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 Le prime testimonianze del suo uso risalgono addirittura al 5.000 a.C.: i documenti indicano che veniva largamente impiegata per confezionare vestiti.

In India la canapa era ritenuta di origine divina, derivata dalla trasformazione dei peli della schiena di Visnu'. Come tutti gli oggetti di culto la pianta possedeva vari nomi tra i quali quello di Vjahia (sorgente di gioia e gloria) e di Ananda (che in sanscrito significa beatitudine eterna). Per questo era coltivata dai bramini negli orti dei templi e serviva alla preparazione di un infuso chiamato bhang, che assunto in determinate occasioni rituali favoriva l'unione con la divinita'.

Gli Assiri bruciavano una sostanza estratta dalla canapa che era chiamata qunnabu nei loro templi, mentre Caldei e Persiani la conoscevano rispettivamente col nome di kanbun e di kenab. Nell'Avesta persiano la canapa occupava il primo posto in una lista di migliaia di sostanze terapeutiche. Nel mondo islamico la canapa era tenuta in grandissima considerazione. Hashish in arabo significa erba, anzi è l'erba per eccellenza, come se l'attivita' psicotropa della pianta costituisse la chiave d'accesso all'intero regno vegetale.

Riguardo l'uso medicinale le prime documentazioni sono risalenti al 3.000 a.C. circa.
Come "droga" giunse prima nell'Asia Occidentale e poi nell'Africa Settentrionale grazie alle tribù nomadi che si spostarono verso ovest, mentre in America la sua introduzione avvenne con le prime ondate di deportazioni di schiavi neri; in Europa, infine, fu introdotta dai soldati di Napoleone dopo la campagna d'Egitto del 1798.

Il lascivo oblio (kif) in cui cadevano gli islamici divenne ben presto esperienza comune tra i giovani romantici parigini. Nascevano quindi circoli di fumatori d'hashish, luoghi consacrati al culto della meditazione estatica. Il Club des Haschischins era forse il piu' famoso. Vi convenivano alcuni tra i maggiori letterati ed artisti parigini dell'epoca: Gèrard de Nerval, Thèophile Gautier, Charles Baudelaire, Honorè de Balzac, tanto per citare qualche nome famoso. Diverso era l'approccio che caratterizzava l'altro famoso cenacolo dei fumatori di hashish, quello di cui era capo indiscusso il medico Moreau de Tours. In questo circolo l'hashish era usato sperimentalmente, come una sorta di sonda chimica per indagare la follia dal di dentro. Nel suo saggio Du haschisch et de l'aliènation (1845), Moreau de Tours scriveva di aver visto nell'hashish, o meglio nella sua azione sulle facolta' morali, un mezzo potente ed unico, per esplorare le patologie mentali. Per comprendere il pensiero folle, bisognava averci vissuto dentro, almeno per un momento, senza perdere coscienza del delirio e mantenendo la capacita' di osservare e giudicare le alterazioni via via sopraggiunte. Secondo Moreau de Tours, questo era possibile solo assumendo hashish.

Noi italiani abbiamo tuttavia avuto un contatto, seppure letterario, con la sostanza grazie alle narrazioni di Marco Polo che parlava degli "hasisiya", i soldati persiani fedeli al "Veglio della Montagna", che, prima delle battaglie, erano soliti fumare hashish, per acquisire maggiore combattività. Dal loro nome, inoltre, è derivato il termine "assassino", uno dei pochi della lingua italiana a non essere mutuato dal Latino.

All'inizio del XX secolo hashish e marijuana sono state impiegati in campo medico, per poi divenire sostanze utilizzate prevalentemente a scopo ricreativo e di divertimento.
Prevalentemente per questi motivi, e contestualmente alla loro diffusione, sono diventate oggetto di proibizione in quasi tutti gli stati del mondo.

In U.S.A. il proibizionismo relativo ad hashish e marijuana è nato sulle ceneri di quello anti-alcol ed ha assunto come slogan il pericolo dello svilupparsi ed espandersi del fenomeno della tossicodipendenza. Queste argomentazioni sono state poi presentate all'O.N.U., che ha classificato le due sostanze alla stessa stregua di eroina e cocaina.

Tuttavia sono stati in vita, e lo sono tuttora, movimenti antiproibizionisti sulla cui spinta sono sorti dibattiti sull'opportunità di misure tanto restrittive, e grazie al cui impegno si è giunti alla decriminalizzazione di hashish e marijuanain in U.S.A. nel 1973 (perlomeno fino al 1980 quando di fatto con una serie di sentenze contro i consumatori questa è venuta meno) ed in Sud Australia nel 1987 (tuttora in atto), alla depenalizzazione in Olanda nel 1975 (tuttora in corso) ed alla legalizzazione in Alaska nel 1975 (venuta meno con un referendum popolare del 1990). In Italia ricordiamo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del Referendum proposto dai Radicali qualche anno fa.

(Le informazioni relative alla storia sono state reperite da vari testi, tra cui vogliamo citare "Canabis Uso e Abuso di Giancarlo Arnao ed un articolo di Luca Pani comparso sull'Unione Sarda il 14-09-1995)

da http://web.vaionline.it/sweetleaf/Storia della Cannabis


 

Tratto dall'ottimo Sito www.cannabistipoforte.it per un esauriente ed ottimale recensione


Nell’antichità, al tempo dei Sumeri, viene coniato il termine K(a)N(a)B(a): questa parola sumero-babilonese sta a significare “canapa”, ed entra di fatto nel linguaggio comune dell’area indo-europea. Si tratta di una delle parole più antiche della storia dell’umanità. 

 

 

8000 – 7000 a.c. (Avanti Cristo)

Intrecciando fili di canapa l’uomo crea la prima forma di tessuto  che si conosca. 

 

 

6000 a.  c.

Semi di canapa vengono usati

come cibo in Cina.

 

 

 

 

 

 

4000 a. c.

In Cina vengono usati tessuti fatti di canapa. Sono stati trovati resti di fibra di canapa risalenti a questo periodo, in Cina, mentre altri ritrovamenti effettuati in Turkistan sembrano risalire ad un secolo dopo. 

 

 

 

 2727 a. c.

Primo uso documentato della cannabis come medicina nella farmacopea del dottor Shen Nung, uno dei padri della medicina cinese: In ogni parte del mondo la cannabis viene usata per combattere una grande varietà di problemi di salute.

 

 

 

 

 

 

 

  

1500 a. c.

La cannabis viene coltivata in cina sia per scopi alimentari quanto per  ricavarne fibra. Gli Sciti la coltivano invece soprattutto per ricavarne vestiti.

 

 

 

 

1200-800 a. c.

Il Bhang (un composto di foglie secche , semi e fiori di cannabis) viene per la prima volta menzionato nell’ “Atharva veda” (un testo sacro della religione Hindu) come “Erba Sacra”, una delle cinque piante sacre dell’India, dove viene utilizzata sia come medicinale sia come offerta rituale al dio Shiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

700-600 a. c.

Il profeta persiano Zoroastro scrive lo “Zend-Avesta”, un antico testo religioso di un centinaio di volumi, nel quale vengono catalogate più di 10.000 piante medicinali. La cannabis viene definita come il “buon narcotico” .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

700-300 a. c.

Tribù scite usano lasciare semi di cannabis nelle tombe reali come offerta votiva agli dei.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   500 a. c.

Secondo quanto scrive Erodoto, vengono trovati resti della cremazione di una copia sciita coperti da due  piccoli teli; attaccato ad uno di questi vi era una borsa di cuoio contenente semi di canapa. Il sito funerario, scoperto sul finir degli anni ’40 del secolo scorso, si trova a Pazryk, nel moderno Kazakistan. Nello stesso periodo, sempre gli Sciiti introducono la canapa nel Nord europa: una urna contenente foglie e semi di canapa risalente a tale periodo viene ritrovata in Germania, vicino a Berlino.

 

 

 

 

 

 

 

500 – 100 a. c.

L’uso della canapa si diffonde in tutto il nord europa. Nel 430 A. C. Erodoto riporta l’uso (sia rituale che ricreazionale) di cannabis da parte delle popolazioni Sciite.

 

 

 

 

                                            100 -0 a. c.

Le proprietà psicotrope della cannabis vengono menzionate durante la compilazione del nuovo erbario “Pen Ts’ao Ching” (attribuito ad un imperatore del 2700 A. C.)

 

 

0-100 d. c. (Dopo Cristo)

dioscorideIn una tomba in Siberia vengono trovati contenitori in oro e vetro contenenti hashish,  coriandoli e sale. Nel 70 d.c..  Dioscoride parla della cannabis come di un medicamento in uso nell’antica Roma.

In Cina si inizia a fabbricare la carta dalla canapa, fornendo così agli studiosi un modo a buon mercato per preservare le informazioni. La scienza e le conoscenze cinesi rimasero immensamente superiori rispetto a quelle del resto delle popolazioni per almeno 1400 anni ancora; questo è dovuto in parte al fatto che la Chiesa cattolica romana proibì per più di mille anni la lettura e la scrittura.

 

 

 

 

 

 

 

500 – 600 d.c.

  

Il testo sacro ebreo Talmud menziona le proprietà “euforizzanti” della cannabis. I Franchi, i Germani ed i Vichinghi utilizzano largamente la fibra di canapa, filandola su rudimentali telai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

800 d.c.

Il profeta islamico Maometto permette l’uso della cannabis, ma proibisce l’alcool.

 

 

 

 

 

900 – 1000 d.c.

Mentre  l’uso di cannabis si sviluppa in territorio arabo, gli studiosi cominciano a dibattere riguardo i pro ed i contro dell’assunzione di hashish.

 

 

 

                                                   1090 – 1256

 A Khorasan, in persia, Hasah ibn al Sabbah, “il vecchio uomo della montagna”, recluta seguaci che commettano brutali assassini. La leggenda parla di uno smodato uso di hashish (anche se tale uso non è assolutamente certo) da cui tali uomini presero l’appellativo di “hashishins”. Tali leggende sono una delle prime storie scritte riguardo il potere inebriante della cannabis, oltre ad essere il primo testo in cui si ipotizza l’uso di hashish.

 

 

 

 

 

 

 

 

12° secolo d.c.

L’usanza di fumare hashish diventa molto popolare nella regione del Medio oriente. La cannabis arriva per la prima volta in Egitto durante il regno della dinastia Ayyubid, in occasione del massiccio afflusso nel paese di devoti mistici provenienti dalla Siria.

 

 

 

 1115 – 1221

Un altro dei primissimi racconti inerenti l’uso di cannabis come inebriante è la leggenda persiana del maestro Sufi Sheik Haidar che narra della scoperta della cannabis fatta da Khorasan  e la conseguente diffusione della pianta in Iraq, Bahrain, Egitto e Siria. Sempre nello stesso periodo (13° secolo, 1200 d.c. circa) risale la più antica monografia riguardante l’hashish, il “Zahr akl-‘arish fi tahrim al-hashish” (andato purtroppo perduto). In Spagna Ibn al Baytar descrive le proprietà psicoattive della cannabis. Intanto, commercianti arabi portano la cannabis in Africa, sulle cose del Mozambico.

 

 

 

 

 

1150

I musulmani usano la canapa per creare la prima carta prodotta in europa; le prime mappe del continente sono fatte con robusta carta di canapa.

 

 

1231

L’uso di Hashish prende piede in Iraq, durante il regno del califfo Mustansir.

 

 

1235

  

In Italia, a Carmagnola,  il mercoledì si tiene il mercato della canapa, degli stracci e di altre mercanzie.

  

 

 

 

 

 

 

 

1271 – 1295

 

Durante i suoi viaggi, marco Polo racconta la storia di Hasan ibn al- Sabbah  e dei suoi efferati assassinii compiuti sotto l’effetto dell’hashish. Viene riportato l’inizio dell’uso di cannabis in europa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1378

L’emiro ottomano Soudoun Scheikhouni emette uno dei primi editti contro l’uso di hashish.

 

 

 

1430-1431

Giovanna d’Arco viene accusata di stregoneria per avere usato erbe malefiche (tra le quali cannabis) e perchè è solita  “sentire voci”.

 

 

 

 

 1450

 

 Viene impressa su carta di canapa la “Bibbia di Gutenberg”, primo esempio di opera stampata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1484

 Papa Innocenzo VIII definisce la cannabis un sacramento malefico e satanico, ed  impone il nabdo papale su tutte le medicine contenenti cannabis.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1492

 Cristoforo Colombo salpa alla scoperta dell’America: le sue caravelle sono equipaggiate con 80 tonnellate di vele e di corde in canapa.

 

 

 

 

 

 

 

1526

 

 

In Afghanistan Babur Nama, primo imperatore nonchè fondatore dell’impero di Mughal, conosce l’hashish.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1549

 

Schiavi provenienti dall’Angola portano con sé cannabis nelle piantagioni di zucchero nel nord-est del  Brasile. A loro fu permesso di piantare le loro piante di cannabis tra i filari di canne di vimini, e di fumarle durante la mietitura. Sempre a metà del secolo il poeta Mohammed Ebn Soleiman Foruli di Baghdad scrive un poema epico , “benk u Bode”, nel quale allegoricamente viene affrontata una battaglia dialettica tra il vino e l’hashish. Con il nuovo secolo, l’uso di hashish. Alcool e oppio si fa strada fra le popolazioni della occupata Costantinopoli.

 

 

 

1563

 

  

La regina d’Inghilterra Elisabetta I ordina ai proprietari di almeno 60 acri di terra di coltivare cannabis, pena una multa di 5 sterline.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1564

 

 

Re Filippo  di Spagna ordina di coltivare canapa in tutto il suo impero, che va dall’Argentuina all’Oregon.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1606 – 1632

 

Francesi ed inglesi coltivano canapa tessile nelle loro colonie a Port Royal (1606), Virginia (1611) e Plymouth (1632). Verso la fine del secolo l’hashish divenne uno dei carichi più trasportati tra le regioni dell’Asia centrale e quelle dell’Asia del sud.

 

 

 

1619

 

La colonia di Jamestown, in Virginia, pone le basi per la prima vera e propria legge sulla marijuana, ordinando a tutti i contadini di coltivare piante di canapa indiana. Leggi simili vengono promulgate in Massachusetts nel 1631 e nel Connecticut l’anno seguente. La cannabis viene di solito usata come merce da baratto,  e durante i periodi di carestia, i contadini rischiavano la galera per non coltivare canapa. Alcuni coloni autorizzarono alcuni contadini a pagare le proprie tasse usando cannabis come moneta !

 

 

 

 

1753

 

 

 

 

Linneo classifica la Cannabis Sativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1776

 

Le mogli di patrioti si organizzano per produrre vestiti per le truppe di Washington, utillizzando soprattutto canapa, grazie alla quale le truppe riuscirono a non morire congelate in combattimento a Valley Forge. Il 28 Giugno viene scritta (su carta di canapa proveniente dall’Olanda) la Dichiarazione d’Indipendenza. Una seconda versione (quella datata 4 Luglio) viene scritta anch’essa su carta di canapa. La versione definitiva, firmata dai Fondatori della nazione, venne in seguito copiata da questa seconda versione su pelle d’animale.

 

 

 

 

 

 

 

1783

 

 

 

 

Lamarck classifica la Cannabis Indica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1791

 

Il 16 Marzo Thomas Jefferson scrive sul suo giornale: “la coltivazione di tabacco è pericolosa. Questa pianta spesso danneggia  i terreni. Ovviamente, è richiesto molto concime, quindi altre coltivazioni ne vengono per forza private, producendo poco nutrimento per il bestiame,  così che il concime usato non viene rimesso in circolo…. E’ un fatto assodato che sia la canapa che il tabacco vengono coltivati negli stessi terreni. Le coltivazioni devono innanzitutto servire alla salute e alla protezione del paese. Il tabacco, decisamente inutile e anche pericoloso, deriva il suo apprezzamento popolare dal capriccio,  e dalle tasse che vi sono associate. E’ utile comparare le due piante: la canapa grezza necessita una maggiore lavorazione rispetto al tabacco, ma essendo un materiale che si adatta ai più svariati usi, diventa più importante per un vasto numero di persone; per cui in un paese molto popolato, è da preferire la cannabis al tabacco.”

 

 

 

 

1798

 

 

Napoleone scopre che la maggior parte degli egiziani appartenenti alle classi più povere usa abitualmente hashish, quindi decide di vietarne drasticamente l’uso. Ma i suoi soldati, di ritorno in Francia, portano con sé l’esotica tradizione…. Con il 19° secolo la produzione di hashish si espande dal Turkistan russo  a quello cinese (Yarkand)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1807

  

 Napoleone e lo zar Alessandro di Russia  firmano il Trattato di Tilset, con il quale si interrompe l’approvvigionamento di canapa dalla Russia all’Inghilterra.

 

 

 

1809

 

 

 

Uno dei massimi arabisti, Atonie Silvestre de Sacy, rivela l’etimologia delle parole “assassino” e “hashishin”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1812

 

Il 19 Giugno gli americani dichiarano guerra all’Inghilterra dopo che quest’ultima li ha privati di circa l’80% dei propri rifornimenti di canapa provenienti dalla Russia. Napoleone invade la Russia per contrastare l’Inghilterra nel suo commercio illegale di canapa russa.

 

 

1840

 

In America si possono trovare preparati medici a base di cannabis, mentre l’hashish inizia ad essere venduto nelle farmacie persiane. Nel Dicembre di quello stesso anno Abramo Lincoln scrive: “ Proibire qualcosa va oltre la ragione, perché con una legge si cerca di controllare un desiderio dell’uomo, e si criminalizzano atteggiamenti che non sono per niente criminali….Una legge proibizionista contrasta i principi di base  su cui il nostro paese è fondato.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1841

 

 

 

Il medico scozzese W. B. O’Shaunghnessy mentre si trova a lavorare in India viene a conoscenza della cannabis, e la introduce nella medicina occidentale. Nei successivi 50 anni verranno scritti centinaia di articoli medici riguardo le proprietà mediche della cannabis.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1843

 

A Parigi nasce il “Club degli Hashishins”,  conosciuto anche come l’”hashish eater’s club” (il club dei mangiatori di hashish). Tra le personalità che ne fanno parte spicca il nome del poeta Baudelaire.

 

 

 

 

 

 

1845

 

In Francia, il dottor Jean Jacques Moreau de Tours da inizio alla scienza della psicofarmacologia, utilizzando cannabis nella cura della depressione e delle malattie mentali.

 

 

1847 

 

 

A Milano i più eminenti nomi della classe medica dell’epoca (tra cui spiccano Carlo Erba, Andrea Verga, Giovanni Polli e Filippo Lussana)  iniziano a sperimentare le proprietà terapeutiche dell’hashish.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1850

 

Negli Stati Uniti si contano più di 8300 piantagioni di cannabis a scopo industriale (ognuna di queste su un terreno di almeno 2000 acri). L’hashish fa la sua prima apparizione in Grecia.

 

 

 

1856

 

 

 Gli inglesi decidono di tassare l’importazione di charas e di ganja dall’India.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1857 

 

 

Viene pubblicato “The hasheesh eater” di Fitz Hugh Ludlow. Ad Edinburgo viene commercializzato un estratto particolarmente potente di cannabis Indica, da usare come base per innumerevoli tinture.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1868 

 

 

L'Egitto mette al bando il consumo di cannabis. In seguito il governo egiziano sarà quello che farà le maggiori pressioni alla Lega delle Nazioni per la criminalizzazione della cosiddetta “marijuana”.

 

 

 

 

 

 

1870

 

L’hashish inizia ad essere fumato anche in territorio greco. Iniziano ad essere piantate le prime piante di cannabis della regione, mentre inizia a fiorire il commercio di charas e ganja dall’India. La cannabis viene inserita nella farmacopea statunitense come medicina dalle svariate proprietà curative.

 

 

 

 

 

 

 

1876 

 

 

A Philadelphia l’Esposizione del Centenario celebra i primi 100 anni della nazione americana. I visitatori della grande fiera sperimentano l’hashish nell’area riservata alla Turchia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1883 

 

 

In ogni maggiore città americana  vengono aperte sale dove è possibile comprare e fumare hashish. Stando a quando dice la polizia, si stimano circa 500 di tali “sale” nella sola New York.

 

 

 

 

 

 

 

1887

 

In Italia, il professor Raffaele Velieri porta avanti importanti ricerche sul valore terapeutico della canapa coltivata in Campania: lo studioso arrivò persino ad aprire un “gabinetto di inalazione” per la cura dell’asma, dove i pazienti potevano inalare il fumo prodotto dalla combustione della canapa.

 

 

1890

 

Sir Russell Reynolds,  medico personale della regina inglese Vittoria, prescrive cannabis per alleviare il dolore delle “Reali mestruazioni”. Lo stesso Sir Reynolds scrive un articolo sul primo numero della celebre rivista medica “The Lancet”: “La cannabis, se somministrata pura e con cautela, è una delle più importanti medicine in nostro possesso.” Il dipartimento degli Interni greco vieta l’importazione, la coltivazione e l’uso di cannabis e hashish. Nello stesso anno l’hashish diventa illegale anche in Turchia.

 

 

1893 – 1894

 

Vede la luce l’ “India Hemp Drugs Commission Report”, mentre si stima che ogni anno circa 70/80.000 chili di hashish vengano legalmente importati in india dall’asia centrale.

 

 

1895

 

La “Indian Hemp Drug Commission” conclude i propri lavori sancendo che: la cannabis non da alcuna dipendenza a chi la assume; possiede alcuni provati usi medici, ed un numero maggiore di benefici per il proprio uso “sociale”.

 

 

1898

 

 

Durante la guerra, i soldati di Pancho Villa, assidui fumatori di cannabis si impossessano di 800.000 acri di foresta messicana di proprietà del magnate americano dell’editoria William Randolph Hearst. Il legname ricavato da queste terre veniva usato per produrre la carta sulla quale venivano stampati i giornali dell’impero editoriale di  Hearst, il quale inizia una durissima campagna (durata una trentina d’anni) contro gli ispanici, i latini ed i messicani, descrivendo spesso e volentieri i messicani come nullafacenti dedicati solo ad un folle consumo di cannabis.

 

 

 

 

 

 

 

1906

 

Passa la legge nota come “ Pure Food and Drug Act”, che regolamenta prodotti contenenti tra l’altro alcool, oppiacei, cocaina e cannabis. La legge entra in vigore  il 1° gennaio del 1907. All’inizio del nuovo secolo l’uso di fumare hashish è molto popolare in tutto il medio oriente.

 

 

1910

 

 

In America si sparge la voce di come, nei Jazz clubs di New Orleans, si faccia uso di droghe pericolose. Si teme che questo possa avere una influenza negativa anche sulla popolazione bianca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1911

 

In Sud Africa, per contrastare le antiche pratiche religiose della popolazione indigena, la minoranza bianca dichiara illegale l’uso di cannabis.

 

 

1912

 

Durante la prima Conferenza Internazionale sugli Oppiacei si discute sulla possibilità di mettere sotto controllo l’uso di cannabis.

 

 

1914

 

Il Congresso Americano emana l’”Harrison Narcotics Act”, il primo tentativo di mettere sotto controllo l’uso ricreazionale di droghe.

 

 

1915

 

Negli Stati Uniti la cannabis inizia ad essere vietata per ogni uso non medico, a partire dagli stati del sud-est, quali la California (1915), il Texas (1919), Lousiana (1924) e New York (1929).

 

 

 

 

1916

 

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti pubblica il “Bollettino n° 404” , stampato in carta di canapa e dedicato alla canapa come pianta utile per la produzione di carta. Grazie alle nuove rivoluzionarie scoperte riguardo la lavorazione della polpa di canapa, si dimostra come grazie alla canapa si possa produrre una maggiore quantità di carta, migliorandone notevolmente la qualità. Ognuno dei 10mila acri destinati alla coltivazione di canapa può produrre tanta polpa (rinnovabile di anno in anno) quanto più di 40mila acri destinati agli alberi. Di conseguenza, un acro coltivato a canapa produce una quantità di polpa quattro volte maggiore rispetto ad un acro di alberi.

 

 

 

 

 

 

 

 

1917

 

Il ricco industriale Henry Timken e l’inventore Gorge Schlichten mettono a punto una nuova macchina, rivoluzionaria nella sua semplicità: il decorticatore. Motivato dal desiderio di fermare la distruzione delle foreste, Schlichten passò 18 anni a studiare una macchina che fosse in grado di togliere la corteccia di qualsiasi pianta, lasciandone intatta la polpa. In questo modo si rivoluzionava la lavorazione industriale della canapa, dimezzandone i costi e aumentandone nettamente i profitti.

 

 

 

 

1919

 

Il Texas dichiara illegale la cannabis. In Olanda, viene promulgata la “Legge dell’Oppio”, originata dalla Convenzione internazionale sull’Oppio tenuta a l’Aja nel 1912.Questa legge costituisce ancora oggi la base a cui si ispira la normativa olandese vigente.

 

 

1920

L’usanza di fumare hashish viene proibita anche in Grecia. Durante gli anni ’20 inizia il contrabbando di hashish in Egitto (proveniente da Grecia, Siria, Libano, Turchia e Asia centrale).

Negli Stati Uniti il potere economico inizia a consolidarsi nelle mani di un sempre più ristretto numero di compagnie produttrici di ferro, combustibile e armi. L’industriale DuPont, leader nazionale nella produzione di munizioni, in seguito creerà il Rayon, la prima fibra sintetica.

 

 

1923

 

  

La legge Mussolini-Oviglio rappresenta  la prima vera e propria legge repressiva contro la cannabis in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1924

 

Durante la Seconda conferenza Internazionale sugli Oppiacei il delegato egiziano sostiene vigorosamente la tesi secondo la quale all’uso di hashish sono associati seri problemi di salute: vengono richiesti immediati controlli  a livello internazionale. Viene istituito un sotto-comitato e dopo aver dato ascolto alle varie delegazioni la Conferenza dichiara ufficialmente che la cannabis è da considerarsi  un narcotico, e ne raccomanda un serio controllo internazionale.

 

 

1925

 

Per controllare la grande quantità di cannabis fumata a Panama da militari in libera uscita, il governo americano sponsorizza il “Panama Canal Zone Report”. Lo studio arriva alla conclusione che la cosiddetta “marijuana” non deve essere considerata un problema, e consiglia di non criminalizzarne l’uso  o la vendita.

 

 

 

 

 

 

1926

 

La produzione di hashish libanese raggiunge l’apice dopo la fine della prima guerra mondiale fino al 1926, anno in cui ne viene proibito l’uso ed il commercio.

 

1928

 

L’Inghilterra proibisce l’uso ricreazionale di cannabis (“Dangerous Drugs Act”). Nello stesso periodo in Turchia, vicino al confine con la Grecia, viene prodotto hashish di ottima qualità.

 

 

1930

 

La regione dello Yarkan, nel Turkistan cinese, esporta legalmente 91,471 chili di hashish nella regione indiana di Punjab. Le esportazioni (legali e tassate) di hashish dall’Asia centrale in India continuano a pieno regime fino a quando il governo cinese non decise di mettere fine ad ogni tipo di coltivazione ed uso di cannabis nello Yarkan , nonchè del  commercio verso l’estero. (1935 d.c. ) Il Jazzista nero Louis Armstrong viene arrestato a Los Angeles per possesso di marijuana.

 

 

 

 

 

 

 

 

1931

 

Il segretario di Stato americano Andrew Mellon (a capo della Mellon Bank di Pittsburgh, una delle due banche con cui fa affari DuPont) incarica Harry J. Aslinger di formare un nuovo dipartimento per il controllo delle droghe, la “Federal Bureau of Narcotics”.

 

 

 

 

 

 

1934

 

Nel Giugno del ’34 il Congresso americano approva la “National Firearms Act”, la prima tassa di stampo proibizionista della storia degli Stati Uniti. L’intento era di limitare il possesso di armi da parte dei gangsters, la cui escalation di violenza era direttamente legata al proibizionismo riguardante l’alcool. Il Congresso permette quindi il possesso di un’arma da fuoco a chiunque possa permettersi il pagamento di una tassa di 200 dollari.

 

 

1936

 

L’impero editoriale di William Randolph Hearst inizia su vasta scala una campagna feroce contro la marijuana. Articoli con titoli quali “La marijuana rende i ragazzi dei demoni in soli 30 giorni” o “Fumatori di hashish assetati di sangue” contribuiscono a creare uno sconvolgente terrore verso “l’erba assassina che viene dal Messico”. Attraverso una infinita serie di mistificazioni questa campagna di disinformazione dona un nuovo vocabolo alla lingua inglese: “marijuana”, derivato da uno slang (modo di dire) con cui quelli che Hearst definisce “negri fuori di testa per la marijuana, che stuprano donne bianche e che suonano il jazz, nuova musica da rituale satanico” chiamano la cannabis.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo gli articoli dei giornali di Hearst, “i negri impazziti per la marijuana osano incrociare lo sguardo degli uomini bianchi, e guardarli negli occhi per più di tre secondi, e per di più osano anche deriderli  in modo sguaiato. Vergogna!” Un altro contributo a questa campagna di terrore viene dal film di propaganda “Reefer Madness” (“la pazzia dello spinello”) che cerca di terrorizzare i giovani americani riguardo l’uso di cannabis.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sempre nel ’36 DuPont ottiene dal colosso industriale tedesco I. G. Farben Corporation (la stessa che in seguito produrrà il famigerato gas Zyklon-B, usato dai nazisti nei campi di concentramento per eliminare milioni di ebrei, ma anche drogati e omosessuali) la licenza per produrre fibre plastiche sintetiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

1937

 

Con il  “Marijuana Tax Act” la cannabis viene dichiarata illegale a livello federale negli Stati Uniti. DuPont brevetta il processo industriale (altamente inquinante) per produrre materiali plastici. Nel Marzo del ’37 la Corte Suprema degli Stati Uniti conferma all’unanimità il “Natuional Firearms Act”, mentre di nascosto introduce il “Marijuana tax bill”.

 

Quella stesa primavera il Congresso inizia le audizioni riguardanti il “Marijuana Tax Act”.La American Medical Association”  mette in guardia su come una legge del genere possa privare il mondo di una potenziale medicina (all’epoca la cannabis era ancora prescritta in svariate forme di medicamento,  e ricerche mediche avevano appena iniziato a studiare i benefici terapeutici di numerosi principi attivi presenti nella cannabis). Nessuno dei medici era al corrente che la “pericolosa erba assassina messicana” fosse in realtà la cannabis, e numerose personalità del mondo medico testimoniarono il loro disappunto per una legge portata avanti per più di due anni nella più completa segretezza, lasciandone all’oscuro l’intera comunità di operatori del settore medico. Nel Dicembre dello stesso anno il Marijuana Tax Act diventa legge, dando inizio al proibizionismo della cannabis a livello planetario, e annientando l’industria della canapa. Ovviamente, il vuoto lasciato dalla cannabis nel panorama delle risorse industriali americane venne subito colmato dalle materie plastiche prodotte da DuPont.

 

 

1938

 

Nel Febbraio del ’38 la rivista “Popular Mechanics” esalta l’uso industriale della cannabis descrivendola come la “new billion dollar crop” (“la coltivazione da un bilione di dollari”) . Ovviamente,l’articolo era stato scritto prima dell’entrata in vigore della proibizione della cannabis,

Intanto le forniture di hashish dal Turkistan cinese diventano sempre minori. .Nel decennio successivo tramonta anche l’uso tradizionale di fumare hashish in Grecia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1939

 

 

 

Sotto la rigida guida di Aslinger nel biennio 1937-1939 il Federal Bureau of Narcotics fa condannare più di 3000 dottori e medici per prescrizioni “illegali” di medicinali contenenti cannabis.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1941

 

Sempre la rivista “Popular Mechanics” presenta al mondo l’automobile di Henry Ford, la prima fatta interamente di canapa, e con il motore alimentato da olio di canapa. Nella speranza di liberare la propria compagnia dalla dipendenza dall’industria petrolifera, Ford coltivò illegalmente cannabis anche dopo l’entrata in vigore della legge proibizionista.

Il governo indiano prende in considerazione l’opportunità di coltivare cannabis in kashmir per rimediare alla mancanza di hashish dal turkistan cinese. Durante la seconda guerra mondiale, la charas proveniente dal Nepal fa furore in India,  dove il consumo di hahish continua a rimanere legale.

 

 

 

1942

 

In piena Guerra Mondiale, l’invasione giapponese  nelle Filippine priva gli StatiUniti degli approvvigionamenti di canapa provenienti da Manila. Il governo americano distribuisce allora una infinità di semi di cannabis ai propri contadini dal Winsconsin al Kentucky. Giusto dopo soli quattro anni da quando era stata definita “l’erba assassina della gioventù”, il governo produce un filmato illustrativo sulle qualità industriali della cannabis: “Hemp for victory (canapa per la vittoria)”. Sempre nel 1942, Aslinger è a capo di un gruppo di ricerca segreto formato per scoprire “il siero della verità” per costringere a parlare i prigionieri nemici (il primo passo di quello che poi la CIA svilupperà nell’”MK Ultra”, il progetto che effettuava ricerche sulle possibili applicazioni dell’LSD e delle droghe psichedeliche nella ricerca di una sostanza che desse il pieno controllo della mente umana). In questa occasione si studiava un olio derivato dall’hashish, ma le sue potenzialità come “siero della verità” naufragarono miseramente quando si resero conto che i “pazienti” su cui si sperimentava il trattamento erano più interessati a ridere istericamente e a divertirsi tantissimo piuttosto che svelare importantissimi segreti militari.

 

 

1943

 

Aslinger ordina a tutti gli agenti federali di sorvegliare (senza arresto immediato) i “crimini” commessi dai musicisti di jazz e swing. Vennero controllate le vite di parecchi grandi musicisti dell’epoca (tanto per citarne alcuni, Dizzy Gillespie, Thelonius Monk, Louis Armstrong, Count Basie, Cab Calloway, Duke Ellington e tanti altri) ma per fortuna non ci furono arresti eclatanti (solo perché era contrario il superiore di Aslinger).

 

 

 

 

 

 

 

1944

 

 

Il sindaco di New York La Guardia istituisce una apposita Commissione studio sulla marijuana: il risultato dello studio conferma ancora una volta come non ci sia relazione tra l’uso di cannabis e la violenza, e mette in risalto gli aspetti benefici della cannabis. Aslinger andò su tutte le furie, e oltre a denunciare il sindaco La Guardia, minacciò di arresto qualsiasi medico accettasse di condurre ricerche indipendenti sulla cannabis.

 

 

 

 

 

 

 

 

1945

 

Ritorna a fiorire l’uso di hashish in Grecia, e fiorisce anche il contrabbando della sostanza dalla Cina all’India. Il governo marocchino tacitamente permette la coltivazione di “kif” nelle montagne del Rif. Il settimanale Newsweek riporta come più di 100mila americani abbiano provato almeno una volta la cannabis.

 

 

1948

 

Aslinger denuncia al Congresso come “la marijuana renda i giovani dei pacifici zombies”, e mette in guardia su un possibile complotto comunista: la cannabis doveva servire ai comunisti per piegare lo spirito combattivo dei soldati americani! Questo mentre nel 1937 lo stesso Aslinger aveva dichiarato che la marijuana era la droga più pericolosa, e che poteva scatenare violenza inaudita su chi la usava.

 

 

1950

 

 

 

Il 20 Ottobre le Poste Italiane emettono un francobollo dedicato alla canapa in Emilia Romagna (valore 65 lire).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1951

 

 

 

Il bollettino delle Nazioni Unite riguardante i narcotici stima in 200 milioni i consumatori mondiali di cannabis.

 

 

 

 

 

 

 

 

1952

 

Primi arresti per cannabis in territorio inglese,  al Number 11 Club di Soho (Londra).

 

 

1954

 

Anche in Italia è tempo di una legge che combatta l’uso delle droghe: senza portare nessun fondamento scientifico alle proprie tesi, il Ministero della Sanità, con un semplice decreto ministeriale, inserisce la canapa nel novero delle sostanze proibite. Intanto, per tutto il decennio l’Italia si conferma come il secondo produttore di canapa a livello mondiale, dietro all’Unione Sovietica. La varietà “Carmagnola” forniva la migliore fibra in assoluto.

 

 

1961

 

Aslinger guida la delegazione americana alla Convention delle Nazioni Unite sulle droghe. In tale occasione vede la luce la “United Nations Single Convention Treaty on narcotics”, che si proponeva di eliminare per sempre la droga entro 25 anni. In Italia un decreto ministeriale del governo ratifica la legge del 1954: la cannabis viene di fatto equiparata ad eroina, codeina, morfina, oppio.

 

 

 

 

 

1962

 

Il presidente americano J. F. Kennedy costringe alle dimissioni Aslinger dopo che quest’ultimo aveva cercato (ancora una volta!) di censurare il lavoro del professor Alfred Lindsmith, autore del saggio “I Tossicodipendenti e la legge”, critico nei confronti del proibizionismo. C’è che sostiene che Kennedy facesse uso di cannabis per alleviare i dolori del mal di schiena, e che avesse intenzione di legalizzare la cannabis durante il suo secondo mandato.

Inizia la produzione di hashish in Marocco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1963

 

La polizia turca intercetta un  carico di 2,5 tonnellate di hashish.

 

1964

 

 

Il dottor Raphael Mechoulam dell’università di Tel Aviv isola in laboratorio il THC Delta-9, il maggior principio attivo della cannabis, e uno dei 60 componenti trovati nella cannabis aventi valore terapeutico. A San Francisco, negli Stati Uniti, a gennaio apre il primo head shop, lo “Psychedelic Shop” dei fratelli Thelin.

 

 

 

 

 

 

1965

 

In Italia arrivano le prime azioni pubbliche e nonviolente contro la legislazione proibizionista. Il Partito radicale organizza in tutta Italia 'contro-inaugurazioni' dell'anno giudiziario, che denunciano l'impotenza delle leggi repressive contro la diffusione delle droghe proibite.

 

1966

 

 

Il governo marocchino cerca di cacciare i coltivatori di kif dalle montagne del Rif.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cantautore Donovan diventa la prima celebrità della comunità hippy ad avere problemi con la legge anti-cannabis.

 

 

 

 

 

 

1967

 

A Londra, più di 3mila persone si ritrovano a Luglio ad Hyde Park per celebrare il primo grande “smoke-in”, in pratica una allegra fumata pubblica collettiva. Sempre nello stesso mese, il Times pubblica un annuncio dove si definiscono le leggi contro la cannabis come immorali nel principio e inpraticabili nella realtà. Tra i firmatari della petizione figurano, tra gli altri, anche i Beatles.

Keith Richards e Mick Jagger dei Rolling Stones vengono arrestati per possesso di marijuana, e condannati rispettivamente a tre mesi ed un anno di carcere. L’evento destò molto scalpore, tanto da scomodare il compassato Times, che dedicò all’evento un famoso editoriale. In seguito, le pene vennero cancellate nel processo d’appello. A New York l’attivista Abbie Hoffman ed il suo gruppo di contestatori radicali, denominati Yippies, spediscono 3000 spinelli per posta ad altrettanti indirizzi scelti a caso sull’elenco telefonico. La loro intenzone era quella di offrire alla gente l’occasione per sperimentare in prima persona i reali effetti della cannabis. Tra l’altro, nelle lettere si ricordava al destinatario come loro stessi (dal momento dell’apertura del pacco) fossero passibili di arresto per possesso di sostanza stupefacente! L’intera operazione (che si dice fosse segretamente sponsorizzata da Jimi Hendrix) non mancò di destare profondo scalpore. In mezzo a tutto questo, vede la luce “Smash”, il primo olio derivato dall’ hashish. Come se non bastasse, in California arriva il “Red Libanese”,  ed è subito festa!

 

1968

 

Uno studio inglese (“Wootton Report”) riconosce come la cannabis non sia più pericolosa del tabacco o dell’alcool, e consiglia di ridurre le pene per tutti i reati riguardanti la marijuana.  Nuova campagna per contrastare l’uso di cannabis da parte delle truppe americane impegnate nella guerra in Vietnam.: non si può dire che l’intera operazione sia stata coronata dal successo, visto che molti dei reduci tornarono in patria schiavi dell’eroina.

In questi anni una hippie olandese, Mila Jansen lascia Amsterdam per percorrere l’avventurosa “Hippie Trail”, il viaggio dall’Afghanistan a Katmandu.

 

1969

 

Il primo ministro britannico Jim Callaghan rigetta le raccomandazioni dello studio Wootton, ed al contrario  inasprisce le pene per il possesso di marijuana (per un massimo di cinque anni di carcere).

A Milano apre il primo head shop italiano, “Il cammino mistico”, che vendeva pipette, vestiti e stoffe orientali. Purtroppo resterà aperto solo per qualche mese….

 

1970

 

Negli Stati uniti nasce l’associazione no profit NORML (National Organization for the Reform of Marijuana Laws) che divenne presto un solido punto di riferimento per tutti coloro che intendono lottare per la decriminalizzazione della cannabis. Attiva soprattutto nel campo della ricerca e dell’informazione, l’associazione contribuì in modo decisivo a fare riformare le leggi sulla cannabis in una dozzina di Stati americani.

Uno studio canadese (Le Dain Report) riporta come il dibattito sugli usi “non a scopo medico” della cannabis si basano per lo più su dicerie e su informazioni che non hanno il ben che minimo riscontro scientifico. All’inizio degli anni ’70 inizia la massiccia produzione di hashish dall’Afghanistan, che diventa molto popolare e che comincia a diminuire in quanto a qualità. I primi anni ’70 sono ltra l'altro ’ultima occasione per assaggiare il vero eccellente hashish afgano .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1971

 

 

 

La rivista “Medical World News” riporta come “la marijuana è probabilmente il più potente  anti-epilettico che la medicina conosca”. Negli Stati Uniti il presidente Nixon vieta qualsiasi ulteriore studio sulle possibilità terapeutiche dei derivati della cannabis, e definisce la “droga” come “il nemico pubblico n° 1”! Intanto la Harvard University press pubblica  “Marijuana” di Lester Grinspoon, opera che si rivelerà fondamentale per una migliore conoscenza della cannabis nel mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante l’estate, in Danimarca il ministero della Difesa abbandona un’area di circa 32 ettari con 175 edifici (caserme, magazzini,depositi) in un quartiere centrale di Copenaghen; a settembre gli abitanti delle zone attorno al terreno abbandonato iniziano ad occuparlo ed a utilizzarlo. Il 26 settembre viene proclamata la città libera di Cristiania (dal nome del re Cristiano IV, fondatore di quel particolare quartiere cittadino). Gli abitanti iniziano a riadattare gli edifici (che a primavera iniziano ad essere già quasi 500) e per organizzarsi scelgono delle nuove regole completamente indipendenti da quelle del governo danese: vennero vietate, tra l’altro,  le macchine, le armi, la violenza e le droghe pesanti. La via più famosa rimane “Pusher street”, dove viene venduto liberamente hashish.

 

1972

 

La commissione Shaker voluta da Nixon consiglia che la cannabis venga di nuovo resa legale; tale raccomandazione viene ovviamente ignorata. Continuano le ricerche per un possibile utilizzo terapeutico. La Casa Bianca stanzia un bilione (milione di milioni) di dollari per la lotta alla droga.

Iniziano le esportazioni di hashish di ottima qualità dal Libano, mentre nell’Europa dell’est fa la sua apparizione quello che è stato definito il miglior hashish turco di tutti i tempi, proveniente dalla regione di Gaziantep, vicino alla Siria. In Afghanistan la legge inizia a tollerare sempre meno la produzione di hashish locale, che intanto raggiunge il Nord America.

 

 

 

 

Svolta epocale in Olanda: ad Amsterdam Wernard Bruining, insieme ad alcuni amici, apre il primo coffeshop (o sala da thè) al numero 53 di Weesperzijde. Tutto ebbe inizio con un gruppo di amici che occupano abusivamente un vecchio panificio,  e lo convertono a fumeria di hashish. Man mano che la cerchia di simpatizzanti diventa sempre più ampia, si fa strada la necessità di un vero e proprio “locale”, dove si potesse fumare hashish, bere  thè e rilassarsi in compagnia. Per il nome si scelse una canzone che il cantante americano Donovan aveva appena portato in vetta alle classifiche dell’epoca: “Mellow Yellow”! Altri posti dove poter ottenere da fumare erano i centri giovanili più in voga della comunità hippie: il “Paradiso”, la “Kashba”, oppure il “Melkweg”, solo per citare i principali. Per i primi periodi si trovava soprattutto hashish, dato che  la cannabis tendeva a scarseggiare. Sempre nei Paesi Bassi, un rapporto governativo stilato dal “Working Group on narcotic Drugs” propone di introdurre a seconda delle sostanze una “scala di rischio” basata su dati di carattere medico, farmacologico, sociologico e psicologico.

In Danimarca la città libera di Cristiania sceglie la via del confronto pacifico col governo: un primo accordo stabilisce che ogni christianita paghi 50 corone mensili per l’uso di luce e acqua. Ma molti non sono d’accordo,  e non vogliono pagare. Si decide quindi di stabilire una “tassa per la collettività” che deve essere pagata da ogni abitante, e che servirà in parte per pagare le spese per elettricità e acqua.

In Italia il governo approva una nuova legge sugli stupefacenti, sempre senza basare le proprie decisioni su dati reali (infatti non viene istituita nessuna commisione di ricerca che valuti il problema su basi scientifiche): vengono introdotte 4 tabelle. La prima comprende oppio, morfina, cocaina, eroina, e chi le usa commette  un reato grave; nella seconda tabella viene inserita la canapa indiana (hashish e marijuana), mentre nella terza sono presenti i barbiturici (che quindi la legge considera meno pericolosi della cannabis, mentre a livello scientifico è palese l’esatto contrario): chi usa tali sostanze commette un reato un po’ meno grave. Chi usa, cede o semplicemente detiene cannabis rischia da 3 a 15 anni, e una multa da 3 a 50 milioni di lire.

 

 

 

 

 

 

 

Stessa pena detentiva per che lascia che il proprio locale venga “adibito ad uso di droga”, mentre la multa è inferiore (da 2 a 10 milioni di lire). Anche chi è solo sospettato di usare droga deve essere  arrestato, e disintossicato in strutte specializzate (che all’epoca erano i manicomi). Il testo della legge sarebbe rimasto segreto alla popolazione, se la neonata casa editrice Stampa Alternativa non avesse provveduto a farlo stampare e divulgare. Feltrinelli pubblica “La droga e il sistema”, di Rusconi-Blumir che, in assenza di alcuna altra ricerca scientifica ufficiale italiana sulla cannabis è da considerarsi a tutti gli effetti una pietra miliare nel proprio campo.

 

 

 

 

 

 

 

1973

 

Il 9 Gennaio il Partito Radicale, insieme a Stampa Alternativa, tengono una conferenza stampa per fare conoscere ai giornalisti il testo effettivo della nuova legge. Ne seguirono aspre polemiche sui giornali, con articoli molto critici riguardo la legge. In molte città italiane sorgono spontanee numerose iniziative di protesta. Intanto, si calcola che in Italia il 95% dei consumatori di sostanze illegali fuma esclusivamente cannabis.

Guido Blumir pubblica “La marijuana fa bene”, dove vengono riportati i risultati di studi scientifici promossi da Commissioni nazionali d’inchiesta nominate dai governi di vari paesi del mondo.Tutte le commissioni concordano nell’ammettere la basa tossicità della cannabis: ma in Italia chi decide non consulta gli esperti, e non promuove nessuna ricerca scientifica sulla cannabis ed i9 suoi possibili utilizzi terapeutici. Negli Stati Uniti, l’Oregon compie il primo passo verso la decriminalizzazione della cannabis. Per i 25 anni  seguenti il possesso (entro un’oncia) è considerato un reato minore, con nessuna implicazione penale per i trasgressori.

In Danimarca  Cristiania viene classificata come “esperimento sociale”, ed il governo concede ancora 3 anni di vita alla comunità, fino al 1 Aprile del 1976.

 

 

Il Nepal proibisce i negozi in cui si poteva vendere hashish e cannabis, nonché ogni forma di esportazione di tali sostanze. La produzione e la vendita di hashish in Afghanistan diventano illegali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1974

Negli States, alla Tulane University il dr. Heat conduce il tristemente famoso studio “Rhesus” usando come cavia una scimmia legata ad una sedia, alla quale (dopo averle fatto indossare una maschera a gas ermetica) veniva fatto inalare l’equivalente di più di 60 “spinelli” di ottima erba Colombiana nell’arco di cinque minuti. Dopo il “trattamento” la scimmia subì danni cerebrali (più che altro dovuti al soffocamento e al velenosissimo monossido di carbonio ). Su questo studio si fondano le teorie secondo le quali la cannabis può danneggiare le cellule cerebrali!

 

 

 

 

 

 

 

 

in Danimarca le nuove elezioni premiano i partiti dello schieramento di destra, che minaccia di demolire parte degli edifici di Cristiania, giudicati “insalubri”. La comunità organizza quindi un festival-barricata, che raccoglie il favore di moltissimi abitanti di Copenaghen, che evidentemente sono favorevoli alla sopravvivenza dell’ormai famoso quartiere hippy.

 

 

 

1975

 

In America la FDA stabilisce il programma per un”uso compassionevole” di marijuana a scopo medico. Sui richiedono a gran voce ulteriori e approfondite ricerche sulle possibili implicazioni terapeutiche della cannabis. Il ministero della salute americano, nell’ambito del rapporto annuale al Congresso su “Salute e Marijuana”, fece eseguire una analisi sulla distribuzione dell’agente attivo della cannabis (il THC) nello spinello che viene fumato. I risultati indicarono che solo il 23% del THC va nei polmoni, il 50% viene distrutto dal fuoco, mentre il 21 % resta nella cicca che si butta vuia, ed il 6% se ne va in fumo dalla parte sbagliata della sigaretta, cioè davanti.

In Danimarca il parlamento decide per l’evacuazione forzata di Cristiania, pur senza fissare una data precisa. Iniziano schermaglie legali e tentativi del governo di mettere in difficoltà gli abitanti della zona: durante l’estate, per esempio, il governo valuta in 400mila corone il prezzo da pagare per garantire nel quartiere il rispetto della normativa antincendio: i lavori in questione verranno poi fatti dagli abitanti stessi, con una spesa di appena 20mila corone…)

 

In Italia il radicale Marco Pannella si fa arrestare per aver fumato pubblicamente hashish. Questo gesto clamoroso aiuta a velocizzare i tempi per una nuova riforma della legge (che resisterà fino al 1990): viene introdotto il principio di non punibilità dei consumatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Einaudi pubblica “Sull’hashish”,  libro che racconta gli esperimenti di modificazione di coscienza condotti dallo scrittore berlinese Benjamin Walter.

 

 

 

 

 

 

1976

 

La qualità dell’hashish proveniente dal Libano raggiunge il suo massimo fulgore.

Sul finire del decennio, in Afghanistan aumenta la produzione di hashish “moderno” (di qualità inferiore al passato) e varietà di cannabis vengono importate in Kashmir per essere passate al setaccio e diventare hashish.

Negli Stati Uniti, l’amministrazione Ford proibisce qualsiasi ricerca indipendente sul possibile utilizzo medico dei derivati naturali della cannabis. Alle ditte farmaceutiche furono permessi sono mirati studi sul THC Delta-9, ignorando di fatto tutte gli altri ingredienti naturali  presenti nella pianta e potenzialmente utili all’uso medico. Sul fronte dei sequestri, nell'anno fiscale 1976 alla dogana USA vengono bloccati 2.392 kg. di cannabis, 1.114 grammi di olio d'hashish e 1.925 kg. di hashish.  Nel novembre dello stesso anno Robert Randall, sofferente di glaucoma e condannato a sicura cecita', ottiene dal Governo Federale l'unica cura possibile: sigarette di marijuana. Inizia cosi' quel programma - pilota per lo studio dell'uso terapeutico di cannabis che garantira' questa medicina ad altre  persone affette da cancro, glaucoma e AIDS negli Usa.

 

 

 

 

 

 

 

In Italia la rivista underground “Re Nudo” pubblica come supplemento al n° 41 l’opuscolo “Campa cavallo che l’erba cresce: storia, cucina e cultura della canapa indiana”, testo di Luca Gerosa focalizzato sulla storia e sulla coltivazione della cannabis; un utilissimo strumento underground di approfondimento culturale antiproibizionista.

 

 

 

 

 

 

 

In Olanda viene riformata la vecchia Legge sull’Oppio del 1919: la legge codifica il principio della separazione del mercato della droga, distinguendo fra “droghe leggere” (i derivati della cannabis) e “droghe pesanti” (oppiacei e cocaina), basandosi anche sul rapporto governativo stilato nel 1972. secondo tale “scala di rischio”, nella prima tabella vengono messe le sostanze che presentano un fattore di rischio non accettabile (oppiacei, cocaina, LSD e olio di cannabis) mentre nella seconda sono presenti sostanze per l’uso delle quali il fattore rischio è più accettabile (tranquillanti, barbiturici e derivati della cannabis – tranne l’olio). Quindi la cannabis rimane illegale, ma il consumo personale viene tollerato (cioè non perseguito dalle forze dell’ordine, che non annoverano tra le loro priorità la criminalizzazione dei possessori di droghe leggere). L’intento è quello di colpire i grossi trafficanti internazionali, e tollerare l’uso personale di stupefacenti, che di per se non costituisce reato. Infatti uno dei fattori che rende “tollerati” i coffee shop è che sono considerati dagli olandesi come uno strumento efficace per tenere i giovani lontano dalle droghe pesanti.

 

 

Il 1 Aprile è la data fissata per lo sgombero definitivo di Cristiania: 30mila persone (inclusi numerosi stranieri) partecipano ad una manifestazione non violenta che, dopo avere sfilato per le strade di Copenaghen, circonda simbolicamente Chrstiania. I Christianiti ricorrono in appello contro la decisione di sgombero.

 

 

 

 

1977

Il 2 agosto 1977 il Presidente Carter in un discorso al Congresso afferma che "...le pene per possesso di sostanze illegali non dovrebbero produrre maggior danno agli individui di quanto possa produrne l'uso della sostanza stessa. Per questo io sostengo la proposta di eliminare le leggi punitive per possesso personale di marijuana per quantita' inferiori ad un'oncia (453 grammi)". Purtroppo non se ne fece niente, ed il Congresso si rivelò inamovibile nei confronti dell’”erba killer”.

 

 

 

 

 

1978

 

Il New Mexico diventa il primo Stato americano a rendere disponibile l’uso di cannabis a scopo medico.

In Italia esce”Erba proibita: rapporto su hashish e marijuana”. scritto da Giancarlo Arnao, figura storica del movimento antiproibizionista, cofondatore del Cora (comitato radicale antiproibizionista)  e della Lega Internazionale Antiproibizionista, rappresenta la documentazione più completa sulla cannabis mai fatta in Italia.

A Copenaghen un nuovo dibattito parlamentare decide di dare ancora tre anni di tempo a Cristiania, prima del definitivo sgombero: parte delle costruzioni inizia ad essere demolita, le altre vengono adeguate alle norme sanitarie, di sicurezza ed antincendio della città. A marzo si tengono le nuove elezioni, e a sorpresa un rappresentante di Cristiania viene eletto in consiglio comunale. Durante l’estate un gruppo di christianiti inizia a fare un giro per i vari paesi europei per organizzare una campagna di solidarietà e  fare conoscere la propria esperienza.

 

 

1979 

 

 

La casa editrice romana “Cesco Capanna” pubblica “Marijuana e altre storie”, primo libro di una collana di testi sulle droghe, che rivitalizzarono il panorama editoriale antiproibizionista italiano dei primi anni ’80. Il testo, scritto in maniera vivace e mai noioso, riporta dati, notizie utili per capire come il “problema droga” in Italia sia per lo più generato dalla repressione del proibizionismo fascista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Milano, la casa editrice Savelli pubblica “Marijuana in cucina: 101 ricette gastronomiche a base di hashish e marijuana” (che in seguito sarà ristampato da Stampa Alternativa nel 1997)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1980

 

Negli anni ’80 il Marocco diventa uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di hashish. Nel nord del Pakistan viene prodotto hashish lungo il confine afgano per aggirare la guerra tra Unione Sovietica e Afghanistan. La qualità dell’hashish libanese inizia a scemare tristemente. L’ex Beatle Paul Mc Cartney si fa dieci giorni  di galera in Giappone per possesso di cannabis.

In Italia, Il Partito radicale raccoglie oltre 500.000 firme su di un referendum per la legalizzazione delle droghe leggere; il referendum avrebbe dovuto tenersi nella primavera del 1981. Nel gennaio di quell'anno la Corte costituzionale lo giudica inammissibile.

 

1981

 

A Milano viene pubblicato (e più volte sequestrato) “Manuale di coltivazione della canapa”, scritto da Franco Spina, saggio basilare anche se decisamente antiquato rispetto al giorno d’oggi.

 

1982

 

Don e Patty del Pypes Palace di Portland, Oregon (USA) brevettano la “Resin Heaven “, un setaccio di metallo poggiato su un contenitore di legno che permette l’estrazione dei cristalli di THC.

 

1983

 

In Inghilterra gli arresti per possesso di cannabis raggiungono quota 20 mila (nel 1980 erano poco meno di 15mila). Negli Stati Uniti il governo ordina a tutte le Università ed ai ricercatori del paese di distruggere tutti i risultati degli studi sulla cannabis del periodo 1966-1976. Ultimi ricordi di hashish turco di eccellente qualità….

 

1985

 

Ad Amsterdam, nel cuore del quartiere a luci rosse, apre il primo museo dedicato alla storia della cannabis (“Hash marijuana Hemp museum”). L’esposizione permanente offre ai propri visitatori l’occasione per conoscere il progresso della cultura moderna sulla cannabis (attraverso una vasta collezione di foto, poster, riviste, pipe e dispositivi per fumare provenienti da tutto il mondo), oltre a rappresentare una ricca fonte di  informazioni sui possibili usi di questa incredibile pianta, quasi mai disponibili nei media tradizionali. Negli Stati Uniti esce la prima edizione del fondamentale libro di Jack Herer “The emperor wears no clothes”, definita la “bibbia” del movimento per la decriminalizzazione della cannabis.

Intanto, l’hashish continua ad essere prodotto nelle regioni del nord est della Cina .

 

1986

 

Ad Amsterdam, Goa ed in America iniziano a scarseggiare le “scorte” di hashish afgano prodotto prima dell’interruzione degli approvvigionamenti causata dalla guerra con l’Unione sovietica. Negli Stati Uniti vede la luce uno dei più importanti festival mondiali organizzati per celebrare la cannabis: nell’ Ohio va in scena la prima edizione di HEMPFEST!

 

1987

 

Il governo marocchino usa la mano pesante con la coltivazione di cannabis nelle zone attorno le montagne del Rif.Lo stato dell’ Australia Meridionale decriminalizza l’uso personale della cannabis, sostituendo il carcere con delle multe.

Steven Hagar, direttore della rivista americana High Times si reca in Olanda per intervistare l’australiano Nevil,  fondatore della prima compagnia di semi di cannabis olandese. Da questo incontro nascerà l’idea di dare vita ad un vero e proprio festival della cannabis, dove una giuria possa “assaggiare” e quindi  votare la migliore qualità di marijuana: sta per nascere la Cannabis Cup!!

 

1988

 

Ad Amsterdam si celebra la prima edizione della Cannabis Cup, evento sponsorizzato dalla rivista americana High Times. La giuria era composta da soli tre giurati, mentre quattro furono le banche del seme a partecipare: “Super Sativa Club”, “Sensi Seeds Club”, “The Seed Bank”  e “Cultivator’s Choice” (che con la sua varietà “Skunk # 1” alla fine vinse la Coppa, anche se di li a poco tempo cessò di esistere). Intanto Mila Jansen ritorna ad Amsterdam, ed inizia a fare esperienze di coltivazione di cannabis insieme ad amici. Nota però che una grande parte di resina andava perduta durante il taglio delle cime delle piante. Iniziò così a pensare ad un metodo per riuscire a recuperare tutti i cristalli della resina, che contengono il principio attivo della pianta, il THC. In loro aiuto venne presto il rigido inverno olandese, che aiutò a concepire come il freddo potesse aiutare nell’estrazione della resina. Le foglie venivano poi battute su un setaccio al fine di raccoglierne i cristalli. Come metodo era sicuramente all’avanguardia, ma molto lento e faticoso.

Negli Stati Uniti uno dei funzionari amministrativi della DE, il giudice  Francis Young riconosce le potenzialità mediche della cannabis, e ne consiglia la riclassificazione come sostanza da ottenere dietro prescrizione medica. Come in passato, anche le sue raccomandazioni vengono ignorate. In seguito, il Senato americano stanzierà 2,6 bilioni di dollari da investire nella lotta alla droga.

 

1989

 

Uno studio finanziato dal governo americano ed effettuato alla St. Louis Medical University scopre che il cervello umano ha dei siti recettori del THC che tra l’altro non legano con nessun altro composto o sostanza. Ignorando l’evidenza dei fatti, il 30 Dicembre del 1989  John Lawn, direttore del Drug Enforcement Agency (la famigerata DEA) ordina che la cannabis rimanga nella tabella delle droghe senza alcun possibile utilizzo medico. Per di più, il presidente Reagan promette che la vittoria nella guerra alla droga sarà una priorità della sua amministrazione.

In Olanda si celebra la seconda edizione della Cannabis Cup, con le stesse banche del seme che si erano date battaglia nella prima edizione, ma con sei giudici (tra i quali il celebre Ed Rosenthal) e maggiori varietà da giudicare. La vittoria andò alla americana “The Seed Bank”, con la varietà “Early Pearl/Skunk #1 x Northern Lights #5/Haze”.

 

 

1990

 

Con l’inasprirsi della guerra alla droga, si stima che 390mila cittadini americani siano stati arrestati per reati legati alla cannabis. Nel settembre dello stesso anno il capo della polizia di Los Angeles dichiara che “contro i consumatori di marijuana possono anche essere usate armi”. La prestigiosa rivista “Nature” dedica un articolo sulla scoperta dei recettori del THC nel cervello umano. Anche in Italia comincia a tirare una brutta aria, e la nuova legge Jervolino-Vassalli reintroduce il carcere per i consumatori di droga. La legge rimarrà in vigore per tre anni, fino al referendum abrogativo del 1993.

I fondatori del movimento contestatario olandese (attivo negli anni ’60) Provos, insieme a Gilbert Shelton e Paul Mavrides, (i due creatori dei fumetti underground “Freak Brothers”) sono fra i giurati che presiedono la terza edizione della Cannabis Cup  ad Amsterdam; la manifestazione vede ancora una volta vincitrice “The Seed Bank”, questa volta con la varietà “Northern Lights #5”). Purtroppo pochi mesi dopo la DEA lancia una oprazione antidroga contro High Times e quella che viene definita una sua succursale, la “The Seed Bank”.

 

1991

 

La quarta edizione della Cannabis Cup vede l’entrata in gioco dei coffeeshops: infatti le banche del seme, dopo la repressione subita da High Times in patria, decidono di non partecipare, e tornano nell’underground. Coffeeshop partecipanti furono “The Blue Bird”,  “Free City”, “La Tertulia” e “Hustler”. Il primo premio andò alla “Skunk Balls” del coffeeshop “Free City”., anche se i giurati dovettero constatare la scarsa qualità delle varietà partecipanti al concorso.

Intanto, in Inghilterra si stima che più di 42mila consumatori di cannabis abbiano avuto “problemi” con la legge.

 

1992

 

In Olanda la quinta edizione della Cannabis Cup vede il ritorno delle compagnie produttrici di semi: la “Seed Bank” e il “Sensi Seed Club” di Ben Dronkers si fondono per fare nascere la “Sensi Seed Bank”. All’evento parteciparono una quindicina di coffeeshop di Amsterdam, (più altri sei provenienti dal resto del paese) tra i quali spiccano i nomi di “Homegrown Fantasy” (che vinse con la varietà “Haze/Skunk #1”) e “Blue Bird”.Come compagnie del seme, oltre alla “Sensi Seeds”  partecipano anche la “Dutch Passion”, “NHV”, e la “Nirvana”. Nell’inverno di quest’anno  Mila Jansen inventa il primo strumento  per separare i cristalli dalla cima della pianta di cannabis: sta per nascere il Pollinator!

 

1993

 

In  Marocco ritornano le coltivazioni di cannabis. La società “Hempcore” diventa la prima ditta inglese ad ottenere una licenza per la coltivazione di canapa industriale.

La sesta edizione della Cannabis Cup ad Amsterdam viene vinta dalla “Sensi Seed Bank” con la varietà “Northern Lights #5 x Haze”. Oltre che al migliore seme, verrà attribuito un premio anche al miglior coffeeshop (“Picasso” per la “Northern Lights”)

In Italia il Cora, associazione radicale antiproibizionista, indice un referendum abrogativo della legge Jaervolino- Vassalli. Il 55,3 % dei votanti decide la non punibilità dei consumatori di droghe! Intanto la SISSC (“società italiana per lo studio degli stati di coscienza”) fa uscire “Altrove”,  primo numero della loro rivista-annuario dedicata alle sostanze psicoattive (soprattutto allucinogeni, cannabis ed empatogeni): Nell’ambito di iniziative di “antiproibizionismo militante” il Centro sociale milanese Cox 18 fa nascere “Il premiato forno”, attività che propone un uso diverso ed insolito di Hashish e marijuana, e che , prendendo spunto dal libro “Marijuana in cucina” edito da Stampa Alternativa nel 1979, dà alle stampe un curioso libro di ricette. Dopo tutto, come si ha modo di leggere nel testo in questione, “tisane e pozioni di foglie di canapa hanno preceduto anche il più primitivo spinello….”

 

1994

 

La guerra fra le varie fazioni musulmane continua a danneggiare il commercio e la produzione di hashish in Afghanistan. Vicino al confine il Pakistan continua a produrre  hashish. In Inghilterra vengono inasprite le multe per che viene trovato in possesso di cannabis (il massimo della multa arriva a ben 2500 sterline!). Dopo l’Olanda, la Germania diventa il secondo paese europea a decriminalizzare il possesso di “modiche quantità per uso occasionale”. In Italia viene tradotto il voluminoso saggio sulla cannabis scritto da Lester  Grinspoon nel 1971 : “Marijuana” (Milano, Urra edizioni). L’olandese  Ben Dronkers fonda la “Hemp flax”, compagnia dedicata alla produzione e commercializzazione della canapa industriale: iniziando con 140 ettari, la Hemp flax ebbe il grande merito di reintrodurre la coltivazione industriale di canapa in Olanda, tramite lo sviluppo ed il successivo brevetto di nuove macchine specializzate nella raccolta della canapa. Sempre in Olanda, la settima edizione della Cannabis Cup vede il trionfo della Sensi Seeds, che con la nuova “Jack Herer” (in onore di colui che contribuì in modo decisivo alla riscoperta della canapa) sbaraglia la concorrenza! Migliore coffeeshop è la “Greenhouse”, che fa incetta di coppe nelle nuove categorie “Bio Cup” (con la varietà “Citral Skunk”) “Hydro Cup” (grazie alla celeberrima “Master Kush”) e “Hash Cup” (riceve il premio per l’ “Indian Charas Malana”). Ormai la manifestazione ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo, tanto che il New York Time scrisse un lungo articolo sull’evento, mentre la televisone Giapponese (paese con una durissima legge antidroga) le dedicò una trasmissione-documentario di un’ora!

 

1995

 

In Olanda, Ben Dronkers, presidente della Hemp Flax, fonda la Sensi Seeds Bank, una delle migliori banche del seme di cannabis medicinale. Nei coffe shop di  Amsterdam si cominciano a vedere i primi equipaggiamenti per la produzione di hashish “locale”. In Inghilterra il canale televisivo “Channel 4”  dedica un intero programma sulla cannabis: si intitola “Pot Night”, e parla di cannabis all’intera nazione per un totale di ben otto ore! La risposta della BBC non si fece attendere, ed iniziarono a fioccare programmi e dibattiti televisivi contrari a qualsiasi decriminalizzazione.

In Germania, mentre fervono i preparativi per la prima edizione del “Cannabusiness”, storica fiera della canapa tedesca,  escono i primi numeri delle riviste “Hanf!” e “Grow”, mentre a Lione, in Francia, l’associazione no-profit “La Maison du Chanvre” pubblica “Les echos du Chanvre”, una interessante rivista stampata su bellissima carta di canapa, contenente   informazioni riguardanti la storia e gli utilizzi della canapa, con approfondimenti sulla scena transalpina.

A Cristiania, in Danimarca, la vicenda della vendita di hashish in “Pusher street” arriva ad una soluzione: sarà ancora possibile la vendita, ma dietro il pagamente di una tassa.

In Italia il centro sociale milanese Cox 18 pubblica “Canapa. Benefici, potenziale economico e proibizione” di Franco Casalone (dedicato alle potenzialità economiche  della canapa) e, in collaborazione con una casa editrice di Amsterdam, “Il canapaio. Tecniche agronomiche”, testo base per la coltivazione di cannabis in esterno.Stampa Alternativa fa uscire , per la collana “millelire” il saggio di Daniele Pomelli “Storia della canapa indiana: breve ma veridica”, interessante viaggio nella storia della cannabis. Il leader radicale Marco Pannella rilancia la campagna per la legalizzazione delle droghe leggere, per la quale giace, da oltre 3 anni, in Parlamento, una proposta di legge di iniziativa popolare del CORA. Durante la campagna di raccolta firme per un nuovo referendum su questo tema, in diverse occasioni Marco Pannella distribuisce gratuitamente e pubblicamente hashish. La prima di queste azioni nonviolente si svolge a settembre nel popolare mercato domenicale di Porta Portese. A dicembre Pannella, durante la trasmissione televisiva "L'Italia in diretta", consegna alla conduttrice Alda D'Eusanio 200 grammi di hashish.

Nel Luglio di questo anno si celebra a Milano una “10 giorni antiproibizionista”, chiamata “Piantiamola dappertutto!” Si inizia al centro sociale Conchetta , con la tre giorni "Marijuana e altre storie" ; un grande sucesso di pubblico, tra sapienti giornate di dibattito e intrattenimenti sulla coltivazione della canapa. Al Leoncavallo invece lo stesso tema - i possibili percorsi legislativi e culturali per arrivare alla legalizzazione delle droghe leggere – rimase al centro di un programma fitto di spettacoli e dibattiti lungo una intera settimana. Sempre nei centri sociali nostrani comincia a girare la prima edizione del calendario “THC”, che vi permette di passare un anno in compagnia di foto di piante lussureggianti e di interessanti notizie sulla storia della canapa.

In Germania Marcus Storz,  a cui non piace il tabacco e nemmeno gli piace fumare, legge un articolo riguardante la possibilità di assumere cannabis tramite inalazione. Con un’asciugacapelli ed una ampolla di vetro, nasce il primo vaporizzatore rudimentale. Dopo cinque anni di studi e ricerche, nascerà il vaporizzatore “Volcano”, uno dei migliori strumenti per assumere cannabis ad uso terapeutico!

L’ottava edizione della Cannabis Cup registra la vittoria della “Greenhouse” con la famosissima varietà “White Widow”. Miglior Coffeeshop sarà il “De Dampkring”, la Greenhouse vincerà sia la “Bio Cup” (sempre per la White Widow”) che la “Hydro Cup” (per la “Kali Mist”) mentre l’”Hash Cup” sarà vinta dal coffeeshop “Bluebird” per il celestiale “Nepalese Temple Balls”. La “Sensi Seeds” sarà eletta migliore produttrice di semi. Questa edizione vede una incredibile partecipazione di pubblico, con 1500 giurati, 21 coffeshop in gara, due varietà provenienti dagli Statiuniti, una dal Canada ed una dalla Svizzera. Cinque la compagnie di semi: Sensi Seed Bank, Dutch Passion, Serious Seeds, Sagarmatha Seeds e Seeds od Courage. Altra novità dell’anno è il primo CD ROM sugli usi ed i costumi della cannabis (dall’uso industriale ai coffeeshop) : “The Amsterdam Marijuana Guide”.

 

1996

 

Nell’estate del 1996 esce il numero 0 di “Cannabis”, la nuova rivista italiana tutta dedicata alla canapa, edita dalla Nautilus di Torino.Della stessa casa editrice è il saggio di Giorgio Samorini “L’erba di Carlo Erba. Per una storia della cannabis indiana in Italia (1845-1948)” a cui dobbiamo la riscoperta di documenti inediti che fanno luce sull’utilizzo della cannabis nella medicina italiana del secolo scorso. Il 15 gennaio vengono depositate oltre 500.000 firme sul referendum per la legalizzazione delle droghe leggere. La Corte Costituzionale rigetta una eccezione di costituzionalità sulla legge sulla droga, in ordine alle norme sulla cannabis, sollevata da uno dei giudici responsabili dei procedimenti contro Pannella, e dichiara inammissibile il referendum sulla droga e motiva la sentenza con il vincolo costituito dalle Convenzioni. Al Centro sociale Leoncavallo di Milano (dal 4 al 20 Luglio) si tiene la seconda edizione di “Legalize it”, ormai diventato un vero e proprio appuntamento fisso per l’antiproibizionismo nostrano. A Novembre lo stilista Armani lancia la propria linea di abbigliamento in canapa. A Tortoreto (Pescara) i carabinieri dei Nas di Pescara effettuano il primo sequestro di birra alla canapa “Cannabis”, rinviando a giudizio produttori ed importatori della bevanda, ed elevando multe per circa un miliardo di vecchie lire. Alla fine, come era ovvio, nessuna traccia di THC nella birra. Intanto in quasi ogni angolo di città italiana fa capolino l’altamente stonante marijuana “albanese”, che la leggenda vuole sia addizionata con ammoniaca, pestici o valium. A Bologna consumatori e simpatizzanti della cannabis si associano in un movimento che intende lottare per il libero uso di tutte le piante, e che si fa chiamare “Libera Maria Sativa”. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nel 1996 le piante di marijuana sequestrate in Italia sono state 491.390, soprattutto in regioni come Emilia Romagna, Calabria, Sicilia e Trentino.

In Olanda, la nona edizione della  Cannabis Cup vede il trionfo del coffeeshop “De Dampkring” (letteralmente: “anello di fumo”) che oltre alla Coppa principale vince anche il premio come miglior coffeshop,  la “Bio Cup”  (per la varietà “White Russian”) e la “Hash Cup” ( per il “Moroccan Premier”). La “Hydro Cup” (“Northern Lights 5 x Haze-Mist”) e la nuova “Dutch hash cup” (“White Widow Pollen”)  vanno alla “Greenhouse”. Migliore banca dei semi: Sensi Seeds.

Il 5 novembre in California viene votato con successo un referendum (a sostegno del quale erano state raccolte più di 750mila firme) per permettere l’uso della cannabis come medicinale

 

1997

 

Il quotidiano britannico “The Independent” lancia una campagna nazionale per la decriminalizzazione della cannabis, e dichiara di sperare molto nel neoeletto governo laburista. Purtroppo le loro speranze rimasero deluse, ma riuscirono comunque ad organizzare una grande manifestazione antiproibizionista nel Marzo dell’anno seguente. Oggi questa manifestazione è diventata un evento annuale, anche se non viene più organizzata direttamente dal giornale. Nell’edizione del decennale, la “Cannabis Cup” vede un nuovo trionfo del coffeeshop “Dampkring”, questa volta con la varietà “Peacemaker” (che vince anche nella categoria “Bio”) e “C5” (nella categoria “Dutch hash Cup”). La Grrenhouse vince il titolo di miglior coffeeshop, oltre che alla “Hydro Cup” per la “Super Silver Haze” e alla “Hash Cup” per il “King Hassan”. La coppa per i migliori semi va alla “Homegrown Fantaseeds”.

In Italia I radicali attuano una serie di disobbedienze civili con distribuzioni pubbliche di hashish. Decine di militanti e dirigenti vengono prima fermati e poi arrestati: è la "strada" nonviolenta alla legalizzazione delle droghe. Marco Pannella è stato condannato per la manifestazione di Porta Portese e assolto per la cessione in diretta tv durante la trasmissione "L'Italia in diretta". A Milano il centro sociale Leoncavallo pubblica “Canapa: la rinascita della cannabis”dell’autrice francese Michka. A Bologna domenica 6 Aprile Piazza Maggiore ospita la prima Festa della Semina della Canapa, organizzata da gruppi attivisti antiproibizionisti di città e provincia. In un clima di festa e di entusiasmo viene distribuito gratuitamente  materiale informativo sulla canapa, unitamente a tantissimi semi di canapa. A Milano il 29 novembre si tiene un grande corteo antiproibizionista con 5000 persone e lo slogan “Sprigionare i corpi liberare le intelligenze”.

In Canada  viene pubblicato il libretto “The Hemp manifesto”, indicante i “101 modi in cui la canapa può salvare il pianeta”.

 

1998

 

A Gennaio la Svizzera conosce la sua prima “Canna Swiss Cup”: ovviamente molto diversa lalla versione originale olandese, vede il trionfo della varietà “Walliser Queen”, della Valchanvre del noto attivista antiproibizionista  Bernard Rappaz. In Francia, il “Movimento di Legalizzazione Controllata” (MLC) insieme a 10 pazienti inoltra inutilmente la richiesta di importazione di 10 chili di “Walliser Queen” da utilizzare per scopi terapeutici.

Durante le olimpiadi invernali a Nagano (Giappone) il canadese Ross Rebagliati, medaglia d’oro nello snowboard, viene trovato positivo alla cannabis. Il Comitato Olimpico Internazionale prima toglie  poi restituisce la medaglia, stabilendo che la cannabis non è da considerarsi doping.

La “Super Silver Haze” della “Greenhouse” vince l’undicesima edizione della Cannabis Cup di Amsterdam, oltre che al premio come miglior coffeeshop, la “Bio Cup” (per la varietà “El Nino”), “Hydro cup” (“Super Silver Haze”), “Hash cup” (“King Hassan Elite”), “Dutch Hash Cup” (“Shanti Baba”) e, per concludere, la Seed Cup per la migliore qualità di semi. Alla Sensi Seeds va la “Expo Cup”. In polemica con gli organizzatori, a questa edizione non partecipa il coffeeshop “De Dampkring”, dominatore delle ultime edizioni, ritenendo che la manifestazione abbia assunto un aspetto eccessivamente commerciale.

La Pollinator (azienda olandese creatrice dell’omonimo metodo di estrazione della resina) lancia sul mercato un nuovo sistema di estrazione della resina, stavolta mediante il ghiaccio: ecco l’Ice-o-Lator!

In Italia  viene inaugurato l’Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa a Carmagnola (Torino) mentre in provincia di Forlì si registra la prima sentenza favorevole all’uso religioso di cannabis: un seguace della religione rasta  è stato assolto dall’accusa  di detenzione di un chilo di cannabis perché “strettamente conforme alla propria concezione e filosofia di vita”. Durante la manifestazione “Ecomoda” viene presentata la prima collezione d’abbigliamento in canapa

 

1999

 

A Milano da una costola del Centro Sociale Leoncavallo apre “Biosfera”, il primo grow shop italiano. Ad Amsterdam è di scena la “Super Silver Haze”, che fa vincere alla “Greenhouse” l’ennesima “Cannabis Cup” della sua storia. Miglior Coffeeshop l’indianeggiante “De Rokerij”; la Paradise Seeds vince nella categoria “Indica Cup” (con la varietà “Sensi Star”) la “Jack Herer” della Sensi Seeds vince la “Sativa Cup”, mentre il coffeeshop “Dutch Flowers” vince la “Hash Cup” con la varietà “Unique”. Altre coppe: la “Cyber cup” va alla varietà “Sunburst” del “Barney’s breakfast Bar”; la “Glass Cup” va alla “African Hash” per la “Samourai dragon skin”; miglior prodotto della fiera il vaporizzatore della “Vaportech”, mentre le “Expo Cup” va alla Sensi Seeds. Secondo un censimento del Trimbos Institute, nel 1999 si contano 900 coffeeshop sul territorio olandese. Le città con maggiore densità sono Amsterdam (che ne conta 288), Rotterdam (70), Utrecht (20) e l’Aja (70). Contrariamente a quello che si può credere, circa l’ ’80% dei comuni olandesi non ha nemmeno un coffeeshop.

In Svizzera si tiene la Prima giornata Svizzera della Canapa: una specie di stand collettivo organizzato esclusivamente da produttori di canapa svizzeri.

2000

 

 

 

In Inghilterra, dopo quattro anni di repressione nei confronti della cannabis da parte del partito del primo ministro Tony Blair, l’opinione pubblica comincia a mutare. A settembre il partito conservatore dichiara che la legalizzazione della cannabis sarà una delle tematiche da affrontare nell’immediato futuro.

 

 

 

 

 

 

A Wolsfburg, In Germania, in occasione della fiera BIORESOURCE HEMP 2000, viene fondata la “Associazione europea per la canapa industriale” (EIHA), una unione informale di aziende di prima trasformazione della canapa Nell’Unione Europea.  

 

 

Sempre in Germania, a Tuttlingen, in novembre vengono venduti i primi esemplari di un prodotto rivoluzionario: il vaporizzatore Volcano!

 

 

La “Blueberry” del coffeeshop “Noon” vince la tredicesima edizione della Cannabis Cup. Miglior coffeeshop: “De Rokerij”. La ”Blueberry” della “Dutch Passion” vince la “Indica Cup” la “Kali mist” della “Serious Seeds” primeggia nella “Sativa Cup”; miglior prodotto il grinder in legno della “Sweet Leaf”.

Per quanto riguarda l’Italia, il 29-30 Gennaio in provincia di Pisa (località “Rosa di Terricciola”) apre i battenti il “Centro Culturale Canapa” con esposizione permanete sugli utilizzi possibili della canapa., mentre  ad Aprile apre “Foglie d’erba”,  primo head & grow shop di Bologna!

 

 

 

 

 

 

 

Giancarlo ArnaoA Novembre, durante i lavori della  terza conferenza nazionale sulla diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope che si è tenuta a Genova nasce il Movimento di Massa Antiproibizionista (MDMA) per rivendicare una radicale contrapposizione alle politiche proibizioniste e al loro drammatico fallimento. Il 14 Novembre purtroppo muore Giancarlo Arnao, storico antiproibizionista italiano.

In Svizzera la Seconda giornata Svizzera della Canapa vede diventare quella che l’anno prima era solamente uno “stand collettivo”  una piccola fiera a cui partecipano un pò tutti i canapai svizzeri.

 

 

 

 

 

 

 

2001

 

A giugno la polizia britannica inizia l’esperimento di Lambeth (quartiere a sud di Londra): in pratica fino a nuovo ordine chi verrà trovato in possesso di cannabis non subirà alcun procedimento penale: in pratica la polizia non deve più perdere energie per contrastare le cosiddette “droghe leggere”, e può dedicarsi interamente alla repressione delle droghe pesanti. Visto il successo dell’esperimento, la proposta di legalizzazione della cannabis inizia a prendere corpo, e i suddito di Sua Maestà iniziano a sperare che davvero qualcosa possa cambiare. Il 23 ottobre il segretario di Stato inglese David Blunkett propone la riclassificazione della cannabis da sostanza di classe “B” a sostanza di classe “C”, rendendo di fatto il solo possesso di cannabis non passibile di arresto.  

 

 

 

 

A Stockport (UK) il 15 settembre  Colin Davies, fondatore della Medical Marijuana Cooperative, ed il suo socio, l’olandese Nol van Schaik apre il “Dutch Experience”, il primo cannabis-cafè britannico: scopo dell’iniziativa è quello di fornire cannabis ai malati di clerosi multipla che si rifiutano di rivolgersi al mercato nero. Davies viene immediatamente arrestato per “possesso di droga finalizzata alla vendita”. Venne rilasciato dopo poche ore, ed il locale riaprì al pubblico. Rimase aperto per un paio di mesi: alla fine Davies venne arrestato e rimase in carcere 7 mesi senza che fosse stato celebrato alcun processo. Tra le persone arrestate nell’occasione, figura anche il deputato europeo Marco Cappato (partito radicale – lista Emma Bonino).

 

 

 

 

 

 

 

 

In Italia, nell’ottobre di questo stesso anno, il vice-presidente del consiglio e leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, lancia la nuova linea di attacco alla droga: niente distinzioni fra droghe leggere e pesanti, tutte le droghe fanno male. In pratica, si cerca di rovesciare l’esito della consultazione referendaria del ’93. Esce il primo numero di “Illecito”, rivista italo/svizzera sulla cultura della droghe. Nasce il nuovo soggetto politico organizzato dei radicali, "Radicali Italiani", movimento liberale, liberista, libertario e quindi antiproibizionista. Intanto un po’ in tutta Italia cominciano ad aprire negozi “tuttocanapa”, e di conseguenza il pubblico italiano inizia a conoscere meglio la nostra pianta preferita! Oltre agli usi “ludici” , inizia a fiorire anche la conoscenza della pianta  come produttrice di cosmetici o di capi di abbigliamento, Per quanto riguarda la cosmesi a base di cannabis in Italia a Villafalletto (Cuneo) è già attiva Verde Sativa, azienda pioniera nel settore, mentre su internet troviamo  il sito Indica.it con cosmetici, creme, oli, e informazioni sulla canapa. Nel campo dell’abbigliamento si distinguono “Fatti di Canapa” a Napoli e “Omnia Tempore” in provincia di  Modena.  Intanto, sentenza a sorpresa della corte di Roma, che proscioglie perché “il fatto non costituisce reato” Pietro Chiellini, fermato due anni prima all’aeroporto di  Fiumicino con un grosso quantitativo di hashish, usato per curare gli spasmi dell’epilessia. Il tribunale riconosce quindi il diritto all’uso terapeutico della cannabis! Stesso tenore per una nuova sentenza emessa a novembre dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze, che proscioglie una signora toscana dall’accusa di coltivazione di piante di cannabis  a fini di spaccio: le piantine servivano per fabbricazione di sciroppi ad uso terapeutico.

 

 

Secondo un sondaggio Usa Today/CNN, il 34% degli statunitensi sarebbe favorevole alla legalizzazione della marijuana.. E’ la percentuale più alta dal 1969. Grayson Sigler, musicista e compositore di Hampton (U.S.A.), alla scopo di promuovere una campagna di informazione pubblica sui benefici della canapa, attraversa gli States a bordo della sua automobile (una mercedes del 1983, in seguito ribattezzata “Hemp Car”) usando come carburante una miscela di semi di cannabis. In media, riusciva a percorrere 27 miglia con un gallone di “benzina”, come una normale macchina diesel. Lo stato del Nevada concede a sei cittadini (protetti dall’anonimato, e dietro presentazione di referto medico che ne attestasse le finalità mediche) di poter fumare cannabis a scopo terapeutico. Non possono essere perseguiti per possesso, uso e coltivazione di piccole quantità, ma non sono protetti nei confronti delle  leggi federali.

 

 

 

 

In Jamaica, la “National Ganja Commission” si pronuncia a favore della decriminalizzazione dell’uso personale e privato di ganja (cannabis)  e dell’uso religioso della “pianta sacra”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come ogni anno, ad Amsterdam si tiene una nuova edizione della Cannabis Cup: questa volta vince la “Sweet Tooth” dell’ottimo coffeeshop “Barney’s Breakfast Bar” (che sempre per la stessa varietà si porterà a casa anche la “Dutch Hash Cup”). La Greenhouse” è ancora una volta il miglior coffeeshop.

 

 

 

 

 

 

 

Edizione vincente anche per la “Sagarmatha Seeds” (“Indica Cup” per la  varietà “Yumboldt”) “Katsu” (“Import hash cup” per “Crystal clear”) “Homegrown Fantaseeds” (“Sativa Cup” per la varietà “Blue Haze”) “The Flying Dutchmen” (“Glass Cup”). Migliori prodotti vengono dichiarati la cioccolata alla canapa della “Hemperium” (“Hemp Cup”) , ed il nuovo grinder in metallo della “Sweet Leaf” (“Product cup”). La “Sensi Seeds” vince la “Expo Cup”.

In Germania si tiene il primo Congresso Internazionale sulla Cannabis in Medicina (Berlino, 26/27 ottobre) al quale parteciparono più di 80 medici provenienti da dieci paesi (tra cui Germania, USA, Inghilterra, Israele, Italia, Spagna, Svizzera).

 

 

In occasione della “Terza giornata della canapa” in Svizzera si apre la prima edizione del “Cannatrade”, fiera dedicata alla cannabis. Alla prima storica edizione parteciparono 65 espositori. Sempre in territorio elvetico, il 13 dicembre il Consiglio degli Stati all’unanimità compie un passo fondamentale per la depenalizzazione del consumo personale di cannabis e derivati: la coltivazione e la vendita di derivati di cannabis viene autorizzata, anche se a precise condizioni: vendita di quantità limitate e solo ai maggiorenni). Alla base del provvedimento ha giocato un ruolo fondamentale la convinzione della relativa innocuità della cannabis rispetto a droghe legali quali tabacco e alcool. Si stima che al momento siano 87mila gli svizzeri che quotidianamente fumano cannabis. .

 

2002

 

Ad Amsterdam si celebrano i 30 anni dall’apertura del primo coffeshop. Il modello olandese di riduzione del danno si è dimostrato come il modo migliore per affrontare un problema di livello mondiale, quello del controllo dell’uso (e dell’abuso) delle sostanze stupefacenti. Senza contare il fatto che la fuoriuscita del consumo dall'area della clandestinità ha consentito, fra l'altro, un attento monitoraggio del fenomeno, permettendo la raccolta di una mole di informazioni al riguardo che non ha pari in Europa. La 15ma edizione della Cannabis Cup vede il successo della “Morning Glory” della “Barney’s  Breakfast Bar”, che vincerà anche il titolo  come miglior coffeeshop. Altri premi: “Indica Cup” alla “hemp Works” per la varietà “The Hog”, “Sativa Cup” per la Sensi Seeds (“Mother’s Finest”) e “Hash Cup” per la “Royal Cream” del coffeeshop “The Old Church”. Miglior prodotto (ancora una volta) i favolosi  grinders della “Sweet Leaf”. La “Sensi Seeds” vince la “Expo Cup”.

In Danimarca, continuano i tentativi del governo centrale per arrivare allo sgombero di Cristiania: gli abitanti del quartiere rispondono colpo su colpo alle provocazioni, con tenacia ed umorismo (ad esempio, alla richiesta di rendere meno visibili le bancarelle dove veniva venduto hashish, i christianiti risposero coprendo le stesse con militarissimi teli mimetici)

In Canada diventa legale la cannabis terapeutica: da fine luglio i canadesi affetti da malattie croniche o terminali possono richiedere regolare licenza per coltivare cannabis ad uso terapeutico. In Svizzera la IV Giornata della Canapa vede la II edizione della fiera Cannatrade : 115 espositori, per 11mila visitatori.

Per quanto riguarda l’Italia, il 4 Maggio a Roma si tiene (per la prima volta nel nostro paese) la “Million Marijuana March”, una marcia antiproibizionista, una specie di "Marijuana Day": Ci sarà un corteo "colorato e sonoro, per la difesa e la liberalizazzione della più innocua e divertente delle piante medicinali che la natura abbia messo a disposizione del genere umano". A promuoverlo i quotidiani "il Manifesto" e "Liberazione", con una serie di associazioni antiprobizioniste, centri sociali, esponenti del mondo della politica, della cultura e la Comunità San Benedetto al Porto di don Gallo.
 

 

 

Il 29 luglio nasce il sito internet Antiproibizionisti.it, che si autodefinisce “Associazione Radicale Antiproibizionista Telematica sulla droga, sulla scienza, sul sesso, su tutto, per la lotta contro tutti i fondamentalismi.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stampa Alternativa pubblica il libro (a cura dell’ACT - Associazione Cannabis Terapeutica) “Erba Medica – usi terapeutici della cannabis”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2003

 

La Greenhouse vince un’altra volta la Cannabis cup (oltre al titolo come miglior coffeeshop), la migliore varietà si chiama “Hawaiian Snow”. Altre varietà premiate: la “Mk Ultra” della “TH Seeds” (“Indica cup”), la “White Haze” della “White label Seeds” (“Sativa Cup”) Migliori Hashish sono lo “Seheresade Sticky” del coffeeshop “De Dampkring” (“Import Hash Cup”) e l’”Helter Skelter Ice” del “Barney’s Breakfast bar” (“Dutch Hash Cup”). Alla Sensi l’ennesima “Expo Cup”. Miglior prodotto il vaporizzatore “Volcano” della ditta tedesca “Storz & Bickel”. Nell’ambito della “5° Giornata della canapa”, terza edizione del Cannatrade in Svizzera (che conta già più di 150 espositori e più di 10mila visitatori).

<!--[if !vml]--><!--[endif]-->In Italia Stampa Alternativa pubblica “La marijuana fa bene, Fini fa male” riedizione del testo originale di Blumir del 1993, con un capitolo sui recenti sviluppi delle leggi proibizioniste in Italia.

 

2004

 

A Gennaio finalmente il governo inglese riclassifica la cannabis da droga di classe “B” a sostanza controllata di tipo “C”. Purtroppo successivamente la legge riguardo le sostanze contenute nella classe “C” viene a sua volta cambiata, tanto da far ritornare tutto (o quasi) come prima. Il governo inglese spende un milione di sterline per una campagna informatica che ricordi alla popolazione che nulla è cambiato,  e che la cannabis rimane ancora illegale.

Ad Amsterdam la consueta Cannabis Cup premia ancora una volta il “Barney’s Breakfast Bar”, che fa incetta di trofei: la sua varietà “Amnesia Haze” vince la coppa per la migliore varietà (la vera e propria “Cannabis Cup”),  mentre andranno al “Barney’s” anche la “Import Hash Cup” (per il “Caramella Cream”), la “Dutch Hash Cup” “(per il “Barney Rubble”) e la “Expo Cup”. La “Greenhouse” trionfa nella categoria “People’s cup” con la “Arjan’s Haze” (da segnalare il secondo posto del Dampkring con la nuovissima “New York City Diesel”). La Sativa Cup va alla “Love Potion #1” della “Reeferman Seeds”, la “Indica Cup” va alla “God Bud” della “B.B. Bud Depot”.

A Christiania, in Danimarca, i venditori di hashish decidono di sgomberare l’area in “Pusher street” (continuando però nella vendita “porta a porta”),  nel tentativo di convincere il governo centrale a mantenere in vita la “Città Libera”. Prima della demolizione, il Museo Nazionale di Danimarca ottenne di entrare in possesso di uno degli stands più colorati, che ora può essere ammiratola tutti, esposto insieme alle altre “opere” di valore nazionale  Ma la tregua fu breve, di lì a poco, i raid della polizia nel quartiere hippy  si intensificheranno sempre di più. Ovviamente, nel rispetto della legge danese, non sarà più permesso vendere hashish liberamente.

In Svizzera quarta edizione del Cannatrade (6° “Giornata della Canapa”): 164 espositori provenienti da 15 paesi, con un grande successo di pubblico. Si contano infatti più di 14mila visitatori.

Il 20 Giugno esce il primo numero in lingua italiana di Soft Secrets, rivista olandese dedicata alla cannabis, conosciuta anche da noi per il fatto di essere regalata all’interno dei coffeeshop di Amsterdam. Viene distribuita in tutta Italia tramite canapai, grow shop, centri sociali e volontariato alle manifestazioni.

 

2005

 

In Aprile, la fiera della canapa svizzera “Cannatrade” festeggia il suo quinto compleanno. Finalmente anche l’Italia organizza una fiera sulla cannabis: “Cannabis Tipo Forte” va in scena a Pescia, in Toscana., il 19-20 Marzo. Seppur lontano anni luce dai fasti della “Cannabis Cup” olandese, la fiera  in questione ha il merito di   colmare un vuoto, di iniziare a parlare di canapa e di antiproibizionismo cercando di allineare l’Italia al resto dell’Europa, dove il dibattito antiproibizionista è decisamente ad una fase più avanzata rispetto alla nostra. Le ditte presenti furono:  Assocanapa, SweetHemp, Indoorline, Filo D'erba e Hemporium, Semitalia, ENjOINT, Antiproibizionisti.it,  Foglie D'erba, Cyberia, Elephantsbooks, Ganjamaica, Hemporio e gli stranieri Green House Seed Co., Pollinator e Dipse.

 

 

 

 

 

A Luglio, in occasione della nuova edizione estiva del Rototom Sunsplash viene presentata un nuova rivista dedicata agli stili di vita alternativi. Edita da Stampa Alternativa e in collaborazione con IndePeople ed il sito internet Enjoint.com: l'intento di questo nuovo progetto e' quello di realizzare una pubblicazione che tratti del mondo della canapa (dalla coltivazione all'utilizzo ludico, tessile, industriale e medicale). Alla fine del mese viene sequestrato il sito internet Marijuana.it.

 

 

 

 

A Christiania si registra la più brutale operazione di polizia degli ultimi anni (per quanto riguarda la pacifica Danimarca) nella quale vennero arrestate più di 100 persone. Inevitabilmente, la vendita di hashish si sposta in altre parti di Copenaghen, dove però vengono vendute anche droghe pesanti (che a Christiania erano bandite). Inizia il lento declino della zona, e stavolta Christiania rischia davvero di scomparire per sempre!

Alla Cannabis Cup di Amsterdam ennesimo trionfo del “Barney’s” con la nuova varietà “Willie Nelson” (che vince la coppa principale), e la  “Caramella Cream”(che primeggia nella “Import Hash Cup”). Al Coffeeshop “De Dampkring” va la “Dutch Hash Cup” per la varietà “Water works”; la “Soma Seeds” vince la “Indica Cup” con la varietà “Lavender”, la “DNA Genetics” vince la “Sativa Cup” con la varietà “Martian Mean Green”. Prodotto dell’anno il vaporizzatore “Vapezilla”, della statunitense “Wicked Roots”.

Intanto si calcola che negli Stati Uniti al Luglio 2005 siano stati arrestati 10 milioni di persone per reati connessi alla marijuana.

 

2006

 

Negli Stati Uniti il festival HEMPFEST celebra la sua ventesima edizione. Sesta edizione invece per il Cannatrade (Svizzera).

Il governo  conservatore del Canada decide che non legalizzerà le droghe leggere. Si pone così la  parola fine al dibattito aperto qualche anno prima dal governo liberale. Il premier ha fatto sapere che non verrà tollerato neppure il possesso di quantità modeste di sostanze stupefacenti. L'approccio del precedente governo  in materia era più leggero, e mirava soprattutto a tenere pulita la fedina penale dei giovani.

In Francia, un gruppo di studiosi dell’”Inserm” di Marsiglia scopre che i cannabinoidi possono indurre la morte di alcune cellule tumorali. L’esperimento è stato condotto su topi da laboratorio, ed indispensabile per attivare l’azione antitumorale del THC si è rivelata la proteina dello stress p8.

All’inizio di maggio in Messico il parlamento approva una legge che legalizza il possesso di piccole quantità di stupefacenti. In base alle nuove regole, non sarà considerato reato il possesso di eroina fino a 25 milligrammi, quello di marjuana fino a 28,3 grammi mentre per la cocaina il limite massimo consentito è stato stabilito a mezzo grammo. La nuova legge legalizza anche il possesso di piccole dosi di Lsd, funghi allucinogeni, amfetamine e peyote.

In Italia la situazione sembra precipitare in una pericolosa spirale proibizionista: entra in vigore il famigerato DDL Fini-Giovanardi. In pratica non esistono più distinzioni tra droghe “leggere” e “pesanti” e, come tiene a precisare il vicepremier Gianfranco Fini, primo firmatario della legge in questione: “ il cittadino non ha più il diritto di assumere sostanze stupefacenti”. (!!! )

A Torino nasce “Critical Grass”, un movimento che intende dare vita ad un Partito della Canapa. L’ 11 Marzo sono migliaia i giovani che partecipano a Roma alla manifestazione contro la legge sulla droga, una mobilitazione voluta dal movimento antiproibizionista e che ha schierato almeno trenta camion addobbati con enormi spinelli fumanti proprio per dire no alla nuova normativa sul consumo di sostanze stupefacenti. Il movimento di massa antiproibizionista ha sottolineato piu’ volte il pericolo rappresentato dalla legge e che prevede pene da 6 a 20 anni per la detenzione di qualunque sostanza compresa la cannabis, equiparazione tra droghe leggere e pesanti e, di fatto, tra spaccio e consumo, nonche’ l’agevolazione delle comunita’ terapeutiche private a scapito del servizio pubblico.

Per di più, dal 1° Aprile entra in funzione, in provincia di Imperia il 'droga test' sulla saliva. Il test, che vede la provincia di Imperia pilota per tutto il Nord Ovest, viene eseguito dal personale medico della Polizia di Stato, nell'ambito del programma di prevenzione delle stragi del sabato sera. L'obiettivo e' di stabilire se l'automobilista fermato abbia fatto uso di sostanze stupefacenti. In pratica il candidato viene invitato ad apporre sulla lingua tre striscioline di carta imbevute di una sostanza reattiva. A seconda della reazione cromatica sara' possibile stabilire se ha fatto uso di sostanze cannabinoidi, oppiacei, anfetamine o altro ancora.

A pochi giorni dalle elezioni, il ministero della Salute rende note le Tabelle: viene fissato il liimite di 500 mg di cannabis, corrispondenti a 5 grammi lordi e a circa 20 spinelli. Chi detiene una una quantità di sostanza stupefacente  superiore, è da considerarsi uno spacciatore, e deve finire in galera! Tutto questo senza che sia stata avviata dal governo una campagna di informazione per avvertire la cittadinanza della nuova legge, passata vergognosamente di nascosto all’interno di un decreto legge per trovare fondi e combattere il doping durante le olimpiadi invernali  che si sono tenute a Torino.

Subito dopo le elezioni politiche che sanciscono la risicata vittoria della coalizione di centrosinistra,  cinque giunte regionali (Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Umbria e Liguria) approvano una delibera mediante la quale si propone il ricorso presso la Corte Costituzionale per sollevare l’illegittimità costituzionale della legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Il conflitto di attribuzioni si spiega alla luce dei contenuti del riformato titolo V della Costituzione che attribuisce alle regioni la competenza in materia di sanità. Nonostante la legge tratti temi attinenti alla salute delle persone le Regioni sono state del tutto esautorate dal dibattito politico e dalla discussione parlamentare sul disegno di legge. La Conferenza Stato-Regioni, infatti, non è mai stata convocata a riguardo.

Il 25 Aprile viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale dell’11 Aprile, che completa con le tabelle applicative la riforma del testo unico sugli stupefacenti. Il decreto, drammaticamente operativo dal 9 Maggio, determinerà la perdita della libertà per molti consumatori di queste sostanze in quanto se si superano le soglie massime previste dalle tabelle, si è quasi automaticamente accusati di spaccio (sanzionato penalmente con la reclusione).

 

Il 2,3,4 Giugno si tiene a Bologna la seconda edizione di Cannabis Tipo Forte, la fiera italiana dedicata alla cannabis.

 

 

 

 

 

 

 

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