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Una
droga da dipendenza fisica quando:
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provoca il
bisogno di quantità sempre maggiori per avere gli effetti
desiderati;
-
la sospensione
della assunzione provoca spiacevoli sintomi, noti come sindrome
da astinenza.
Per
quanto riguarda la cannabis, sul primo punto non esiste accordo tra i
ricercatori: secondo alcuni, che basano le loro conclusioni su
esperimenti condotti su animali da laboratorio, sarebbe dimostrata una
necessità di un aumento delle dosi per ottenere gli effetti
desiderati. Altri al contrario hanno evidenziato che i consumatori
abituali di cannabis riescono ad ottenere gli effetti desiderati con
dosi più basse di un consumatore alle prime esperienze. I consumatori
abituali riuscirebbero a controllare e a "dirigere" gli effetti meglio
di quanto non riesca a fare, a parità di dose,un neo-consumatore.
Quanto al secondo punto invece è acclarato che anche in consumatori
abituali costretti a brusca sospensione, non è mai stata evidenziata
alcuna forma di crisi da astinenza, il che consente di escludere
l'esistenza di una dipendenza fisica.
Di tanto in tanto i
massmedia hanno dato risalto ai
risultati di alcuni studi che dimostrerebbero il contrario. Ne
raccomandiamo la
lettura approfondita, per
rendersi conto di come i pregiudizi possano far velo alla obiettività
scientifica!
L'esistenza o meno di una dipendenza psicologica è oggetto di
controversie e dipende in larga parte da ciò che si vuole intendere
con questo termine.
Laddove la maggior parte dei consumatori, almeno nel mondo
occidentale, fa un uso occasionale della sostanza, in contesti
ricreativi analoghi a quelli dei consumatori occasionali di alcolici,
esiste una parte di consumatori che affida alla cannabis il proprio
disagio esistenziale, in cui la mancata disponibilità della sostanza
può generare malessere e comportamenti coattivi. Questi tuttavia non
sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli dei consumatori
abituali di oppiacei o a quelli dei più numerosi, e socialmente
accettati, fumatori di tabacco.
Nel dicembre '97 una commissione di esperti dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità ha depositato i risultati di uno studio
comparativo tra cannabis, alcol e tabacco. Lo studio indicava, aldilà
di ogni dubbio, che i derivati della cannabis inducono una dipendenza
meno forte e rappresentano una minaccia meno grave per la salute,
rispetto ad alcol e tabacco, anche per chi ne fa un uso esteso e
quotidiano.
Su pressioni dell'amministrazione USA, tali risultati sono stati
censurati, e non compaiono nella versione ufficiale del rapporto.
La rivista britannica
New Scientist,
venuta in possesso del rapporto, lo ha pubblicato sul suo numero del
febbraio '98
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