Torna alla Pagina Le SIGARETTE


 

Dall’America passando per la Spagna: è questo il tragitto che la sigaretta ha compiuto prima di arrivare a noi.
I primi documenti che provano l’utilizzo di sigarette risalgono alla seconda metà del XVI secolo, quando i missionari spagnoli attivi nel centro e nel sud America si imbattono nei “papelitos”, frammenti di tabacco avvolti in pezzi di carta o foglie di mais fumati dai nativi del luogo. La manifattura di questo particolare oggetto viene ben presto esportata nella Spagna, tanto che il secolo successivo è caratterizzato dalla produzione nazionale di sigarette, dirette discendenti dei rudimentali papelitos.
Nel 1600 si diffonde la vendita nelle librerie di particolari “libretti di carta per sigarette” prodotti a Valencia. Mentre nel 1700 una valida testimonianza del diffondersi della sigaretta è data da Giacomo Casanova: nelle sue Memorie descrive, durante un soggiorno iberico nel 1767, l’incontro con un uomo intento a fumare una specie di sigaretto avvolto in un foglietto di carta. A conferma, infine, della primogenitura spagnola della sigaretta attuale stanno il termine “spagnoletta”, per lungo tempo intercambiabile con quello di “sigaretta”, e la documentazione iconografica che ne dà Francisco Goya nel suo “Aquilone”, dipinto nel 1776 e tradotto in arazzo nel 1778.
Affacciandosi al XIX secolo, la sigaretta entra stabilmente nel consumo di tabacco degli altri Paesi europei dopo la fine guerra di Crimea (1854-1856): sono i soldati di ritorno dalla campagna militare a diffondere l’abitudine di arrotolare il tabacco in un foglio di carta dopo averlo imparato dai turchi. Tuttavia permangono delle difficoltà di produzione, perché tutte le sigarette sono confezionate a mano, quindi il loro costo è assai elevato: una buona operaia confeziona in otto ore di lavoro non più di 1.000-1.200 pezzi.
I primi segnali documentati del consumo di sigarette in Italia risalgono al 1875, quando viene condotta la prima indagine sul consumo di tabacco: le sigarette ammontano a soli 340 kg, pari all’1,9% di tutti i tabacchi consumati in quell’anno (oggi la percentuale è del 98,6%).
Nello stesso anno, la Allen & Cinter, ditta statunitense attiva nel settore, mette in palio un premio di 75.000 dollari per la creazione di una macchina capace di soppiantare il confezionamento a mano. Ci vogliono cinque anni affinché James A. Bonsai, il 4 settembre 1880, presenti la richiesta di un brevetto. Ed è così moderno da rappresentare ancora il modello base di tutti i macchinari attuali, capaci di sfornare 14.000 sigarette al minuto.
 

No Copyright © 2003 TABACCHERIA21 di O.Samuele ( Rivendita Tabacchi n° 21 ) Via Santa Maria 109 - 56125 PISA           Email   smokshop@tabaccheria21.net
Ultimo aggiornamento 22/12/2006 20.55.46
                                    Webmaster: Maurizio B. ( ShopPatner ) mabaita@hotmail.com