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L'uso degli humidors, speciali
contenitori studiati per conservare i sigari ad un livello costante di
umidità, è considerato dagli esperti tanto indispensabile da diventare in
poco tempo un vero e proprio cult per chi fuma il sigaro. Infatti, ogni
appassionato del “fumare slow” ne dovrebbe acquistare uno, da
gestire con passione e ritualità, per avere sempre a disposizione sigari
ben conservati, atti a soddisfare le proprie esigenze di fumatore.
Sul mercato si trovano humidors di varie fogge, realizzati con
materiali diversi e “per tutte le tasche”. Ma, trattandosi di un acquisto
importante, prima di scegliere quello “giusto” bisogna esaminarne
attentamente le diverse caratteristiche, prima fra tutte la dimensione.
Gli humidors piccoli contengono un numero di sigari che va dai 25 ai 50 e,
se si hanno esigenze diverse conviene orientarsi su quelli più grandi, che
sono dotati anche di uno scomparto centrale per separare tra loro i
diversi tipi di Toscano.
La foggia dell’humidor non può mai essere un valido criterio di scelta
perché, anche se l’estetica e le preferenze personali non vanno
trascurate, il contenitore deve essere soprattutto funzionale alla
perfetta conservazione dei sigari. Per evitare spese inutili è
consigliabile:
1) non lasciarsi accattivare da humidors realizzati
con legni che siano stati trattati con lacche o vernici, sostanze chimiche
che li possono impregnare di odori indesiderati e che non consentono
quella traspirazione idonea a mantenere il sigaro in un ambiente ad
"umidità costante";
2) ricordarsi, quindi, che per essere
funzionale l’humidor deve essere realizzato con un buon legno che permette
ai sigari di "respirare" bene e che i legni maggiormente utilizzati sono
il cedro spagnolo, considerato il più adatto, il mogano del Gabon (che è
meno profumato), il cedro bianco, il cedro rosso e non ultimo il legno di
palissandro;
3) ripetere lo stesso controllo anche nell'interno
per verificare che proprio la parte che viene direttamente a contatto con
i sigari non abbia subito trattamenti chimici, tipo lacche o lucidi spesso
usati per rifinire le scatole;
4) controllare che la chiusura
degll’humidor sia perfetta e realizzata con il sistema di scanalature che
ne garantiscano l’ermeticità;
5) ricordarsi che ogni humidor è di
solito fornito di un termometro e di un igrometro: il primo è
relativamente poco importante, dal momento che la temperatura non si può
condizionare, mentre l’igrometro è proprio lo strumento necessario alla
misurazione del grado di umidità, che deve oscillare tra il 65 e il
75%;
6) sapere che gli igrometri si possono acquistare
separatamente dall’humidor e che in commercio se ne trovano di diversi
tipi; da quelli a molla, che non garantiscono una particolare precisione a
quelli digitali che possono essere una buona alternativa se non si vuole
ricorrere ai costosi igrometri a capello che sono i più
precisi;
7) non dimenticarsi mai di controllare il grado di
umidità segnalato dall’igrometro e di mantenerlo sempre al giusto livello
inumidendo all’occorrenza la spugnetta a lunga durata, posta all’interno
dell’humidor (nella parte alta), che ogni tanto deve essere imbevuta con
un liquido speciale, o con acqua demineralizzata o
distillata;
8) non mettere nello stesso humidor Toscani e altri
sigari di diversa provenienza, soprattutto tropicale, per evitare sia
spiacevoli confusioni di odori e di aromi, sia eventuali infestazioni di
parassiti del tabacco che possono trovarsi all’interno dei sigari
confezionati con foglie fresche ( rischio che i Toscani non corrono
essendo confezionati in buona parte con tabacco
fermentato);
9) preparare l’humidor appena comprato, quindi prima
di metterci i sigari, sbriciolando alcuni mozziconi di Toscano che, ben
bagnati con acqua distillata, devono restare dentro il contenitore chiuso
per due o tre giorni in modo che il legno si impregni della giusta
umidità, e dell’aroma del tabacco che oltre tutto elimina l’odore del
legno nuovo. Si può anche bagnare la spugna interna e lasciare chiuso
l'humidor per due o tre giorni fino al momento del deposito dei sigari,
quando bisogna bagnare di nuovo la spugna.
Un Toscano conservato bene, è come un buon vino che migliora nel
tempo.
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