           

La
sigaretta è un oggetto di consumo tra i
più diffusi nell'ambito della civiltà
occidentale, ed il fumo di sigaretta è il
metodo più comune di assunzione della
nicotina.
La sigaretta è
generalmente composta di foglie di tabacco
affumicato e finemente tritato e di tabacco
ricostituito, spesso mischiato con altri
additivi, arrotolate o pressate in un
cilindro di carta arrotolata (generalmente
di poco meno di 120 mm di lunghezza e 10 mm
di diametro). Uno dei lati della sigarette
viene acceso e brucia lentamente senza
fiamma permettendo di inalare il suo fumo
dall'altro lato (su cui generalmente viene
posto un filtro) che il fumatore porta alla
bocca. Talvolta le sigarette vengono fumate
attraverso un bocchino. Il termine sigaretta
viene comunemente usato per riferirsi a
sigarette composte di tabacco, ma si può
applicare anche a dispositivi simili che
contengano altri tipi di erbe come ad
esempio la cannabis.
La sigaretta
si differenzia dal sigaro per le sue
dimensioni inferiori, per il diverso
trattamento a cui sono sottoposte le foglie
di tabacco che la compongono e per la carta
di colore bianco che la avvolge. L'involucro
dei sigari invece viene generalmente creato
arrotalando foglie di tabacco intere.
La nicotina,
composto principale della sigaretta, provoca
una forte dipendenza nel soggetto che la
consuma, stimolando il "sistema di
ricompensa" del cervello.
Il fumo di
sigaretta è considerato causa di possibili
danni alla salute e fattore favorente
l'insorgere di patologie a carico dell'
apparato respiratorio, dell'apparato
cardio-vascolare, nonché lo sviluppo di
tumori. Studi hanno dimostrato come
l'assunzione di fumo attraverso la sigaretta
sia più pericolosa per l'organismo rispetto
alla pipa o al sigaro in quanto nell'atto
del consumo la quantità inalata sia
superiore. La consumazione del fumo
provocato dalle sigarette in maniera attiva
o passiva provoca secondo alcune stime più
di 440.000 morti ogni anno negli Stati
Uniti.
SI DICE CHE
.................
I resti di tabacco, derivati dalla produzione di sigari, venivano avvolti in una cartina e fumati. Quindi la sigaretta, in
origine, era un prodotto di scarto. Nel 1784 a
Siviglia, in Spagna, fu fondatala prima fabbrica di
sigarette. Il vero trionfo della sigaretta fu però durante
la guerra di Crimea (1853): i soldati francesi,
inglesi, e turchi che combatterono alleati contro i
russi, ne appresero l'usanza e così, i commercianti
londinesi e parigini, iniziarono ad importare
sigarette dalla Russia.
Le marche più conosciute sono: la Philip Morris che aprì a Londra nel 1847, la Louis Rothmans
che apri anch'egli il proprio
negozio a Londra nel 1890, il terzo è il figlio di un
esiliato spagnolo a Londra che nel 1852 creò le
sigarette Craven.
 
I pacchetti di
sigarette,
sovente, hanno una grafica e dei colori così
invitanti che anche i non fumatori ne sono contagiati.
inoltre, i nomi di alcune marche, possono evocare
avventura, mondanità, eleganza.
Spesso, la preferenza
personale, è influenzata dal nome che diventa
quasi espressione di un particolare stile di vita.
  
Le gauloises promettono un piacere forte, mentre le Rothmans richiamano la classica eleganza inglese; Camel, Lucky Strike e Marlboro evocano l'America, terra di cow-boys
e della vita "on the road". Oltre al nome il
fattore decisivo per la scelta della sigaretta
è la qualità del tabacco. Tabacco nero o biondo ce n'è per
tutti i gusti.
Come si
Produce .................................
dalla Pagina
Philip Morris International: la produzione di sigarette
|
Dal seme al pacchetto |
 |
|
 |
 |
|
Dopo il raccolto
e la cura, le foglie di tabacco vengono
trasportate nelle sedi di produzione in
tutto il mondo. Il tabacco viene lasciato
invecchiare fino a tre anni, in ambienti
controllati, per migliorarne il gusto.
Quindi viene
preparato per l'trasformazione e la
produzione di sigarette. Le operazioni di
trasporto e umidificazione delle foglie, ora
fragili, devono essere eseguite con cura,
per ottenere una miscela perfetta.
L'ingrediente
principale di tutte le nostre sigarette è il
tabacco. È possibile aggiungere al tabacco
vari altri ingredienti, compresi
coadiuvanti, umettanti (che mantengono il
tabacco umido e flessibile), conservanti e
aromi specifici per le diverse marche. Dopo
il taglio, il tabacco viene conservato in
enormi silos, prima di passare al processo
di produzione delle sigarette.
La produzione di
sigarette è un processo altamente
automatizzato, con ritmi serrati. Le
macchine producono da 8.000 a 14.000
sigarette al minuto. Rulli di carta per
sigarette lunghi fino a 6.000 metri vengono
srotolati ed il tabacco vi viene disposto
sopra. La carta viene quindi richiusa
intorno tabacco, creando un'unica, lunga
sigaretta, nota come 'cilindro'.
Le macchine
tagliano il 'cilindro' di grandi dimensioni
in segmenti molto più piccoli, inseriscono i
filtri e quindi riducono tali segmenti in
singole sigarette con filtro. La qualità
strutturale di ciascuna sigaretta viene
controllata in tre fasi distinte.
Infine, le
sigarette vengono suddivise in gruppi delle
dimensioni di un pacchetto, avvolte in
lamine metalliche per conservarne l'aroma,
confezionate ed inserite nei contenitori di
spedizione.
Benché la
produzione di sigarette sia un processo
altamente automatizzato, l'elemento umano
rimane determinante. La supervisione del
processo produttivo è cruciale: l'ispezione
delle foglie e della miscela, nonché il
controllo di qualità del prodotto finale,
non possono essere affidati esclusivamente
ai macchinari.
|
|
La
disciplina che
regola il settore
del tabacco in
Italia è molto
articolata. Le
pagine di questa
sezione sono
formulate per
fornire alcuni
strumenti
introduttivi, volti
a facilitare
l’orientamento tra
le principali
normative.
La produzione,
circolazione e
vendita dei tabacchi
lavorati è
regolamentata da
norme comunitarie e
nazionali. A livello
comunitario vengono
delineate le linee
normative mirate a
ravvicinare le
disposizioni tra i
vari Stati membri,
per creare una base
giuridica uniforme
all’interno del
mercato unico.
La
produzione
legislativa
comunitaria
si delinea
attraverso:
• Regolamenti
obbligatori in tutti
i loro elementi e
direttamente
applicabili in
ciascuno degli Stati
membri per le
disposizioni in essi
contenute;
• Direttive
vincolano lo Stato
membro cui sono
rivolte per quanto
riguarda il
risultato da
raggiungere e devono
essere recepite nel
diritto interno dei
singoli Stati
membri; in Italia,
per lo più, tramite
decreti legislativi;
• Raccomandazioni
che non hanno
efficacia
vincolante, ma
costituiscono un
invito rivolto agli
Stati membri
all’introduzione
delle disposizioni
in esse inserite, la
cui adozione non è
tuttavia, come
detto, vincolante.
Anche in campo
internazionale, vi è
una importante
novità: quattro anni
di negoziati hanno
portato alla
definizione della
Convenzione
quadro
dell’Organizzazione
Mondiale della
Sanità (OMS)
per la lotta al
tabagismo.
La Convenzione si
pone in una
prospettiva ben più
ampia rispetto alle
attuali
regolamentazioni del
settore in quanto,
per la prima volta,
viene adottato un
atto cogente a
livello
internazionale che
obbligherà i Paesi
aderenti a
realizzare nei
prossimi anni una
serie di misure
volte a ridurre il
consumo del tabacco.
Di fatto, la
Convenzione quadro è
uno strumento per
estendere a livello
internazionale gran
parte della
legislazione
comunitaria più
stringente, già
adottata nel mercato
interno.
A livello
nazionale,
il settore è
disciplinato da
norme primarie con
leggi, decreti legge
e decreti
legislativi e, a
livello secondario,
con
regolamenti, decreti
ministeriali,
decreti direttoriali
e circolari
esplicative.
In breve
alcune delle leggi
fondamentali che
regolano il settore
in Italia
La normativa che
regola il settore
del tabacco è
complessa e vasta.
Per orientarsi in
modo più agevole
riportiamo nel
seguito le
principali norme di
riferimento relative
alla
regolamentazione dei
tabacchi lavorati in
Italia.
Decreto
legislativo n. 184
del 24 giugno 2003
Il Decreto ha
recepito la
direttiva 2001/37/CE
relativa
all’etichettatura,
produzione e vendita
dei prodotti del
tabacco ha
introdotto nuove e
più ampie avvertenze
sanitarie sui
pacchetti dei
prodotti del
tabacco, limiti ad
alcuni contenuti
nelle sigarette, la
comunicazione degli
ingredienti
utilizzati nella
fabbricazione,
l’eliminazione dei
termini light, mild,
ecc.
Legge n. 3
del 16 gennaio 2003
- Art. 51 “Divieto
di fumo esteso ai
locali aperti al
pubblico” e
successive
modificazioni e
provvedimento
attuativo D.P.C.M.
del 23 dicembre 2003
La legge,
al fine di tutelare
la salute dei non
fumatori, ha esteso
il divieto di fumo,
già previsto per i
luoghi pubblici
(ospedali, cinema,
teatri e uffici
della Pubblica
Amministrazione
aperti al pubblico),
anche ai locali
aperti al pubblico
(bar, ristoranti),
oltreché ai luoghi
di lavoro ed alle
carceri.
E’ prevista la
costituzione,
all’interno degli
stessi, di apposite
aree riservate ai
fumatori, che
dovranno essere
materialmente
separate dalle aree
riservate ai non
fumatori, dotate di
idonei sistemi di
ventilazione per
garantire
un’adeguato ricambio
d’aria e segnalate
con idonea
cartellonistica.
Dove tali
prescrizioni non
saranno realizzabili
vigerà il divieto di
fumo totale. Il
divieto entrerà in
vigore dal 10
gennaio 2005.
Legge n. 165
del 10 aprile 1962 e
successive
modificazioni
La legge prevede un
divieto totale della
pubblicità diretta
ed indiretta dei
prodotti del
tabacco.
Tassazione
Le
principali norme di
riferimento:
Legge n. 825
del 13 luglio 1965 e
succesive
modificazioni,
che disciplina le
tabelle di vendita
al pubblico,
l’iscrizione in
tariffa dei
prodotti, le
richieste di
variazione prezzi da
parte dei produttori
e/o importatori. La
normativa prevede,
inoltre, che le
richieste di
variazione prezzi
debbano essere
corredate da una
scheda
rappresentativa
degli effetti
economico-finanziari
conseguenti la
variazione
richiesta, in
relazione ai volumi
di vendita di
ciascun prodotto.
Legge n. 76
del 7 marzo 1985, e
successive
modificazioni
- sul
sistema di
imposizione fiscale:
i tabacchi lavorati
destinati alla
vendita al pubblico
nel territorio
soggetti a monopolio
sono gravati
dall’imposta di
consumo (Accisa) e
dall’IVA.
Decreto
Legge n. 24 del 30
gennaio 2004 - Art.
4 -
coordinato con la
Legge di conversione
31 marzo 2004, n.
87 - che ha
introdotto tra
l’altro l’accisa
minima.
Decreto
Legge n. 168 del 12
luglio 2004 - Art.
2, commi 6, 7 e 8
convertito con
modifiche dalla
legge 30 luglio
2004, n.91 -che ha
introdotto la
revisione semestrale
della MPPC (Most
Popular Price
Class).
Decreto
Direttoriale del 15
ottobre 2004 - Art.
1 che ha
aumentato l’aliquota
di base delle
sigarette da 58% al
58,5% a partire
dall’8 novembre
2004.
|