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              le sigarette


Per capire la struttura di una sigaretta, è importante sapere come brucia, poiché è il processo di combustione che produce il catrame. Se venisse bruciato del fieno invece del tabacco, anche tale combustione produrrebbe un tipo di catrame, questo perché quando un oggetto brucia, produce minuscole particelle mescolate a gas: questo è il fumo. Il filtro della sigarette ha la funzione di bloccare alcune di queste particelle.
Quando si fuma una sigaretta tutto il fumo viene aspirato, comprese le particelle fini e i gas, attraverso la colonna di tabacco e il filtro. I gas passano attraverso il filtro e alcune particelle vi rimangono intrappolate: questa sostanza formata da particelle, escludendo la nicotina e l'acqua, viene denominata catrame. Il fumo ha più di 4.000 composti, molti dei quali sono presenti anche nell'aria che respiriamo e nel cibo. Tali composti comprendono le sostanze elencate sui pacchetti, come il catrame, la nicotina e il monossido di carbonio. La combustione produce anche vapore acqueo, poiché quando qualsiasi materiale organico brucia viene provocata la decomposizione dei composti chimici con formazione di acqua.Come modificare il sapore e il contenuto dei composti del fumo? Dopo aver determinato l’aroma, altre caratteristiche della struttura possono variare l'intensità del sapore, possono ridurre il tenore dei vari compositi del fumo, determinati tramite un metodo meccanico standardizzato. Tali caratteristiche riguardano: il filtro, la carta e il tipo di tabacco.

 

Ingredienti Aggiunti alle Sigarette              Informa Sigarette

    

 

 

 

 

Si_Dice_Che__....

 

 

 

 

 

 

Come_si_Produce

Principali_normative_in_Italia

 


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La sigaretta è un oggetto di consumo tra i più diffusi nell'ambito della civiltà occidentale, ed il fumo di sigaretta è il metodo più comune di assunzione della nicotina.

La sigaretta è generalmente composta di foglie di tabacco affumicato e finemente tritato e di tabacco ricostituito, spesso mischiato con altri additivi, arrotolate o pressate in un cilindro di carta arrotolata (generalmente di poco meno di 120 mm di lunghezza e 10 mm di diametro). Uno dei lati della sigarette viene acceso e brucia lentamente senza fiamma permettendo di inalare il suo fumo dall'altro lato (su cui generalmente viene posto un filtro) che il fumatore porta alla bocca. Talvolta le sigarette vengono fumate attraverso un bocchino. Il termine sigaretta viene comunemente usato per riferirsi a sigarette composte di tabacco, ma si può applicare anche a dispositivi simili che contengano altri tipi di erbe come ad esempio la cannabis.

La sigaretta si differenzia dal sigaro per le sue dimensioni inferiori, per il diverso trattamento a cui sono sottoposte le foglie di tabacco che la compongono e per la carta di colore bianco che la avvolge. L'involucro dei sigari invece viene generalmente creato arrotalando foglie di tabacco intere.

La nicotina, composto principale della sigaretta, provoca una forte dipendenza nel soggetto che la consuma, stimolando il "sistema di ricompensa" del cervello.

Il fumo di sigaretta è considerato causa di possibili danni alla salute e fattore favorente l'insorgere di patologie a carico dell' apparato respiratorio, dell'apparato cardio-vascolare, nonché lo sviluppo di tumori. Studi hanno dimostrato come l'assunzione di fumo attraverso la sigaretta sia più pericolosa per l'organismo rispetto alla pipa o al sigaro in quanto nell'atto del consumo la quantità inalata sia superiore. La consumazione del fumo provocato dalle sigarette in maniera attiva o passiva provoca secondo alcune stime più di 440.000 morti ogni anno negli Stati Uniti.

in parte Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

SI DICE CHE  .................

 

I resti di tabacco, derivati dalla produzione di sigari, venivano avvolti in una cartina e fumati. Quindi la sigaretta, in origine, era un prodotto di scarto. Nel 1784 a Siviglia, in Spagna, fu fondatala prima fabbrica di sigarette. Il vero trionfo della sigaretta fu però durante la guerra di Crimea (1853): i soldati francesi, inglesi, e turchi che combatterono alleati contro i russi, ne appresero l'usanza e così, i commercianti londinesi e parigini, iniziarono ad importare sigarette dalla Russia.

 

Le marche più conosciute sono: la Philip Morris che aprì a Londra nel 1847, la Louis Rothmans che apri anch'egli il proprio negozio a Londra nel 1890, il terzo è il figlio di un esiliato spagnolo a Londra che nel 1852 creò le sigarette Craven.

 

I pacchetti di sigarette, sovente, hanno una grafica e dei colori così invitanti che anche i non fumatori ne sono contagiati. inoltre, i nomi di alcune marche, possono evocare avventura, mondanità, eleganza.

Spesso, la preferenza personale, è influenzata dal nome che diventa quasi espressione di un particolare stile di vita.

 

 

Le gauloises promettono un piacere forte, mentre le Rothmans richiamano la classica eleganza inglese; Camel, Lucky Strike e Marlboro evocano l'America, terra di cow-boys e della vita "on the road". Oltre al nome il fattore decisivo per la scelta della sigaretta è la qualità del tabacco. Tabacco nero o biondo ce n'è per tutti i gusti.

 

 

Come si Produce .................................

dalla Pagina Philip Morris International: la produzione di sigarette

Dal seme al pacchetto

Dopo il raccolto e la cura, le foglie di tabacco vengono trasportate nelle sedi di produzione in tutto il mondo. Il tabacco viene lasciato invecchiare fino a tre anni, in ambienti controllati, per migliorarne il gusto.

Quindi viene preparato per l'trasformazione e la produzione di sigarette. Le operazioni di trasporto e umidificazione delle foglie, ora fragili, devono essere eseguite con cura, per ottenere una miscela perfetta.

L'ingrediente principale di tutte le nostre sigarette è il tabacco. È possibile aggiungere al tabacco vari altri ingredienti, compresi coadiuvanti, umettanti (che mantengono il tabacco umido e flessibile), conservanti e aromi specifici per le diverse marche. Dopo il taglio, il tabacco viene conservato in enormi silos, prima di passare al processo di produzione delle sigarette.

La produzione di sigarette è un processo altamente automatizzato, con ritmi serrati. Le macchine producono da 8.000 a 14.000 sigarette al minuto. Rulli di carta per sigarette lunghi fino a 6.000 metri vengono srotolati ed il tabacco vi viene disposto sopra. La carta viene quindi richiusa intorno tabacco, creando un'unica, lunga sigaretta, nota come 'cilindro'.

Le macchine tagliano il 'cilindro' di grandi dimensioni in segmenti molto più piccoli, inseriscono i filtri e quindi riducono tali segmenti in singole sigarette con filtro. La qualità strutturale di ciascuna sigaretta viene controllata in tre fasi distinte.

Infine, le sigarette vengono suddivise in gruppi delle dimensioni di un pacchetto, avvolte in lamine metalliche per conservarne l'aroma, confezionate ed inserite nei contenitori di spedizione.

Benché la produzione di sigarette sia un processo altamente automatizzato, l'elemento umano rimane determinante. La supervisione del processo produttivo è cruciale: l'ispezione delle foglie e della miscela, nonché il controllo di qualità del prodotto finale, non possono essere affidati esclusivamente ai macchinari.

La disciplina che regola il settore del tabacco in Italia è molto articolata. Le pagine di questa sezione sono formulate per fornire alcuni strumenti introduttivi, volti a facilitare l’orientamento tra le principali normative.
 
La produzione, circolazione e vendita dei tabacchi lavorati è regolamentata da norme comunitarie e nazionali. A livello comunitario vengono delineate le linee normative mirate a ravvicinare le disposizioni tra i vari Stati membri, per creare una base giuridica uniforme all’interno del mercato unico.

La produzione legislativa comunitaria si delinea attraverso:
 
• Regolamenti
obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri per le disposizioni in essi contenute;
• Direttive
vincolano lo Stato membro cui sono rivolte per quanto riguarda il risultato da raggiungere e devono essere recepite nel diritto interno dei singoli Stati membri; in Italia, per lo più, tramite decreti legislativi;
• Raccomandazioni
che non hanno efficacia vincolante, ma costituiscono un invito rivolto agli Stati membri all’introduzione delle disposizioni in esse inserite, la cui adozione non è tuttavia, come detto, vincolante.

Anche in campo internazionale, vi è una importante novità: quattro anni di negoziati hanno portato alla definizione della Convenzione quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la lotta al tabagismo.
La Convenzione si pone in una prospettiva ben più ampia rispetto alle attuali regolamentazioni del settore in quanto, per la prima volta, viene adottato un atto cogente a livello internazionale che obbligherà i Paesi aderenti a realizzare nei prossimi anni una serie di misure volte a ridurre il consumo del tabacco.
Di fatto, la Convenzione quadro è uno strumento per estendere a livello internazionale gran parte della legislazione comunitaria più stringente, già adottata nel mercato interno.

A livello nazionale, il settore è disciplinato da norme primarie con leggi, decreti legge e decreti legislativi e, a livello secondario, con regolamenti, decreti ministeriali, decreti direttoriali e circolari esplicative.
 
In breve alcune delle leggi fondamentali che regolano il settore in Italia
La normativa che regola il settore del tabacco è complessa e vasta. Per orientarsi in modo più agevole riportiamo nel seguito le principali norme di riferimento relative alla regolamentazione dei tabacchi lavorati in Italia.
 
Decreto legislativo n. 184 del 24 giugno 2003
Il Decreto ha recepito la direttiva 2001/37/CE relativa all’etichettatura, produzione e vendita dei prodotti del tabacco ha introdotto nuove e più ampie avvertenze sanitarie sui pacchetti dei prodotti del tabacco, limiti ad alcuni contenuti nelle sigarette, la comunicazione degli ingredienti utilizzati nella fabbricazione, l’eliminazione dei termini light, mild, ecc.
 
Legge n. 3 del 16 gennaio 2003 - Art. 51 “Divieto di fumo esteso ai locali aperti al pubblico” e successive modificazioni e provvedimento attuativo D.P.C.M. del 23 dicembre 2003
La legge, al fine di tutelare la salute dei non fumatori, ha esteso il divieto di fumo, già previsto per i luoghi pubblici (ospedali, cinema, teatri e uffici della Pubblica Amministrazione aperti al pubblico), anche ai locali aperti al pubblico (bar, ristoranti), oltreché ai luoghi di lavoro ed alle carceri.
E’ prevista la costituzione, all’interno degli stessi, di apposite aree riservate ai fumatori, che dovranno essere materialmente separate dalle aree riservate ai non fumatori, dotate di idonei sistemi di ventilazione per garantire un’adeguato ricambio d’aria e segnalate con idonea cartellonistica. Dove tali prescrizioni non saranno realizzabili vigerà il divieto di fumo totale. Il divieto entrerà in vigore dal 10 gennaio 2005.
 
Legge n. 165 del 10 aprile 1962 e successive modificazioni
La legge prevede un divieto totale della pubblicità diretta ed indiretta dei prodotti del tabacco.
 
Tassazione
Le principali norme di riferimento:
Legge n. 825 del 13 luglio 1965 e succesive modificazioni, che disciplina  le tabelle di vendita al pubblico, l’iscrizione in tariffa dei prodotti, le  richieste di variazione prezzi da parte dei produttori e/o importatori. La normativa prevede, inoltre, che le richieste di variazione prezzi debbano essere corredate da una scheda rappresentativa degli effetti economico-finanziari conseguenti la variazione richiesta, in relazione ai volumi di vendita di ciascun prodotto.
 
Legge n. 76 del 7 marzo 1985, e successive modificazioni - sul sistema di imposizione fiscale: i tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico nel territorio soggetti a monopolio sono gravati dall’imposta di consumo (Accisa) e dall’IVA.
 
Decreto Legge n. 24 del 30 gennaio 2004 - Art. 4 - coordinato con la Legge di conversione 31 marzo 2004, n. 87  - che ha introdotto tra l’altro l’accisa minima.
 
Decreto Legge n. 168 del 12 luglio 2004 - Art. 2, commi 6, 7 e 8 convertito con modifiche dalla legge 30 luglio 2004, n.91 -che ha introdotto la revisione semestrale della MPPC (Most Popular Price Class).
 
Decreto Direttoriale del 15 ottobre 2004 -  Art. 1 che ha aumentato l’aliquota di base delle sigarette da 58% al 58,5% a partire dall’8 novembre 2004.

 

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Ultimo aggiornamento 22/12/2006 20.55.46
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