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              Sommario:


 

Religioni alternative

   Il fenomeno dei nuovi movimenti religiosi in Italia è assai complesso. Ad una prima considerazione generica potrebbe sembrare che il nostro Paese, di tradizione spiccatamente cattolica da un verso (per quanto riguarda la cultura "popolare") e laico-marxista (per quanto riguarda la cultura cosiddetta di élite, l'intellettualità che "fa opinione") sia la terra più inospitale per la diffusione di religioni alternative.
Ma in realtà non è così. A partire dagli anni '70, dalla crisi cioè delle speranze di palingenesi "politica" si sono impercettibilmente diffuse in Italia un numero rilevante di nuove sette religiose, spesso di derivazione "orientale".
Il legame con l'esoterismo è in taluni casi assai labile come, per esempio, nei riguardi dei Testimoni di Geova i quali sono solo partecipi di una rivelazione alternativa (vedi scheda esplicativa). In altri casi le nuove religioni fanno riferimento ad un credo variamente tinto di esoterismo e mettono in atto pratiche di tipo magico-teurgico.
Il numero delle persone coinvolte nelle nuove sette è in un certo senso esiguo: si può arrivare ad un massimo di 2.000-2.500 membri attivi, mentre i simpatizzanti che hanno un rapporto occasionale con le sette stesse non superano le 10.000-15.000 persone. Appare piuttosto sorprendente il numero delle religioni presenti oggi in Italia indipendentemente dalla quantità numerica degli adepti. Le ragioni di tale proliferazione sono complesse e diversificate. Il periodo di diffusione dei nuovi gruppi religiosi ha coinciso con la fine del ciclo di contestazione degli anni 1968-1972. I diffusori dei nuovi credi stigmatizzano costantemente il crollo dei valori e la crisi socio-culturale dell'Occidente. Ogni gruppo si richiama ai nodi problematici specifici della modernità: la segmentazione societaria, la differenziazione simbolica, la crisi dell'identità nazionale o religiosa, la frantumazione degli universi simbolici.
La presenza di una relazione ambigua ma reale tra i nuovi culti e la modernità si evidenzia dal fatto che tali culti sono più diffusi nel settentrione d'Italia e in aree urbane.
Per quanto riguarda gli "Arancioni", i Moones e i Buddisti di Nichiren possiamo affermare che il 30% degli adepti sono lombardi e piemontesi e che il 45% risiede al Nord. Ma approfondendo l'analisi dei soggetti si è verificato che è la Sicilia la regione italiana che ha dato i natali al maggior numero di adepti ed è Caltanissetta la città che ne ospita proporzionalmente il numero più consistente.
Se si considera la famiglia d'origine, il 45% dei seguaci dei nuovi culti proviene da aree del meridione.
La presenza quindi delle religioni alternative va riferita alle vaste trasformazioni in atto determinate dalla mobilità sociale, inter-generazionale e inter-categoriale, urbanizzazione, dalle migrazioni Nord-Sud.

 

Sette religiose emergenti

I FERVENTI DI DIO circa 3.000 adepti

HARE KRISHNA circa 1.000 adepti

SAI BABA circa 5.000 adepti

SETTA DI RAJNEESH (Arancioni) circa 2.000 adepti

BUDDISMO DI NICHIREN circa 7.000 adepti e numerosi simpatizzanti

CHIESA DELL'UNIFICAZIONE circa 2.000 adepti

MANAV KENDA (centro dell'uomo) circa 200 adepti

MAHIKARI circa 200 adepti

MISSIONE DELLA LUCE DIVINA circa 500 adepti

LAMA TZONG KHAPA circa 300 adepti

CENTRO BHOLE BABA circa 500 adepti

MEDITAZIONE TRASCENDENTALE circa 3.000 adepti

ANANDA MARGA circa 1.000 adepti

 

Sette di ispirazione "Cristiana"

TESTIMONI DI GEOVA
circa 130.000 adepti (vedi scheda informativa).

VITA UNIVERSALE
(fondata da Gabriella da Wurzburg), si definisce gruppo cristico. Ha una rivista, "Messaggero del regno della Pace". Produce cassette di meditazione con l'insegna "meditare in casa"

CHIESA DEL SETTIMO GIORNO
(con sede nazionale a Roma).
Diffusa in varie città e province con 63 chiese. Ha 9 stazioni radio, chiamate radio Voce della Speranza. Pubblica 3 riviste: "Segni dei Tempi", "Il messaggio avvenirista", "Vita e salute". In Italia sono presenti 4.000 adepti.

CHIESA CRISTIANA MILLENARISTA
(con sede a Pescara)

CHIESA DEL NAZARENO
(con sede a Roma)

CHIESA DEL REGNO DI DIO
(con sede nazionale a Torino e filiali in altre città e province). Pubblica le riviste: "Il Monitore del Regno della Giustizia" e "Il Giornale per tutti". In Italia sono 6.000 adepti.

CHIESA DI CRISTO
(con 30 sedi in diverse città e province).

CHIESA DI DIO
(con sede a Palermo)

CHIESA DI DIO UNIVERSALE
(con sede a Roma e Milano).
Diffonde l'opuscolo "La pura verità".

CHIESA NEO-APOSTOLICA
(con sede a Milano)

CROCIATA DEL VANGELO
(con sede a Palermo)
OPERA DI RIMPATRIO DI GESU' CRISTO
(Firenze, Roma, Milano, Torino)

SCIENZA CRISTIANA
(Christian Science Society, con sede a Firenze e a Roma).

 

I "Ferventi di Dio"

Una setta che ha il suo luogo di culto in una casa nobiliare romana, ma che conta un migliaio di adepti in tutta Italia, è quella dei "Ferventi di Dio". Il fondatore è Nur Alì Elahi un maestro curdo dell'Iran che ha mantenuto viva una via spirituale che ingloba tutti gli elementi della mistica musulmana. Tale tradizione nasce dal contesto dell'Islam sci'ita che si originò quando, dopo la morte di Maometto, i seguaci della gnosi musulmana si riunirono intorno all'Imam Alì, genero e primo compagno di Maometto. Secondo le teorie di Nur Alì Elahi (che si possono leggere nel testo "La Via della Perfezione") dopo la caduta di Adamo (il primo profeta) nel corso dei secoli gli uomini hanno beneficiato della guida degli inviati di Dio. Nella tradizione semitica tali inviati furono i profeti dell'Antico Testamento, poi Gesù il Cristo ed infine Maometto. In altre tradizioni essi hanno portato altri nomi e molti tra loro sono stati dimenticati. Alcuni non sono nemmeno conosciuti, ma sono stati pur sempre degli iniziati: i Vali, i santi amati da Dio e incaricati di una missione spirituale. I mistici musulmani, i Sufi autentici, sanno che essi sono gli intermediari indispensabili tra Dio e l'uomo, i custodi della verità esoterica. Tali uomini, i Vali, formano una chiesa spirituale, un Ordine che talvolta si adegua ad un ordine temporale, ma che ignora ogni limitazione storica, spaziale e confessionale.
Dal primo Imam fino all'ultimo, il Mehdi, La Perfezione Assoluta si è manifestata in ciascuno dei dodici Imam che, nel corso dei secoli, insegnarono segretamente l'essenza della fede e della Conoscenza, mentre all'esterno gli adepti dei dogmi ufficiali elaboravano la brillante civiltà islamica.
Dopo la scomparsa dell'ultimo Imam, lo shi'ismo divenne un movimento popolare, fissandosi progressivamente in una setta islamica ortodossa ed esoterica che oggi riunisce un decimo dei musulmani.
In certi ordini molto riservati, i Sufi perpetuarono le tradizioni esoteriche valorizzando alcuni maestri, i Vali, che via via si manifestarono. Uno di essi fu Soltan Eshaq che fondò la setta dei "Ferventi di Dio" nel XIV secolo. La setta si diffuse in molte province del Kurdistan ma, con il passare del tempo, parte delle dottrine andarono perdute o furono fraintese. Nur Ali Elahi ha purificato la via dei Ferventi di Dio dalle aggiunte, dai falsi riti e dalle deviazioni accumulate dagli adepti nel corso dei tempi.
Il maestro Nur Ali Elahi è stato il penultimo di tali maestri segreti: oggi suo figlio Sha Bahram Elahi è il capo della setta. Nato a Jeyhoonabad, un villaggio nell'Iran occidentale, il 24 agosto del 1931, ha studiato medicina in Francia, si è laureato, specializzato come medico-chirurgo e solo nel 1963 è tornato in patria ed è diventato discepolo di suo padre; attualmente è professore alla Facoltà di medicina all'Univeristà di Teheran e dedica il suo tempo a guidare i discepoli. Si deve a lui un testo che sintetizza le idee di suo padre e i fondamenti della Via del Perfezionamento, alcuni dei quali di alta levatura spirituale.

  Hare Krishna

L'Associazione Internazionale per la Conoscenza di Krishna fu fondata nel 1966 negli USA da Swami Prabhupada. In America Prabhupada convertì i giovani americani della cultura underground all'osservanza di un'antica tradizione religiosa che si fonda su Krishna, dio personale, forma spirituale prima e sorgente di tutti gli esseri. L'Associazione Internazionale giunse in Italia esattamente nel 1973 ad opera di una giovane devota, Ali Krishna, che già aveva tradotto in italiano le opere del maestro. Il piccolo gruppo arrivò a Roma e trovò la sua sede in via Mistretta. Dal 1973 al 1980 ci fu un aumento degli adepti e si fondò un asharam in una villa vicino a Firenze.
I punti fondamentali della dottrina degli Hare Krishna ci sono stati rivelati dagli adepti stessi. La materia è un'emanazione dell'energia spirituale della persona suprema. Esistono dei cicli della materia cosmica: ora viviamo nel kali-juga, epoca nera. Infatti, l'attuale momento della civiltà occidentale è conforme alla dura età di Kali, dominata dall'ignoranza, dai vizi e dalla dimenticanza delle realtà spirituali. La vita del perfetto devoto deve essere chiusa nell'orizzonte della coscienza di Krishna. Il servizio al Dio rappresenta la via della salvezza.
Nella prassi giornaliera i devoti devono cantare i santi nomi, devono evitare qualunque tipo di droga, compreso il tabacco e l'alcool, devono essere continenti e casti. Le restrizioni alimentari sono molto precise: bisogna osservare una dieta vegetariana. Il cibo è chiamato prashada "misericordia di Dio" ed è considerato nutrimento spirituale, in quanto Krishna stesso discende nel cibo puro. Queste pratiche sono necessarie perché l'uomo riscopra la sua vera vocazione: raggiungere la realizzazione spirituale attraverso l'amore puro per Krishna e l'abbandono in Dio. Si deve svegliare la coscienza assopita e purificarsi dal male. L'unico metodo per servire Krishna è recitare il maha-mantra, vibrazione spirituale canora dai grandi effetti interiori. Il mantra è meditazione, è unione; le sue vibrazioni trasportano l'anima lì da dove è venuta, nel cuore delle potenze spirituali. E' importante recitare il nome di Krishna davanti alle Murti, icone sacre che facilitano il contatto con la divinità.
Oggi gli Hare Krishna sono parzialmente in crisi, ma contano ancora in Italia un migliaio di simpatizzanti. Si tratta di una religione "a tempo": la partecipazione è discontinua, fluttuante e difficilmente supera la durata di cinque anni.

  Gli "Arancioni"

Bhagwan Shree Rajneesh cominciò ad organizzare campi di meditazione nel 1964 in India, nel Rajastan. Nel 1974 fondò un asharam a Puna in cui entrarono molti occidentali. Nel 1981 si stabilì negli Stati Uniti, nell'Oregon, dando vita ad una comunità in cui confluirono più di 7.000 persone. Le attività degli "Arancioni" erano varie e articolate: aziende agricole, case editrici, piccole fabbriche, alberghi, università.
Nel 1985 gli "Arancioni" entrarono in una complicata crisi: la segretaria fuggì con i denari della comunità e Rajneesh fu arrestato. Ora, se anche in ribasso, la sua figura carismatica influenza ancora numerosi fedeli.
Il Bhagwan ha messo a punto una sintesi originale fra varie dottrine orientali. Si possono identificare nella sua predicazione alcuni elementi portanti, come il tantrismo, secondo il quale tutto è sacro, compreso l'atto sessuale, anzi il sesso è un mezzo per progredire nell'ascesi spirituale, per arrivare a trascendere la sessualità senza reprimerla.
Il buddismo è presente nel gusto del paradosso, tanto caro al Bhagwan, mentre le pratiche yoga hanno una parte preponderante nella prassi della meditazione e della danza.
Rajneesh si burla delle religioni e della morale tradizionale e in questo senso si ispira massicciamente a Friederich Nietzsche, delle cui opere il "maestro" propone continui elementi, sempre omettendo di citare la fonte: "Diventa ciò che sei", "Voi guardate in alto perché cercate elevazione, io guardo in basso perché sono elevato"...
Altri autori sono riscontrabili nel messaggio "arancione": S. Freud, Jung, Adler, i saggi del Tao e persino Paolo di Tarso.
La meditazione è il punto di forza di questa prassi religiosa. Esistono vari modi di meditare, ogni adepto o sanyansi può scegliere il modo che gli è più congeniale. I seguaci devono osservare tre precetti: vestire sempre con colori "caldi" che vanno dall'arancione al bordeaux, portare al collo il mala, che è una collana di perle di legno con il ritratto del Bhagwan, e infine sottoporsi all'iniziazione durante la quale si riceve un nome nuovo.
Il Bhagwan afferma di aver fatto una parte del cammino interiore con il Buddha, ma poi l'Illuminato gli era sembrato eccessivamente ascetico... Ha camminato con Gesù; ma non avrebbe mai condiviso il Calvario (sic!). Eppure le parole del maestro sono linfa vitale per i suoi discepoli, anche se appaiono estremamente contraddittorie, paradossali e spesso istrioniche.

  Meditazione Trascendentale

Il movimento fu fondato nel 1958 dal Maharishi Mahesh Yogi.
Nel 1972 ebbe inizio il piano mondiale per la diffusione della Scienza dell'Intelligenza Creatrice. In Italia il primo corso di meditazione trascendentale si tenne a Fiuggi nel 1972: vi parteciparono 200 persone. Oggi i centri di meditazione sono 25, sparsi nelle maggiori città italiane. Secondo il bollettino ufficiale della setta, gli adepti sarebbero 35.000. Costoro non hanno in realtà un'ideologia religiosa precisa; il Mabarishi non insegna nessun tipo di teologia, nessuna fede particolare. Il suo programma propone una semplice tecnica che permette di esprimere in modo pieno e spontaneo il potenziale della mente avvalendosi di nozioni psicologiche, il guru insegna un metodo che permette all'individuo di "raggiungere le radici del proprio essere e di ricavarne energia vitale libera e positiva". Durante l'iniziazione l'adepto riceve una mantra personale, una parola segreta. L'uso del mantra è l'unica concessione che il Maharishi fa alla religione tradizionale. Recitare la mistica parola, in cui è racchiusa l'essenza segreta degli dei, è una pratica antichissima della fede indù. Innumerevoli benefici sembrano derivare dalla pratica della meditazione: il praticante raggiunge un livello di riposo mentale più profondo del sonno, che gli permette di recuperare energie insospettate ed equilibri duraturi.
Coloro che meditano affermano di aver ridotto il consumo di alcool e tabacco, di avere acquistato stabilità emotiva e maggiore fiducia in se stessi, di essere diventati allegri e socievoli.
Per chi vuole procedere nel cammino, esiste un programma superiore che si chiama siddhi. Il significato della parola è "perfezione" ma anche "magia". Con tecniche segrete si potenziano le capacità più profonde e segrete della psiche e del soma. Chi arriva a praticare le "siddhi" sperimenta una illimitata consapevolezza di beatitudine, una salute perfetta: in una parola lo stato di illuminazione e di auto-realizzazione.
Si propongono varie vie: alcune permettono di ampliare le capacità di tutti i sensi (fanno udire a distanza e vedere attraverso i muri) altre sviluppano i sentimenti, altre riguardano la perfetta coordinazione mente-corpo e permettono di... librarsi nell'aria.

  Il Buddismo di Nichiren

Nel 1240 un monaco giapponese, conosciuto più tardi con il nome di Nichiren, polemizzando con le varie correnti buddiste, giunse alla conclusione che tutta la "legge" fosse racchiusa nel Sutra del Loto. Recitare quindi la frase "Nam, Myoho Renge Kyo" che significa ("devozione al Sutra del Loto") è l'unica via di salvezza.
Tale preghiera, detta "daimoku", ha, secondo gli adepti, effetti miracolosi ed immediati: può far passare il mal di testa, far trovare lavoro, evitare le contravvenzioni nel traffico, togliere la timidezza e i complessi di inferiorità. Gli adepti in Italia sono più di 5.000 e in costante aumento, data la capillare attività di proselitismo della setta. La facilità delle adesioni trova una sua giustificazione nel vuoto religioso che gli adepti riscontrano nella società italiana. Le pratiche devozionali si limitano alla recitazione del diamoku, alla lettura del gonghio (una preghiera più lunga) e al possesso del gohonzon, un altarino in cui sono racchiuse pergamene sacre.
In Giappone esiste l'associazione Sokka Gakkai, che è il corrispondente laico della religione di Nichiren.
Il buddismo è forse la religione neo-orientale che si propone come emergente in Italia.
Altre forme di buddismo si stanno diffondendo: il culto tibetano, gli Amici della Consapevolezza ed altri piccoli gruppi come il Risho Kosei Kai e lo Zen.
Nel 1986 si è formata l'UBI, Unione Buddista Italiana, a cui aderiscono venti centri principali. Esistono diverse riviste come Paramita, Siddhi, Il Canto del Cuculo, Zen, in cui il messaggio del Buddha è diffuso tra gli adepti e i simpatizzanti.

  La Chiesa dell'Unificazione

Si tratta della setta fondata dal reverendo Moon, vagamente ispirata alle dottrine orientali.
Mescolando l'anti-comunismo con messaggi in linea con lo stile di vita americano, il Reverendo ha riscosso un successo enorme. I suoi seguaci diffusero capillarmente dagli Stati Uniti all'Europa il credo di Moon.
In Italia la setta ebbe un momento di grande espansione nella metà degli anni '70, con un coinvolgimento degli adepti su un piano totalizzante che prevedeva, oltre il proselitismo, la questua per l'organizzazione. L'ideologia religiosa di Moon si fonda sull'annuncio del giorno della "seconda venuta del Signore": il Reverendo sarebbe stato inviato da Dio per la rivelazione finale. La redenzione non sarebbe compiuta: un nuovo profeta (lo stesso Moon) avrebbe il compito di salvare il mondo.
Agli adepti si chiede fede nella profezia e una continua opera di proselitismo, anche molto intrusivo. La rivelazione di Moon contiene elementi biblici, più un forte contenuto messianico. Tutte le attività della setta sono centrate sulla seconda venuta del Signore. La Chiesa dell'Unificazione ha promosso e realizzato nel 1985 un'assemblea mondiale delle religioni, a cui hanno partecipato delegati di 90 nazioni, il che dimostra la presa sociale che il movimento stesso ha attualmente.
La ricchezza incalcolabile del reverendo Moon è dovuta alle questue dei suoi adepti, che vivono la sua figura di capo carismatico con un'intensità sconcertante.

  Centro Bhole Baba

L'ispiratore di questa comunità e Babaji, considerato dai suoi seguaci Shiva-Mahavatar, la divinità stessa. Il centro dispone in Italia di tre ashram, nei quali la vita è ispirata ai principi della Verità, della Semplicità, dell'Amore. Le pratiche principali si basano sulla ripetizione del mantra, sul lavoro fisico svolto senza interessi personali e sulle pratiche devozionali (canti di testi sanscriti, meditazione, offerta alla Divinità).
Indirizzi: Centro Bhole Baba, C.P. 56, Cisternino (BR) e castello di Galeazza Pepoli, Crevalcore (BO).

  Istituto Lama Tzong Khapa

E' sorto a Milano nel 1975 e si ispira al Buddismo Mahayana.
Svolge un intenso programma di logica e filosofia buddhista per il conseguimento del titolo di ghesce ed un programma settennale di studi per la conoscenza dei principali testi sacri Sutra e Tantra.
La sede principale dell'istituto si trova a Pomaia (Pisa), ove risiedono una cinquantina di membri stabili. Collegato all'Istituto è il Centro GHE-PEL-LING (tibetani del Dalai Lama), con sede a Milano, Via Romolo, 1.

  Seguaci di Sri Chinmoy

Si tratta di una nuova religione che si ispira all'insegnamento di Sri Chinmoy, guru indiano attualmente a New York. Le basi del suo insegnamento sono la meditazione, varie forme di yoga e la "skisha" una particolare forma di iniziazione secondo la quale il discepolo si consegna al maestro e il maestro gli concede una parte della sua anima.
Il contatto con il guru è molto importante, anche se può avvenire a molti chilometri di distanza nella meditazione. Come molte sette "neo-orientali" Sri Chinmoy non predica l'allontanamento dal mondo bensì la sua trasformazione. Ha infatti posto la sede centrale del suo gruppo alle Nazioni Unite, dove guida un gruppo di meditazione. L'arte, la musica, la ginnastica sono considerate forme di conoscenza, anzi lo sport (in particolare l'atletica) viene considerato una via privilegiata di illuminazione. I centri Sri Chinmoy organizzano maratone, tornei di tennis e altre manifestazioni sportivo-spirituali e lo stesso guru ama farsi fotografare in tuta!

  Mahikari

A Milano l'associazione Mahikari si trova in Via Lodovico da Viadana, 9. Altri centri a Varese in Via Bertini, 6 e a Lecco (c/o Sandro Gorla).

   Sai Baba

Parecchi i centri del movimento. Segnaliamo innanzi tutto il centro a Pontevecchio di Magenta in Via S. Francesco, 45; il responsabile è Antonio Craxi, che dirige "L'Eterno Auriga", trimestrale. Sempre a Milano si trovano alri due centri: Via Dall'Ongaro, 2 e Via G. Asolli, 27.

  Manav Kendra

Il "Centro dell'uomo", fondato nel 1976, è dedicato al maestro Kirpal Sing. A Milano il centro si trova in Corso Buenos Aires, 43.

 Bambini di Dio

In Italia il movimento dei Bambini di Dio, detto anche Famiglia D'Amore, ha avuto una discreta diffusione negli anni 1973-1976, con centri a Milano, Bologna, Genova, Firenze, Torino, Roma, Napoli e Palermo. Veniva diffuso il periodico "Notiziario della Nuova Creazione".
Da alcuni anni non si hanno più notizie sulla sua attività ufficiale in Italia. Causa l'accusa di prostituzione, sono state parecchie le disavventure giudiziarie del movimento, con chiusura di alcune sedi, tra cui l'"Ok Club" di Roma. A Milano il centro si trova in Via Melzo, 37.

  Missione della Luce divina

Fondato nel 1960 in India dal guru Shri Hans Ji, il movimento è attualmente diretto dal giovanissimo figlio Maharaj Ji, il "maestro perfetto", che nel 1972, all'età di 14 anni, si stabilisce negli USA dopo un suo "primo giro mondiale per la pace". Fin dagli inizi, in Italia ha avuto un notevole successo: nel 1975 aveva un migliaio di seguaci, con centri e ashram a Milano (Viale S. Michele del Corso, 3 e Via Lampugnano, 144) e nelle principali città d'Italia, soprattutto nel Nord.

   Testimoni di Geova

Chiesa biblico-cristiana, apocalittica e anti-trinitaria, fondata del 1878 dal commerciante nord-americano Charles T. Russel. Costui leggendo la Bibbia si convinse che la fine del mondo fosse cominciata nel 1874 e che l'umanità non avrebbe visto l'alba del 2000.
Caratterizzata da un'interpretazione letterale delle Sacre Scritture (in particolare l'Apocalisse di Giovanni), tale dottrina rifiuta l'immortalità dell'anima e la divinità del Cristo e prevede il paradiso celeste solo per 144.000 eletti a cui seguirà la riacquisizione del paradiso terrestre per i buoni e l'annientamento totale per le forze del male e per i nemici della legge biblica.
La setta ha ormai affiliati in tutto il mondo: in Italia ve ne sono più di 120.000. Non hanno clero né gerarchie, né chiese.
Le Sale del Regno sono semplici aule di riunione dove gli anziani commentano le Sacre Scritture con l'aiuto di opuscoli distribuiti alla gente
Nel linguaggio degli anziani c'è un pizzico di militarismo.
Gesù, il Cavaliere del regno, combatte per Geova contro Satana.
I fedeli sono riuniti nella Torre di Guardia, come soldati in schiera pronti alla difesa e all'attacco.
Eppure i testimoni di Geova sono anti-militaristi e hanno sofferto molte persecuzioni per il loro credo pacifista. I nazisti li uccisero a centinaia e così gli stalinisti e i governi totalitari del Sud-America.
La grande battaglia che deve trovare tutti pronti è uno scontro cosmico e spirituale tra Dio e il Diavolo.
Il luogo dello scontro sarà Armaghedon. Questo nome suggestivo che ricorre in tante preghiere dei testimoni di Geova è tratto dalla Bibbia. Nell'Apocalisse così dice Giovanni: "I demoni si recano dai re di tutto il mondo e li riuniscono per la battaglia del gran giorno... Essi li radunano nel luogo chiamato Armaghedon" (Valle di Giosafat).
E il profeta Faele afferma: "Preparate la guerra!... Fate sorgere i prodi. Poiché il giorno dell'Eterno è vicino!"
Ad Armaghedon vi sarà la guerra di Dio contro i re dell'intera terra abitata che sono emissari di Satana.
Ma quando verrà il grande giorno? Tutti affermano che è vicino.
Nel 1914 erano già scaduti i "sette tempi di Satana" nei quali il diavolo ha avuto l'opportunità di farsi una progenie.
L'intero universo non arriverà all'anno 2000.

                                                Fonte: EURISPES, da un'indagine condotta da C. Gatto Trocchi


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