
religioni antiche
|
|
|
|
|
| |
Il bisogno di religione è tra i più antichi. Primitivi, Greci, Romani, Egizi, popoli nordici e delle Americhe: ognuno ha avuto il suo culto e i suoi dei.
La religione degli uomini primitivi
La religione dell’uomo primitivo è molto semplice. I fenomeni naturali lo colpivano profondamente ed egli li adorava come divinità forti e potenti, che potevano condizionare la sua vita. La divinità dunque poteva essere il vulcano, il grande fiume, il fulmine, l’albero…
Anche di fronte al mistero della morte l’uomo restò molto impressionato. Il fatto di seppellire e di onorare i morti testimonia la certezza che la vita continui anche dopo la morte.
Col passare degli anni l’uomo
si avviò verso forme di civiltà più evolute e progredite.
Anche la sua religiosità si sviluppò.
Torna Indice
La religione dei Babilonesi
Grazie alle scoperte archeologiche, è possibile conoscere molti aspetti dei miti, delle pratiche religiose e delle opere letterarie, considerate dagli studiosi fra le più antiche dell’umanità della civiltà assiro-babilonese.
Numerose sono le divinità di questa religione: Ansar e Kisar, rispettivamente dio del cielo e della terra, Assur, dio degli assiri, Marduk dio dei Babilonesi, Samas, il sole, Sin, la luna. Molte di queste divinità sono cattive e malvagie, ma ve ne sono anche di buone, come Nabu, figlio di Marduk, ricordato come inventore della scrittura. Molte di esse proteggono il lavoro dell’uomo.
Il dio più noto è Marduk.
In origine era il dio delle messi, poi venne considerato il creatore e l’organizzazione dell’universo. Lo si distingue dalle altre divinità per la lancia che porta in mano, per la barba ispida e per la corona posta sul suo capo. Accanto a lui è raffigurato il pianeta Giove.
Secondo i racconti mitologici babilonesi. Marduk, dopo aver combattuto vittoriosamente contro numerose divinità a lui ostili, diviene signore assoluto del creato. Sconfigge ed uccide in battaglia il dio Kingu e, con le due metà del suo corpo, costruisce la cupola del cielo e il basamento del mondo. Poi, con l’aiuto della dea Ea, crea impastando del fango con il sangue di Kingu.
Caratteristica di questa religione è il tempio, chiamato ziggurat, una sorta di grande piramide a gradoni. L’alta costruzione voleva significare la volontà dell’uomo di avvicinarsi sempre di più al cielo. Alla sommità di essa i sacerdoti offrivano i sacrifici agli dèi e di lassù scrutavano il cielo stellato, per trarre poi gli auspici per gli uomini. Torna Indice
La religione dei Fenici
I Fenici, marinai e commercianti esperti, abitavano le terre dell’attuale Libano e Siria e furono i fondatori della città di Cartagine. La loro religione era politeistica.
Nelle grandi città di Biblos, Tiro, Sidone e Cartagine si adoravano divinità diverse: El, Adone, Melqart, Baal, Astarte, Adonis e tante altre. Erano considerate protettrici della terra, della natura, delle diverse città.
I sacerdoti, vestiti con paramenti molto semplici e accompagnati da musicanti, compivano le loro funzioni religiose su altari costruiti in zone elevate. Alle divinità venivano sacrificati prodotti della terra, animali e bambini.
Il sacrificio dei bambini, chiamato moloch, è una caratteristica della religione Fenicia. In occasione di guerre, carestie e altri momenti di difficoltà, i primogeniti appena nati venivano sacrificati con il fuoco, nella convinzione che si trasformassero in esseri protettori della famiglia e della comunità. Le urne con le loro ceneri erano quindi seppellite sulle pendici di piccole alture, chiamate tofet, che diventavano luoghi di culto.
Molto sviluppato era anche il culto dei morti. Il defunto veniva sepolto in tombe ricavate nelle rocce e custodito all’interno di speciali sarcofagi. Accanto ad esso venivano poi disposti cibo e oggetti che lo avrebbero aiutato nell’ aldilà. La religione egiziana è una religione politeistica.
Numerose sono le sue divinità: il dio Sole, chiamato anticamente Ra e poi Osiride, Iside, la sua sposa, Anubi, il dio dei morti. I sacerdoti, uomini e donne, officiavano in grandi templi e trasmettevano la loro carica ai rispettivi figli. Assai rilevante era la presenza di riti magici.
Aspetto caratteristico della religione egiziana è l’importanza riservata all’esistenza dopo la vita terrena. Secondo gli Egiziani, infatti, la vita non si concludeva con la morte, ma continuava in modo misterioso anche dopo di essa. E perché l’anima del defunto potesse entrare nel Regno dei Morti era necessario che il suo corpo rimanesse intatto. Fu così che gli Egiziani inventarono la tecnica della mummificazione dei corpi.
Un grande storico greco, Erodoto, che aveva visitato l’Egitto nel V secolo a.C., narra come avvenivano le operazioni di mummificazione.
“L’imbalsatore ripuliva il cadavere degli organi interni e lo immergeva in acqua e soda naturale per settanta giorni. Il corpo veniva quindi lavato nuovamente, riempito con stoffe, cannella e mirra, unto con unguenti particolari e avvolto in centinaia di metri di bende di lino. Man mano che si procedeva nella fasciatura del defunto, venivano nascoste fra le bende, portafortuna e statuette di idoli, con l’intento di creare una specie di scudo magico nel difficile viaggio verso l’ardilà. In fine, la mummia veniva collocata dentro a più sarcofagi e inumata nella tomba, insieme a gioielli, cibi e abiti.
Dentro al sarcofago veniva collocato anche il “Libro dei Morti”, che conteneva le soluzioni per superare le varie prove che attendevano il defunto.
Al termine di un lungo ed insidioso viaggio, l’anima raggiungeva il tribunale di Osiride e raccontava tutto quello che aveva fatto di bene o di male durante la vita terrena. Al termine della confessione, l’anima veniva posta sul piatto di una bilancia e il suo peso confrontato con quello di una piuma. Se la piuma era più pesante dell’anima significava che il morto era stato in vita cattivo e la sua anima veniva sbranata dal dio Anubi; se l’anima, invece, risultava più leggera della piuma voleva dire che il morto si era comportato bene quando viveva sulla terra e, pertanto, veniva introdotta nel Regno dei Morti.” Torna Indice
La religione greco-romana
Le religioni dei Greci e dei Romani sono simili. Pur adorate con nomi diversi, le loro divinità sono le stesse: Zeus, Giove per i Romani, è il padre di tutti gli dèi, Era (Giunone), è la sua sposa, Poseidone (Nettuno) è il dio del mare, Ermes (Mercurio) è il messaggero degli dèi, Efesto (Vulcano) è il dio del fuoco, Artemide (Diana) è la dèa della caccia, Ares (Marte) è il dio della guerra, Dionisio (Bracco) è il dio del vino…e tanti altri ancora. Gli dèi abitavano l’Olimpo e si cibavano di ambrosia e di nettare, cibi che assicuravano l’immortalità. Ogni divinità aveva il proprio tempio, nel quale i sacerdoti offrivano sacrifici di animali, di bevande, di frutta o di altri prodotti della terra.
Per conoscere il futuro o prima di prendere decisioni importanti, si esercitava l’arte divinatoria. I fedeli si recavano presso luoghi e templi particolari dove sacerdoti e indovini pronunciavano i cosiddetti oracoli
Tanto i Greci che i latini credevano nel mondo dell’ardilà: una sorta di luogo, chiamato ade o inferi, dove i defunti, visti come ombre, continuavano a vivere in modo misterioso. A Roma, nel tempio dedicato alla dea Vesta, vivevano le vestali, sacerdotesse incaricate di mantenere vivo il fuoco sacro. Vivevano appartate, e non era loro permesso di sposarsi se non dopo trent’anni di servizio divino. Torna IndiceLe Religioni africaneDa millenni l'Africa è stata sempre abitata da grandi popoli e da piccole tribù. Ogni tribù ha le sue divinità e i suoi riti religiosi. L'africano percepisce che intorno a lui tutto è vivo, tutto ha uno spirito, un'anima (per questo si parla di animismo o di religione animista): le pietre, gli alberi, i fiumi, i monti. Anche gli uomini hanno uno spirito che non muore, ma rinasce in altri uomini oppure nella natura. Gli spiriti abitano dovunque. Ma ci sono spiriti buoni e spiriti cattivi. Gli africani, mediante la danza e l'uso delle maschere rituali, cercano di rendersi favorevoli gli spiriti buoni e generosi verso gli uomini e di difendersi da quelli cattivi ed invidiosi.
Presso qualche tribù, soprattutto nel centro dell'Africa, alcune credenze e riti religiosi sono sopravvissuti così come furono scoperti dagli esploratori e dai missionari cristiani ed ancora oggi convivono accanto e mescolati a forme d Torna IndiceAlcune religioni americaneTutte le civiltà e le religioni esistenti nel continente americano prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo (1492) sono chiamate precolombiane o amerindie, ma noi più semplicemente le chiameremo americane. Oltre a queste, ancora praticate al tempo di Colombo, certamente parvero insieme ai popoli che le praticavano (le rovine di templi costruiti nel 1200 a.C. ne sono una testimonianza). Illustriamo breve , mente le caratteristiche fondamentali della religione di alcuni popoli precolombiani come i Maya, gli Aztechi e gli Incas. I Maya furono astronomi, legislatori, architetti e costruttori di grandi templi. La loro - civiltà fiorì tra il Messico meridionale e il - Salvador tra il IV e il XV secolo. Le loro divinità hanno prevalentemente forma di animali. Uno dei nomi dell'essere supremo è un Hunabku (che significa «dio uno»): è il creatore del cielo e della terra e padre degli dèi. L' antica religione dei Maya (praticata ancora oggi dai loro pochi discendenti) consiste in un contratto tra l'uomo e i suoi dèi: le r divinità aiutano l'uomo nel lavoro e gli fanno crescere il mais e i frutti; l'uomo le ripaga facendo loro dei sacrifici. La preghiera serve n soprattutto ad ottenere qualcosa, come la pioggia per far crescere il mais.
Un'altra grande civiltà precolombiana è quella degli Aztechi, vissuti in Messico tra il - XII e il XV secolo. Gli incas sono un altro grande popolo americano vissuto in Perù tra il XIII e il XVI secolo. Avevano un regno teocratico: il re era i ritenuto il rappresentante e il discendente della divinità suprema, il dio sole. Sua moglie era considerata la rappresentante della dea luna sulla Terra. - Anche gli Incas praticavano sacrifici umani. Queste religioni e civiltà americane furono soffocate o distrutte, a partire dal XVI secolo, dalla violenta avidità dei colonizzatori spagnoli alla ricerca di oro e di pietre preziose. Altre civiltà e altre religioni sono quelle praticate dagli indigeni dell'America del Nord (i Sioux, gli Apache, ...), i famosi pellerossa che vediamo nei film western. Gli alberi, le montagne, gli antenati, alcuni animali (per esempio il bufalo) e il totem (un palo innalzato al centro dell'accampamento raffigurante ani mali particolari che custodiscono e proteggono la tribù) sono ritenute torme di presenza delle divinità nella vita quotidiana. Torna IndiceAlcune religioni europeeI popoli europei discendono da quell'antica migrazione- iniziata nel 2000 circa a.C. - di popolazioni provenienti dalle pianure dell'Europa orientale e dall'Asia centrale. Le civiltà e le religioni di questi popoli erano diverse e non sempre oggi sono conosciute c documentabili.Tra le religioni possiamo ricordare quelle dei celti, degli etruschi delle popolazioni italiche e degli stessi greci e romani (dei quali parleremo nella prossima lezione) I celti (ovvero i alti per i romani) erano una popolazione stabilitasi in varie aree europee (anche nell'Italia settentrionale) tra il VI e il III secolo a.C. Le divinità celtiche sono contemporaneamente dèi della vegetazione e della guerra, ma anche protettori degli uomini nelle attività quotidiane. Per questa loro triplice funzione sono raffigurate con tre teste o con tre volti, oppure con tre figure in modo tale da rappresentare la degli dèi. Il pantheon celtico è formato da divinità maschili e femminili, ma anche da animali sacri che esprimono simbolicamente un particolare aspetto della divinità (ad esempio il toro esprime la forza, la violenza, la potenza fecondatrice). Le dèe sono prevalentemente divinità della caccia, della foresta, delle sorgenti, dei fiumi e della fecondità. I luoghi di culto si trovavano nei boschi, sulla cima delle colline o vicino ai laghi e ai fiumi. I celti si immaginavano l'aldilà come un luogo senza morte e senza inverno. Una civiltà misteriosa che non finisce di affascinare per la vita raffinata, per il senso della sopravvivenza oltre la morte e per l'organizzazione in città-stato, è quella degli etruschi (che i latini chiamavano Tusci, da cui la parola Toscana), stabilitisi in Etruria (Lazio settentrionale e Toscana) tra 1' VIII e il III secolo a.C. Alcune divinità sono originariamente etrusche, altre invece sono simili a quelle greche ed indoeuropee. Gli dei vengono spesso rappresentati in triadi: la più significativa è formata da Tinia (che i Greci chiamavano Giove), Signore dei cieli, sua moglie Uni (Giunone) e Menrva (Minerva). A queste divinità erano dedicati tre templi e tre porte in ogni città. Le necropoli (città dei morti), specialmente quelle di Cerveteri e di Tarquinia, dimostrano il culto e l'onore che gli etruschi riservavano ai morti, credendo in una loro vita ultraterrena che avrebbero vissuto nelle camere tombali, vere e proprie stanze adornate di splendide decorazioni e di ricchi corredi necessari alla vita del defunto.
| |
No
Copyright © 2003
TABACCHERIA21
di O.Samuele
( Rivendita Tabacchi n° 21 ) Via Santa Maria 109 - 56125 PISA
Email
smokshop@tabaccheria21.net
Ultimo aggiornamento 22/12/2006 20.55.46
Webmaster: Maurizio B.
( ShopPatner )
mabaita@hotmail.com