti stiamo aspettando la morte di Fidel Castro. È l'unica soluzione per la democratizzazione di Cuba».


«Non dico che lo uccidano, io non auguro la morte a nessuno; sarebbe auspicabile un cambiamento nella politica del presidente cubano, invece di dover attendere il suo decesso».


«Ho i miei dubbi che con lui in vita possa cambiare qualcosa in quel paese. Speriamo che ci sia libertà quanto prima a Cuba».

 

Loyola De Palacio, Vicepresidente e commissario all'Energia e ai Trasporti dell'Unione europea, 21 ottobre 2004


Tasse e miracoli

I politici ci hanno abituato a tutto, è vero. Ma arrivare a paragonare Cristo alla Finanziaria...

 

«Gesù, quando vide che il cibo non bastava per tutti, non divise in pezzetti il pane ed il pesce per soddisfare tutti con poco, ma lo moltiplicò e lo redistribuì per soddisfare i bisogni di tutti. La riduzione dell'imposizione fiscale è l'unico modo che consenta lo sviluppo e risponde non solo ad un principio economico, ma anche morale.
Il precedente evangelico se vogliamo, l'unico miracolo sociale, quello dei pani e dei pesci, risponde allo stesso meccanismo di sviluppo che è il cardine di questa Finanziaria».

Giuseppe Vegas, Forza Italia, sottosegretario all'Economia, 5 novembre 2004


(  Ricordiamoci bene le origini di questi individui )

 

Tremaglia non arretra: lui parla come mangia...

«Quando si dice che Rocco Buttiglione ha perso perché alla sua sconfitta in Europa ha concorso la lobby dei gay, di cosa si sta parlando? Io li chiamo "culattoni" e lo ripeto. Sono un uomo di Bergamo e non vado lì a parlare di gay, parlo di "culattoni" perché si dice così dalle mie parti; in altre froci...».

Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani all'estero, in un'intervista a La Repubblica, 13/10/2004


Indymedia è messo a tacere in mezzo mondo, Italia compresa.

E sapete come giudica la cosa il nostro governo?

 

«L'oscuramento di Indymedia era scontato, visto che a carico di questo sito internet erano in corso inchieste da Brescia, Bologna, Bari, Napoli, Salerno. La sinistra invece di versare lacrime di coccodrillo, avrebbe forse fatto meglio a sollecitare Indymedia a moderare i toni talvolta gravemente diffamatori verso l'Italia e le sue istituzioni».

 

Francesco Giro, Forza Italia, 9 ottobre 2004


( Tipico Democratico ??? Fascista Italiano )


«Aver oscurato il sito di Indymedia è stata una cosa buona e giusta: non si trattava di controinformazione, ma di un sito che sputava fango e veleno, pieno di oscenità»


Mario Landolfi, portavoce di Alleanza Nazionale, 9 ottobre 2004


Il quotidiano di Feltri continua a raccontare la cronaca a modo suo. Adesso parlare di pace col papa è diventato "fare un pistolotto pacifista"...

«Unica nota positiva: questa volta erano vestite da cristiane. Tailleur nero per le due Simone ricevute ieri mattina in Vaticano da Giovanni Paolo II. Per fortuna e per decenza, niente tuniche arabe e ricamate, ma l’Iraq era ben presente nelle loro teste. Queste qui non scherzano, non indietreggiano, assolutamente non ce la fanno a rientrare nei ranghi della normalità. Ormai sono il pacifismo fatto persona, l’incarnazione della solidarietà. Inchinatevi, ecco a voi le Sante Simone da Bagdad che vanno dal Papa e dinanzi al Santo Pontefice, laddove tutti noi staremmo solo ad ascoltare col capo chino, fanno presente la necessità di stare vicini al popolo iracheno. Proprio così: hanno fatto il pistolotto pacifista pure a Karol Wojtyla.»


Mattias Mainiero, prima pagina di Libero, a proposito della visita di Simona Pari e Simona Torretta in Vaticano, 6 ottobre 2004


( Esempio di Fascista Moderno )

 

«Vi invito ad una mobilitazione per la pace contro il pacifismo, che è una caricatura della pace. Ponzio Pilato fu il primo pacifista della storia. Quello che se ne lavò le mani»

 

«La pace non si conquista sventolando bandierine, ma portando avanti una politica autenticamente pacificatrice l'alternativa al terrorismo è questa, non è il pacifismo».


«Bisogna diffidare i teppisti in servizio permanente effettivo dall'utilizzare l'aggettivo "sociale" con cui illustrano le loro attività e pretendono di caratterizzarle».

L'eutanasia «è disprezzo della vita e della morte».


Gianfranco Fini, 18 settembre 2004


( PseudoGiornalista - Scandalo dell'informazione NonIntelligente dell'attuale Italia dei Media???Set )

 

Torretta e Pari: "due brave ragazze buone dentro e generose di fatto". Che secondo papà Feltri andavano prese a schiaffi

 

«È la prima volta che i bravi ragazzi della resistenza irachena mettono le mani su carni femminili, e il destino (che non è cieco, anzi ci vede benissimo) ha voluto che fossero carni nostre, italiane.

Due ragazze, Simona Torretta e Simona Pari, entrambe meno di trenta anni, di Roma e di Rimini. Due brave ragazze buone dentro e generose di fatto. Questo bisogna riconoscerlo. Tuttavia, sincerità per sincerità, se fossero state mie figlie le avrei prese a schiaffi.

Cosa ci andate a fare a Bagdad, a convincere quella gente che la vita è bella nonostante i guai? Ma fatemi il piacere. Non muovetevi da casa altrimenti... Altrimenti un corno. Sono partite per la missione più pericolosa del mondo. La testa imbottita di ottime intenzioni e di luoghi comuni pacifisti e noglobalisti. Sicuramente in buona fede, mosse da sacro fuoco, desiderose di aiutare il prossimo eccetera.

Ma perdio quanta stupidità, quanto infantilismo, quanta ingenuità. Ce ne hanno dette di tutti i colori per le critiche a Baldoni, piombato nel deserto alla ricerca di emozioni e brividi. Figuriamoci ora che esprimiamo giudizi su due fanciulle scriteriate nel loro bisogno di assistere l'umanità ferita e sgarrupata del vicino Oriente. Pazienza. Becchiamoci le lezioni moraleggianti che ci spettano in questa triste circostanza. Preferiamo comunque strali nella schiena piuttosto che abbandonarci all'ipocrisia dilagante nel nostro quanto in altri Paesi illusi di poter raddrizzare le gambe dei cani».

Vittorio Feltri, editoriale dal titolo «Vittime dei pacifisti», Libero, 8 settembre 2004


Questione di fiducia

 

«Quella di mettere la fiducia sulle pensioni mi sembra una scelta molto ragionevole».

Rocco Buttiglione, Ministro delle politiche comunitarie, a proposito della questione di fiducia sulla legge delega sulle pensioni, 27 luglio 2004
 


Povera mamma, povero papà

 

"La scena politica italiana conosce solo la demonizzazione e l'attacco personale"

«Il titolo di un quotidiano - "Mai votato mio marito" - ha attribuito a nostra madre una frase mai scritta né pronunciata ed è la conferma di come la scena politica italiana conosca solo la demonizzazione e l'attacco personale. Mamma ha invece messo in luce il reale valore dell'operato politico di Silvio Berlusconi e il suo ruolo insostituibile».


Barbara ed Eleonora Berlusconi in un'intervista concessa al mensile "Vanity Fair"


( Megalomane )
 

Quando arriva "lui" spunta il sole. Chi lo dice? "Lui", naturalmente

 

«La fortuna proprio non ci manca. Più passa il tempo, più continua a inseguirmi. L'altro giorno sono andato a Londra, per l'incontro con Tony Blair. C'era un cielo grigio, carico di nuvole. Poi, proprio mentre stavo per passare in rassegna le guardie, ecco che le nuvole si sono aperte e zac, mi ha investito un raggio di sole. Mi è rimasto attaccato per tutta la cerimonia. Non era la prima volta. Anche due mesi fa, quando sono andato a Bologna per inaugurare una delle Grandi Opere, è successa la stessa cosa: c'era un cielo cupissimo, sono arrivato io ed è spuntato il sole. Insomma, sono l'esatto contrario di Fantozzi. Lui era inseguito da una nuvola, io dal bel tempo».

Silvio Berlusconi, al momento dell'incarico di Ministro per l'Economia a Domenico Siniscalco, 15 luglio 2004


La sanità secondo Sirchia

 

«La nostra sanità è un buon compromesso tra due interessi; quelli del cittadino malato che vuole sempre il massimo e quelli del cittadino sano che vuole pagare poco in termini di tassazione».».


Girolamo Sirchia, Ministro della salute, 4 maggio 2004


( Sbandato in Calo di .... Potere )

 

E meno male che è un uomo di sinistra...

«Il ritiro delle truppe dall'Iraq sarebbe un errore»

 

Francesco Rutelli, intervista al Corriere della Sera, 29 aprile 2004


«I politici che vanno oggi alla manifestazione dei familiari degli ostaggi rispondono alla chiamata dei rapitori»


Francesco Rutelli, intervista a SkyTg24, 29 aprile 2004


( Fortemente Tarato Psicologicamente )

 

«Scusate, scusate, non lo sapevo. È la seconda volta che questa giornalista fa questa cosa. Qualcuno dovrà risponderne, non è possibile una cosa del genere».

 

Emilio Fede durante il Tg4 commentando il servizio di una sua giornalista - Anna Mingotto - che parlava dell'assassinio a freddo di un iracheno ferito, mostrando le immagini senza peraltro trasmetterle nella loro integrità, cioè senza mostrare l'omicidio, 17 novembre 2004.


«Questo non è giornalismo. Non si capisce perché non mettono in rete le immagini dei terroristi che uccidono una donna e si fanno vedere le immagini di un soldato che uccide un terrorista».

 

Emilio Fede durante lo stesso Tg4 commentando la notizia secondo cui Al Jazeera ha deciso di non trasmettere le immagini dell'esecuzione di Margaret Hassan. Da precisare che a) l'uomo ucciso dal soldato americano non era un terrorista e b) l'uccisione dell'iracheno non è stata ripresa da Al Jazeera ma dalla Nbc, e mandato in onda per la prima volta dalla Cnn.


«Terrorista».

 

Emilio Fede apostrofa così la Mingotto in un "fuori onda" strasmesso da Striscia la notizia".


«Gli antiamericani, filopalestinesi, terroristi».

 

Emilio Fede che inveisce in un altro "fuori onda" strasmesso da Striscia la notizia".


«Comunisti, non c'è scampo: Berlusconi è sceso in campo... Avevo tanta voglia di dirlo ai giornalisti, ma lo dico qui a voi»

Silvio Berlusconi a proposito della conferma di Scapagnini come Sindaco di Catania, 19 maggio 2005


“pronto, sono Silvio da Arcore.Sono quello che ha mantenuto la metà della metà della metà della metà delle promesse fatte, sono Silvio da Arcore" e vuole ripercorrere alcuni punti del contratto con gli italiani"

"Il Contratto con gli italiani per me è sempre valido"..."Io mi sono presentato in campagna elettorale con una serie di promesse e la convinzione assoluta di poterle mantenere, e vorrei ricordare adesso che, nonostante il periodo negativo, nonostante la difficoltà di una coalizione nella quale non vige il principio della democrazia, cioè non è che c'è una maggioranza che vota ed una minoranza che si adegua, qui c'è una minoranza, anche assolutamente esile del 6%, 7 %, rispetto al totale della coalizione, che ha un diritto di veto...il governo ha fatto partire dal suo tavolo...oltre 550 provvedimenti, la nostra maggioranza ne ha approvati in parlamento quasi 400"
"Vorrei ripassare i 5 punti di quel contratto, velocissimamente.
Le Tassse: abbiamo fatto credo tutto il possibile, siamo intervenuti due volte con due moduli, c'è una no tax area....abbiamo diminuito tasse per le imprese, portandole al 33 %, abbiamo diminuito tasse per quanto riguarda i cittadini più poveri, credo che la pressione fiscale che è scesa al 41 e qualcosa circa oggi sia scesa dal 45 che è stato il vertice toccato da Prodi nel '97".
Debito pubblico
"Poi noi non abbiamo aumentato il peso del debito pubblico sul Pil, è diminuito, quindi credo non si potesse fare meglio di così".

Pensioni
"Abbiamo totalmente mantenuto la promessa, perchè era circostanziata, avevamo detto che per le persone oltre i 70 anni avremmo portato le pensioni a 1 milione di vecchie lire al mese per i 13 mesi, l'abbiamo fatto in maniera totale ed assoluta".

Reati
"Dovevamo introdurre il poliziotto, il carabiniere di quartiere, l'abbiamo fatto, lo stiamo facendo, certo bisogna prepararlo con 6 mesi di studi, bisogna anche che ci siano gli organici, da quando siamo intervenuti con questa nuova istituzione i reati di strada sono diminuiti di oltre il 40 %".

Aumento posti di lavoro
"Abbiamo detto che avremmo creato le condizioni per un aumento di posti di lavoro, 1,500.000 di posti di lavoro, bene, fin'ora sono 1.360.000 quelli creati fino ad adesso, in controtendenza assoluta rispetto al resto dell'Europa".

Grandi opere
"ultimo punto: di 125 grandi opere, abbiamo aperto oggi 37 cantieri con una spesa di 32 miliardi di euro...entro fine legislatura i cantieri aperti rappresenteranno il 57% di quei 125 miliardi di spese per le grandi opere che dovevamo coprire e copriranno un periodo decennale...il ponte di Messina è in appalto...abbiamo iniziato i lavori del Mose...è in avanzato studio di progettazione e in accordo con la Francia, il traforo del Frejus e altri due trafori per l'Europa, queste 5 sono opere epocali".

"Non credo francamente che si potesse fare meglio di quanto si è fatto, e nelle condizioni nelle quali ci siamo trovati ad operare"


Domanda su coalizione e Udc:
"Una volta è un partito, una volta è un altro e una volta è un altro partito ancora (a creare problemi ndr). Io credo che sia un problema non soltanto del centrodestra, ma un problema della sinistra che in effetti nella passata legislatura, con la stessa legge elettorale, è stata costretta a mettere in campo quattro governi, salvo poi scegliere addirittura un altro candidato nelle elezioni del 2001.
E' un difetto del nostro sistema che credo sia interesse di tutte le parti in campo, di cambiare.
Ed è per questo che io ho avanzato la proposta di un unico soggetto che raccolga tutti i partiti del centrodestra, sicuro in questo che se noi ottenessimo questo risultato costringeremmo anche il centrosinistra a fare altrettanto.
Cosicché la nostra democrazia possa diventare davvero una democrazia compiuta con due schieramenti in campo, e dentro ciascun schieramento vigesse la regola della democrazia. Cioè , c'è una maggioranza, anche magari qualificata, anche magari nei due terzi, dei tre quarti, con quattro partiti su sei - nella sinistra sono otto - Cinque partiti su otto; ma quando si decide su un certo problema la maggioranza determina e la minoranza si adegua.
Questo è il futuro per un paese che voglia veramente essere capace di farsi governare


Dopo avere risposto a domande sul programma economico dell’ultimo anno di legislatura, il premier affronta il nodo del sostegno alle imprese:
“In questo caso c’è un accordo completo con Confindustria, per cui dovremo, anzi – stiamo studiando di intervenire sull’Irap e la proposta che ho fatto in Parlamento era 4 miliardi di euro nei prossimi tre anni, per anno: Dopo avere esaminato la situazione, a seguito anche di quel – 0,5, che è il rappresentato del deficit rispetto al Pil nell’ultimo trimestre, io ho avanzato anche la proposta , magari un po’ coraggiosa, di una riduzione in un colpo solo nel primo anno, e ho dato mandato al ministro dell’economia di recarsi all’Ecofin per cominciare a trattare con l’Unione Europea questa possibilità. Che naturalmente ci porterebbe al di là del 3,5% di deficit ma che poi dovrebbe prevedere un periodo di rientro in tre anni.
E infine un sostegno ancora alle imprese che possono crescere di dimensione. Quindi dando degli incentivi fiscali per le imprese che si aggregano e in più una defiscalizzazione – la stiamo studiando , qualcuno dice che è anticostituzionale, io credo di no, sugli aumenti salariali e stipendiali che le aziende vorranno dare in questo anno prossimo ai loro collaboratori.
Queste credo che siano le cose più urgenti da fare, ma senza avere illusioni, perché è la struttura generale dell’economia europea che ci porta ad essere un continente che non si sviluppa. C’è una valorizzazione eccessiva dell’euro nei confronti delle altre monete, c’è una concorrenza sleale che ci arriva dall’oriente, dove la manodopera costa una frazione della nostra e dove non si rispettano assolutamente i limiti che noi siamo costretti a rispettare e che comportano l’arrivo sui nostri mercati di prodotti che arrivano con prezzi commerciali, quindi con il prezzo al pubblico, che è inferiore addirittura al prezzo con cui il nostro prodotto esce dagli stabilimenti.
Questa è una realtà che non è creata dal nostro governo, così come non è creato dal nostro governo il terzo debito del mondo che abbiamo alle spalle, così come non è il nostro governo che si ritrova ad avere 3 milioni e 200 mila impiegati pubblici che chiedono un incremento di stipendio che è superiore a quello che viene concesso agli impiegati delle aziende private. Io, mi scusi il termine, non credo che in momento come questo in cui ci si deve preoccupare di una spesa pubblica eccessiva, di una spesa corrente eccessiva, dovremmo andare ad incrementare quella che è per essenza la spesa corrente, cioè gli stipendi che si pagano agli impiegati dello stato di una somma, 111 euro, che è superiore a quella che i normali cittadini ottengono dalle aziende private in cui lavorano.
I cittadini non possono dare a coloro che sono i loro dipendenti, cioè agli impiegati pubblici, 111 euro mentre gli stessi cittadini se ne trovano ad incassare 86 di media. Questo mi sembra che non sia corretto. Io mi sono assunto quasi da solo la responsabilità di dire no ad un contratto che stava per chiudersi e che non mi sembrava giusto chiudere.

Risponde alla proposta del Ministro per le riforme Calderoli “torniamo alla lira”:
“Si, è impossibile, dobbiamo anche tenere presente che l’euro ha avuto dei vantaggi importanti come quello di un’inflazione rimasta sotto controllo. Tuttavia bisogna dire che il governo Prodi non trattò assolutamente in modo adeguato il cambio quando si passò dalla lira all’euro. Quindi quando adesso ci sentiamo dire che l’euro ha fatto questa incursione negativa nei bilanci delle famiglie, beh, bisogna avere ancora la voglia di dire la colpa non è di questo governo, del governo precedente che non entrò a 1,5, entrò a 1,936. e quindi in quel momento svalutò la lira nei confronti della nuova moneta ”.

Risposta alla domanda sul titolo principale del quotidiano “L’Unità” che oggi apre con il tema del buco da 20 miliardi di euro:
“Ma questo non lo so, bisogna chiederlo all’Unità, perché a me non risulta assolutamente; ho letto il titolo nella rassegna stampa di questa mattina; il nostro ministro non è neppure un uomo di partito, è un tecnico, duro, che si definisce un economista indipendente. Questa mattina alle 8.30…telefonerò ai miei collaboratori. Chiamerò Siniscalco e gli dirò di rispondere”.

Silvio Berlusconi - estratto dell'intervendo alla trasmissione Canale Italia.


«Dall'opposizione arrivano sempre critiche, ma mai un'idea alternativa alla nostra politica economica, sempre critiche e mai una proposta costruttiva. Visto che hanno una fabbrica del programma, se hanno in serbo delle idee ce le dicano».

Taglio dell'IRPEF: «L'altra volta l'abbiamo fatta per rispettare un impegno assunto con gli elettori. Ma l'abbiamo dovuta fare per mezzo punto di pil. Io ero assolutamente convinto che con mezzo punto di pil non avremmo avuto un ritorno nella direzione dell'incremento dei consumi e degli investimenti come quello di cui, invece, ci sarebbe stato bisogno. Ma le condizioni poste dai limiti del Trattato di Maastricht erano tali che mi sono dovuto fermare a quel livello. Sapevo bene che così avremmo fatto il solletico».

«C'è in vista una azione forte dell'Italia in seno alla UE, voglio portare in un bagno di realismo i miei colleghi europei».

Silvio Berlusconi, 13 maggio 2005


«Siamo a marzo, ci sono state le vacanze di Pasqua, non si può andare al mare e pretendere che il PIL cresca.» 

Silvio Berlusconi, commentando i dati sulla produzione industriale in calo del 5,2%; 12 maggio 2005


«Se vi venisse la voglia di distrarvi e alle prossime elezioni politiche non andate a darci oltre il 50% dei voti c'è qualcuno, basta seguirlo sulle televisioni di tutta Italia, che ha già annunciato che non solo farà tornare in auge l'imposta sulle donazioni e sulle successioni, ma vi cuccate anche la patrimoniale. Non vogliamo un futuro soffocante e illiberale, ma vogliamo un Paese libero e prospero.» 

Silvio Berlusconi; 12 maggio 2005


«Il voto per il "no" è, in realtà, o un atto di stupidità o il cosciente tradimento del principio che si afferma di difendere».

Rocco Buttiglione, Ministro dei beni culturali, 11 maggio 2005


«Per il bene che voglio a Fini e per l'aiuto che ritengo di avergli dato nell'accreditamento presso il mondo cattolico giudico il passo da lui compiuto, al di fuori di ogni organo direttivo del partito, non soltanto un errore personale, ma un cambiamento di linea culturale, etica, politica, di Alleanza nazionale, "cattolica e nazionale" come è scritto nelle tesi di Fiuggi. Fini è il leader scelto dagli iscritti, e quindi con una responsabilità di guida e di indirizzo degli elettori, dai quali non può separarsi con una semplice dichiarazione di "libertà di voto" di ogni cittadino, anche se iscritto ad An».

«Più che mai in questo caso, infatti l'astensione è un atto politico, non neutrale, né una fuga dalle responsabilità, ma un voto di conferma della legge che la maggioranza del Parlamento ha varato e che considero, sotto il profilo scientifico, giuridico, umano e politico, il massimo che la mia coscienza di elettore, di parlamentare e di cattolico può dare per rispondere alla sincera ansia di maternità e di paternità naturali. Le ulteriori concessioni alla cosiddetta "libertà di ricerca" sono l'espressione del relativismo etico, al quale io non intendo in nessun modo cedere neppure come legislatore».

Gustavo Selva (AN), Presidente della Commissione esteri della Camera, 11 maggio 2005


«Ho cercato di appianare i contrasti tra Putin e Bush, e ho rassicurato il presidente americano soprattutto sulla volontà democratica del presidente russo. [...] Bush e Putin hanno avuto un lungo colloquio positivo, ma li avevo preparati. Tutti e due erano stati opportunamente preparati dal sottoscritto[…] Il comunismo è ancora una minaccia per la libertà: ho applaudito i veterani, che non erano comunisti, ma patrioti russi, cosa ben diversa». 

Silvio Berlusconi; 9 maggio 2005


«L’amicizia degli Stati Uniti verso l’Italia è fuori discussione. Ne hanno dato testimonianza a più riprese le massime autorità degli Stati Uniti, dal Presidente Bush al Segretario Rice che, sin dai momenti immediatamente successivi alla tragica scomparsa del dottor Calipari, hanno tenuto ad esprimere il loro più profondo dolore e il loro più profondo rammarico per l’accaduto. E, ancora ieri - lo sapete - il Presidente Bush, alla vigilia di questo dibattito parlamentare, ha voluto ribadire questi suoi sentimenti. Rimane altrettanto fuori discussione l’amicizia e la lealtà del Governo italiano e dell’Italia verso gli Stati Uniti. Non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di evidenziare le ragioni, oggi più che mai attuali, di un’alleanza che poggia su fondamenta incrollabili. Il suoi pilastri sono i principi comuni di democrazia e di libertà, principi che l’Italia e l’Europa possono oggi annoverare tra i loro valori fondanti anche grazie al sacrificio generoso di decine di migliaia di giovani americani che, nella seconda guerra mondiale prima e poi in quel terribile conflitto non dichiarato che è stata la guerra fredda, li hanno affermati proteggendoli dalla minaccia dei totalitarismi che imperversavano nel nostro continente».

«Principi comuni che siamo ora impegnati a consolidare ogni giorno, lavorando fianco a fianco dei nostri amici americani, contro la minaccia del totalitarismo del nuovo millennio, quella del terrorismo fondamentalista, che ha svelato il suo volto più crudo e spietato in quella tragica mattina dell’11 settembre 2001, che portò persino il quotidiano Le Monde a pubblicare in prima pagina il titolo: ­Siamo tutti americani». Un proclama che conserva per noi, tutto intero, il suo valore e il suo significato. La nostra amicizia, l’amicizia tra l’Italia e gli Stati Uniti ha superato prove più difficili di questa. È un’amicizia sincera, leale e non subalterna; lo dimostra anche il fatto che, in questo caso, non abbiamo inteso accettare conclusioni dell’inchiesta che erano in contraddizione con la nostra ricostruzione dei fatti e nelle quali non potevamo quindi riconoscerci. Rimane immutato il nostro impegno a fare il possibile per accertare la verità su tutte le circostanze e le eventuali responsabilità dalle quali è dipesa la tragica scomparsa di un eroico servitore della Repubblica, che ha sacrificato la vita nello svolgimento di una missione delicata e pericolosa e al quale, italiani ed americani, hanno reso unanimemente omaggio. Si tratta di un impegno che intendiamo onorare per il riguardo che dobbiamo alla memoria del dottor Calipari, un dovere che sentiamo di avere anche nei riguardi dei familiari, ai quali la sua morte prematura lo ha strappato anzitempo».

«(...)non abbiamo alcuna intenzione di stabilire alcun nesso tra la valutazione della vicenda in cui ha perso la vita il nostro funzionario ed il ruolo del nostro paese in Iraq».

Silvio Berlusconi, intervenendo in Parlamento per informare sugli esiti delle indagini per la morte di Nicola Calipari


«Onestamente, io devo ringraziare Bin Laden. Senza l'11 settembre sarei rimasto una non persona, quella costruita da Mani Pulite e scomparsa da ogni radar. Dopo le Torri Gemelle anche il cittadino più distratto ha cominciato a sentire di nuovo il bisogno di competenza, a desiderare di sentir ragionare. Non così il ceto politico che negli ultimi 12 anni ha continuato a fissarsi l'ombelico, atrofizzando le vertebre del collo e non riuscendo più a rialzare la testa per guardare oltre il cortile di casa. […] E’ stato un bel giorno quando ho cominciato a ricomparire nei radar e a essere invitato in televisione. […] Vedo solo i pirla con le bandiere della pace. […] La cosa peggiore era prendere l'aereo e restare alla mercé di gente che ti diceva ladro, vergogna. […] Ormai non c'è nessuno in buona fede che non ammetta che Mani Pulite è stata un'operazione inventata e gestita dal Partito comunista. Lei può credere seriamente che un episodio come il tiro delle monetine a Craxi possa essere un gesto spontaneo?». 

Gianni De Michelis, Nuovo PSI


«E' impensabile che oggi di fronte al disordine mondiale si possa escludere l'uso della forza. […] I neocon hanno centrato un tema fondamentale: la sicurezza sta nell'espansione della democrazia. […] Esportare la democrazia è un grande obiettivo ed è l'asse fondamentale di una nuova sicurezza internazionale. […] Sarà anche un terreno di confronto con la destra americana perché la sicurezza e l'ordine dovranno essere basati sul diritto internazionale e non sull'uso della forza, anche se, esportare la democrazia con successo, vuol dire non escludere l'uso della forza a priori. […] Il multilateralismo non può essere interpretato come condivisione di impotenze e accettazione dello status quo, ma come un sistema efficace in grado di intervenire attivamente nelle crisi ecnomiche e umanitarie, senza accettare solo la visione ottocentesca della sovranità nazionale. […] Noi abbiamo criticato l'accodamento italiano alla politica degli Stati Uniti. Ma anche nella posizione della Francia si è riflettuta una visione strumentale dell'Europa, speculare all'azione di quei paesi che si sono accodati agli Stati Uniti. Anche i socialisti francesi, infatti, hanno giustamente criticato il carattere nostalgico del neogaullismo». 

Massimo D’Alema, europarlamentare e presidente dei Democratici di Sinistra, nel discorso alla Fondazione Italianieuropei; 3 maggio 2005


«Aboliamo il Primo maggio e non se ne parli più. Troviamo un altro giorno, magari con ponte garantito, e basta coi comizi che, malgrado gli ingaggi delle rockstar, non riescono a cancellare quel tanto di vecchio armamentario un po' sovietico che rimane. E la smettano le banalissime telecronache di affondare nella solita orgia di opportunismo. Le bandiere rosse sono bellissime soltanto per chi ama le bandiere rosse, ma per tutti gli altri il rosso è un colore che divide, non che unisce. L'accusa di revisionismo è nell'aria e del resto, lo confesso, mi calza come un guanto perché è proprio ora di revisionare le attrezzerie teatrali del secolo scorso. E il Primo maggio è un pezzo dell'attrezzeria: vecchiume da cui si può prendere soltanto il tetano. Sì, una volta era un'altra cosa, ma oggi non più: del passato che cosa resta? Dita di gloriosi sindacalisti gialle di nicotina, macchine sgangherate con l'altoparlante sul portapacchi, e nell'aria un sospetto di esaltazione dello schiavismo.

Proprio così: nella retorica del Primo maggio si annidano grumi di memorie inconfessate, se non Spartaco o il Quarto stato di Pellizza da Volpedo, almeno le cariche della Celere di Mario Scelba, o l'eco dei bambini minatori e di David Copperfield. Quel che non va è proprio la retorica di un mondo morto e non ci sono ingaggi di musica sotto il palco che possano dare vita a ciò che è morto.     [...]

Che senso ha fare festa in memoria di ciò che non esiste più, quando potremmo ispirarci a eventi molto più recenti e cocenti? Per esempio, se proprio dovessimo ispirarci al sangue versato, potremmo celebrare la sconfitta del terrorismo nell'anniversario dell'assassinio di Aldo Moro. Sempre sgradevole, ma più attuale. Invece si mantiene in vita un rito che, con tutte le migliori intenzioni, somiglia più al compleanno di Kim Il Sung che ai sogni di chi lavora.

Io mi sono sorbito e ho descritto non meno di 20 Primo maggio in vita mia: conosco il profumo di quella mattina di sole, il fruscio delle bandiere, gli altoparlanti assordanti, il volo delle rondini e degli elicotteri della polizia e penso di poter dire che si tratta soltanto di una cattiva abitudine, come il fumo. Ci vuole un Sirchia che vieti le feste che portano con sé memorie di sangue e di parate militari.          [...]

Di qui la mia immodesta proposta: smettiamo subito di terrorizzare un secolo appena nato con le memorie di un mondo di cui conserviamo uno spaventato ricordo e che non è più il nostro e meno che mai quello di chi è appena nato o che nascerà».  

Paolo Guzzanti su Panorama del 29 aprile 2005


«Ieri, in occasione della ricorrenza della festa del primo maggio, abbiamo avuto una conferma del fatto che in Italia non c'è democrazia e che le televisioni sono tutte in mano a Silvio Berlusconi. Su Raitre, infatti, sono state trasmesse otto ore consecutive di propaganda ininterrotta e sguaiata contro il presidente del consiglio e contro il suo governo. In questa occasione, i nostri complimenti vanno anche alla Rai, per aver offerto un servizio limpido e imparziale: ci chiediamo se i campioni della par condicio avranno qualcosa da commentare al riguardo. Ma non ci facciamo illusioni».  

Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, riferendosi al concerto del 1° maggio; 2 maggio 2005


«La nostra posizione danneggia le donne? Beh, allora se stiamo a questo danneggia anche gli uomini. Anche loro, nel caso del no all'eterologa, rinunciano ad avere figli. Ma che discussione è? Ma quale tipo di danno comporta? Possono fare l'omologa a determinate condizioni. Cosa vogliono ancora, le donne? Vogliono prendere il seme del primo che passa per la strada, di chi non conoscono? Non credo. La nostra posizione sull'eterologa, il nostro dire no, è proprio per tutelare il bene della donna. […] Questi problemi non vanno mai lasciati in mano ai politici. Mai. Perché non capiscono niente. Io vorrei vedere se uno di loro è mai stato in un laboratorio al meno una volta a vedere un trapianto di ovulo oppure una inseminazione omologa o eterologa. Scommetto di no».  

Mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, in un’intervista al “Corriere della Sera” del 30 aprile 2005


«E’ un democristiano ambiguo, pallido e flaccido, socio di Casini negli affari della botteghina cattopportunista. […] Ci si domandava: cosa mai vorrà Follini, due ministri, quattro segretari, una Mercedes, due Lancia, una villa in Sardegna? All’improvviso, si mise a cuccia a rosicchiare un osso. Mistero. […] A Follini, comunque, non affiderei nemmeno il mio cane (Ciro) per i bisognini quotidiani.» 

Vittorio Feltri, su Libero del 28 aprile 2005


«Il Presidente del Consiglio ha lanciato un progetto politico innovativo mettendo in gioco se stesso e la sua leadership. Un progetto che punta diritto verso il futuro scavalcando in maniera netta anche le ridicole formule unitarie escogitate dal centrosinistra. Sarà forse per questo che l'Unione già ci invidia?»  

Maurizio Lupi, responsabile territoriale di Forza Italia; 26 aprile 2005


«Lasciatemelo dire, signori dell'opposizione, vi è anche il fatto che noi abbiamo un vizio tutto italiano, perché leggendo i giornali degli altri paesi non trovo opposizioni di tali paesi che continuano a predicare ed a sbandierare così tanto pessimismo, catastrofismo e disfattismo. […] Non nego assolutamente - chi lo vuol negare? - che l'incursione dell'euro nei conti delle famiglie italiane ha portato difficoltà per una certa parte delle stesse famiglie italiane a chiudere anche la quarta settimana del mese, ma l'introduzione dell'euro non è certamente qualcosa che si può addebitare a questo Governo. […] Ritorno, quindi, ad un invito che ho rivolto più volte: è inutile che fate gesti che vorrebbero indurmi a non ripetere considerazioni che ho già fatto. Le ho già fatte, ma continuo a ripeterle: se voi andate in televisione tutte le sere e dite che l'Italia è un paese che va alla malora gli altri finiscono per considerare che è così. Tecnicamente, si chiamano, queste vostre profezie, self fullfilling profecies, profezie che finiscono con l'avverarsi per davvero. Quindi, io, nella mia vita non priva di successi - penso che almeno questo me lo vorrete accreditare non ho mai visto alcuno giungere a buoni risultati partendo da una posizione di pessimismo! E, allora, smettetela, una buona volta, di fare i disfattisti. […] C'è da dire che questa maggioranza ha sbagliato ed io per primo: infatti, il Presidente del Consiglio, per primo, intendendo essere il Presidente del Consiglio di tutti gli italiani, non ha voluto scendere in campo a fare una campagna elettorale. Ebbene, nel 2000, quando abbiamo vinto le elezioni regionali, era successo tutto il contrario. E questa volta, mentre i vostri elettori votano per principio (lo avete ricordato in quest'aula questa mattina) inquadrati, diligenti e disciplinati, i nostri elettori sono più individualisti e, per nostra fortuna, hanno più senso critico. […] Agli amici della sinistra direi di non farsi troppe illusioni sul fatto di avere già la vittoria in tasca, perché vedete, signori della sinistra, gli italiani hanno tanto buon senso e sanno bene che c'è un'egemonia culturale vostra da decenni, sanno bene che voi dominate nelle scuole, nelle università, tra i giornalisti televisivi, sui giornali, nella magistratura, nelle procure, nella Corte costituzionale (undici a quattro) e mi fermo qui! Quindi, non vorranno dare a voi anche il Governo e la maggioranza parlamentare. Sono troppo saggi e sanno benissimo che non ci sarebbe più una piena democrazia, ma avremmo una democrazia minore, perché una democrazia vera si fonda sul sistema del check and balance, dei pesi e dei contrappesi. È anche per questo, perché siamo sicuri che gli italiani non vorranno dare tutto nelle mani della sinistra che noi ci accingiamo ad un anno straordinario per una vittoria finale, tra un anno, come abbiamo vinto nel 2000. Tanti auguri! Vi chiedo la fiducia.»  

 Silvio Berlusconi, nel suo discorso alla Camera dei Deputati; 27 aprile 2005


«Tutti insieme dobbiamo ora lavorare per portare a termine il progetto di modernizzazione dell'Italia, anche perché non credo che ci sia un'altra possibilità per il nostro Paese. L'alternativa, quella dell'opposizione, è infatti sterile. E' capace solo di criticare e non ha mai portato delle soluzioni. Non hanno un progetto perché sono troppo divisi e distanti tra loro, a partire dalla politica economica e dalla politica estera. La loro alternativa si realizza nell'insulto e nella critica a ciò che facciamo». 

Silvio Berlusconi; 26 aprile 2005


«Trionfa la retorica (e le omertà) sul 25 aprile. La democrazia delle bandiere rosse. Ci è toccata anche ieri l'annuale overdose di retorica. Il 25 aprile ha avuto a Milano, piazza Duomo, il suo trionfo di luoghi comuni (e comunisti), come da tradizione. […] A distanza di dodici lustri dalla resa dei conti, spacciare quel giorno di sangue e violenze per simbolo della democrazia, di valori eterni quali la libertà, è un'operazione cara solo ai falsificatori e ai mistificatori. [...] Nell’arte di uccidere gli uomini morti i compatrioti dell’epoca si rivelarono autentici specialisti. E udire ad ogni 25 aprile i salmi degli oratori di turno irrita o induce al riso, naturalmente amaro. […] Una Liberazione autentica sarebbe quella dai comunisti sopravvissuti al comunismo, alle sue demagogie, alle sue ipocrisie, ai suoi delitti, alla sua tragedia. Ecco, liberateci da questi reazionari e allora si potrà festeggiare il 25 aprile e dargli un senso, il senso della democrazia (non popolare).» 

Vittorio Feltri, sulla prima pagina di Libero del 26 aprile 2005


«Spero solo che qua in Italia non arrivi mai un simile bacillo cancerogeno, che attenta alla verità della vita e degli esseri umani».  

Mons. Paolo Atzei, vescovo di Sassari, commentando la legge spagnola sui matrimoni gay; 22 aprile 2005


«Spero che le voci che si sono alzate alla vigilia del 60esimo anniversario della liberazione da parte di Epifani e di Veltroni non anticipino quale sarà il carattere delle celebrazioni da parte della sinistra. Il 25 aprile non è e non deve diventare l'occasione per la difesa della Costituzione. Non c'è bisogno, infatti di difendere la carta Costituzionale perché la riforme approvate da questo governo hanno il grande merito di avere impedito lo stravolgimento della Costituzione operato proprio da parte della sinistra nella scorsa legislatura e contengono, viceversa la piena realizzazione dei principi fondamentali della Costituzione, indicati durante i lavori della Costituzione. Se, anche quest'anno, la sinistra intende attribuire strumentalmente al 25 aprile un altro significato politico che non ha si renderà responsabile di un atto di divisione arbitraria della coscienza degli italiani e dell'unita' nazionale».

Sandro