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  Il Tabacco                                                                                                        FIT: Tabacco in Italia


I tabacchi vengono classificati secondo il sistema di cura:


TABACCHI CURATI AD ARIA CALDA
(flue-cured) : Virginia Bright

I TABACCHI FLUE-CURED

TIPI Bright cimato, Bright Italia
CLIMA temperato
TERRENO leggero, sabbioso, irriguo
FERTILIZZAZIONE limitata per l’azoto
CIMATURA si per il Bright tipico, no per il Bright Italia
RACCOLTA progressiva, in 3-6 passaggi
LAVORAZIONE scostolatura
CURA in stufa ad aria calda forzata
IMPIEGO sigarette di tipo americano ed europeo

 TABACCHI CURATI AD ARIA: CHIARI  (light air-cured): BURLEY MARYLAND BADISCHER BURLEY

I TABACCHI LIGHT AIR CURED

TIPI BURLEY, MARYLAND, BADISCHER BURLEY
CLIMA temperato
TERRENO medio impasto, buona fertilità
FERTILIZZAZIONE medio-alta per l'azoto (fino a 200 kg/ha)
CIMATURA si per il burley tipico e per il maryland, no per il burley tradizionale
RACCOLTA a foglie per il burley, a pianta per il maryland
LAVORAZIONE scostolatura
CURA ad aria all'ombra
IMPIEGO sigarette di tipo americano, trinciati

 

 

La lavorazione del tabacco si articola in quattro fasi.
a) La fase agricola che arriva alla raccolta del prodotto verde
b) L'essiccatura o "cura" che arriva all'ottenimento di prodotto secco, sciolto in foglia
c) La trasformazione industriale, o prima trasformazione che corrisponde alla fermentazione, al condizionamento ed al confezionamento del prodotto in colli
d) La fase manifatturiera che arriva al prodotto finito

Esiste un fenomeno molto caratteristico nel settore del tabacco ed è quello di una grande concentrazione dell'industria manifatturiera: il 70% della produzione mondiale di sigarette (escluso quella dei Paesi a pianificazione rigida e centralizzata) è coperto da 7 grandi società che operano a livello internazionale (B.A.T., Reynolds, Philip Morris, Imperial Tabacco, Rothmans, American Brands, Lovrillard).

 


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Tra il 1960 ed oggi la produzione mondiale del tabacco ha subito trasformazioni profonde.
Il secondo dopoguerra è stato segnato dalla diffusione della sigaretta e dall'aumento del suo consumo (attualmente pi dell'84% della produzione mondiale di tabacco finisce nelle sigarette) che si sono riflessi in maniera incisiva sul panorama varietale che vede i tabacchi scuri soppiantati da quelli chiari. I Paesi del mondo interessati alla produzione del tabacco sono un centinaio, di cui il 75% in via di sviluppo. Il contributo di questi tra il 1960 ed il 1990 è passato dal 53% al 75% con un concorso individuale che va dal 5 ad oltre il 50%. Nel mondo le persone impegnate direttamente nella produzione del tabacco si aggirano intorno ai 33 milioni e quelle che, assieme ai familiari, ne ricavano il sostentamento si stimano intorno ai 100 milioni.
Il Paese con la produzione pi imponente è la Cina seguita dagli USA, la cui produzione è particolarmente qualificata.Per quanto riguarda l'esportazione gli Stati Uniti occupano il primo posto, in relazione al fatto che essi producono tabacchi di elevata tipicità (flue-cured e light air cured), indispensabili per le sigarette di blend americano e derivato, costituente il manufatto di pi largo consumo al mondo.
La posizione dell'Italia tra i principali paesi esportatori non è legata alla indispensabilità dei suoi tabacchi ma alla loro convenienza, determinata dal sostegno comunitario esplintecantesi attraverso la erogazione di premi e di restituzioni alla esportazione.
Infatti il valore medio della nostra esportazione è estremamente basso ed è indicativo di un flusso molto precario destinato a contrarsi col venir meno delle condizioni che lo hanno favorito.
Primarie invece le posizioni del Brasile e dello Zimbabwe perchè producono tabacchi alternativi a quelli nordamericani, nonchè della Grecia e della Turchia in quanto specializzate in tabacchi (sun cured) che costituiscono il terzo componente indispensabile delle sigarette di blend americano ed europeo, blend che mediamente impegna il 50% di Flue-cured, il 30% di Light air cured ed il 20% di Sun cured.
Gli USA pur essendo al secondo posto tra i pi importanti paesi produttori ed al primo posto come esportatore, detengono la prima posizione anche come importatori, perchè difficilmente un paese produttore di tabacco è autosufficiente dal punto di vista dei tipi merceologici, con la sola eccezione dell'Italia che pur nella limitatezza del suo territorio, possiede potenzialità complete purchè opportunamente utilizzate.


La CEE è la regione con il maggior volume di importazioni.
Il consumo è logicamente rapportato alla dimensione della popolazione. Nonostante la campagna antifumo, i consumi nel mondo risultano in aumento medio dell'1% all'anno circa.
L'adozione del filtro rimpiazza dal 15 al 24% del tabacco della sigaretta. Allo stato attuale, più del 63% delle sigarette nel mondo posseggono il filtro, con paesi che producono solo sigarette con filtro.
A compensare la riduzione del gusto per via del filtraggio, la lunghezza della sigaretta da 60-65 mm (normal size) è stata portata a 85 mm(king size) ed in alcuni paesi anche a formati maggiori.
L'adozione del filtro, l'allungamento del formato e le preoccupazioni d'ordine sanitario, insorte a seguito della controversia fumo-salute, hanno modificato la tecnologia della produzione.
La sigaretta di oggi, infatti, è molto più di un cilindretto di carta che avvolge 0,80 gr. di trinciato, come in origine.
Oggi la preoccupazione di ridurre nicotina e condensato (filtro, carta porosa e perforata, ventilazione del filtro, tabacco espanso) si coniuga, alla perfezione, con la preoccupazione di ridurre sia la quantità che la qualità del tabacco impiegato.
Ne consegue una minore richiesta di foglia greggia per ogni kg. convenzionale di sigarette.


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Ultimo aggiornamento 22/12/2006 20.55.46
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