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Il Toscano richiede
uno spazio tutto suo
per essere fumato
veramente. Uno spazio
legato all'arte, alla
scrittura, alla
lettura o alla
contemplazione.
Come ogni sigaro, e
più di ogni sigaro, è
un'uscita dal tempo.
Un pertugio che ci fa
assaporare il respiro
profondo delle nostre
sensazioni.
Carlo Levi lo
definiva "il cibo
paradisiaco della
materia grigia
dell'uomo" (cfr. Il
sigaro toscano) ed
era un assiduo
fumatore di sigari
toscani.
"il
Kentucky del Toscano,
dalla sua magica
origine vegetale fino
alla lontana meta
sanguigna, percorre la
stessa strada della
sigaretta con una
lentezza infinitamente
maggiore: lo
trattengono,
deliziate, quelle
numerosissime piccole
sporgenze che
vivificano la mucosa
linguale specialmente
ai margini, alla base,
sulla punta; passa, il
Kentucky, attraverso
il folto filtro delle
papille gustative e
trova, attraverso le
papille olfattive, una
collaterale via di
comunicazione ancora
più lenta e sottile.
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