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In un periodo della nostra storia nel quale anche il cielo
stellato sembra alla portata dell'uomo, solo il sottosuolo della
terra sembra avere ancora misteri da svelare. Gli alchimisti
medioevali suggerivano che per trovare la pietra filosofale fonte
di conoscenza sul piano spirituale e di ricchezza su quello
materiale, era necessario andare al centro della terra e avevano
sintetizzato questo precetto nell'acronimo VITRIOL, che è formato
con le iniziali della frase Visita Interiora Tellus Rectificando
Invenies Occultum Lapidem. Naturalmente, a meno di credere che gli
alchimisti fossero anche dei geologi dilettanti, il suggerimento è
di tipo spirituale: bisogna abbassarsi il più possibile, fin quasi
a distruggersi, per poter poi assurgere alle vette della
conoscenza (Nigredo).
Diciamo, prima di tutto, che il termine di pietra filosofale
significa, secondo il linguaggio sacro, pietra che porta il segno
del sole. Ora, questo segno solare è caratterizzato dal colore
rosso che può variare di intensità, come dice Basilio Valentino:
"Il suo colore è rosso incarnato che va verso il cremisi, oppure
colore rubino su colore di granato; quanto al suo peso, lei pesa
molto più di quel che sembrerebbe dalla quantità".
Ottenuta sotto forma salina, essa è utilizzabile soltanto per la
guarigione delle malattie umane, il mantenimento della salute e la
crescita dei vegetali. Solubile in qualsiasi liquore alcolico, la
sua soluzione prende il nome di Oro potabile (sebbene non contenga
il minimo atomo d'oro), perché assume una magnifica colorazione
gialla. Il suo valore curativo e la varietà del suo impiego nella
terapia ne fanno un aiuto prezioso nel trattamento delle infezioni
gravi ed incurabili. Essa non ha nessuna azione sui metalli, salvo
sull'oro e sull'argento con i quali si fissa dotandoli delle sue
proprietà, ma, di conseguenza, non serve assolutamente per la
trasmutazione. Tuttavia, se si supera il limite delle sue
moltiplicazioni, essa cambia forma e, invece di riassumere lo
stato solido e cristallino raffreddandosi, resta fluida come
l'argento vivo ed assolutamente incoagulabile. Una volta
trasformata, nell'oscurità, brilla d'una luminosità dolce, rossa e
fosforescente il cui splendore è più debole di quello di un
ordinario lumino da notte.
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