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Il Tabacco in Italia TIPI DI TABACCO IL TABACCO
L'origine e la diffusione
La Nicotiana rustica ha un fusto eretto, più piccolo (1,5 metri), con foglie subovali o lanceolate, fiori in infiorescenze a pannocchia giallo- verdi, semi piccolissimi contenuti in capsula. Il contenuto in nicotina è più alto e può raggiungere il 16%. La rustica è utilizzata soprattutto per i tabacchi da fiuto.
Il ciclo di coltivazioneLa pianta del tabacco presenta un buon adattamento al sistema di produzione, basato soprattutto sulla semplificazione delle operazioni colturali, della raccolta e della cura, finalizzate alla riduzione dei costi e all'ottenimento di prodotti di qualità. Le tecniche di produzione delle piantine, di preparazione del terreno, le operazioni di diserbo, concimazione di base, trapianto, difesa sono simili per i vari tipi di tabacco, mentre cambiano la concimazione azotata, l'epoca di cimatura, i sistemi di raccolta e cura.
Infine, per non vanificare tutto il complesso lavoro di coltivazione, è necessario difendere il tabacco nel ciclo vegetativo, durante il quale è soggetto a malattie, parassiti e avversità, intervenendo con mezzi preventivi di difesa e con appropriati trattamenti.
Le classi di tabaccoSi differenziano secondo il processo di cura, durante il quale le foglie si seccano, perdono il loro colore verde e assumono un colore variante dal giallo al rosso-bruno o nero-bruno, secondo il trattamento.
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Ai primi appartengono i tabacchi Havanna, Paraguay, Beneventano, gli ibridi di Badischer Geudertheimer e Kentucky; i tabacchi chiari comprendono il tipo nordamericano (Virginia Bright, Burley, Maryland, Badischer Burley) e il tipo orientale (Xanthi, Perustitza, Erzegovina, Samsun). |
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Per classi di cura i tabacchi flue-cured e light air-cured costituiscono più dei due terzi della produzione nazionale, soprattutto ad opera del Bright e del Burley (37 e 34%, rispettivamente, del totale nazionale). Anche se la tabacchicoltura si estende su quasi tutta la penisola, il 98% del tabacco viene prodotto in sette regioni; quasi la metà della produzione italiana si concentra in Campania, un terzo in Umbria e Veneto. |
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La produzione campana è incentrata in prevalenza sul Burley tradizionale (a foglia di tipo leggero), mentre la coltivazione degli ibridi di Badischer Geudertheimer, dopo un periodo di forte espansione, è in regresso.
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La produzione dei tabacchi lavorati è costituita da sigarette nazionali per il 67%, da sigarette fabbricate su licenza per il 31%, mentre gli altri prodotti rappresentano quote marginali. Il consumo di tabacco in Italia ha raggiunto il massimo nel 1985; attualmente i circa 13 milioni di fumatori consumano più di 91 mila tonnellate di tabacchi lavorati, di cui oltre il 98% come sigarette, mentre il consumo di trinciati, sigari e sigaretti tende a stabilizzarsi. |
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Sono quasi scomparsi i tabacchi da fiuto. Per quote di mercato i prodotti esteri (importati e su licenza) rappresentano circa il 60% del totale delle vendite.
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Il tabacco ha stimolato una vasta produzione di oggetti da fumo (pipe, portasigarette, tabacchiere, fiammiferi, accendini ....), e la fantasia di artisti e artigiani ha contribuito a diffonderlo.
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