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Le Sigaraie
di Lucca " Mani d' Oro "
"Le mani si muovono con abilità straordinaria. Selezionano, arrotolano, allineano con meticolosa precisione… e dopo qualche istante il sigaro è pronto". Tre artigiane della manifattura di Lucca si sono esibite nella festa rituale tenutasi nel mese di settembre. Gli spettatori letteralmente stupiti hanno assistito ad una tecnica di lavorazione rimasta immutata da duecento anni. Un privilegio per pochi, visto che le sigaraie sono una specie in via d'estinzione. Ne sono rimaste circa una ventina a portare avanti l'antico mestiere e per le loro mani scorrono arte e tradizione del sigaro Toscano.
Nel laboratorio di confezionamento manuale la sigaraia dispone, sul suo banco di lavoro, di un mucchietto di mezze foglie e di una ciotola con colla d'amido di mais, e, lì accanto, di un sacchetto con il trinciato. Stende il lembo fogliare, bagnato di colla, su una tavoletta, lo spiana ben bene, e, con abili e rapidi colpi di coltello, lo taglia nella forma voluta. Poi prende un certo quantitativo di trinciato, lo allunga sulla fascia predisposta e, arrotolandolo, plasma il sigaro nella sua caratteristica forma. La grande abilità della sigaraia si rivela nel prendere il quantitativo giusto di ripieno e nella perfezione dell'arrotolatura: infatti, se la fascia è arrotolata imperfettamente e viene lasciata qualche via d'aria, il sigaro non "tirerà", lo stesso se il ripieno è eccedente e, quindi, troppo costipato.
Sul banco di lavoro vi è anche una cesoia, comandata a pedale, che serve a tagliare nettamente le estremità, sfrangiate, del sigaro appena formato ed a far sì che tutti i sigari abbiano la stessa lunghezza. Una sigaraia, con i suoi gesti rapidi e precisi, riesce a confezionare circa 550 pezzi al giorno. È un lavoro più faticoso di quello alla macchina, ma diverse lavoratrici, tutte volontarie, lo hanno prescelto, ritenendolo più gratificante. Il Toscano "finito" esce dalle loro mani: ed è il fascino di un sistema di lavoro artigianale unico al mondo.
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