Il Sigaro Toscano

  

 Il Taglio                           L'Accensione                            Cattivo Tiraggio                           Conservazione 

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 Prima dell’accensione: generalmente si ha l’abitudine di dare una attenta occhiata prima di accendere il Sigaro Toscano, ed è una ottima idea! La soddisfazione infatti si comincia ad avvertire ancora prima di fumare, osservando il sigaro, cercando di capirne i pregi e gli eventuali difetti. Con un leggero tasto si può capire se è secco oppure umido, chiaro o scuro, se la punta o la pancia sono calibrate come vorremmo. Insomma ancora prima di accenderlo lo abbiamo già pregustato!

Accensione: ognuno di noi, per praticità, tiene a portata di mano un accendisigari a gas anche se non sarebbe l’ideale. Da escludere assolutamente quelli a benzina, i fiammiferi a cera e tutto ciò che può dare al sigaro un cattivo gusto. L’ideale sarebbe la fiamma d’alcool, sostituibile più agevolmente dai tradizionali fiammiferi di legno. Lasciare comunque evaporare lo zolfo prima di accendere il sigaro.

Una buona accensione è determinante. E' importante che la combustione sia estesa su tutta la parte del sigaro, o del mezzo sigaro, che si accende. Si consiglia di tirare leggermente, girandolo lentamente, in maniera che la fiamma possa essere distribuita equamente. Se il tiraggio è buono ed abbiamo effettuato una buona accensione, il sigaro si consumerà lentamente con il bulbo del fuoco (fornello) a “cono”. Per una questione estetica la cenere non va mai scossa. Se durante una accensione si presenta il bulbo a forma di imbuto rovesciato, va subito corretta con la fiamma di accensione: eviteremo una delusione nella fumata. Può capitare che il sigaro abbia una cattiva combustione, i motivi possono essere:
cattivo tiraggio, punte troppo strette, rottura fascia, foro sulla fascia, scollatura della fascia…
Purtroppo a questi eventuali difetti non ci sono rimedi: sono i rischi che un prodotto confezionato manualmente può presentare.

Riaccensione: spesso il sigaro si spegne. Riaccenderlo prima che si raffreddi, rigirandolo sulla fiamma, tirando lentamente e lasciandolo riprendere naturalmente come se continuasse la sua combustione da dove si era interrotta. In questa maniera eviteremo che il sigaro prenda un gusto amaro e sgradevole.

 

Certo, la tradizione prescrive che il sigaro venga acceso con un fiammifero di legno (mai con i cerini!), possibilmente lungo, altrimenti bisogna tenerne pronti almeno due o tre per poter dare il giusto trattamento al piede del sigaro. Tra i fumatori di altri sigari è diffuso l'uso di sottili strisce di legno di cedro, che rendono più spettacolare il rito dell'accensione. Ma ci sono molte ragioni per usare un accendisigari. Al di là del nome… e del piacere di scegliere e possedere un bell'oggetto.

L'accendisigari, al di là di tutte le considerazioni estetiche sull'oggetto, ha un vantaggio: offrire una fiamma costante e regolare. Inoltre evita quelle pericolose manovre attorno ai fiammiferi, che spesso possono determinare un'accensione irregolare del sigaro. L'accendisigari, quindi, garantisce una fiamma stabile, intensa e costante.

Tutte le maggiori case di accessori per il fumo hanno in catalogo un pezzo dedicato ai fumatori di sigaro. Di solito, quelli davvero dedicati, hanno una valvola con doppio ugello che sprigiona una fiamma a V, che avvolge il piede del sigaro e garantisce un'accensione regolare e rapida.
La prima guida, quindi, è il proprio gusto personale, con una sola avvertenza: vanno evitati gli accendini a benzina, la cui combustione rischia di "trasferire" al sigaro sgradevoli odori. Molto funzionali, anche se di solito meno belli, sono gli accendisigari a calore, detti anche piezoelettrici: funzionano con un quarzo invece che con la pietrina e danno una fiamma vigorosa e regolare che ricorda quella della fiamma ossidrica e che è particolarmente utile soprattutto per i principianti.

Il rito dell'accensione è fondamentale perché introduce ai primi aromi del sigaro. Due le modalità previste: il sigaro, tenuto fra le dita, viene fatto ruotare sulla fiamma tenuta in posizione obliqua e a una distanza di circa due centimetri. Obiettivo: surriscaldarlo progressivamente evitando che si annerisca. L'operazione si può compiere tenendo il sigaro il bocca, ma senza rinunciare alla rotazione. Un sigaro bene acceso non presenta zone annerite e parte subito con una bella brace.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento 04/03/2010 01.58.40
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