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Che il Toscano sia frutto di una grande cura non è solo
un modo di dire. Nonostante l'attenzione e la curiosità
siano solitamente puntate sulla manifattura, sulle mani
femminili che danno forma alla foglia, c'è un momento
precedente decisivo per la trasformazione del vegetale
in tabacco: dalla foglia verde alla materia prima che,
dopo essere stata selezionata, entrerà poi in
manifattura. Si chiama proprio cura quel momento ed è
storia di questi giorni uggiosi di novembre._file/image002.jpg)
A
metà ottobre finisce il raccolto, ma non il lavoro nelle
piantagioni. I tecnici dicono che questa è stata una
buona annata, ma se le grandi foglie verde acceso
saranno buone da fumare dipende moltissimo da quel che
succede fra novembre e dicembre nei locali di cura. Qui
il fuoco toglie il verde, si mangia la clorofilla e
avvia il primo miracolo biochimico che rende unico il
Kentucky. C’è nella cura molto della storia e delle
origini di questo tabacco. Il nome ci ricorda che arriva
dagli Stati Uniti: lì, alla fine dell'estate, con la
temperatura in ribasso e l'umidità in aumento, trattarlo
ad aria naturale non era piú sufficiente. Ma c’era tanta
legna. Nacque così l’idea della cura a fuoco. E c’era
così tanta legna che anche i locali della cura erano
costruiti con pezzi di tronco. In Italia, così come il
tabacco, anche il trattamento si è adattato, sia per le
diverse condizioni metreologiche, sia per la diversa
disponibilità di alberi da tagliare. Quel che si mette a
bruciare sotto i pavimenti dei locali di cura, che sono
di muratura, è davvero importante: essenze forti e ben
stagionate. Quercia, rovere, cerro ma che abbiano mesi e
mesi di riposo. Basti pensare che, nelle piantagioni,
appena finito il raccolto del tabacco, ci si mette
subito alla ricerca dei ceppi che bruceranno l’anno
successivo.
Gran bello spettacolo i mazzi di
foglie appesi nei locali di cura a maturare nel giusto
equilibrio di calore, aria e umidità. Raccolte una per
una e infilzate su uno spago, pendono come cacciagione
che frolla in attesa di essere preparata per le tavole
più esigenti. Il risultato dipende dalla giusta miscela
di tre ingredienti: il calore deve essere costante, il
fumo contenuto, l’aria diffusa nella giusta misura.
Nelle stanze di cura si gioca buona parte del futuro
valore e sapore del Kentucky che sarà Toscano. Perché
qui si crea la manegevolezza della foglia, la sua
disponibilità ad essere lavorata in forma di sigaro, la
sua elasticità, la sua tenuta nel tempo. Ma qui si
comincia a formare anche il gusto del tabacco. La
tipicità del Kentucky si consolida tra correnti d’aria,
acqua di vegetazione che evapora e calore che cancella
dalla foglia gli umori vegetali.
I tecnici
parlano di ingiallimento, ammaronamento, essiccazione
dei lembi e della costola. Detto più semplicemente,
durante la cura, la foglia smette di essere verde e
comincia a diventare tabacco. La clorofilla si
decompone, le cellule muoiono, l’acqua svanisce. Basta
poco a far abortire il processo di trasformazione e a
danneggiare il tabacco che sarà. Un’espressione tecnica
usata per indicare un difetto di trasformazione riassume
egregiamente il significato della cura: la foglia si è
fissata in verde. Significa che durante l’ingiallimento
c’è stata una carenza di umidità. Non diventerà mai del
buon tabacco, non potrà mai essere un buon Toscano.
Non c’è macchina che possa curare le foglie di Kentucky.
Certo le macchine possono controllare temperatura e
umidità, il calore sprigionato dalla legna accesa non è
lasciato al caso, ma è solo l'occhio attento dell’uomo
che decide quando intervenire per avere una cura
perfetta oppure, capita anche questo, se far “ripassare”
la cura a una partita di foglie rimaste ancora con
qualche traccia vegetale.
E' con l’inizio
dell’anno nuovo che comincia la vita vera e propria del
tabacco, quando le foglie curate prenderanno la strada
delle Agenzie delegate alla selezione e alla
preparazione del tabacco per la manifattura. Ancora mesi
di lavoro e di attesa. Otto mesi fa le foglie che in
queste settimane sono in cura erano un seme talmente
piccolo da dover essere preparato in vivaio prima di
essere interrato. Solo fra 12-14 mesi saranno un Toscano
pronto da fumare. Appuntamento al 2004.
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