Il Toscano Extravecchio

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Nasce nel 1953, grazie al perfezionamento delle tecniche di lavorazione del sigaro Toscano…

Frutto di una lunga tradizione, che affonda le sue radici nella cultura e nel territorio della Toscana, l’Extravecchio è da sempre uno dei più amati prodotti da fumo italiani, e oggi, oltre ad essere il “più consumato” del gruppo sigari Toscani, vanta persino il riconoscimento di primo prodotto no-food al Salone del Gusto di Torino, che si è svolto dal 25 al 29 ottobre 2000.
Slow Food Arcigola ha inserito il sigaro italiano tra i suoi novantuno presidi eno-gastronomici, gruppi di lavoro che hanno il compito di tutelare tutti i prodotti tipici, valorizzando, per la prima volta, i Toscani Extra-vecchi come prodotto agricolo che rappresenta la filiera regionale (dalla coltivazione del tabacco kentucky nella Valtiberina e nella Val di Chiana alla fabbricazione del sigaro nella Manifattura di Lucca).
Il Toscano è tutto questo: una risorsa per l’agricoltura locale, uno dei piaceri che fanno amare la buona tavola, ma soprattutto un patrimonio culturale inestimabile, che è assolutamente necessario tutelare. Per questo Slow Food ha reso possibile “l’adozione” del Toscano Extravecchio: un contributo al fine di salvare la piccola produzione agroalimentare di qualità permetterà achiunque (basta compilare un coupon) di conoscere “dove e come nasce” il sigaro Toscano, con una visita ai campi di tabacco della provincia di Arezzo o alla Manifattura Tabacchi di Lucca.
 

La lavorazione
Il Toscano Extravecchio è un sigaro fermentato, appartenente alla fascia “pregiati” ed è di filiera toscana: cioè viene interamente confezionato nella Manifattura di Lucca utilizzando i soli tabacchi Kentucky coltivati in Toscana.
Rispetto al tradizionale procedimento di lavorazione dei sigari, risalente alla fine del settecento, l’Extravecchio richiede una fermentazione più lunga e completa del ripieno, seguita, a confezionamento avvenuto, da un lungo periodo di maturazione.
Insieme alla scrupolosa “cura a fuoco” delle foglie di tabacco utilizzate, tale lavorazione conferisce all’Extravecchio un aroma tipico, un profumo gradevole e penetrante, associato ad un gusto forte e vivace.
La degustazione
Le particolari qualità di gusto del Toscano Extravecchio vengono maggiormente esaltate se prima di essere fumato viene tenuto, per almeno un mese, in ambiente condizionato (UA=60-70%; T=18-20°C).

Qualche dato
È il prodotto del gruppo sigari Toscani più apprezzato dai consumatori: lo rivelano i dati segnaletici relativi alle vendite dell’anno 1999, e non solo.
L’Extravecchio occupa infatti circa il 30% del totale della produzione complessiva di sigari Toscani di tale anno (che risulta essere di 428.046 chilogrammi), e raggiunge quota 123.500 chilogrammi.
I dati relativi ai consumi di sigari nel periodo gennaio-agosto degli anni 1999 e 2000 a confronto, indicano un incremento dell’1,3% - gruppo Toscani - nell’anno corrente (da 289.888 a 293.645 kg). Tale trend positivo è più che mai ribadito dal dato relativo agli Extravecchi, che si attesta intorno al 35,1% (da 39.815 a 53.785 kg)

Notizia ETI
 
     
 

 

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Ultimo aggiornamento 06/01/2009 02.55.59
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