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profezie
L'inizio dei tempi: le profezie sul 2000 e il giorno del giudizio
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"Vi sarà una grande
tribolazione, quale non fu mai vista dall’inizio del mondo fino adesso, e
mai più lo sarà..." Matteo, 24:21
Il 2000 è stato qui. Lo abbiamo atteso, sognato e anche un
po’ temuto e alla fine è giunto. Reminiscenze di carattere medioevale ci
portano a guardare con sospetto e preoccupazione la volta del cielo, vuoi
per le profezie di Nostradamus, vuoi per la recente eclisse o i terremoti
che ci hanno colpito pressoché ovunque negli ultimi mesi.
Gli oracoli sibillini sono
testi apocrifi giudaico/ellenici del II° secolo d.C., in cui si ampliano
le profezie bibliche dell’Apocalisse.
È probabile che in questo
brano vengano descritti violenti quanto inusuali mutamenti atmosferici e
di temperatura. La fiamma dal cielo potrebbe riferirisi ad un incremento
improvviso dell’effetto serra, mentre rimane insondabile la dichiarazione
sul combattimento degli angeli. Si tratta di una interpretazione simbolica
di eventi naturali, o alcuni ET si daranno battaglia? Ad ogni modo, ogni
salmo finisce in gloria e alla fine, come recita l’apocalisse apocrifa di
Tommaso: "I morti risorgeranno, e i loro corpi si muteranno
nell’immagine e nella simiglianza e nella gloria degli angeli... saranno
rivestiti con il vestimento di vita eterna che verrà fuori dalla nube di
luce mai vista in questo mondo, poiché quella nube scenderà dai regni
superiori del cielo.... (i giusti) saranno sollevati nell’aria sopra una
nube di luce e verranno con me, pieni di gioia, nel cielo...".
Le profezie del monaco Basilio Il monaco Basilio fu un profeta russo vissuto all’epoca di Pietro I° il Grande. Nato a Mosca nel 1660, Basilio rinunciò a famiglia e carriera per rinchiudersi nel convento ortodosso di Kalnin. Era solito offrire pane e consolazione ai poveri e recarsi a pregare nella cattedrale del Beato Basilio, appena fuori il Cremlino. Durante queste "estasi divine" iniziò ad avere delle visioni del futuro, che scrisse in prosa. Molte si sono già avverate: "Quando il Mille si aggiungerà al Mille, gli uomini voleranno e le immagini di quello che succede a Mosca si potranno vedere allo stesso tempo a Kiev e a Costantinopoli".Il sant’uomo predisse anche l’incendio che nel 1737 distrusse parte di San Pietroburgo, la caduta degli zar ("con il sangue dei ricchi si laveranno le scale dei poveri") e l’avvento del comunismo in Russia ("vi verrà promessa la terra dei lavoratori, ma vi verrà data la terra degli schiavi..."). Basilio morì nel 1722, ma ancora oggi vengono studiate le sue profezie, dette di San Pietroburgo. Eccone alcuni stralci: "Quando il secondo millennio del cristianesimo sarà prossimo alla fine, ogni casa vorrà accendere la sua candela, ma il buio dominerà. Sangue e lacrime bagneranno la terra dei popoli slavi". Come poteva sapere Basilio che negli anni ‘90 sarebbe avvenuta una guerra fratricida tra Serbi e Croati? "Breve sarà il tempo dello zar che zar non è". Si tratta forse di un riferimento ad Elzin, che i cronisti di tutto il mondo hanno ribattezzato "Zar"? Speriamo che altre profezie del monaco rimangano disattese, come quella che parla della conquista di Mosca e di gran parte dell’Occidente ad opera mussulmana ("Scomparirà la stella e la falce della Luna si poserà sul Cremlino"), o l’altra che recita "sarà ancora guerra, tutto avverrà quando il mondo intero festeggerà la pace". Di notevole interesse, comunque, le previsioni inerenti la fine dei tempi e il mondo a venire. Quando la misura sarà colma - afferma il monaco - giungerà un personaggio chiamato enigmaticamente l’uomo di Colosse. "Sarà un uomo inviato da Dio per unire i frammenti del mondo e aprire le porte d’un tempo nuovo... Egli sarà l’avanguardia del Governo Universale". Chi è l’uomo di Colosse? Il Governo Universale in questione è forse il "New World Order"? Incredibilmente precise le profezie sull’inquinamento e il degrado ambientale: "Alla fine del millennio un prato verde non lordato dall’uomo e una pianta non avvelenata saranno una rarità... l’uomo sarà attorniato da cibo e da acque, ma morirà di fame e sete, perché l’erba che vedrà crescere e il frutto che vedrà maturare saranno veleno, come pure l’aria che respira...". Basilio inoltre rimprovera il genere umano, accusandolo di aver bruciato il "sangue della Terra", ovvio riferimento al petrolio. "All’uomo era stata affidata la Terra affinché la custodisse come un tesoro del creato: invece, quando le macchine voleranno come uccelli e l’uomo ucciderà l’uomo con i raggi del Sole, essa sarà uno straccio sporco e lacero". A parte i precisi riferimenti ad aerei e laser, colpiscono le accuse di Basilio, dure ma motivate. "Il Sole cambierà strada e la Luna si perderà fra i monti, le stelle pioveranno sulla Terra... Montagne invisibili passeranno nel cielo, e quando una di queste si vedrà, mancherà il tempo della preghiera. Sentirete allora il pianto di mille madri, perché mille uomini saranno schiacciati dalla montagna". Non v’è dubbio che il santo uomo si riferisca alla caduta di un enorme meteorite, mentre il cambio di "percorso" del Sole e della Luna sarebbe da addebitarsi ad una alterazione del piano orbitale terrestre, in seguito confermata: "Arriverà un giorno nel quale troverete il mar Nero sugli Urali e il mar Caspio sulle alture del Volga, perché tutto verrà mutato... All’uomo verrà consegnata una Terra arata pronta per la semina, in cui sarebbe follia cercare Mosca, San Pietroburgo o Kiev... Dove un tempo regnava il ghiaccio ora brucerà il Sole, e gli agrumi più gustosi verranno raccolti sulla terra della Santa Madre Russia, mentre sulle coste settentrionali dell’Africa regnerà il ghiaccio". Basilio quindi scrive che quando tutto sarà passato, "i popoli della Terra saranno veramente fratelli, i superstiti scenderanno dai monti e si abbracceranno, perché il nuovo alito di vita non verrà dai mari, ma dai monti". Molti addotti hanno riferito che gli alieni consigliavano loro di andare a vivere in campagna o in montagna: è solo un caso? È interessante sottolineare che, a differenza dell’Apocalisse di Giovanni, qui i disastri non sono mandati dall’Eterno per punire l’uomo, ma per "ridisegnare la Terra distrutta dall’uomo." Un Dio ecologista e decisamente meno vendicativo di quello biblico, che infine sulla fronte dell’uomo scriverà la parola umiltà, perché "deve ricordarsi che non è una creatura superiore, ma creatura tra le creature della Terra. A lui verrà dato il compito di lavorare la Terra, e il cibo gli sarà dato dalle erbe e dai frutti. La carne non potrà mangiare la carne...". Il vegetarianismo entrerà dunque nel novero dei comandamenti? Tornano alla mente le analisi dei laboratori militari di Wright-Patterson, in cui le EBE venivano catalogate come vegetariane. Infine, Basilio annuncia: "Piccolo uomo del duemila, non sforzarti di capire che cosa sarà il tempo nuovo: il tuo sforzo è inutile, perché la tua mente è chiusa ai disegni dell’Eterno. Sappi solo che l’uomo del Tempo dei Giusti non nascerà piangendo, verrà deposto nella culla della felicità, camminerà sul sentiero della pace, parlerà con lo spirito e non avrà bara". Secondo i Maya ci furono cinque Ere cosmiche, corrispondenti ad altrettante civiltà. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali. Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà - quella distrutta dall’Acqua - era Atlantide.
Aria e acqua si
muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani
e i mari investirebbero i continenti... La temperatura diverrebbe torrida
e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava
scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone.
Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne, che continuerebbero a
salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e
spaccature immani. I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi
cambierebbero il loro corso, grandi estensioni di terreno verrebbero
sommerse dal mare con tutti i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate
dalle fiamme e gli uragani e i venti impetuosi le strapperebbero dal
terreno... Il mare, abbandonato dalle acque, si tramuterebbe in un
deserto. E se lo spostamento dell’asse fosse accompagnato da un
cambiamento nella velocità di rotazione, le acque degli oceani equatoriali
si ritirerebbero verso i poli e alte maree e uragani spazzerebbero la
Terra da un polo all’altro... Lo spostamento dell’asse cambierebbe il
clima in ogni luogo... Nel caso di un rapido spostamento dell’asse
terrestre, molte specie di animali sulla Terra e nel mare sarebbero
distrutte e la civiltà, se ancora esistesse, sarebbe ridotta in rovine". "Tempo di spade, tempo di asce, gli scudi andranno in pezzi; età di bufere, età di uomini che si fanno lupi, prima che il mondo rovini". Così i Norvegesi e gli Svedesi narravano la "Fine dei Tempi". Un inverno di tre anni (Fimbulvetr, l’Inverno degli Inverni) chiuderà la Terra nella morsa del gelo. Poi i due lupi Skoll e Hati divoreranno la Luna e il Sole, mentre le stelle cadranno dai loro punti fissi. Persino Yggdrasil, l’albero della vita, verrà scosso con violenza. "Le montagne si scuoteranno, le foreste si sradicheranno dal suolo, i monti rovineranno alla cima, ostacoli e vincoli saranno spezzati. E il lupo Fenrir si libererà dalle catene". Il gigantesco lupo Fenrir, l’immenso Serpente di mare Jormungand e la dea degli inferi Hel vennero generati dal malefico dio Loki e a Ragnarok (la fine dei tempi) saranno liberati. Appare evidente il nesso con le tre "bestie" di cui parla l’Apocalisse di Giovanni, forse rappresentazioni allegoriche delle forze distruttrici di cielo, terra e mare. "I Troll, i Giganti dei ghiacci e le schiere dei dannati di Hel muoveranno battaglia verso Asgard, la dimora degli dei". Come una sorta di Arcangelo Michele, Heimdall, la sentinella degli dei, suonerà il suo corno Gjallhorn, svegliando i guerrieri che riposano nel Valhalla. Questi correranno verso la battaglia, guidati dallo stesso Odino. Lo scontro - allegoria dell’infuriare degli elementi - sarà tremendo: Odino verrà ucciso dal lupo Fenrir, ma prontamente vendicato da suo figlio Vidar. Thor, il dio del tuono, uccide Jormungand, ma muore poco dopo per il veleno del serpente. È un mirabile scontro tra la potenza della tempesta e quella dei mari... poi Freyr (il dio dei raccolti) viene ucciso da Surt il fiammeggiante, come a dire che i campi una volta rigogliosi bruceranno. Heimdall e Loki (le forze creative e distruttive) si annienteranno a vicenda, e periranno anche "i figli degli uomini, i nani e gli elfi, i giganti delle montagne e quelli del fuoco e del gelo, i mostri e le fiere...". Ma infine, quando tutto sarà passato, "una nuova Terra sorgerà dal mare: sarà verde e bella, scrosceranno le cascate, l’aquila volerà alta sopra le rocce, i campi e gli alberi cresceranno là dove nessuno ha seminato, il male si tramuterà in bene". Una nuova generazione di uomini e dèi, sopravvissuti al cataclisma, ripopolerà il pianeta, illuminato da un nuovo Sole e una nuova Luna. "Se la fine dei tempi sarà quale è stata predetta, questo, non meno certo, sarà l’inizio".
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