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sOMMARIO


Come conservare un sigaro

Informazioni generali

Molte persone entrando in tabaccheria si fermano incuriosite e meravigliate davanti al "frigo" dove sono accuratamente stivate le scatole di sigari, e immancabilmente rivolgono sempre la stessa domanda:

"Ma i sigari devono stare in frigo ?"

Rispondere semplicemente di sì non è propriamente corretto, ma una cosa è vera: i sigari necessitano di essere conservati correttamente e accuratamente.
Le perplessità sono comunque giustificate dal fatto che siamo comunemente abituati a vedere i sigari esposti nelle scansie delle tabaccherie senza alcuna accortezza.
E' questa una incongruenza ?
Il fatto è che i sigari di qualità, a differenza di quelli che possiamo comunemente trovare in tutte le tabaccherie, essendo privi di sostanze conservanti e umettanti richiedono particolari accorgimenti nella conservazione. I valori che vanno rispettati e mantenuti il più possibilmente costanti sono:

umidità relativa = 70 - 73 %
temperatura = 18° C circa

Molte pubblicazioni del settore riportano valori a volte anche molto discordi da questi, e ciò è causa di non poca confusione. Esistono dei valori corretti da prendere come standard di riferimento e se sì quali? Gli americani che sono maestri in questo hanno coniato la regola del doppio 70:

70° F
70% U.R.

che tradotta nelle nostre unità di misura diventa:

18° C
70% U.R.

Questi sono a mio avviso i valori corretti che possono comunque essere suscettibili di piccole oscillazioni.

A dispetto di ciò che molti possono pensare, il parametro fondamentale da rispettare più che la temperatura è l'umidità relativa, il rapporto, cioè, espresso in percentuale, tra la quantità di vapore acqueo presente in un determinato volume d'aria e la quantità massima che può essere contenuta in sospensione in quello stesso volume d'aria e alla stessa temperatura (quantità di saturazione dell'aria).

Il sigaro naturale infatti, come tutte le sostanze organiche, è un prodotto igroscopico che si secca in assenza di sufficiente umidità dell'ambiente, o ne assorbe da uno umido; si viene quindi a stabilire un equilibrio con l'umidità atmosferica dell'ambiente che lo circonda.

Al di sotto del 68% di umidità relativa, un sigaro si seccherà lentamente, disidratandosi, e perderà gli "oli" vegetali essenziali, con una diminuzione di sapore e aroma. A 74% e oltre, le molecole organiche si frammenteranno "fuori ordine", producendo sapori indesiderati. A 80% e oltre si creano fenomeni di muffe: né i sigari né gli humidors sono ambienti particolarmente sterili. Si noti che questi valori sono di Umidità Relativa, e che i sigari dovrebbero quindi essere conservati al 70-73% di U.R. indipendentemente dalla temperatura.

Guardatevi bene da coloro che vi prospettano tabelle secondo cui l'umidità relativa deve variare in funzione della temperatura, sono completamente fuori strada!!! Quello che interessa alla salute delle foglie di tabacco non è l'umidità assoluta espressa in grammi d'acqua per metro cubo, ma la percentuale relativa di acqua presente in quell'ambiente, rispetto la sua saturazione.

Per capirci meglio facciamo un semplice esempio: a 20° C, con una normale pressione atmosferica, un metro cubo di aria raggiunge la saturazione (U.R. del 100%) con circa 15 grammi di vapore acqueo; se ne deduce che per ottenere una umidità del 72%, sempre a 20° C, occorre una presenza di 10,8 grammi d'acqua per metro cubo. Supponiamo quindi di prendere un volume costante di aria e di creare al suo interno una U.R. del 72% (10,8 grammi di acqua per ogni metro cubo). Sigilliamo ora ermeticamente il contenitore e riponiamolo in frigo a 5° C. Noteremo che la U.R. all'interno del contenitore è sostanzialmente aumentata, tendendo il contenitore a saturarsi con un volume inferiore di acqua. Questo vuol dire che la quantità di vapore acqueo all'interno del contenitore è rimasta invariata, essendo questo ermetico, ma la sua umidità relativa è aumentata. In questa nuova situazione vi garantisco che dopo un po' di tempo sui vostri amati sigari noterete il principio di formazione di una strana sostanza bianca: la muffa.

La spiegazione tecnica di tutto questo è da ricercarsi a livello molecolare nelle foglie, ma non voglio annoiarvi con una trattazione troppo scientifica del problema; vi basti ricordare di mantenere l'U.R. dell'ambiente dove conservate i vostri sigari ad un valore non troppo discorde dall'ormai famoso 70-73% , indipendentemente dalla temperatura.

Un altro importante aspetto da tenere bene presente, legato sempre alle condizioni ambientali, che può compromettere gravemente la conservazione dei sigari, è la variazione delle condizioni di umidità e temperatura. Di fatto un sigaro può sopravvivere abbastanza serenamente alle condizione improprie ma costanti, ad esempio di 16° C e 75% di umidità. Ma può danneggiarsi se nell'arco della giornata subisce ampi sbalzi di temperatura e/o di umidità.

La cosa risulta evidente quando si realizza che tali variazioni modificano il grado di elasticità e le dimensioni delle foglie costituenti il sigaro. In particolare quando temperatura e umidità diminuissero repentinamente, le foglie esterne, che subiscono per prime la variazione , si restringerebbero comprimendo l'interno e si fessurerebbero per la diminuita elasticità. Oppure, nel caso opposto, tenderebbero a dilatarsi distaccandosi dagli strati sottostanti e presentando così il fenomeno della sfogliazione della capa.
Tali sollecitazioni, se ripetute, possono nuocere all'estetica e al tiraggio dei sigari.

I danni comuni, causati dall'inosservanza di queste regole possono essere:

temperatura eccessiva:

punto elenco possibilità di sviluppo del terribile tarlo: il "bicho"
punto elenco secchezza e fragilità delle foglie
punto elenco inconsistenza al tatto
punto elenco tiraggio eccessivo
punto elenco fumo caldo e acre

temperatura insufficiente:

punto elenco fenomeni di sfogliazione quando tornano a temperatura normale
punto elenco aumento artificioso della U.R.

umidità eccessiva:

punto elenco formazione di muffe
punto elenco consistenza sgradevole al tatto
punto elenco rigonfiamento della tripa con pericolo di cricche sulla capa
punto elenco corpo impastato con difficoltà di tiraggio
punto elenco spegnimenti incongrui e fumata fastidiosa
punto elenco fumo pesante e forte

umidità insufficiente:

punto elenco perdita di elasticità
punto elenco diminuzione di sapore e aroma
punto elenco combustione irregolare

 

Come si rivitalizza un sigaro
 

Molto spesso succede di imbattersi in sigari troppo secchi o troppo umidi, perché mal conservati.
E questo non accade solo per incuria, ma anche per semplici casualità. 
Dice Andrea Molinari: "è successo più di una volta di acquistare scatole di sigari a Cuba pensando di tornare immediatamente in Italia, dove li ho lasciati "riposare" per almeno 3 settimane in uno dei miei Humidors; poi, per esigenze di lavoro improvvise, dovevo cambiare il mio itinerario e viaggiare in paesi dai climi non proprio ideali. Gli sbalzi di temperatura e di umidità rendevano i miei sigari non fumabili." In un caso del genere, occorre depositare i sigari, in scatola, dentro allo Humidor che, fra quelli a disposizione, più mantiene le condizioni climatiche ideali (17° C e 70% di umidità) per almeno 4/6 settimane, controllandone di settimana in settimana lo stato. Si potranno così vedere i sigari "rinvenire": Nessun miracolo, visto che si tratta di un vegetale naturale.

 

DATARE LE SCATOLE

 Le scatole dei sigari cubani sono una vera miniera di informazioni.

In particolare possiamo dedurre:
punto elenco se i sigari contenuti sono fatti a mano o a macchina,
punto elenco quando sono usciti dalla fabbrica,
punto elenco da che fabbrica provengono.
In quest'articolo poniamo l'attenzione sulla data. Infatti sapere il periodo di produzione è importante sia per il rivenditore o distributore che per il consumatore finale:
punto elenco ci sono anni in cui la produzione è stata migliore
punto elenco si possono verificare eventuali miglioramenti o scadimenti nella qualità e costruzione col tempo
punto elenco qualcuno preferisce sigari "freschi", altri ben "stagionati"
punto elenco si possono pianificare eventuali periodi di maturazione nel proprio humidor
Sotto ogni scatola cubana, oltre al marchio a fuoco (e non timbrato come può essere in alcune scatole contraffatte) con la dicitura:
Habanos s.a. (la società che nel 1985 ha sostituito la vecchia Cubatabacco) e l'indicazione (sempre a fuoco) sulla fattura dei sigari:
Totalmente a mano Sigari costruiti totalmente a mano
Hecho a mano Sigari con ripieno a macchini e rifiniti a mano
Hecho en Cuba Sigari completamente a macchina
si trova un timbro di qualsiasi colore (generalmente nero o blu) che indica la data di uscita dalla fabbrica e la fabbrica da cui provengono. Questi codici sono stati rivelati e svelati già da alcuni anni e questo è il motivo che ha spinto la habanos a cambiarli.
Il primo codice usato è stato il NIVEL ACUSO (termine latino che vuol dire "sei accusato") inserito nel 1985 da Francisco Padron presidente della Cubatabacco che in quell'anno divenne Habanos s.a.. con lo scopo di monitorare ed avere un controllo sulla qualità dei sigari.

NIVEL ACUSO - 1985

N

I

V

E

L

A

C

U

S

O

1

2

3

4

5

6

7

8

9

0

es: giugno 98 = 06 98 = "OASU"

Le dieci lettere corrispondono a dieci numeri dall'uno al dieci. Nel timbro, le prime due o tre lettere corrispondono alla fabbrica di produzione dei sigari, che qui tralasciamo, mentre le restanti lettere indicano il mese e l'anno in cui i sigari escono dalla fabbrica.
Nel 1999 il NIVEL ACUSO è stato sostituito con il CODIG UNETA, prontamente decodificato dagli appassionati:

CODIG UNETA - 1999

C

O

D

I

G

U

N

E

T

A

9

8

7

6

5

0

1

2

3

4

es: luglio 1999 = 07 99 = "UDCC"

Nello stesso anno (con decorrenza da Maggio) la data viene modificata con un'altra codificazione:

00 DATE CODE - 1999

Maggio 1999 EPOO
Giugno 1999 ESOO
Luglio 1999 EUOO
Agosto 1999 EAOO
Settembre 1999 EOOO
Ottobre 1999 LEOO
Novembre 1999 LLOO
Dicembre 1999 LROO
L'ultima versione del codice di datazione del 2000 è invece :

CURRENT DATE CODE

Gennaio ENE
Febbraio FEB
Marzo MAR
Aprile ABR
Maggio MAY
Giugno JUN
Luglio JUL
Agosto AGO
Settembre SEP
Ottobre OCT
Novembre NOV
Dicembre DEC

Esempio: MAY 00 = maggio 2000


 

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Ultimo aggiornamento: 10-05-10  
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