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La storia del tabacco è una storia di conquista del mondo in meno di due secoli. Partendo da un centro originario identificabile con l'altipiano centroamericano e col Messico meridionale, la pianta del tabacco si diffuse rapidamente: già verso il 1580 era coltivata a scopo commerciale dagli spagnoli e agli inizi del 1600 veniva coltivata dalle Americhe all'Estremo Oriente. Delle specie originarie, la Nicotiana tabacum diventava predominante e si diffondeva rapidamente, mentre la Nicotiana rustica passava in una posizione marginale. Diffondendosi nel mondo, il tabacco si è differenziato in moltissime varietà, merito della sua alta adattabilità a differenti ambienti. La coltivazione del tabacco, con metodi e accorgimenti colturali diversi, si è estesa a moltissimi paesi, in un arco di latitudine compreso tra 60° nord e 50° sud. I continenti dove la coltivazione è più diffusa sono l'Asia (soprattutto in Cina, India, Turchia) e l'America (Stati Uniti, Brasile), ma è presente anche in Europa (Italia, Grecia,
Bulgaria, Polonia, Russia), Africa (Zimbabwe, Malawi) e Oceania (Australia e Nuova Zelanda).
In Europa, pare accertato che il tabacco sia stato coltivato per la prima volta nel giardino reale di Lisbona nel 1558 e che dal Portogallo l'ambasciatore francese Jean Nicot (da lui il termine "Nicotiana") ne abbia spedito i semi in Francia verso il 1560. Qui il tabacco incontrò un tale favore per le sue virtù medicinali che venne posto sotto il patrocinio della Regina Caterina dei Medici, donde il nome di Erba della Regina. In Italia il tabacco fece la sua comparsa, più o meno nella stessa epoca, ad opera del Cardinale Prospero di Santa Croce (da cui il nome di Erba santa), Nunzio Pontificio a Lisbona. Il Sommo Pontefice che ne ricevette i semi, li affidò ai monaci dei vari ordini religiosi, i quali li misero in coltura negli orti dei conventi ed ecco perché iniziò la sua diffusione in Italia dal Lazio. L'uso che si fece all'inizio del tabacco (allo stato verde, essiccato, polverizzato) fu a scopo di medicamento per numerosissimi mali, ragion per cui divenne dominio dei farmacisti. Il suo impiego come prodotto voluttuario è successivo: dapprima venne
adoperato per fiuto, sotto forma di polvere anche aromatizzata da aspirare nelle cavità nasali, ed a tale tipo di consumo dettero un contributo notevole le dame della buona società.

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Il costume di fumarlo provenne dall'Inghilterra nel 1590 e fece proseliti, specie nel popolino e tra i soldati, in una diffusione sociale diversa da quanto si sarebbe indotti a ritenere. L'uso del tabacco ben presto degenerò in abuso e determinò la reazione dei medici che denunciarono i danni che arrecava all'organismo. Ciò indusse Papa Urbano VIII a condannare coloro che aspiravano il tabacco in chiesa. Ma i governanti dell'epoca compresero che il tabacco poteva costituire una fonte di entrate per le pubbliche finanze per cui, con il pretesto della tutela della salute, istituirono i primi vincoli fiscali esercitati a mezzo di appalti a privati o di monopoli gestiti direttamente. La coltivazione del tabacco in Italia si mantenne limitata fino al secolo scorso. A Roma la prima fabbrica pontificia di tabacco venne costruita da Benedetto XIV a metà del diciottesimo secolo in Via Garibaldi perché potesse sfruttare, come forza motrice, il copioso getto d'acqua proveniente dalla sovrastante fontana dell'Acqua Paola, al Gianicolo. Fu sempre Papa Benedetto XIV,
fanatico sostenitore del fumo, ad abolire il 21 dicembre 1757 la tassazione sul tabacco eliminando di fatto la privativa stessa. Da quel momento a Roma fu resa libera la semina, la raccolta e la commercializzazione del tabacco sia greggio che lavorato e fu permesso a chiunque di importare tabacchi esterni nel territorio dello Stato Pontificio senza pagare alcun tipo di dazio o gabella. A metà del secolo scorso, la produzione di tabacco a Roma era suddivisa in tre diverse manifatture: nel convento di S. Margherita si produceva il tabacco da fiuto, nell'ospizio di S. Michele si producevano i sigari forti, ed infine nei locali attigui a Santa Maria dell'Orto si realizzavano i sigari leggeri. Finalmente nel 1859 la Regia Pontificia dei Sali e Tabacchi, costituita nel 1854, ottenne l'autorizzazione a predisporre un progetto di costruzione di una grande manifattura. Nel 1860 iniziarono i lavori e come sede fu scelto il terreno attiguo alla chiesa di S. Maria dell'Orto. La grande manifattura di tabacco era sostanzialmente già pronta nel 1863 e aveva sede
nell'edificio che oggi affaccia su piazza Mastai. Con l'unificazione del Regno d'Italia e una legislazione unica della produzione, il nostro Stato divenne il primo produttore continentale di tabacco. Da allora al 1970, anno di abrogazione del monopolio della coltivazione e del commercio del greggio, l'esercizio del monopolio dei tabacchi è stato gestito direttamente dallo Stato attraverso organismi diversi.
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