Il Sigaro Toscano

  

Il Taglio                           L'Accensione                            Cattivo Tiraggio                           Conservazione

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COME SI CONSERVA IL SIGARO TOSCANO
 

La conservazione del sigaro toscano richiede una cura particolare per gustarne il vero aroma. Per avere un retrogusto perfetto, infatti dovrebbero essere conservati in una buona cantina, a temperatura ambiente, con un'umidità intorno al 65/70%.


Alcune attenzioni, comunque, che gli appassionati possono seguire per conservare meglio i Sigari sono:


- conservare i sigari in contenitori come ad es. la scatola ellittica dell’Antico Toscano o la cassetta di legno del Toscano Originale; evitando comunque, contenitori che abbiano particolari odori


- non collocare i contenitori dei sigari in locali o luoghi dove si possono verificare forti sbalzi di temperatura e umidità o dove possono essere presenti particolari profumi o odori.

Eccessi di umidità del sigaro possono essere valutati con un semplice esame obiettivo: premendolo tra il dito pollice e indice non si deve avvertire la sensazione del soffice, bensì si deve avvertire una certa elasticità nella fasciatura. Un danno irreparabile è causato dalla muffa che può manifestarsi nella fascia e rende il sigaro infumabile.


Eccessi di essiccazione, invece, rendono il sigaro fragilissimo, con rischi di facili rotture, anche nell’eventuale taglio, e possibili scollature della fascia, quindi infumabile.

Questi sono i danni più frequenti derivati da una cattiva conservazione del prodotto, ma non dimentichiamo che i toscani sono sigari molto resistenti se conservati opportunamente: li abbiamo fumati anche dopo venti anni senza avvertire problemi di tiraggio, gusto, aroma e combustibilità; quando, naturalmente, nel tempo sono stati rispettati gli equilibri di umidità, temperatura e luce.


 

L'uso degli humidors, speciali contenitori studiati per conservare i sigari ad un livello costante di umidità, è considerato dagli esperti tanto indispensabile da diventare in poco tempo un vero e proprio cult per chi fuma il sigaro. Infatti, ogni appassionato del “fumare  slow” ne dovrebbe acquistare uno, da gestire con passione e ritualità, per avere sempre a disposizione sigari ben conservati, atti a soddisfare le proprie esigenze di fumatore.

Sul mercato si trovano humidors di varie fogge, realizzati con materiali diversi e “per tutte le tasche”. Ma, trattandosi di un acquisto importante, prima di scegliere quello “giusto” bisogna esaminarne attentamente le diverse caratteristiche, prima fra tutte la dimensione. Gli humidors piccoli contengono un numero di sigari che va dai 25 ai 50 e, se si hanno esigenze diverse conviene orientarsi su quelli più grandi, che sono dotati anche di uno scomparto centrale per separare tra loro i diversi tipi di Toscano.

La foggia dell’humidor non può mai essere un valido criterio di scelta perché, anche se l’estetica e le preferenze personali non vanno trascurate, il contenitore deve essere soprattutto funzionale alla perfetta conservazione dei sigari. Per evitare spese inutili è consigliabile:

1) non lasciarsi accattivare da humidors realizzati con legni che siano stati trattati con lacche o vernici, sostanze chimiche che li possono impregnare di odori indesiderati e che non consentono quella traspirazione idonea a mantenere il sigaro in un ambiente ad "umidità costante"; 

2) ricordarsi, quindi, che per essere funzionale l’humidor deve essere realizzato con un buon legno che permette ai sigari di "respirare" bene e che i legni maggiormente utilizzati sono il cedro spagnolo, considerato il più adatto, il mogano del Gabon (che è meno profumato), il cedro bianco, il cedro rosso e non ultimo il legno di palissandro;

3) ripetere lo stesso controllo anche nell'interno per verificare che proprio la parte che viene direttamente a contatto con i sigari non abbia subito trattamenti chimici, tipo lacche o lucidi spesso usati per rifinire le scatole;

4) controllare che la chiusura degll’humidor sia perfetta e realizzata con il sistema di scanalature che ne garantiscano l’ermeticità;

5) ricordarsi che ogni humidor è di solito fornito di un termometro e di un igrometro: il primo è relativamente poco importante, dal momento che la temperatura non si può condizionare, mentre l’igrometro è proprio lo strumento necessario alla misurazione del grado di umidità, che deve oscillare tra il 65 e il 75%;

6) sapere che gli igrometri si possono acquistare separatamente dall’humidor e che in commercio se ne trovano di diversi tipi; da quelli a molla, che non garantiscono una particolare precisione a quelli digitali che possono essere una buona alternativa se non si vuole ricorrere ai costosi igrometri a capello che sono i più precisi;

7) non dimenticarsi mai di controllare il grado di umidità segnalato dall’igrometro e di mantenerlo sempre al giusto livello inumidendo all’occorrenza la spugnetta a lunga durata, posta all’interno dell’humidor (nella parte alta), che ogni tanto deve essere imbevuta con un liquido speciale, o con acqua demineralizzata o distillata;

8) non mettere nello stesso humidor Toscani e altri sigari di diversa provenienza, soprattutto tropicale, per evitare sia spiacevoli confusioni di odori e di aromi, sia eventuali infestazioni di parassiti del tabacco che possono trovarsi all’interno dei sigari confezionati con foglie fresche ( rischio che i Toscani non corrono essendo confezionati in buona parte con tabacco fermentato);

9) preparare l’humidor appena comprato, quindi prima di metterci i sigari, sbriciolando alcuni mozziconi di Toscano che, ben bagnati con acqua distillata, devono restare dentro il contenitore chiuso per due o tre giorni in modo che il legno si impregni della giusta umidità, e dell’aroma del tabacco che oltre tutto elimina l’odore del legno nuovo. Si può anche bagnare la spugna interna e lasciare chiuso l'humidor per due o tre giorni fino al momento del deposito dei sigari, quando bisogna bagnare di nuovo la spugna.

Un Toscano conservato bene, è come un buon vino che migliora nel tempo.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento 10/05/2010 14.31.00
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