- I fumatori sono più di 1 miliardo e 100 milioni (800 milioni nel Terzo Mondo; 300 milioni in Occidente). Ogni anno consumano 6 miliardi di miliardi di sigarette.
- Nei paesi industriali: uomini 41% (sul totale di tutti gli uomini), donne 21%.
- Nel Terzo mondo: uomini 50%, donne 8%.
- Variazioni di consumo di tabacco (1986-1991): Nordamerica: -13; Americalatina: -7; Africa: -11; Unione Europea: -3,5; Esteuropa: +2; Asia: +13,3; Resto del mondo: +1.
- Il mercato asiatico sta già assorbendo la metà di tutto ciò che viene fumato nel mondo. 15 anni fa si fumavano 1/3 delle attuali sigarette.
- Cina: 350 mil. di fumatori (6 mil. in più ogni anno); 150 mld di sigarette ogni anno; il 90% inizia prima dei 20 anni. Il fumo attivo e passivo in Cina danneggia la salute ad almeno 800 milioni di persone.
- Produttori di tabacco: Cina: 30,9%, USA: 10,7%, India: 7,2%, Brasile: 6,2%, ex-URSS: 5,8%, Turchia: 2,7%, Italia: 2,4%, Grecia: 2%, Bulgaria: 1,9%, Indonesia: 1,9%.
- Nel 1995 sono state 90 mila le tonnellate di tabacco andate... in fumo, pari a 90 mld di sigarette.
- Fumatori negli USA: 1970 (37 adulti su 100), 1980 (33 su 100), 1990 (25 su 100), 1994 (25 su 100). Oggi 46 mil.
- Lavoratori dipendenti nell'industria del tabacco in Europa:
Austria (15.000), Belgio/Lussemburgo (23.940), Danimarca (6.000), Finlandia (4.950), Francia (143.000), Germania (160.000), Gran Bretagna (127.547), Grecia (425.000), Irlanda (12.500), Italia (360.000), Olanda (25.000), Portogallo (65.000), Spagna (110.000), Svezia (13.500). Totale UE: 1.491.837
- Il tabacco è una delle più importanti coltivazioni mondiali: 5 mil. di ettari (1/3 in Cina, poi USA, India, Brasile...). Per paesi poveri come Malawi o Zimbabwe l'export del tabacco rappresenta oltre la metà del bilancio nazionale. La Carolina del Nord (USA) è uno Stato dove l'economia dipende dalla coltivazione del tabacco sin dai tempi dei primi coloni inglesi.
- Produzione di sigarette in Europa, in miliardi di pezzi:
Austria (16,5), Belgio/Lussemburgo (19,9), Danimarca (11,3), Finlandia (6,8), Francia (40,4), Germania (214,5) Gran Bretagna (138,6), Grecia (32,6), Irlanda (6,7), Italia (53,1), Olanda (16,5), Portogallo (12,7), Spagna (80,1), Svezia (8,2).
- Vendita di sigarette in Europa, in miliardi di lire:
Austria (3.275), Belgio/Lussemburgo (4.273), Danimarca (2.914), Finlandia (1.839), Francia (18.764), Germania (36.860), Gran Bretagna (25.254), Grecia (3.881), Irlanda (1.879), Italia (15.369), Olanda (4.945), Portogallo (1.704), Spagna (8.576), Svezia (1.996).
IN ITALIA
- I fumatori nel '96 erano circa 14 milioni (28,9% della popolazione maggiorenne). Uomini 34,1%; Donne 16,7%. Nel 1980 Uomini: 54,3%; Donne: 16,7%. Nel 1983 erano 16 milioni i fumatori. Rispetto al '93 gli uomini sono calati del 2,9%, le donne sono cresciute del 2,4%.
- In media fumano 14 sigarette al giorno (16 = maschi, 11 = femmine).
- Il fumatore medio vive in città, ha tra i 24 e i 44 anni ed è di classe sociale medio-bassa.
- Nel sud e isole il 70% delle donne non ha mai fumato. Viceversa, gli uomini fumano di più al sud (37,8%) e nelle isole (38,6%). Uomini e donne insieme fumano di meno nel nord-est (22,3%).
- Nella Campania c'e' il maggior numero di fumatori; nell'Umbria il maggior numero di fumatrici; le regioni meno tabagiste sono il Veneto per gli uomini e la Basilicata per le donne.
- Fumatori per titolo di studio (su 100 persone di età non inferiore ai 14 anni): Laurea (Maschi: 27,6% con 16 sig. al giorno; Femmine 25,5% con 12 sig.); Diploma (Maschi: 33,2% con 16 sig.; Femmine: 21,6% con 11 sig.); Media (Maschi: 37,1% con 17 sig.; Femmine: 20,3% con 12 sig.); Elementare (Maschi 33,6% con 18 sig.; Femmine: 11,6% con 12 sig.); Senza titolo (Maschi: 24,9% con 17 sigarette; Femmine: 4,4% con 13 sigarette.).
- Ex-fumatori tra il 1991 e il 1993: -2,8% uomini, -4,2% donne. Negli ultimi 10 anni più di 2 mil. di persone hanno smesso di fumare.
- Le sigarette più fumate dagli italiani (dati del 1996): MS (19,93%), Marlboro (16,18%), Diana (6,93%), Merit (6,60%), MS Mild (6,16%), Marlboro light (5,96%), Diana S.M. (3,35%), Philip Morris Superlight (2,00%), Multifilter (1,96%), Muratti Ambassador (1,72%). (Otto su dieci marche appartengono alla Philip Morris).
- Nel contrabbando di sigarette i marchi Philip Morris rappresentano circa il 40% del venduto.
- Numero totale di sigarette vendute in Italia: 1993: 88 mld e 600 mil (+ 0,4% rispetto al '92); 1994: 90 mld e 700 mil (+ 2,3% rispetto al '93); 1995: 91 mld e 133 mil (+ 0,47% rispetto al '94).
- Un aumento del prezzo delle sigarette del 10% corrisponde a un calo delle vendite del 5%.
- Su 100 persone convinte di smettere di fumare, 30 ci riescono subito, ma dopo un anno ne restano solo 10, che però diventano 13 se prendono prodotti alla nicotina (cerotti, chewing gum...).
- Data la variabilità del nostro clima, possiamo coltivare qualsiasi varietà di tabacco (in Veneto, Toscana, Umbria, Campania, Puglia e Lazio). Essendo la nostra produzione fissata dalla CEE, siamo costretti a importare grandi quantità di tabacco.
- Col monopolio del tabacco lo Stato incassa 24 mld al giorno (12.800 mld l'anno). L'utile industriale di questo monopolio (uno dei pochi in attivo) è di circa 100 mld. Ogni anno vengono venduti 12 mil. di pacchetti di sigarette: il 25% del prezzo va al tabaccaio, il resto allo Stato. I tabaccai sono circa 60.000. Sulle 5.000 lire per un pacchetto di estere, lo Stato ne intasca 3.637.
- Domanda: i fumatori rappresentano un peso per il sistema sanitario a causa delle loro numerose malattie, oppure un vantaggio, visto che muoiono precocemente, per cui non hanno bisogno né di previdenza né di assistenza medica?
COSTI E PROFITTI
- Gli italiani spendono per le sigarette circa 16.598 miliardi l'anno.
- Un chilo di tabacco costa circa 2 $, e serve a produrre 1.400 sigarette. Una pianta produce 2 tonnellate di materiale per ettaro.
- Gli incassi delle 6 multinazionali che producono sigarette (American Brands, BAT, Hanson, Philip Morris, Rembrandt, RJR Nabisco) sono pari a una cifra 60 volte superiore al bilancio annuale dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
- Queste imprese stanno perdendo nei Paesi avanzati circa 800.000 clienti al giorno: di qui la ricerca di nuovi mercati (asiatici), il tentativo di rendere più pesante la nicotina (per aumentare la dipendenza), il tentativo di sostituirla con sostanze alternative (che però danno ancora dipendenza), o di produrla con la stessa quantità di catrame e nicotina ma più corta, o di produrla più sottile, o senza fumo (Eclipse), la ricerca di fasce di clienti con età sempre più bassa (il 60% delle persone che fumano cominciano infatti prima dei 14 anni)... Si teme anche la concorrenza che produce gomme da masticare alla nicotina.
- Ogni giorno le compagnie americane spendono 11 milioni di dollari in pubblicità: più di quanto il governo USA spende per la prevenzione del Fumo in un anno. Per esempio, la quota di mercato delle sigarette Camel, per minori di anni 18, è balzata da meno dell'1% al 33% in tre anni, grazie ad una campagna pubblicitaria che vedeva come protagonista un personaggio dei cartoons.
- Nel Terzo mondo, negli ultimi 25 anni, il consumo di sigarette è cresciuto del 70%.
- Le sigarette odierne, a causa della diversa tipologia del tabacco, pesano circa la metà di quelle del secolo scorso: in questo modo le imprese hanno potuto realizzare maggiori profitti.
- La Philips Morris è la prima produttrice di sigarette del mondo ed è presente in 180 nazioni: le sigarette Marlboro sono il prodotto di largo consumo più vendto. Questa Compagnia ha tre attività: tabacco, alimentari (Kraft) e birra (Miller). È grande come la Fiat, con un fatturato di oltre 50 miliardi di dollari. La birra (solo mercato interno) conta per 1/10 del totale; alimentari 6/10 (1/3 estero); tabacco 3/10 (metà estero). L'impresa ha usato i profitti del tabacco per entrare in altri settori. Ora spinge il tabacco nei paesi più permissivi.
- Tra il 1987 e il 1995, solo in sigarette Marlboro, Diana, Mercedes, Muratti, PM lights prodotte in Italia, la Philip Morris ha realizzato un volume d'affari di 10.000 miliardi di lire, al quale bisogna aggiungere, nello stesso periodo, altri 7.000 miliardi di prodotto finito importato in Italia da altre "affiliate" in Belgio e Olanda. La Philip Morris nel 1972 vendeva il 24% delle sigarette smerciate nelle tabaccherie italiane; nel 1985 era arrivata al 29%; nel 1991 al 44%; nel 1995 ne ha vendute il 51,4%. Oggi il Monopolio italiano detiene il 43%.
- La Seita, che produce Gauloises e Gitanes, è il numero 1 della Francia: 45,2% del mercato, 6.000 dipendenti, fatturato 14,1 miliardo di franchi (utili del `94: 585 mil.). Produce sigarette anche in Belgio e Paraguay, è proprietaria della Pall Mall e Lucky Strike e in Africa della Coralma. Fa fabbricare su licenza Gauloises e Gitanes in Ungheria, Slovacchia, Slovenia e Polonia. Sue vendite: 25% in Africa, 23% in Asia e America. Si serve di una rete di 35.500 tabaccherie.
- L'industria americana del tabacco controlla un mercato di 50 miliardi di dollari l'anno.
- I costi sanitari in Italia per le cure dei malati da Fumo sono così elevati che per pareggiare i conti un pacchetto dovrebbe costare dalle 15 alle 20.000 lire.
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