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Il vino è una sostanza complessa che pur contenendo una relativa discreta quantità di potassio e, in piccole quantità,
molti minerali e vitamine (soprattutto vitamina B) ha un apporto di sostanze nutrienti sostanzialmente trascurabile.
La scelta del vino ? un momento importante della nostra vita sociale, ma troppo spesso viene vissuta con il timore di non essere all'altezza, e per non sbagliare preferiamo affidarci alle cure di un sommelier o di un enotecario. Aggirarsi tra le migliaia di etichette di vino attualmente prodotte al mondo non ?certo semplice, ma ?possibile seguire una serie di indicazioni che permettono di facilitare la scelta. E' comunque fondamentale tenere presente che il gusto personale ?senza dubbio un fattore imprescindibile, che ha a che vedere con la radici culturali di ognuno di noi. Le tabelle di abbinamenti cibo-vino dunque possono essere soltanto un'introduzione alla personale lista dei vini che ognuno di noi deve crearsi, per avere sempre in cantina quello che piace e per potere ordinare al ristorante senza incertezze. In materia di abbinamenti cibo-vino ci sono varie scuole di pensiero, soprattutto italiane e francesi. Tra le tante, ne abbiamo scelte due che ci sembrano semplici ed esaustive. La prima, che viene dalla Francia, ?un decalogo di massima che insegna a organizzare una cena dall'inizio alla fine. Per quanto riguarda invece una vera e propria tabella di abbinamenti, abbiamo scelto quella realizzata dall'Enoteca Italiana, che prende in esame praticamente tutte le varianti di pietanze che possono essere messe in tavola. Nessun grande vino liquoroso bianco deve essere servito con carni rosse e selvaggina
Nessun grande vino rosso pu?essere servito con pesci, crostacei e molluschi
I vini bianchi devono essere serviti prima dei vini rossi
vini leggeri devono essere serviti prima di quelli robusti
I vini freschi vanno serviti prima di quelli a temperatura ambiente
I vini devono essere serviti secondo una gradazione alcolica crescente
A ogni piatto va abbinato il suo vino
I vini vanno sempre serviti nella loro migliore stagione
Ogni vino deve essere separato dal successivo con un sorso d'acqua - In un pasto non si deve mai servire un solo grande vino
Nel caso di un vino
fermo, la prima operazione da fare ?quella di tagliare la capsula per mezzo
dell'apposito coltellino del cavatappi. La capsula va tagliata esattamente al di
sotto dell'anello della bottiglia. Con un tovagliolo si pulisce la parte
superiore del sughero e della bottiglia, per asportare eventuali muffe. Si
procede quindi a inserire il cos?detto "verme" del cavatappi nel centro del
tappo, facendolo penetrare con una lenta rotazione fino alla fine, ma senza mai
bucare l'estremit?inferiore del sughero, per evitare che alcuni frammenti di
tappo cadano nel vino. Facendo leva sul decapsulatore appoggiato sul bordo del
collo della bottiglia si passa alla vera e propria fase di stappatura del vino.
Tutte le operazioni fino a ora descritte devono essere eseguite tenendo la
bottiglia in posizione verticale e ben ferma. Una volta stappato il vino,
conviene passare un tovagliolo dentro l'imboccatura della bottiglia, in modo da
rimuovere eventuali particelle di sughero.
La decantazione, ossia il delicato travaso di un vino da una bottiglia a una caraffa, ?un'operazione necessaria nel caso di vini rossi che abbiano subito un lungo invecchiamento. Questi vini infatti possono presentare un naturale deposito che, se mescolato al liquido, ne compromette la limpidezza. Ma la decantazione serve anche a ossigenare un vino che, proprio perch?rimasto a lungo in bottiglia, ha bisogno di "aprirsi" e di sprigionare quindi tutti i suoi profumi. Una volta stappata la bottiglia seguendo le regole sopra indicate, si passa a travasarla tenendola inclinata e ben ferma. La decantazione deve avvenire lentamente e senza movimenti bruschi, in modo da evitare che l'eventuale deposito si mescoli al vino. Per essere sicuri che i sedimenti non passino nella caraffa conviene tenere una fonte di luce, anche una semplice candela, vicina al collo della bottiglia, in modo da poter accorgersi di quando il deposito si avvicina e smettere in tempo di versare. E' bene tenere presente che la decantazione ?utile solo in caso di vini invecchiati che tuttavia siano ancora nel loro pieno vigore, perch?un vino troppo vecchio, e quindi con una struttura ormai fragile, rischia di ossidarsi rapidamente al contatto con l'aria. Infine, la bottiglia deve essere sempre presentata in tavola insieme alla caraffa, in modo da mostrare agli ospiti l'etichetta.
La scelta della giusta temperatura di servizio consente di apprezzare al meglio le sensazioni olfattive e gustative di un vino.
Una temperatura "bassa" è preferibile per i "bianchi" in quanto esalta le doti di freschezza di questo tipo di vini ma
non è consigliabile per i "rossi" in quanto evidenzierebbe troppo le sensazioni di durezza dei tannini.
Una temperatura
un po' più "'alta" al contrario permetterebbe di poter meglio apprezzare l'insieme dei profumi (bouquet) di un vino
rosso, ma non sarebbe auspicabile per i delicati profumi dei vini bianchi. S vini rossi mediamente invecchiati e mediamente tannici 15? C - 17? C S vini rossi poco invecchiati e poco tannici 13? C - 15? C S vini bianchi e rosati morbidi 11? C - 13? C S vini bianchi e rosati secchi 9? C - 11? C S spumanti e Champagne 7? C - 9? C
La degustazione ?l'esame che permette di valutare le caratteristiche organolettiche del vino per mezzo appunto degli organi di senso, e in modo particolare la vista, l'olfatto e il gusto, mentre il tatto entra in gioco solo marginalmente. La degustazione si divide in tre momenti fondamentali: l'esame visivo, l'esame olfattivo e l'esame gustativo. Questi tre esami devono essere svolti nel loro esatto ordine e non possono prescindere l'uno dall'altro.
Con questo esame si giudicano il colore e la limpidezza del vino, ed eventualmente l'effervescenza. E' necessario portare il calice all'altezza degli occhi tenendolo per lo stelo o per la base, e poi osservarlo a contrasto di una tovaglia bianca, che non interferisca con il colore del vino. Il colore del vino dipende innanzi tutto dal vitigno o dai vitigni che lo compongono, ma ha anche a che vedere con le tecniche di vinificazione adottate e con l'invecchiamento. I colori pi? ricorrenti sono i seguenti:
Il colore dunque rivela anche l'et?del vino, e per semplificare possiamo dire che i riflessi verdi nei vini bianchi e quelli violacei nei vini rossi sono un indizio di giovent? La concentrazione, o intensit? del colore, varia invece da vitigno a vitigno e dipende anche dal metodo di vinificazione usato. Una volta identificato il colore, ?necessario verificare la limpidezza del vino, che ?un altro fattore fondamentale. Anche in questo caso ?utile osservare il vino avvicinando il calice a una tovaglia bianca. Il vino di qualit? sia esso bianco o rosato o rosso, deve essere limpido. Un vino torbido ?indice di difetti gravi, che normalmente hanno a che vedere con fenomeni di rifermentazione in bottiglia. Questo avviene nel caso in cui un vino venga imbottigliato quando ha ancora zuccheri non svolti, che non si sono cio?ancora trasformati in alcol etilico. Oppure un vino pu?essere torbido quando non ha svolto del tutto la fermentazione malolattica, ossia la trasformazione dell'acido malico in acido lattico, fenomeno che avviene qualche mese dopo la vinificazione. Tuttavia, oggi ?praticamente impossibile trovare tali difetti in vini imbottigliati, che vengono sottoposti a tecniche di filtraggio e a trattamenti stabilizzanti. Pu? invece succedere di trovarsi di fronte a dei depositi di cristalli trasparenti che consistono in precipitazioni di bitartrato potassico. Questo fenomeno avviene quando il vino resta a lungo a temperature molto basse. In questo caso non si tratta di un prodotto di scarsa qualit? e la presenza dei cristalli non disturba n?l'esame olfattivo n?quello gustativo. L'effervescenza di un vino dipende dalla quantit?di anidride carbonica in esso contenuta, ed ?una caratteristica dei vini frizzanti e degli spumanti. I criteri di valutazione sono in questo caso tre: grana, numero e persistenza delle bollicine. Pi?la grana, o grandezza, delle bollicine ?fine e pi?ci troviamo in presenza di un grande spumante, mentre una grana media ?tipica degli spumanti ottenuti con metodo Charmat. Una grana grossa ?tipica dei vini frizzanti, mentre ?un difetto nel caso di uno spumante. Per quanto riguarda il numero delle bollicine, esso ?proporzionale alla qualit?del vino: pi?bollicine ci sono e pi?lo spumante ?pregiato. Bollicine scarse o addirittura molto scarse sono sinonimo di un eccessivo invecchiamento dello spumante. Allo stesso modo, la persistenza delle bollicine - o, in termine tecnico, del perlage - ?indice di pregio. Un perlage evanescente significa dunque che il vino ?troppo vecchio
Con questo esame si giudica il profumo del vino e la sua persistenza. Allo stesso tempo, si rilevano eventuali difetti del vino. I profumi del vino si dividono in tre categorie:
Per giudicare correttamente il profumo di un vino ?necessario odorarlo pi?volte per breve tempo, per evitare problemi di assuefazione. Innanzi tutto ?necessario considerare la qualit?del profumo, ossia la sua piacevolezza, e poi valutarne l'intensit?e la persistenza. La qualit?del profumo ?tuttavia il giudizio pi?importante, mentre l'intensit?e la persistenza sono comunque subordinate alla sua gradevolezza. Possiamo dunque dire che un buon vino deve avere un ottimo profumo di grande intensit?e lunga persistenza. Per quanto riguarda i difetti, i pi?ricorrenti sono i seguenti:
L'esame gustativo ?senza dubbio il momento culminante della valutazione di un vino. Con l'analisi gustativa siamo in grado di valutare l'intensit? la persistenza, la struttura del sapore, la morbidezza e l'armonia del vino in esame. Per una corretta degustazione ?necessario introdurre in bocca un piccolo sorso di vino e farlo scorrere lungo i lati della lingua fino alla base. Per facilitare l'operazione conviene alzare leggermente la testa. Quindi si fa tornare il vino in avanti facendolo passare nel mezzo della lingua fino alla punta. Infine, si schiaccia la lingua sul palato in modo che si liberino tutte le sostanze del vino. I quattro sapori fondamentali che ognuno di noi ?in grado di percepire sono:
si percepisce soprattutto nella parte centrale della lingua;
si percepisce ai lati della lingua e provoca abbondante salivazione;
si percepisce soprattutto sul fondo della lingua e ha una persistenza maggiore rispetto al dolce;
si percepisce soprattutto sulla punta della lingua.
Il salato, o meglio il salmastro, ?una caratteristica molto rara nel vino, che pu?essere comunque percepita in alcuni vini bianchi prodotti vicino al mare. L'acidit??invece un parametro molto importante, e costituisce una delle componenti del corpo, o della struttura, del vino. La sensazione di amaro ?caratteristica di alcuni vini bianchi prodotti con uve aromatiche, mentre per quanto riguarda i vini rossi ?indice di ossidazione dei tannini, che sono uno dei componenti delle uve, e in particolar modo di quelle a bacca rossa. Il dolce deriva da uve appassite e quindi con grande concentrazione zuccherina, oppure ?caratteristico di vini che vengono stabilizzati attraverso particolari tecniche per rimanere appunto dolci.
Il vino durante l'invecchiamento subisce delle trasformazioni chimiche che determinano cambiamenti di colore, di
profumo e di gusto.
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