HOME 

Torna alla Pagina Tutto ... TABACCO


 

 


 

consumo del tabacco in Italia può farsi risalire alla fine del 1500, quando la pianta del tabacco fu introdotta dal Cardinale Prospero di Santa Croce e si iniziò la coltivazione in diverse zone della penisola. L'uso del tabacco si diffuse rapidamente ed entrò a far parte del costume di diversi ceti sociali, attirando al contempo gli strali di oppositori e le lodi di appassionati consumatori, rintracciabili nei primi testi scritti.
Tuttavia non vi furono pubblicazioni specializzate esclusivamente per il tabacco, per esse bisognerà attendere la istituzione del Monopolio italiano dei tabacchi che subentrò nel 1862 alle diverse istituzioni operanti negli Stati della penisola prima dell'unità.
Il tabacco comunque inizia a lasciare il segno anche sulla stampa periodica dell'epoca. Questa sezione comprende i periodici legati in qualche modo al mondo del tabacco, soprattutto nel titolo, ma spesso aventi per argomento fatti di cronaca, politici, mondani.

 

In Italia le prime ricerche sul tabacco furono effettuate dal mondo medico, con lo scopo di valutare l'uso terapeutico dei prodotti della pianta. Questo interesse in breve tempo venne meno, e la tabacchicoltura non fu seguita dal punto di vista scientifico. Verso la fine del XIX secolo il Monopolio italiano dei tabacchi, subentrante nel 1862 alle analoghe istituzioni operanti negli Stati della penisola prima dell'unità, dopo un lungo periodo di consolidamento, si convinse dell'opportunità di attivare un Istituto di sperimentazione dei tabacchi, indirizzando la tabacchicoltura i taliana su basi tecnico-scientifiche.
Gli intenti del Monopolio erano di contribuire al miglioramento della produzione nazionale, indirizzandola su prodotti di qualità utilizzabili dall'industria manifatturiera, e ridurre il pesante disavanzo commerciale del settore.
Partendo da scopi prevalentemente industriali, iniziava in Italia la ricerca nel settore del tabacco, coinvolgendo nel tempo non solo le istituzioni create direttamente dal Monopolio, ma il Monopolio stesso e altre istituzioni scientifiche, che porteranno le ricerche sul tabacco e le conoscenze sulla pianta non solo sugli aspetti botanici, colturali e industriali, ma anche su tutte le problematiche connesse al rapporto fumo-salute



 

 

I tabacchi coltivati in Italia appartengono tutti alla varietà Nicotiana tabacum e sono raggruppati in scuri e chiari. Ai primi appartengono i tabacchi Havanna, Paraguay, Beneventano, gli ibridi di Badischer Geudertheimer e Kentucky; i tabacchi chiari comprendono il tipo nordamericano (Virginia Bright, Burley, Maryland, Badischer Burley) e il tipo orientale (Xanthi, Perustitza, Erzegovina, Samsun). Per classi di cura i tabacchi flue-cured e light air-cured costituiscono più dei due terzi della produzione nazionale, soprattutto ad opera del Bright e del Burley (37 e 34%, rispettivamente, del totale nazionale).
 

   
 

Anche se la tabacchicoltura si estende su quasi tutta la penisola, il 98% del tabacco viene prodotto in sette regioni; quasi la metà della produzione italiana si concentra in Campania, un terzo in Umbria e Veneto, poi Puglia, Toscana, Lazio e Abruzzo.
La produzione campana è incentrata in prevalenza sul Burley tradizionale (a foglia di tipo leggero), mentre la coltivazione degli ibridi di Badischer Geudertheimer, dopo un periodo di forte espansione, è in regresso. I tabacchi levantini sono coltivati prevalentemente in Puglia; il Kentucky in Campania, Toscana, Veneto e Lazio; il Bright in Umbria e Veneto; il Burley, Maryland, Havanna e gli ibridi di Badischer Geudertheimer in Campania e Lazio. Il Kentucky proveniente da alcune zone tipiche italiane può con ragione essere considerato il migliore del mondo per elasticità, gusto, aroma e combustibilità, ed inoltre è spesso preferito per la sua minore aggressività e gusto molto dolce allo stesso tipo proveniente dal Nordamerica.

 
Produzione regionale (1995) tonnellate %
Campania 57.756 46,4
Umbria 20.885 16,8
Veneto 19.227 15,4
Puglia 10.866 8,7
Toscana 5.322 4,3
Lazio 3.911 3,1
Abruzzo 3.910 3,1
Lombardia 1.157 0,9
Piemonte 356 0,3
Friuli 342 0,3
Marche 292 0,2
Molise 223 0,2
Emilia Romagna 156 0,1
Basilicata 80 0,1
Sicilia 10 0,0
Totale Italia 124.492 100

 

   

 

Quasi la metà della produzione italiana si concentra in Campania, un terzo in Umbria e Veneto. La produzione campana si incentra in prevalenza sul Burley tradizionale (a foglia di tipo leggero), e sul Badischer Geudertheimer. I tabacchi levantini sono coltivati prevalentemente in Puglia; il Kentucky in Campania, Toscana, Veneto e Lazio; il Bright in Umbria e Veneto; il Burley, il Maryland, l'Havanna e il Badischer Geudertheimer in campania e Lazio. Il Monopolio Italiano è il maggiore acquirente dei tabacchi italiani; dall'entrata in vigore del Regolamento comunitario sul tabacco (1970), si è andata però gradatamente sviluppando l'esportazione che viene esclusivamente fatta dalle aziende trasformatrici. Sono circa 50 i Paesi verso cui il tabacco nazionale viene esportato.

 

No Copyright © 2003 TABACCHERIA21 di O.Samuele ( Rivendita Tabacchi n° 21 ) Via Santa Maria 109 - 56125 PISA           Email   smokshop@tabaccheria21.net
Ultimo aggiornamento 22/12/2006 20.55.46
                                    Webmaster: Maurizio B. ( ShopPatner ) mabaita@hotmail.it