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Dimentichiamo tutti gli anacronismi che fanno dell’accensione una leggenda,
rendendo un azione naturale quasi una mitomania.
Il consiglio di scaldare prima il sigaro in tutta la sua lunghezza con una
fiamma, poi di avvicinarla al suo piede e agitandolo, farlo bruciare come se
fosse un tizzone e solo dopo portarlo alla bocca, è una sciocchezza.
Il sigaro, ed in particolar modo l’Avana, possiede una capa (la foglia che lo
avvolge) molto delicata per cui è un divieto scaldarla altrimenti si
rischierebbe di carbonizzarla.
Il fuoco deve essere sì generoso, ma non eccessivo, altrimenti si avrebbe un
effetto lanciafiamma, per cui è possibile usare indifferentemente sia accendini
a gas che fiammiferi avendo però la premura di scartare per i primi, quelli a
benzina, che lasciano un odore residuo di cattivo gusto e per i secondi, quelli
cerati, per l’analogo motivo.
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I - Prendete ora il sigaro gentilmente per il corpo con
le dita di una mano, e portate la testa alle vostre labbra. Assaggiatelo,
bagnatelo leggermente con la vostra saliva: avete effettuato la prima
degustazione "da spento".
Con le dita dell'altra mano afferrate la cesoia che avrete acquistato
presso un rivenditore qualificato (io utilizzo da anni una cesoia a doppia
lama mobile, leggera, piccola e molto efficiente) e intestate il vostro
sigaro, tagliando nettamente pochi millimetri del "cappuccio" della testa
e lasciando un piccolissimo anello di tabacco attaccato al corpo del
sigaro, in modo da evitare lo sfogliamento della capa.
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LE CESOIE
Ne esistono vari tipi:
A ghigliottina, a punzonatrice,
a forbice, o con un ago che fora
la testa del sigaro.
Raffinate e agili cesoie a
ghigliottina nelle due versione a lama doppia e singola
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II - Ora dovrete
procurarvi il fuoco: è necessaria una fiamma di almeno due centimetri,
assolutamente inodore.
Vi sconsiglio di utilizzare candele e accendini a benzine di vario genere
perché potrebbero inquinare il sapore del vostro sigaro; ideali invece i
classici fiammiferi da cucina: ne esistono di bellissimi dalla lunghezza
almeno doppia rispetto ai tradizionali. Sono ottimi anche tutti gli
accendini a gas butano.
Se usate una fiamma singola, portate il piede del vostro sigaro,
leggermente inclinato verso il basso, a un centimetro di distanza dalla
fiamma. Iniziate a tirare emettendo così i primi puffs, come si
chiamano internazionalmente i tiri del fumo, che dovrete trattenere
all'altezza del vostro palato e non aspirare ai polmoni come se si
trattasse di una sigaretta: non dimenticate che fumare un sigaro significa
avere il gusto del fumo, e non il vizio.
Roteate il sigaro stesso lentamente con le dita appoggiate al suo corpo,
fino a che non si sarà formato un millimetro di braciere circolarmente
uniforme.
Le operazioni sopra descritte hanno una maggiore efficacia, anche un
maggior fascino, se per l'accensione del sigaro utilizzate una sottile
striscia di cedro, alla quale potete dare fuoco con qualsiasi fonte. Il
massimo sarebbe accedere il vostro sigaro con una brace di legno di cedro
presa direttamente dal vostro camino...Come ogni rito, la fumata richiede
anche la giusta atmosfera.
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Se
usate una fiamma doppia, potete avvolgere il piede del vostro
sigaro nel fuoco, avendo l'accortezza di rotearlo per creare un
braciere uniforme. Sia che usiate una fiamma singola, sia una
doppia, non dimenticate di soffiare sul braciere del vostro sigaro
in modo che tutte le aree della sezione del piede siamo accese. La
zona su cui soffiate assumerà un colore rosso molto intenso. Da
questo momento procedete pure con i vostri puffs, uno o al
massimo due al minuto: ricordate che quella del sigaro è tutt'altro
che una fumata nervosa.
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COME SI SPEGNE
IL SIGARO
Quando deciderete che
la fumata è stata sufficiente, lasciate che il sigaro si spenga da
solo, appoggiandolo in una delle cavità di un posacenere. Il sigaro
non va mai spento schiacciandolo o frantumandolo come si è soliti
fare con una sigaretta. Essendo costituito unicamente di puro
tabacco, in assenza di tiraggio e quindi di alimentazione del
braciere, cesserà di vivere dopo qualche minuto. Dopotutto a un
manufatto serio che tanto piacere ci ha procurato, va assicurata una
fine se non proprio nubile, almeno elegante. |
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Una fine
dignitosa per un manufatto di prestigioso: il sigaro muore da solo
nel posacenere . |
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