"...religion is the opiate of the people. Opium... opium... opium,
yes.
Let us give them opium so that they can sleep and dream."
"...la religione è il narcotico della gente. Oppio... oppio... oppio, sì.
Diamo loro l'oppio in modo da farli dormire e
sognare."
Miguel de Unamuno
L'oppio e' il succo lattiginoso, condensato all'aria, estratto per incisione
dalle capsule non mature del
Papaver somniferum
(papavero sonnifero). Il suo nome deriva dal termine greco opos:
succo. L'oppio grezzo e' la sostanza base di tutti gli stupefacenti e contiene
circa 20 tipi di alcaloidi, composti organici azotati dotati di elevata azione
farmacologica a livello del sistema nervoso. Tra questi alcaloidi sono presenti
alcune sostanze di diffuso uso clinico nella terapia del dolore e della tosse,
come la codeina, la papaverina, la narcotina. L'alcaloide principale dell'oppio
e' invece la morfina. Per le sue elevate proprieta' analgesiche, essa e' stata
anche soprannominata la "medicina di Dio" e rappresenta tuttora il farmaco piu'
usato nella terapia contro il dolore. La morfina e' stata anche la prima droga
iniettabile e costituisce la base da cui si sintetizza uno degli stupefacenti
piu' tossici e pericolosi: l'eroina.
La pianta è originaria, presumibilmente, dell'Asia minore ma è coltivata anche
nei Paesi della penisola balcanica, in Persia, in India e in Cina. La maggiore
produzione si concentra in Estremo Oriente (o Sud-Est asiatico), in Medio
Oriente (o Sud-Ovest asiatico) e, in minore entità, in Messico.
In particolare, i Paesi produttori nel Sud-Est asiatico fanno capo a quello
che viene definito il "Triangolo d'oro" (Golden Triangle) che comprende le
regioni montagnose del Laos, del Myanmar (ex Birmania) e della Thailandia; i
Paesi produttori del Sud-Ovest asiatico fanno capo principalmente all'Iran, al
Pakistan, all'Afghanistan, recentemente battezzati come la zona della
"Mezzaluna d'oro".
Facendo sulle capsule ancora verdi, ma già ben
sviluppate, incisioni orizzontali o un po' oblique, si fa uscire il
latice, in forma di grosse gocce bianche, che all'aria si rapprendono e
imbruniscono. Dopo qualche ora queste gocce così rapprese vengono raccolte
e riunite a formare masse più o meno sferiche, i pani di oppio. I pani di oppio
sono di color bruno nerastro, più o meno duri. La polvere è di color
grigio rossiccio.
L'oppio ha odore speciale (odore simile si ha nel latice di rosolaccio e
anche di lattuga), sapore amaro.
Circa due settimane dopo la caduta dei petali: allora la capsula
è coperta da una efflorescenza cerosa, facilmente asportabile se si
strofina con le dita. L'incisione deve essere superficiale, in modo da
tagliare i laticiferi, senza attraversare del tutto la parete della
capsula.
500.000 fiori di papavero producono circa 10 kg di
oppio, da cui si ricava 1 kg di eroina
L'oppio grezzo quando è fresco, si presenta in grumi resinosi (pani,
bastoncini), generalmente di colore bruno (da caffelatte a nero), dal sapore
amaro e dal caratteristico ed intenso odore (acre, piccante, leggermente
ammoniacale) , che si intensifica quando il prodotto è disciolto in acqua.
La consistenza è variabile: alcuni oppi sono pastosi e possono assumere forme
diverse, in dipendenza del metodo di confezionamento e della zona di origine;
essiccando, l'oppio diventa fragile, duro ed alla frattura mostra superfici
lucidissime di colore bruno-nerastro.
Nella sostanza sono presenti circa 40 alcaloidi non tutti però ad azione
stupefacente. Alcuni sono inclusi tra gli stupefacenti come la morfina, la
codeina e latebaina. Altri, narcotina, papaverina e narceina, non hanno azione
stupefacente pur presentando importanti azioni farmacologiche.
L'oppio (e i suoi derivati) rappresentano, infine, le prime droghe in senso
tecnico-giuridico: infatti, le prime convenzioni internazionali dell'Aja
(1912) e le tre firmate a Ginevra (1925, 1931 e 1936), furono principalmente
indirizzate al controllo di queste sostanze oppiacee, oltre che della cocaina.