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Nell’antichità, al tempo dei
Sumeri, viene coniato il termine K(a)N(a)B(a): questa parola
sumero-babilonese sta a significare “canapa”, ed entra di fatto
nel linguaggio comune dell’area indo-europea. Si tratta di una
delle parole più antiche della storia dell’umanità.
8000 – 7000 a.c. (Avanti
Cristo)
Intrecciando fili di canapa
l’uomo crea la prima forma di tessuto che si conosca.

6000 a. c.
Semi di canapa vengono usati
come cibo in Cina.

4000 a. c.
In Cina vengono usati
tessuti fatti di canapa. Sono stati trovati resti di fibra di
canapa risalenti a questo periodo, in Cina, mentre altri
ritrovamenti effettuati in Turkistan sembrano risalire ad un
secolo dopo.

2727 a. c.
Primo uso documentato della
cannabis come medicina nella farmacopea del dottor Shen Nung,
uno dei padri della medicina cinese: In ogni parte del mondo la
cannabis viene usata per combattere una grande varietà di
problemi di salute.
1500 a. c.
La cannabis viene coltivata
in cina sia per scopi alimentari quanto per ricavarne fibra.
Gli Sciti la coltivano invece soprattutto per ricavarne vestiti.

1200-800 a. c.
Il Bhang (un composto di
foglie secche , semi e fiori di cannabis) viene per la prima
volta menzionato nell’ “Atharva veda” (un testo sacro della
religione Hindu) come “Erba Sacra”, una delle cinque piante
sacre dell’India, dove viene utilizzata sia come medicinale sia
come offerta rituale al dio Shiva.

700-600 a. c.
Il profeta persiano
Zoroastro scrive lo “Zend-Avesta”, un antico testo religioso di
un centinaio di volumi, nel quale vengono catalogate più di
10.000 piante medicinali. La cannabis viene definita come il
“buon narcotico” .

700-300 a. c.
Tribù scite usano lasciare
semi di cannabis nelle tombe reali come offerta votiva agli dei.
500 a. c.
Secondo quanto scrive
Erodoto, vengono trovati resti della cremazione di una copia
sciita coperti da due piccoli teli; attaccato ad uno di questi
vi era una borsa di cuoio contenente semi di canapa. Il sito
funerario, scoperto sul finir degli anni ’40 del secolo scorso,
si trova a Pazryk, nel moderno Kazakistan. Nello stesso periodo,
sempre gli Sciiti introducono la canapa nel Nord europa: una
urna contenente foglie e semi di canapa risalente a tale periodo
viene ritrovata in Germania, vicino a Berlino.
500 – 100 a. c.
L’uso della canapa si
diffonde in tutto il nord europa. Nel
430 A.
C. Erodoto riporta l’uso (sia rituale che ricreazionale) di
cannabis da parte delle popolazioni Sciite.
100 -0 a. c.
Le proprietà psicotrope
della cannabis vengono menzionate durante la compilazione del
nuovo erbario “Pen Ts’ao Ching” (attribuito ad un imperatore del
2700 A.
C.)
0-100 d. c. (Dopo Cristo)
In
una tomba in Siberia vengono trovati contenitori in oro e vetro
contenenti hashish, coriandoli e sale. Nel 70 d.c.. Dioscoride
parla della cannabis come di un medicamento in uso nell’antica
Roma.
In Cina si inizia a
fabbricare la carta dalla canapa, fornendo così agli studiosi un
modo a buon mercato per preservare le informazioni. La scienza e
le conoscenze cinesi rimasero immensamente superiori rispetto a
quelle del resto delle popolazioni per almeno 1400 anni ancora;
questo è dovuto in parte al fatto che la Chiesa cattolica romana
proibì per più di mille anni la lettura e la scrittura.
500 – 600 d.c.
Il testo sacro ebreo Talmud
menziona le proprietà “euforizzanti” della cannabis. I Franchi,
i Germani ed i Vichinghi utilizzano largamente la fibra di
canapa, filandola su rudimentali telai.
800 d.c.
Il profeta islamico Maometto
permette l’uso della cannabis, ma proibisce l’alcool.
900 – 1000 d.c.
Mentre l’uso di cannabis si
sviluppa in territorio arabo, gli studiosi cominciano a
dibattere riguardo i pro ed i contro dell’assunzione di hashish.
1090 – 1256
A Khorasan, in persia,
Hasah ibn al Sabbah, “il vecchio uomo della montagna”, recluta
seguaci che commettano brutali assassini. La leggenda parla di
uno smodato uso di hashish (anche se tale uso non è
assolutamente certo) da cui tali uomini presero l’appellativo di
“hashishins”. Tali leggende sono una delle prime storie scritte
riguardo il potere inebriante della cannabis, oltre ad essere il
primo testo in cui si ipotizza l’uso di hashish.
12° secolo d.c.
L’usanza di fumare hashish
diventa molto popolare nella regione del Medio oriente. La
cannabis arriva per la prima volta in Egitto durante il regno
della dinastia Ayyubid, in occasione del massiccio afflusso nel
paese di devoti mistici provenienti dalla Siria.
1115
– 1221

Un altro dei primissimi
racconti inerenti l’uso di cannabis come inebriante è la
leggenda persiana del maestro Sufi Sheik Haidar che narra della
scoperta della cannabis fatta da Khorasan e la conseguente
diffusione della pianta in Iraq, Bahrain, Egitto e Siria. Sempre
nello stesso periodo (13° secolo, 1200 d.c. circa) risale la più
antica monografia riguardante l’hashish, il “Zahr akl-‘arish fi
tahrim al-hashish” (andato purtroppo perduto). In Spagna Ibn al
Baytar descrive le proprietà psicoattive della cannabis.
Intanto, commercianti arabi portano la cannabis in Africa, sulle
cose del Mozambico.
1150
I musulmani usano la canapa
per creare la prima carta prodotta in europa; le prime mappe del
continente sono fatte con robusta carta di canapa.
1231
L’uso di Hashish prende
piede in Iraq, durante il regno del califfo Mustansir.
1235
In Italia, a Carmagnola, il
mercoledì si tiene il mercato della canapa, degli stracci e di
altre mercanzie.
1271 – 1295

Durante i suoi viaggi, marco
Polo racconta la storia di Hasan ibn al- Sabbah e dei suoi
efferati assassinii compiuti sotto l’effetto dell’hashish. Viene
riportato l’inizio dell’uso di cannabis in europa.
1378
L’emiro ottomano Soudoun
Scheikhouni emette uno dei primi editti contro l’uso di hashish.
1430-1431
Giovanna d’Arco viene
accusata di stregoneria per avere usato erbe malefiche (tra le
quali cannabis) e perchè è solita “sentire voci”.
1450

Viene impressa su carta di
canapa la “Bibbia di Gutenberg”, primo esempio di opera
stampata.
1484
Papa Innocenzo VIII
definisce la cannabis un sacramento malefico e satanico, ed
impone il nabdo papale su tutte le medicine contenenti cannabis.
1492
Cristoforo Colombo salpa
alla scoperta dell’America: le sue caravelle sono equipaggiate
con 80 tonnellate di vele e di corde in canapa.
1526

In Afghanistan Babur Nama,
primo imperatore nonchè fondatore dell’impero di Mughal, conosce
l’hashish.
1549
Schiavi provenienti
dall’Angola portano con sé cannabis nelle piantagioni di
zucchero nel nord-est del Brasile. A loro fu permesso di
piantare le loro piante di cannabis tra i filari di canne di
vimini, e di fumarle durante la mietitura. Sempre a metà del
secolo il poeta Mohammed Ebn Soleiman Foruli di Baghdad scrive
un poema epico , “benk u Bode”, nel quale allegoricamente viene
affrontata una battaglia dialettica tra il vino e l’hashish. Con
il nuovo secolo, l’uso di hashish. Alcool e oppio si fa strada
fra le popolazioni della occupata Costantinopoli.
1563

La regina d’Inghilterra
Elisabetta I ordina ai proprietari di almeno
60 acri
di terra di coltivare cannabis, pena una multa di 5 sterline.
1564

Re Filippo di Spagna ordina
di coltivare canapa in tutto il suo impero, che va dall’Argentuina
all’Oregon.
1606 – 1632
Francesi ed inglesi
coltivano canapa tessile nelle loro colonie a Port Royal (1606),
Virginia (1611) e Plymouth (1632). Verso la fine del secolo
l’hashish divenne uno dei carichi più trasportati tra le regioni
dell’Asia centrale e quelle dell’Asia del sud.
1619
La colonia di Jamestown, in
Virginia, pone le basi per la prima vera e propria legge sulla
marijuana, ordinando a tutti i contadini di coltivare piante di
canapa indiana. Leggi simili vengono promulgate in Massachusetts
nel 1631 e nel Connecticut l’anno seguente. La cannabis viene di
solito usata come merce da baratto, e durante i periodi di
carestia, i contadini rischiavano la galera per non coltivare
canapa. Alcuni coloni autorizzarono alcuni contadini a pagare le
proprie tasse usando cannabis come moneta !
1753

Linneo classifica
la
Cannabis Sativa.
1776

Le mogli di patrioti si
organizzano per produrre vestiti per le truppe di Washington,
utillizzando soprattutto canapa, grazie alla quale le truppe
riuscirono a non morire congelate in combattimento a Valley
Forge. Il 28 Giugno viene scritta (su carta di canapa
proveniente dall’Olanda)
la
Dichiarazione d’Indipendenza. Una seconda
versione (quella datata 4 Luglio) viene scritta anch’essa su
carta di canapa. La versione definitiva, firmata dai Fondatori
della nazione, venne in seguito copiata da questa seconda
versione su pelle d’animale.
1783

Lamarck classifica
la
Cannabis Indica.
1791
Il
16 Marzo Thomas Jefferson scrive sul suo giornale: “la
coltivazione di tabacco è pericolosa. Questa pianta spesso
danneggia i terreni. Ovviamente, è richiesto molto concime,
quindi altre coltivazioni ne vengono per forza private,
producendo poco nutrimento per il bestiame, così che il concime
usato non viene rimesso in circolo…. E’ un fatto assodato che
sia la canapa che il tabacco vengono coltivati negli stessi
terreni. Le coltivazioni devono innanzitutto servire alla salute
e alla protezione del paese. Il tabacco, decisamente inutile e
anche pericoloso, deriva il suo apprezzamento popolare dal
capriccio, e dalle tasse che vi sono associate. E’ utile
comparare le due piante: la canapa grezza necessita una maggiore
lavorazione rispetto al tabacco, ma essendo un materiale che si
adatta ai più svariati usi, diventa più importante per un vasto
numero di persone; per cui in un paese molto popolato, è da
preferire la cannabis al tabacco.”
1798

Napoleone scopre che la
maggior parte degli egiziani appartenenti alle classi più povere
usa abitualmente hashish, quindi decide di vietarne
drasticamente l’uso. Ma i suoi soldati, di ritorno in Francia,
portano con sé l’esotica tradizione…. Con il 19° secolo la
produzione di hashish si espande dal Turkistan russo a quello
cinese (Yarkand)
1807
Napoleone e lo zar Alessandro di Russia firmano
il Trattato di Tilset, con il quale si interrompe
l’approvvigionamento di canapa dalla Russia all’Inghilterra.
1809

Uno dei massimi arabisti,
Atonie Silvestre de Sacy, rivela l’etimologia delle parole
“assassino” e “hashishin”.
1812
Il 19 Giugno gli americani
dichiarano guerra all’Inghilterra dopo che quest’ultima li ha
privati di circa l’80% dei propri rifornimenti di canapa
provenienti dalla Russia. Napoleone invade
la Russia
per contrastare l’Inghilterra nel suo commercio illegale di
canapa russa.
1840

In America si possono
trovare preparati medici a base di cannabis, mentre l’hashish
inizia ad essere venduto nelle farmacie persiane. Nel Dicembre
di quello stesso anno Abramo Lincoln scrive: “ Proibire qualcosa
va oltre la ragione, perché con una legge si cerca di
controllare un desiderio dell’uomo, e si criminalizzano
atteggiamenti che non sono per niente criminali….Una legge
proibizionista contrasta i principi di base su cui il nostro
paese è fondato.”
1841

Il medico scozzese W. B. O’Shaunghnessy
mentre si trova a lavorare in India viene a conoscenza della
cannabis, e la introduce nella medicina occidentale. Nei
successivi 50 anni verranno scritti centinaia di articoli medici
riguardo le proprietà mediche della cannabis.
1843

A Parigi nasce il “Club
degli Hashishins”, conosciuto anche come l’”hashish eater’s
club” (il club dei mangiatori di hashish). Tra le personalità
che ne fanno parte spicca il nome del poeta Baudelaire.
1845
In Francia, il dottor Jean
Jacques Moreau de Tours da inizio alla scienza della
psicofarmacologia, utilizzando cannabis nella cura della
depressione e delle malattie mentali.
1847 
A Milano i più eminenti nomi
della classe medica dell’epoca (tra cui spiccano Carlo Erba,
Andrea Verga, Giovanni Polli e Filippo Lussana) iniziano a
sperimentare le proprietà terapeutiche dell’hashish.
1850
Negli Stati Uniti si contano
più di 8300 piantagioni di cannabis a scopo industriale (ognuna
di queste su un terreno di almeno
2000 acri).
L’hashish fa la sua prima apparizione in Grecia.
1856

Gli inglesi decidono di
tassare l’importazione di charas e di ganja dall’India.
1857

Viene pubblicato “The
hasheesh eater” di Fitz Hugh Ludlow. Ad Edinburgo viene
commercializzato un estratto particolarmente potente di cannabis
Indica, da usare come base per innumerevoli tinture.
1868

L'Egitto mette al bando il
consumo di cannabis. In seguito il governo egiziano sarà quello
che farà le maggiori pressioni alla Lega delle Nazioni per la
criminalizzazione della cosiddetta “marijuana”.
1870

L’hashish inizia ad essere
fumato anche in territorio greco. Iniziano ad essere piantate le
prime piante di cannabis della regione, mentre inizia a fiorire
il commercio di charas e ganja dall’India. La cannabis viene
inserita nella farmacopea statunitense come medicina dalle
svariate proprietà curative.
1876

A Philadelphia l’Esposizione
del Centenario celebra i primi 100 anni della nazione americana.
I visitatori della grande fiera sperimentano l’hashish nell’area
riservata alla Turchia.
1883

In ogni maggiore città
americana vengono aperte sale dove è possibile comprare e
fumare hashish. Stando a quando dice la polizia, si stimano
circa 500 di tali “sale” nella sola New York.
1887
In Italia, il professor
Raffaele Velieri porta avanti importanti ricerche sul valore
terapeutico della canapa coltivata in Campania: lo studioso
arrivò persino ad aprire un “gabinetto di inalazione” per la
cura dell’asma, dove i pazienti potevano inalare il fumo
prodotto dalla combustione della canapa.
1890
Sir Russell Reynolds,
medico personale della regina inglese Vittoria, prescrive
cannabis per alleviare il dolore delle “Reali mestruazioni”. Lo
stesso Sir Reynolds scrive un articolo sul primo numero della
celebre rivista medica “The Lancet”: “La cannabis, se
somministrata pura e con cautela, è una delle più importanti
medicine in nostro possesso.” Il dipartimento degli Interni
greco vieta l’importazione, la coltivazione e l’uso di cannabis
e hashish. Nello stesso anno l’hashish diventa illegale anche in
Turchia.
1893 – 1894
Vede la luce l’ “India Hemp
Drugs Commission Report”, mentre si stima che ogni anno circa
70/80.000 chili di hashish vengano legalmente importati in india
dall’asia centrale.
1895
La “Indian Hemp Drug
Commission” conclude i propri lavori sancendo che: la cannabis
non da alcuna dipendenza a chi la assume; possiede alcuni
provati usi medici, ed un numero maggiore di benefici per il
proprio uso “sociale”.
1898

Durante la guerra, i soldati
di Pancho Villa, assidui fumatori di cannabis si impossessano di
800.000
acri di foresta messicana di proprietà del
magnate americano dell’editoria William Randolph Hearst. Il
legname ricavato da queste terre veniva usato per produrre la
carta sulla quale venivano stampati i giornali dell’impero
editoriale di Hearst, il quale inizia una durissima campagna
(durata una trentina d’anni) contro gli ispanici, i latini ed i
messicani, descrivendo spesso e volentieri i messicani come
nullafacenti dedicati solo ad un folle consumo di cannabis.
1906
Passa la legge nota come “
Pure Food and Drug Act”, che regolamenta prodotti contenenti tra
l’altro alcool, oppiacei, cocaina e cannabis. La legge entra in
vigore il 1° gennaio del 1907. All’inizio del nuovo secolo
l’uso di fumare hashish è molto popolare in tutto il medio
oriente.
1910

In America si sparge la voce
di come, nei Jazz clubs di New Orleans, si faccia uso di droghe
pericolose. Si teme che questo possa avere una influenza
negativa anche sulla popolazione bianca.
1911
In Sud Africa, per
contrastare le antiche pratiche religiose della popolazione
indigena, la minoranza bianca dichiara illegale l’uso di
cannabis.
1912
Durante la prima Conferenza
Internazionale sugli Oppiacei si discute sulla possibilità di
mettere sotto controllo l’uso di cannabis.
1914
Il Congresso Americano emana
l’”Harrison Narcotics Act”, il primo tentativo di mettere sotto
controllo l’uso ricreazionale di droghe.
1915
Negli Stati Uniti la
cannabis inizia ad essere vietata per ogni uso non medico, a
partire dagli stati del sud-est, quali
la
California (1915), il Texas (1919), Lousiana
(1924) e New York (1929).
1916
Il
Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti pubblica il
“Bollettino n°
404”
, stampato in carta di canapa e dedicato alla canapa come pianta
utile per la produzione di carta. Grazie alle nuove
rivoluzionarie scoperte riguardo la lavorazione della polpa di
canapa, si dimostra come grazie alla canapa si possa produrre
una maggiore quantità di carta, migliorandone notevolmente la
qualità. Ognuno dei 10mila acri destinati alla coltivazione di
canapa può produrre tanta polpa (rinnovabile di anno in anno)
quanto più di 40mila acri destinati agli alberi. Di conseguenza,
un acro coltivato a canapa produce una quantità di polpa quattro
volte maggiore rispetto ad un acro di alberi.
1917
.jpg)
Il ricco industriale Henry
Timken e l’inventore Gorge Schlichten mettono a punto una nuova
macchina, rivoluzionaria nella sua semplicità: il decorticatore.
Motivato dal desiderio di fermare la distruzione delle foreste,
Schlichten passò 18 anni a studiare una macchina che fosse in
grado di togliere la corteccia di qualsiasi pianta, lasciandone
intatta la polpa. In questo modo si rivoluzionava la lavorazione
industriale della canapa, dimezzandone i costi e aumentandone
nettamente i profitti.
1919
Il Texas dichiara illegale
la cannabis. In Olanda, viene promulgata la “Legge dell’Oppio”,
originata dalla Convenzione internazionale sull’Oppio tenuta a
l’Aja nel 1912.Questa legge costituisce ancora oggi la base a
cui si ispira la normativa olandese vigente.
1920
L’usanza di fumare hashish
viene proibita anche in Grecia. Durante gli anni ’20 inizia il
contrabbando di hashish in Egitto (proveniente da Grecia, Siria,
Libano, Turchia e Asia centrale).
Negli Stati Uniti il potere
economico inizia a consolidarsi nelle mani di un sempre più
ristretto numero di compagnie produttrici di ferro, combustibile
e armi. L’industriale DuPont, leader nazionale nella produzione
di munizioni, in seguito creerà il Rayon, la prima fibra
sintetica.
1923

La legge Mussolini-Oviglio
rappresenta la prima vera e propria legge repressiva contro la
cannabis in Italia.
1924
Durante
la Seconda
conferenza Internazionale sugli Oppiacei il delegato egiziano
sostiene vigorosamente la tesi secondo la quale all’uso di
hashish sono associati seri problemi di salute: vengono
richiesti immediati controlli a livello internazionale. Viene
istituito un sotto-comitato e dopo aver dato ascolto alle varie
delegazioni
la
Conferenza dichiara ufficialmente che la
cannabis è da considerarsi un narcotico, e ne raccomanda un
serio controllo internazionale.
1925

Per controllare la grande
quantità di cannabis fumata a Panama da militari in libera
uscita, il governo americano sponsorizza il “Panama Canal Zone
Report”. Lo studio arriva alla conclusione che la cosiddetta
“marijuana” non deve essere considerata un problema, e consiglia
di non criminalizzarne l’uso o la vendita.
1926
La produzione di hashish
libanese raggiunge l’apice dopo la fine della prima guerra
mondiale fino al 1926, anno in cui ne viene proibito l’uso ed il
commercio.
1928
L’Inghilterra proibisce
l’uso ricreazionale di cannabis (“Dangerous Drugs Act”). Nello
stesso periodo in Turchia, vicino al confine con
la Grecia,
viene prodotto hashish di ottima qualità.
1930

La regione dello Yarkan, nel
Turkistan cinese, esporta legalmente 91,471 chili di hashish
nella regione indiana di Punjab. Le esportazioni (legali e
tassate) di hashish dall’Asia centrale in India continuano a
pieno regime fino a quando il governo cinese non decise di
mettere fine ad ogni tipo di coltivazione ed uso di cannabis
nello Yarkan , nonchè del commercio verso l’estero. (1935 d.c.
) Il Jazzista nero Louis Armstrong viene arrestato a Los Angeles
per possesso di marijuana.
1931

Il segretario di Stato
americano Andrew Mellon (a capo della Mellon Bank di Pittsburgh,
una delle due banche con cui fa affari DuPont) incarica Harry J.
Aslinger di formare un nuovo dipartimento per il controllo delle
droghe, la “Federal Bureau of Narcotics”.
1934
Nel Giugno del ’34 il
Congresso americano approva la “National Firearms Act”, la prima
tassa di stampo proibizionista della storia degli Stati Uniti.
L’intento era di limitare il possesso di armi da parte dei
gangsters, la cui escalation di violenza era direttamente legata
al proibizionismo riguardante l’alcool. Il Congresso permette
quindi il possesso di un’arma da fuoco a chiunque possa
permettersi il pagamento di una tassa di 200 dollari.
1936
L’impero
editoriale di William Randolph Hearst inizia su vasta scala una
campagna feroce contro la marijuana. Articoli con titoli quali
“La marijuana rende i ragazzi dei demoni in soli 30 giorni” o
“Fumatori di hashish assetati di sangue” contribuiscono a creare
uno sconvolgente terrore verso “l’erba assassina che viene dal
Messico”. Attraverso una infinita serie di mistificazioni questa
campagna di disinformazione dona un nuovo vocabolo alla lingua
inglese: “marijuana”, derivato da uno slang (modo di dire) con
cui quelli che Hearst definisce “negri fuori di testa per la
marijuana, che stuprano donne bianche e che suonano il jazz,
nuova musica da rituale satanico” chiamano la cannabis.

Secondo gli articoli dei
giornali di Hearst, “i negri impazziti per la marijuana osano
incrociare lo sguardo degli uomini bianchi, e guardarli negli
occhi per più di tre secondi, e per di più osano anche deriderli
in modo sguaiato. Vergogna!” Un altro contributo a questa
campagna di terrore viene dal film di propaganda “Reefer Madness”
(“la pazzia dello spinello”) che cerca di terrorizzare i giovani
americani riguardo l’uso di cannabis.

Sempre nel ’36 DuPont
ottiene dal colosso industriale tedesco I. G. Farben Corporation
(la stessa che in seguito produrrà il famigerato gas Zyklon-B,
usato dai nazisti nei campi di concentramento per eliminare
milioni di ebrei, ma anche drogati e omosessuali) la licenza per
produrre fibre plastiche sintetiche.
1937
Con
il “Marijuana Tax Act” la cannabis viene dichiarata illegale a
livello federale negli Stati Uniti. DuPont brevetta il processo
industriale (altamente inquinante) per produrre materiali
plastici. Nel Marzo del ’37
la Corte
Suprema degli Stati Uniti conferma
all’unanimità il “Natuional Firearms Act”, mentre di nascosto
introduce il “Marijuana tax bill”.
Quella
stesa
primavera il Congresso inizia le audizioni riguardanti il
“Marijuana Tax Act”.La American Medical Association” mette in
guardia su come una legge del genere possa privare il mondo di
una potenziale medicina (all’epoca la cannabis era ancora
prescritta in svariate forme di medicamento, e ricerche mediche
avevano appena iniziato a studiare i benefici terapeutici di
numerosi principi attivi presenti nella cannabis). Nessuno dei
medici era al corrente che la “pericolosa erba assassina
messicana” fosse in realtà la cannabis, e numerose personalità
del mondo medico testimoniarono il loro disappunto per una legge
portata avanti per più di due anni nella più completa
segretezza, lasciandone all’oscuro l’intera comunità di
operatori del settore medico. Nel Dicembre dello stesso anno il
Marijuana Tax Act diventa legge, dando inizio al proibizionismo
della cannabis a livello planetario, e annientando l’industria
della canapa. Ovviamente, il vuoto lasciato dalla cannabis nel
panorama delle risorse industriali americane venne subito
colmato dalle materie plastiche prodotte da DuPont.
1938
Nel
Febbraio del ’38 la rivista “Popular Mechanics” esalta l’uso
industriale della cannabis descrivendola come la “new billion
dollar crop” (“la coltivazione da un bilione di dollari”) .
Ovviamente,l’articolo era stato scritto prima dell’entrata in
vigore della proibizione della cannabis,
Intanto le forniture di
hashish dal Turkistan cinese diventano sempre minori. .Nel
decennio successivo tramonta anche l’uso tradizionale di fumare
hashish in Grecia.
1939

Sotto la rigida guida di
Aslinger nel biennio 1937-1939 il Federal Bureau of Narcotics fa
condannare più di 3000 dottori e medici per prescrizioni
“illegali” di medicinali contenenti cannabis.
1941
Sempre
la rivista “Popular Mechanics” presenta al mondo l’automobile di
Henry Ford, la prima fatta interamente di canapa, e con il
motore alimentato da olio di canapa. Nella speranza di liberare
la propria compagnia dalla dipendenza dall’industria
petrolifera, Ford coltivò illegalmente cannabis anche dopo
l’entrata in vigore della legge proibizionista.
Il governo indiano prende in
considerazione l’opportunità di coltivare cannabis in kashmir
per rimediare alla mancanza di hashish dal turkistan cinese.
Durante la seconda guerra mondiale, la charas proveniente dal
Nepal fa furore in India, dove il consumo di hahish continua a
rimanere legale.
1942

In piena Guerra Mondiale,
l’invasione giapponese nelle Filippine priva gli StatiUniti
degli approvvigionamenti di canapa provenienti da Manila. Il
governo americano distribuisce allora una infinità di semi di
cannabis ai propri contadini dal Winsconsin al Kentucky. Giusto
dopo soli quattro anni da quando era stata definita “l’erba
assassina della gioventù”, il governo produce un filmato
illustrativo sulle qualità industriali della cannabis: “Hemp for
victory (canapa per la vittoria)”. Sempre nel 1942, Aslinger è a
capo di un gruppo di ricerca segreto formato per scoprire “il
siero della verità” per costringere a parlare i prigionieri
nemici (il primo passo di quello che poi
la CIA
svilupperà nell’”MK Ultra”, il progetto che effettuava ricerche
sulle possibili applicazioni dell’LSD e delle droghe
psichedeliche nella ricerca di una sostanza che desse il pieno
controllo della mente umana). In questa occasione si studiava un
olio derivato dall’hashish, ma le sue potenzialità come “siero
della verità” naufragarono miseramente quando si resero conto
che i “pazienti” su cui si sperimentava il trattamento erano più
interessati a ridere istericamente e a divertirsi tantissimo
piuttosto che svelare importantissimi segreti militari.
1943

Aslinger ordina a tutti gli
agenti federali di sorvegliare (senza arresto immediato) i
“crimini” commessi dai musicisti di jazz e swing. Vennero
controllate le vite di parecchi grandi musicisti dell’epoca
(tanto per citarne alcuni, Dizzy Gillespie, Thelonius Monk,
Louis Armstrong, Count Basie, Cab Calloway, Duke Ellington e
tanti altri) ma per fortuna non ci furono arresti eclatanti
(solo perché era contrario il superiore di Aslinger).
1944

Il sindaco di New York
La Guardia
istituisce una apposita Commissione studio sulla marijuana: il
risultato dello studio conferma ancora una volta come non ci sia
relazione tra l’uso di cannabis e la violenza, e mette in
risalto gli aspetti benefici della cannabis. Aslinger andò su
tutte le furie, e oltre a denunciare il sindaco
La Guardia,
minacciò di arresto qualsiasi medico accettasse di condurre
ricerche indipendenti sulla cannabis.
1945
Ritorna a fiorire l’uso di
hashish in Grecia, e fiorisce anche il contrabbando della
sostanza dalla Cina all’India. Il governo marocchino tacitamente
permette la coltivazione di “kif” nelle montagne del Rif. Il
settimanale Newsweek riporta come più di 100mila americani
abbiano provato almeno una volta la cannabis.
1948
Aslinger denuncia al
Congresso come “la marijuana renda i giovani dei pacifici
zombies”, e mette in guardia su un possibile complotto
comunista: la cannabis doveva servire ai comunisti per piegare
lo spirito combattivo dei soldati americani! Questo mentre nel
1937 lo stesso Aslinger aveva dichiarato che la marijuana era la
droga più pericolosa, e che poteva scatenare violenza inaudita
su chi la usava.
1950

Il 20 Ottobre le Poste
Italiane emettono un francobollo dedicato alla canapa in Emilia
Romagna (valore 65 lire).
1951

Il bollettino delle Nazioni
Unite riguardante i narcotici stima in 200 milioni i consumatori
mondiali di cannabis.
1952
Primi arresti per cannabis
in territorio inglese, al Number 11 Club di Soho (Londra).
1954
Anche in Italia è tempo di
una legge che combatta l’uso delle droghe: senza portare nessun
fondamento scientifico alle proprie tesi, il Ministero della
Sanità, con un semplice decreto ministeriale, inserisce la
canapa nel novero delle sostanze proibite. Intanto, per tutto il
decennio l’Italia si conferma come il secondo produttore di
canapa a livello mondiale, dietro all’Unione Sovietica. La
varietà “Carmagnola” forniva la migliore fibra in assoluto.
1961
Aslinger guida la
delegazione americana alla Convention delle Nazioni Unite sulle
droghe. In tale occasione vede la luce la “United Nations Single
Convention Treaty on narcotics”, che si proponeva di eliminare
per sempre la droga entro 25 anni. In Italia un decreto
ministeriale del governo ratifica la legge del 1954: la cannabis
viene di fatto equiparata ad eroina, codeina, morfina, oppio.
1962

Il presidente americano J.
F. Kennedy costringe alle dimissioni Aslinger dopo che quest’ultimo
aveva cercato (ancora una volta!) di censurare il lavoro del
professor Alfred Lindsmith, autore del saggio “I
Tossicodipendenti e la legge”, critico nei confronti del
proibizionismo. C’è che sostiene che Kennedy facesse uso di
cannabis per alleviare i dolori del mal di schiena, e che avesse
intenzione di legalizzare la cannabis durante il suo secondo
mandato.
Inizia la produzione di
hashish in Marocco.
1963
La polizia turca intercetta
un carico di 2,5 tonnellate di hashish.
1964

Il dottor Raphael Mechoulam
dell’università di Tel Aviv isola in laboratorio il THC Delta-9,
il maggior principio attivo della cannabis, e uno dei 60
componenti trovati nella cannabis aventi valore terapeutico. A
San Francisco, negli Stati Uniti, a gennaio apre il primo head
shop, lo “Psychedelic Shop” dei fratelli Thelin.
1965
In Italia arrivano le prime
azioni pubbliche e nonviolente contro la legislazione
proibizionista. Il Partito radicale organizza in tutta Italia
'contro-inaugurazioni' dell'anno giudiziario, che denunciano
l'impotenza delle leggi repressive contro la diffusione delle
droghe proibite.
1966

Il governo marocchino cerca
di cacciare i coltivatori di kif dalle montagne del Rif.

Il cantautore Donovan
diventa la prima celebrità della comunità hippy ad avere
problemi con la legge anti-cannabis.
1967
A Londra, più di 3mila
persone si ritrovano a Luglio ad Hyde Park per celebrare il
primo grande “smoke-in”, in pratica una allegra fumata pubblica
collettiva. Sempre nello stesso mese, il Times pubblica un
annuncio dove si definiscono le leggi contro la cannabis come
immorali nel principio e inpraticabili nella realtà. Tra i
firmatari della petizione figurano, tra gli altri, anche i
Beatles.
Keith Richards e Mick Jagger
dei Rolling Stones vengono arrestati per possesso di marijuana,
e condannati rispettivamente a tre mesi ed un anno di carcere.
L’evento destò molto scalpore, tanto da scomodare il compassato
Times, che dedicò all’evento un famoso editoriale. In seguito,
le pene vennero cancellate nel processo d’appello. A New York
l’attivista Abbie Hoffman ed il suo gruppo di contestatori
radicali, denominati Yippies, spediscono 3000 spinelli per posta
ad altrettanti indirizzi scelti a caso sull’elenco telefonico.
La loro intenzone era quella di offrire alla gente l’occasione
per sperimentare in prima persona i reali effetti della cannabis.
Tra l’altro, nelle lettere si ricordava al destinatario come
loro stessi (dal momento dell’apertura del pacco) fossero
passibili di arresto per possesso di sostanza stupefacente!
L’intera operazione (che si dice fosse segretamente
sponsorizzata da Jimi Hendrix) non mancò di destare profondo
scalpore. In mezzo a tutto questo, vede la luce “Smash”, il
primo olio derivato dall’ hashish. Come se non bastasse, in
California arriva il “Red Libanese”, ed è subito festa!
1968
Uno studio inglese (“Wootton
Report”) riconosce come la cannabis non sia più pericolosa del
tabacco o dell’alcool, e consiglia di ridurre le pene per tutti
i reati riguardanti la marijuana. Nuova campagna per
contrastare l’uso di cannabis da parte delle truppe americane
impegnate nella guerra in Vietnam.: non si può dire che l’intera
operazione sia stata coronata dal successo, visto che molti dei
reduci tornarono in patria schiavi dell’eroina.
In questi anni una hippie
olandese, Mila Jansen lascia Amsterdam per percorrere
l’avventurosa “Hippie Trail”, il viaggio dall’Afghanistan a
Katmandu.
1969
Il primo ministro britannico
Jim Callaghan rigetta le raccomandazioni dello studio Wootton,
ed al contrario inasprisce le pene per il possesso di marijuana
(per un massimo di cinque anni di carcere).
A Milano apre il primo head
shop italiano, “Il cammino mistico”, che vendeva pipette,
vestiti e stoffe orientali. Purtroppo resterà aperto solo per
qualche mese….
1970

Negli Stati uniti nasce
l’associazione no profit NORML (National Organization for the
Reform of Marijuana Laws) che divenne presto un solido punto di
riferimento per tutti coloro che intendono lottare per la
decriminalizzazione della cannabis. Attiva soprattutto nel campo
della ricerca e dell’informazione, l’associazione contribuì in
modo decisivo a fare riformare le leggi sulla cannabis in una
dozzina di Stati americani.
Uno studio canadese (Le Dain
Report) riporta come il dibattito sugli usi “non a scopo medico”
della cannabis si basano per lo più su dicerie e su informazioni
che non hanno il ben che minimo riscontro scientifico.
All’inizio degli anni ’70 inizia la massiccia produzione di
hashish dall’Afghanistan, che diventa molto popolare e che
comincia a diminuire in quanto a qualità. I primi anni ’70 sono
ltra l'altro ’ultima occasione per assaggiare il vero eccellente
hashish afgano .
1971

La rivista “Medical World
News” riporta come “la marijuana è probabilmente il più potente
anti-epilettico che la medicina conosca”. Negli Stati Uniti il
presidente Nixon vieta qualsiasi ulteriore studio sulle
possibilità terapeutiche dei derivati della cannabis, e
definisce la “droga” come “il nemico pubblico n° 1”! Intanto la
Harvard University press pubblica “Marijuana” di Lester
Grinspoon, opera che si rivelerà fondamentale per una migliore
conoscenza della cannabis nel mondo.

Durante l’estate, in
Danimarca il ministero della Difesa abbandona un’area di circa
32 ettari con 175 edifici (caserme, magazzini,depositi) in un
quartiere centrale di Copenaghen; a settembre gli abitanti delle
zone attorno al terreno abbandonato iniziano ad occuparlo ed a
utilizzarlo. Il 26 settembre viene proclamata la città libera di
Cristiania (dal
nome
del re Cristiano IV, fondatore di quel particolare quartiere
cittadino). Gli abitanti iniziano a riadattare gli edifici (che
a primavera iniziano ad essere già quasi 500) e per organizzarsi
scelgono delle nuove regole completamente indipendenti da quelle
del governo danese: vennero vietate, tra l’altro, le macchine,
le armi, la violenza e le droghe pesanti. La via più famosa
rimane “Pusher street”, dove viene venduto liberamente hashish.
1972

La commissione Shaker voluta
da Nixon consiglia che la cannabis venga di nuovo resa legale;
tale raccomandazione viene ovviamente ignorata. Continuano le
ricerche per un possibile utilizzo terapeutico. La Casa Bianca
stanzia un bilione (milione di milioni) di dollari per la lotta
alla droga.
Iniziano le esportazioni di
hashish di ottima qualità dal Libano, mentre nell’Europa
dell’est fa la sua apparizione quello che è stato definito il
miglior hashish turco di tutti i tempi, proveniente dalla
regione di Gaziantep, vicino alla Siria. In Afghanistan la legge
inizia a tollerare sempre meno la produzione di hashish locale,
che intanto raggiunge il Nord America.
Svolta
epocale in Olanda: ad Amsterdam Wernard Bruining, insieme ad
alcuni amici, apre il primo coffeshop (o sala da thè) al numero
53 di Weesperzijde. Tutto ebbe inizio con un gruppo di amici che
occupano abusivamente un vecchio panificio, e lo convertono a
fumeria di hashish. Man mano che la cerchia di simpatizzanti
diventa sempre più ampia, si fa strada la necessità di un vero e
proprio “locale”, dove si potesse fumare hashish, bere thè e
rilassarsi in compagnia. Per il nome si scelse una canzone che
il cantante americano Donovan aveva appena portato in vetta alle
classifiche dell’epoca: “Mellow Yellow”! Altri posti dove poter
ottenere da fumare erano i centri giovanili più in voga della
comunità hippie: il “Paradiso”, la “Kashba”, oppure il “Melkweg”,
solo per citare i principali. Per i primi periodi si trovava
soprattutto hashish, dato che la cannabis tendeva a
scarseggiare. Sempre nei Paesi Bassi, un rapporto governativo
stilato dal “Working Group on narcotic Drugs” propone di
introdurre a seconda delle sostanze una “scala di rischio”
basata su dati di carattere medico, farmacologico, sociologico e
psicologico.
In Danimarca la città libera
di Cristiania sceglie la via del confronto pacifico col governo:
un primo accordo stabilisce che ogni christianita paghi 50
corone mensili per l’uso di luce e acqua. Ma molti non sono
d’accordo, e non vogliono pagare. Si decide quindi di stabilire
una “tassa per la collettività” che deve essere pagata da ogni
abitante, e che servirà in parte per pagare le spese per
elettricità e acqua.
In
Italia il governo approva una nuova legge sugli stupefacenti,
sempre senza basare le proprie decisioni su dati reali (infatti
non viene istituita nessuna commisione di ricerca che valuti il
problema su basi scientifiche): vengono introdotte 4 tabelle. La
prima comprende oppio, morfina, cocaina, eroina, e chi le usa
commette un reato grave; nella seconda tabella viene inserita
la canapa indiana (hashish e marijuana), mentre nella terza sono
presenti i barbiturici (che quindi la legge considera meno
pericolosi della cannabis, mentre a livello scientifico è palese
l’esatto contrario): chi usa tali sostanze commette un reato un
po’ meno grave. Chi usa, cede o semplicemente detiene cannabis
rischia da
3 a
15 anni, e una multa da
3 a
50 milioni di lire.

Stessa pena detentiva per
che lascia che il proprio locale venga “adibito ad uso di
droga”, mentre la multa è inferiore (da
2 a
10 milioni di lire). Anche chi è solo sospettato di usare droga
deve essere arrestato, e disintossicato in strutte
specializzate (che all’epoca erano i manicomi). Il testo della
legge sarebbe rimasto segreto alla popolazione, se la neonata
casa editrice Stampa Alternativa non avesse provveduto a farlo
stampare e divulgare. Feltrinelli pubblica “La droga e il
sistema”, di Rusconi-Blumir che, in assenza di alcuna altra
ricerca scientifica ufficiale italiana sulla cannabis è da
considerarsi a tutti gli effetti una pietra miliare nel proprio
campo.
1973
Il 9 Gennaio il Partito
Radicale, insieme a Stampa Alternativa, tengono una conferenza
stampa per fare conoscere ai giornalisti il testo effettivo
della nuova legge. Ne seguirono aspre polemiche sui giornali,
con articoli molto critici riguardo la legge. In molte città
italiane sorgono spontanee numerose iniziative di protesta.
Intanto, si calcola che in Italia il 95% dei consumatori di
sostanze illegali fuma esclusivamente cannabis.
Guido Blumir pubblica “La
marijuana fa bene”, dove vengono riportati i risultati di studi
scientifici promossi da Commissioni nazionali d’inchiesta
nominate dai governi di vari paesi del mondo.Tutte le
commissioni concordano nell’ammettere la basa tossicità della
cannabis: ma in Italia chi decide non consulta gli esperti, e
non promuove nessuna ricerca scientifica sulla cannabis ed i9
suoi possibili utilizzi terapeutici. Negli Stati Uniti, l’Oregon
compie il primo passo verso la decriminalizzazione della
cannabis. Per i 25 anni seguenti il possesso (entro un’oncia) è
considerato un reato minore, con nessuna implicazione penale per
i trasgressori.
In Danimarca Cristiania
viene classificata come “esperimento sociale”, ed il governo
concede ancora 3 anni di vita alla comunità, fino al 1 Aprile
del 1976.

Il Nepal proibisce i negozi
in cui si poteva vendere hashish e cannabis, nonché ogni forma
di esportazione di tali sostanze. La produzione e la vendita di
hashish in Afghanistan diventano illegali.
1974

Negli States, alla Tulane
University il dr. Heat conduce il tristemente famoso studio
“Rhesus” usando come cavia una scimmia legata ad una sedia, alla
quale (dopo averle fatto indossare una maschera a gas ermetica)
veniva fatto inalare l’equivalente di più di 60 “spinelli” di
ottima erba Colombiana nell’arco di cinque minuti. Dopo il
“trattamento” la scimmia subì danni cerebrali (più che altro
dovuti al soffocamento e al velenosissimo monossido di carbonio
). Su questo studio si fondano le teorie secondo le quali la
cannabis può danneggiare le cellule cerebrali!

in Danimarca le nuove
elezioni premiano i partiti dello schieramento di destra, che
minaccia di demolire parte degli edifici di Cristiania,
giudicati “insalubri”. La comunità organizza quindi un
festival-barricata, che raccoglie il favore di moltissimi
abitanti di Copenaghen, che evidentemente sono favorevoli alla
sopravvivenza dell’ormai famoso quartiere hippy.
1975
In America la FDA stabilisce
il programma per un”uso compassionevole” di marijuana a scopo
medico. Sui richiedono a gran voce ulteriori e approfondite
ricerche sulle possibili implicazioni terapeutiche della
cannabis. Il ministero della salute americano, nell’ambito del
rapporto annuale al Congresso su “Salute e Marijuana”, fece
eseguire una analisi sulla distribuzione dell’agente attivo
della cannabis (il THC) nello spinello che viene fumato. I
risultati indicarono che solo il 23% del THC va nei polmoni, il
50% viene distrutto dal fuoco, mentre il 21 % resta nella cicca
che si butta vuia, ed il 6% se ne va in fumo dalla parte
sbagliata della sigaretta, cioè davanti.
In Danimarca il parlamento
decide per l’evacuazione forzata di Cristiania, pur senza
fissare una data precisa. Iniziano schermaglie legali e
tentativi del governo di mettere in difficoltà gli abitanti
della zona: durante l’estate, per esempio, il governo valuta in
400mila corone il prezzo da pagare per garantire nel quartiere
il rispetto della normativa antincendio: i lavori in questione
verranno poi fatti dagli abitanti stessi, con una spesa di
appena 20mila corone…)

In Italia il radicale Marco
Pannella si fa arrestare per aver fumato pubblicamente hashish.
Questo gesto clamoroso aiuta a velocizzare i tempi per una nuova
riforma della legge (che resisterà fino al 1990): viene
introdotto il principio di non punibilità dei consumatori.

Einaudi pubblica
“Sull’hashish”, libro che racconta gli esperimenti di
modificazione di coscienza condotti dallo scrittore berlinese
Benjamin Walter.
1976
La qualità dell’hashish
proveniente dal Libano raggiunge il suo massimo fulgore.
Sul finire del decennio, in
Afghanistan aumenta la produzione di hashish “moderno” (di
qualità inferiore al passato) e varietà di cannabis vengono
importate in Kashmir per essere passate al setaccio e diventare
hashish.
Negli
Stati Uniti, l’amministrazione Ford proibisce qualsiasi ricerca
indipendente sul possibile utilizzo medico dei derivati naturali
della cannabis. Alle ditte farmaceutiche furono permessi sono
mirati studi sul THC Delta-9, ignorando di fatto tutte gli altri
ingredienti naturali presenti nella pianta e potenzialmente
utili all’uso medico. Sul fronte dei sequestri, nell'anno
fiscale 1976 alla dogana USA vengono bloccati 2.392 kg. di
cannabis, 1.114 grammi di olio d'hashish e 1.925 kg. di hashish.
Nel novembre dello stesso anno Robert Randall, sofferente di
glaucoma e condannato a sicura cecita', ottiene dal Governo
Federale l'unica cura possibile: sigarette di marijuana. Inizia
cosi' quel programma - pilota per lo studio dell'uso terapeutico
di cannabis che garantira' questa medicina ad altre persone
affette da cancro, glaucoma e AIDS negli Usa.

In Italia la rivista
underground “Re Nudo” pubblica come supplemento al n° 41
l’opuscolo “Campa cavallo che l’erba cresce: storia, cucina e
cultura della canapa indiana”, testo di Luca Gerosa focalizzato
sulla storia e sulla coltivazione della cannabis; un utilissimo
strumento underground di approfondimento culturale
antiproibizionista.
In
Olanda viene riformata la vecchia Legge sull’Oppio del 1919: la
legge codifica il principio della separazione del mercato della
droga, distinguendo fra “droghe leggere” (i derivati della
cannabis) e “droghe pesanti” (oppiacei e cocaina), basandosi
anche sul rapporto governativo stilato nel 1972. secondo tale
“scala di rischio”, nella prima tabella vengono messe le
sostanze che presentano un fattore di rischio non accettabile
(oppiacei, cocaina, LSD e olio di cannabis) mentre nella seconda
sono presenti sostanze per l’uso delle quali il fattore rischio
è più accettabile (tranquillanti, barbiturici e derivati della
cannabis – tranne l’olio). Quindi la cannabis rimane illegale,
ma il consumo personale viene tollerato (cioè non perseguito
dalle forze dell’ordine, che non annoverano tra le loro priorità
la criminalizzazione dei possessori di droghe leggere).
L’intento è quello di colpire i grossi trafficanti
internazionali, e tollerare l’uso personale di stupefacenti, che
di per se non costituisce reato. Infatti uno dei fattori che
rende “tollerati” i coffee shop è che sono considerati dagli
olandesi come uno strumento efficace per tenere i giovani
lontano dalle droghe pesanti.

Il 1 Aprile è la data
fissata per lo sgombero definitivo di Cristiania: 30mila persone
(inclusi numerosi stranieri) partecipano ad una manifestazione
non violenta che, dopo avere sfilato per le strade di
Copenaghen, circonda simbolicamente Chrstiania. I Christianiti
ricorrono in appello contro la decisione di sgombero.
1977
Il
2 agosto 1977 il Presidente Carter in un discorso al Congresso
afferma che "...le pene per possesso di sostanze illegali non
dovrebbero produrre maggior danno agli individui di quanto possa
produrne l'uso della sostanza stessa. Per questo io sostengo la
proposta di eliminare le leggi punitive per possesso personale
di marijuana per quantita' inferiori ad un'oncia (453 grammi)".
Purtroppo non se ne fece niente, ed il Congresso si rivelò
inamovibile nei confronti dell’”erba killer”.
1978
Il
New Mexico diventa il primo Stato americano a rendere
disponibile l’uso di cannabis a scopo medico.
In Italia esce”Erba
proibita: rapporto su hashish e marijuana”. scritto da Giancarlo
Arnao, figura storica del movimento antiproibizionista,
cofondatore del Cora (comitato radicale antiproibizionista) e
della Lega Internazionale Antiproibizionista, rappresenta la
documentazione più completa sulla cannabis mai fatta in Italia.
A Copenaghen un nuovo
dibattito parlamentare decide di dare ancora tre anni di tempo a
Cristiania, prima del definitivo sgombero: parte delle
costruzioni inizia ad essere demolita, le altre vengono adeguate
alle norme sanitarie, di sicurezza ed antincendio della città. A
marzo si tengono le nuove elezioni, e a sorpresa un
rappresentante di Cristiania viene eletto in consiglio comunale.
Durante l’estate un gruppo di christianiti inizia a fare un giro
per i vari paesi europei per organizzare una campagna di
solidarietà e fare conoscere la propria esperienza.
1979

La casa editrice romana
“Cesco Capanna” pubblica “Marijuana e altre storie”, primo libro
di una collana di testi sulle droghe, che rivitalizzarono il
panorama editoriale antiproibizionista italiano dei primi anni
’80. Il testo, scritto in maniera vivace e mai noioso, riporta
dati, notizie utili per capire come il “problema droga” in
Italia sia per lo più generato dalla repressione del
proibizionismo fascista.

A Milano, la casa editrice
Savelli pubblica “Marijuana in cucina: 101 ricette gastronomiche
a base di hashish e marijuana” (che in seguito sarà ristampato
da Stampa Alternativa nel 1997)
1980
Negli anni ’80 il Marocco
diventa uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di
hashish. Nel nord del Pakistan viene prodotto hashish lungo il
confine afgano per aggirare la guerra tra Unione Sovietica e
Afghanistan. La qualità dell’hashish libanese inizia a scemare
tristemente. L’ex Beatle Paul Mc Cartney si fa dieci giorni di
galera in Giappone per possesso di cannabis.
In Italia,
Il Partito radicale
raccoglie oltre 500.000 firme su di un referendum per la
legalizzazione delle droghe leggere; il referendum avrebbe
dovuto tenersi nella primavera del 1981. Nel gennaio di quell'anno
la Corte
costituzionale lo giudica inammissibile.
1981
A Milano viene pubblicato (e
più volte sequestrato) “Manuale di coltivazione della canapa”,
scritto da Franco Spina, saggio basilare anche se decisamente
antiquato rispetto al giorno d’oggi.
1982
Don e Patty del Pypes Palace
di Portland, Oregon (USA) brevettano la “Resin Heaven “, un
setaccio di metallo poggiato su un contenitore di legno che
permette l’estrazione dei cristalli di THC.
1983
In Inghilterra gli arresti
per possesso di cannabis raggiungono quota 20 mila (nel 1980
erano poco meno di 15mila). Negli Stati Uniti il governo ordina
a tutte le Università ed ai ricercatori del paese di distruggere
tutti i risultati degli studi sulla cannabis del periodo
1966-1976. Ultimi ricordi di hashish turco di eccellente
qualità….
1985
Ad Amsterdam, nel cuore del
quartiere a luci rosse, apre il primo museo dedicato alla storia
della cannabis (“Hash marijuana Hemp museum”). L’esposizione
permanente offre ai propri visitatori l’occasione per conoscere
il progresso della cultura moderna sulla cannabis (attraverso
una vasta collezione di foto, poster, riviste, pipe e
dispositivi per fumare provenienti da tutto il mondo), oltre a
rappresentare una ricca fonte di informazioni sui possibili usi
di questa incredibile pianta, quasi mai disponibili nei media
tradizionali. Negli Stati Uniti esce la prima edizione del
fondamentale libro di Jack Herer “The emperor wears no clothes”,
definita la “bibbia” del movimento per la decriminalizzazione
della cannabis.
Intanto, l’hashish continua
ad essere prodotto nelle regioni del nord est della Cina .
1986
Ad Amsterdam, Goa ed in
America iniziano a scarseggiare le “scorte” di hashish afgano
prodotto prima dell’interruzione degli approvvigionamenti
causata dalla guerra con l’Unione sovietica. Negli Stati Uniti
vede la luce uno dei più importanti festival mondiali
organizzati per celebrare la cannabis: nell’ Ohio va in scena la
prima edizione di HEMPFEST!
1987
Il governo marocchino usa la
mano pesante con la coltivazione di cannabis nelle zone attorno
le montagne del Rif.Lo stato dell’ Australia Meridionale
decriminalizza l’uso personale della cannabis, sostituendo il
carcere con delle multe.
Steven Hagar, direttore
della rivista americana High Times si reca in Olanda per
intervistare l’australiano Nevil, fondatore della prima
compagnia di semi di cannabis olandese. Da questo incontro
nascerà l’idea di dare vita ad un vero e proprio festival della
cannabis, dove una giuria possa “assaggiare” e quindi votare la
migliore qualità di marijuana: sta per nascere
la
Cannabis Cup!!
1988
Ad Amsterdam si celebra la
prima edizione della Cannabis Cup, evento sponsorizzato dalla
rivista americana High Times. La giuria era composta da soli tre
giurati, mentre quattro furono le banche del seme a partecipare:
“Super Sativa Club”, “Sensi Seeds Club”, “The Seed Bank” e
“Cultivator’s Choice” (che con la sua varietà “Skunk # 1” alla
fine vinse la Coppa, anche se di li a poco tempo cessò di
esistere). Intanto Mila Jansen ritorna ad Amsterdam, ed inizia a
fare esperienze di coltivazione di cannabis insieme ad amici.
Nota però che una grande parte di resina andava perduta durante
il taglio delle cime delle piante. Iniziò così a pensare ad un
metodo per riuscire a recuperare tutti i cristalli della resina,
che contengono il principio attivo della pianta, il THC. In loro
aiuto venne presto il rigido inverno olandese, che aiutò a
concepire come il freddo potesse aiutare nell’estrazione della
resina. Le foglie venivano poi battute su un setaccio al fine di
raccoglierne i cristalli. Come metodo era sicuramente
all’avanguardia, ma molto lento e faticoso.
Negli Stati Uniti uno dei
funzionari amministrativi della DE, il giudice Francis Young
riconosce le potenzialità mediche della cannabis, e ne consiglia
la riclassificazione come sostanza da ottenere dietro
prescrizione medica. Come in passato, anche le sue
raccomandazioni vengono ignorate. In seguito, il Senato
americano stanzierà 2,6 bilioni di dollari da investire nella
lotta alla droga.
1989
Uno studio finanziato dal
governo americano ed effettuato alla St. Louis Medical
University scopre che il cervello umano ha dei siti recettori
del THC che tra l’altro non legano con nessun altro composto o
sostanza. Ignorando l’evidenza dei fatti, il 30 Dicembre del
1989 John Lawn, direttore del Drug Enforcement Agency (la
famigerata DEA) ordina che la cannabis rimanga nella tabella
delle droghe senza alcun possibile utilizzo medico. Per di più,
il presidente Reagan promette che la vittoria nella guerra alla
droga sarà una priorità della sua amministrazione.
In Olanda si celebra la
seconda edizione della Cannabis Cup, con le stesse banche del
seme che si erano date battaglia nella prima edizione, ma con
sei giudici (tra i quali il celebre Ed Rosenthal) e maggiori
varietà da giudicare. La vittoria andò alla americana “The Seed
Bank”, con la varietà “Early Pearl/Skunk #1 x Northern Lights
#5/Haze”.
1990
Con l’inasprirsi della
guerra alla droga, si stima che 390mila cittadini americani
siano stati arrestati per reati legati alla cannabis. Nel
settembre dello stesso anno il capo della polizia di Los Angeles
dichiara che “contro i consumatori di marijuana possono anche
essere usate armi”. La prestigiosa rivista “Nature” dedica un
articolo sulla scoperta dei recettori del THC nel cervello
umano. Anche in Italia comincia a tirare una brutta aria, e la
nuova legge Jervolino-Vassalli reintroduce il carcere per i
consumatori di droga. La legge rimarrà in vigore per tre anni,
fino al referendum abrogativo del 1993.
I fondatori del movimento
contestatario olandese (attivo negli anni ’60) Provos, insieme a
Gilbert Shelton e Paul Mavrides, (i due creatori dei fumetti
underground “Freak Brothers”) sono fra i giurati che presiedono
la terza edizione della Cannabis Cup ad Amsterdam; la
manifestazione vede ancora una volta vincitrice “The Seed Bank”,
questa volta con la varietà “Northern Lights #5”). Purtroppo
pochi mesi dopo
la DEA
lancia una oprazione antidroga contro High Times e quella che
viene definita una sua succursale, la “The Seed Bank”.
1991
La quarta edizione della
Cannabis Cup vede l’entrata in gioco dei coffeeshops: infatti le
banche del seme, dopo la repressione subita da High Times in
patria, decidono di non partecipare, e tornano nell’underground.
Coffeeshop partecipanti furono “The Blue Bird”, “Free City”,
“La Tertulia” e “Hustler”. Il primo premio andò alla “Skunk
Balls” del coffeeshop “Free City”., anche se i giurati dovettero
constatare la scarsa qualità delle varietà partecipanti al
concorso.
Intanto, in Inghilterra si
stima che più di 42mila consumatori di cannabis abbiano avuto
“problemi” con la legge.
1992
In Olanda la quinta edizione
della Cannabis Cup vede il ritorno delle compagnie produttrici
di semi: la “Seed Bank” e il “Sensi Seed Club” di Ben Dronkers
si fondono per fare nascere la “Sensi Seed Bank”. All’evento
parteciparono una quindicina di coffeeshop di Amsterdam, (più
altri sei provenienti dal resto del paese) tra i quali spiccano
i nomi di “Homegrown Fantasy” (che vinse con la varietà “Haze/Skunk
#1”) e “Blue Bird”.Come compagnie del seme, oltre alla “Sensi
Seeds” partecipano anche la “Dutch Passion”, “NHV”, e la
“Nirvana”. Nell’inverno di quest’anno Mila Jansen inventa il
primo strumento per separare i cristalli dalla cima della
pianta di cannabis: sta per nascere il Pollinator!
1993
In Marocco ritornano le
coltivazioni di cannabis. La società “Hempcore” diventa la prima
ditta inglese ad ottenere una licenza per la coltivazione di
canapa industriale.
La sesta edizione della
Cannabis Cup ad Amsterdam viene vinta dalla “Sensi Seed Bank”
con la varietà “Northern Lights #5 x Haze”. Oltre che al
migliore seme, verrà attribuito un premio anche al miglior
coffeeshop (“Picasso” per la “Northern Lights”)
In Italia il Cora,
associazione radicale antiproibizionista, indice un referendum
abrogativo della legge Jaervolino- Vassalli. Il 55,3 % dei
votanti decide la non punibilità dei consumatori di droghe!
Intanto
la SISSC
(“società italiana per lo studio degli stati di coscienza”) fa
uscire “Altrove”, primo numero della loro rivista-annuario
dedicata alle sostanze psicoattive (soprattutto allucinogeni,
cannabis ed empatogeni): Nell’ambito di iniziative di
“antiproibizionismo militante” il Centro sociale milanese Cox 18
fa nascere “Il premiato forno”, attività che propone un uso
diverso ed insolito di Hashish e marijuana, e che , prendendo
spunto dal libro “Marijuana in cucina” edito da Stampa
Alternativa nel 1979, dà alle stampe un curioso libro di
ricette. Dopo tutto, come si ha modo di leggere nel testo in
questione, “tisane e pozioni di foglie di canapa hanno preceduto
anche il più primitivo spinello….”
1994
La guerra fra le varie
fazioni musulmane continua a danneggiare il commercio e la
produzione di hashish in Afghanistan. Vicino al confine il
Pakistan continua a produrre hashish. In Inghilterra vengono
inasprite le multe per che viene trovato in possesso di cannabis
(il massimo della multa arriva a ben 2500 sterline!). Dopo
l’Olanda,
la Germania
diventa il secondo paese europea a decriminalizzare il possesso
di “modiche quantità per uso occasionale”. In Italia viene
tradotto il voluminoso saggio sulla cannabis scritto da Lester
Grinspoon nel 1971 : “Marijuana” (Milano, Urra edizioni).
L’olandese Ben Dronkers fonda la “Hemp flax”, compagnia
dedicata alla produzione e commercializzazione della canapa
industriale: iniziando con
140 ettari,
la Hemp
flax ebbe il grande merito di reintrodurre la coltivazione
industriale di canapa in Olanda, tramite lo sviluppo ed il
successivo brevetto di nuove macchine specializzate nella
raccolta della canapa. Sempre in Olanda, la settima edizione
della Cannabis Cup vede il trionfo della Sensi Seeds, che con la
nuova “Jack Herer” (in onore di colui che contribuì in modo
decisivo alla riscoperta della canapa) sbaraglia la concorrenza!
Migliore coffeeshop è la “Greenhouse”, che fa incetta di coppe
nelle nuove categorie “Bio Cup” (con la varietà “Citral Skunk”)
“Hydro Cup” (grazie alla celeberrima “Master Kush”) e “Hash Cup”
(riceve il premio per l’ “Indian Charas Malana”). Ormai la
manifestazione ha attirato l’attenzione dei media di tutto il
mondo, tanto che il New York Time scrisse un lungo articolo
sull’evento, mentre la televisone Giapponese (paese con una
durissima legge antidroga) le dedicò una
trasmissione-documentario di un’ora!
1995
In Olanda, Ben Dronkers,
presidente della Hemp Flax, fonda
la Sensi
Seeds Bank, una delle migliori banche del seme
di cannabis medicinale. Nei coffe shop di Amsterdam si
cominciano a vedere i primi equipaggiamenti per la produzione di
hashish “locale”. In Inghilterra il canale televisivo “Channel
4”
dedica un intero programma sulla cannabis: si intitola “Pot
Night”, e parla di cannabis all’intera nazione per un totale di
ben otto ore! La risposta della BBC non si fece attendere, ed
iniziarono a fioccare programmi e dibattiti televisivi contrari
a qualsiasi decriminalizzazione.
In Germania, mentre fervono
i preparativi per la prima edizione del “Cannabusiness”, storica
fiera della canapa tedesca, escono i primi numeri delle riviste
“Hanf!” e “Grow”, mentre a Lione, in Francia, l’associazione
no-profit “La Maison du Chanvre” pubblica “Les echos du Chanvre”,
una interessante rivista stampata su bellissima carta di canapa,
contenente informazioni riguardanti la storia e gli utilizzi
della canapa, con approfondimenti sulla scena transalpina.
A Cristiania, in Danimarca,
la vicenda della vendita di hashish in “Pusher street” arriva ad
una soluzione: sarà ancora possibile la vendita, ma dietro il
pagamente di una tassa.
In Italia il centro sociale
milanese Cox 18 pubblica “Canapa. Benefici, potenziale economico
e proibizione” di Franco Casalone (dedicato alle potenzialità
economiche della canapa) e, in collaborazione con una casa
editrice di Amsterdam, “Il canapaio. Tecniche agronomiche”,
testo base per la coltivazione di cannabis in esterno.Stampa
Alternativa fa uscire , per la collana “millelire” il saggio di
Daniele Pomelli “Storia della canapa indiana: breve ma
veridica”, interessante viaggio nella storia della cannabis. Il
leader radicale Marco
Pannella rilancia la
campagna per la legalizzazione delle droghe leggere, per la
quale giace, da oltre 3 anni, in Parlamento, una proposta di
legge di iniziativa popolare del CORA. Durante la campagna di
raccolta firme per un nuovo referendum su questo tema, in
diverse occasioni Marco Pannella distribuisce gratuitamente e
pubblicamente hashish. La prima di queste azioni nonviolente si
svolge a settembre nel popolare mercato domenicale di Porta
Portese. A dicembre Pannella, durante la trasmissione televisiva
"L'Italia in diretta", consegna alla conduttrice Alda D'Eusanio
200 grammi di hashish.
Nel Luglio di questo anno si
celebra a Milano una “10 giorni
antiproibizionista”, chiamata “Piantiamola dappertutto!” Si
inizia al
centro sociale Conchetta , con la tre giorni "Marijuana e altre
storie" ; un grande sucesso di pubblico, tra sapienti giornate
di dibattito e intrattenimenti sulla coltivazione della canapa.
Al Leoncavallo invece lo stesso tema - i possibili percorsi
legislativi e culturali per arrivare alla legalizzazione delle
droghe leggere – rimase al centro di un programma fitto di
spettacoli e dibattiti lungo una intera settimana. Sempre nei
centri sociali nostrani comincia a girare la prima edizione del
calendario “THC”, che vi permette di passare un anno in
compagnia di foto di piante lussureggianti e di interessanti
notizie sulla storia della canapa.
In Germania Marcus Storz, a
cui non piace il tabacco e nemmeno gli piace fumare, legge un
articolo riguardante la possibilità di assumere cannabis tramite
inalazione. Con un’asciugacapelli ed una ampolla di vetro, nasce
il primo vaporizzatore rudimentale. Dopo cinque anni di studi e
ricerche, nascerà il vaporizzatore “Volcano”, uno dei migliori
strumenti per assumere cannabis ad uso terapeutico!
L’ottava edizione della
Cannabis Cup registra la vittoria della “Greenhouse” con la
famosissima varietà “White Widow”. Miglior Coffeeshop sarà il
“De Dampkring”,
la
Greenhouse vincerà sia la “Bio Cup” (sempre per
la White
Widow”) che la “Hydro Cup” (per la “Kali Mist”)
mentre l’”Hash Cup” sarà vinta dal coffeeshop “Bluebird” per il
celestiale “Nepalese Temple Balls”. La “Sensi Seeds” sarà eletta
migliore produttrice di semi. Questa edizione vede una
incredibile partecipazione di pubblico, con 1500 giurati, 21
coffeshop in gara, due varietà provenienti dagli Statiuniti, una
dal Canada ed una dalla Svizzera. Cinque la compagnie di semi:
Sensi Seed Bank, Dutch Passion, Serious Seeds, Sagarmatha Seeds
e Seeds od Courage. Altra novità dell’anno è il primo CD ROM
sugli usi ed i costumi della cannabis (dall’uso industriale ai
coffeeshop) : “The Amsterdam Marijuana Guide”.
1996
Nell’estate del 1996 esce il
numero 0 di “Cannabis”, la nuova rivista italiana tutta dedicata
alla canapa, edita dalla Nautilus di Torino.Della stessa casa
editrice è il saggio di Giorgio Samorini “L’erba di Carlo Erba.
Per una storia della cannabis indiana in Italia (1845-1948)” a
cui dobbiamo la riscoperta di documenti inediti che fanno luce
sull’utilizzo della cannabis nella medicina italiana del secolo
scorso. Il 15 gennaio vengono
depositate oltre 500.000 firme sul referendum per la
legalizzazione delle droghe leggere. La Corte Costituzionale
rigetta una eccezione di costituzionalità sulla legge sulla
droga, in ordine alle norme sulla cannabis, sollevata da uno dei
giudici responsabili dei procedimenti contro Pannella, e
dichiara inammissibile il referendum sulla droga e motiva la
sentenza con il vincolo costituito dalle Convenzioni. Al Centro
sociale Leoncavallo di Milano (dal 4 al 20 Luglio) si tiene la
seconda edizione di “Legalize it”, ormai diventato un vero e
proprio appuntamento fisso per l’antiproibizionismo nostrano. A
Novembre lo stilista Armani lancia la propria linea di
abbigliamento in canapa. A Tortoreto (Pescara) i carabinieri dei
Nas di Pescara effettuano il primo sequestro di birra alla
canapa “Cannabis”, rinviando a giudizio produttori ed
importatori della bevanda, ed elevando multe per circa un
miliardo di vecchie lire. Alla fine, come era ovvio, nessuna
traccia di THC nella birra. Intanto in quasi ogni angolo di
città italiana fa capolino l’altamente stonante marijuana
“albanese”, che la leggenda vuole sia addizionata con ammoniaca,
pestici o valium. A Bologna consumatori e simpatizzanti della
cannabis si associano in un movimento che intende lottare per il
libero uso di tutte le piante, e che si fa chiamare “Libera
Maria Sativa”. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nel
1996 le piante di marijuana sequestrate in Italia sono state
491.390, soprattutto in regioni come Emilia Romagna, Calabria,
Sicilia e Trentino.
In Olanda, la nona edizione
della Cannabis Cup vede il trionfo del coffeeshop “De Dampkring”
(letteralmente: “anello di fumo”) che oltre alla Coppa
principale vince anche il premio come miglior coffeshop, la
“Bio Cup” (per la varietà “White Russian”) e la “Hash Cup” (
per il “Moroccan Premier”). La “Hydro Cup” (“Northern Lights 5 x
Haze-Mist”) e la nuova “Dutch hash cup” (“White Widow Pollen”)
vanno alla “Greenhouse”. Migliore banca dei semi: Sensi Seeds.
Il 5 novembre in California
viene votato con successo un referendum (a sostegno del quale
erano state raccolte più di 750mila firme) per permettere l’uso
della cannabis come medicinale
1997
Il quotidiano britannico
“The Independent” lancia una campagna nazionale per la
decriminalizzazione della cannabis, e dichiara di sperare molto
nel neoeletto governo laburista. Purtroppo le loro speranze
rimasero deluse, ma riuscirono comunque ad organizzare una
grande manifestazione antiproibizionista nel Marzo dell’anno
seguente. Oggi questa manifestazione è diventata un evento
annuale, anche se non viene più organizzata direttamente dal
giornale. Nell’edizione del decennale, la “Cannabis Cup” vede un
nuovo trionfo del coffeeshop “Dampkring”, questa volta con la
varietà “Peacemaker” (che vince anche nella categoria “Bio”) e
“C5” (nella categoria “Dutch hash Cup”). La Grrenhouse vince il
titolo di miglior coffeeshop, oltre che alla “Hydro Cup” per la
“Super Silver Haze” e alla “Hash Cup” per il “King Hassan”. La
coppa per i migliori semi va alla “Homegrown Fantaseeds”.
In Italia
I radicali attuano una serie
di disobbedienze civili con distribuzioni pubbliche di hashish.
Decine di militanti e dirigenti vengono prima fermati e poi
arrestati: è la "strada" nonviolenta alla legalizzazione delle
droghe. Marco Pannella è stato condannato per la manifestazione
di Porta Portese e assolto per la cessione in diretta tv durante
la trasmissione "L'Italia in diretta". A Milano il centro
sociale Leoncavallo pubblica “Canapa: la rinascita della
cannabis”dell’autrice francese Michka. A Bologna domenica 6
Aprile Piazza Maggiore ospita la prima Festa della Semina della
Canapa, organizzata da gruppi attivisti antiproibizionisti di
città e provincia. In un clima di festa e di entusiasmo viene
distribuito gratuitamente materiale informativo sulla canapa,
unitamente a tantissimi semi di canapa. A Milano il 29 novembre
si tiene un grande corteo antiproibizionista con 5000 persone e
lo slogan “Sprigionare i corpi liberare le intelligenze”.
In Canada viene pubblicato
il libretto “The Hemp manifesto”, indicante i “101 modi in cui
la canapa può salvare il pianeta”.
1998
A Gennaio la Svizzera
conosce la sua prima “Canna Swiss Cup”: ovviamente molto diversa
lalla versione originale olandese, vede il trionfo della varietà
“Walliser Queen”, della Valchanvre del noto attivista
antiproibizionista Bernard Rappaz. In Francia, il “Movimento di
Legalizzazione Controllata” (MLC) insieme a 10 pazienti inoltra
inutilmente la richiesta di importazione di 10 chili di
“Walliser Queen” da utilizzare per scopi terapeutici.
Durante le olimpiadi
invernali a Nagano (Giappone) il canadese Ross Rebagliati,
medaglia d’oro nello snowboard, viene trovato positivo alla
cannabis. Il Comitato Olimpico Internazionale prima toglie poi
restituisce la medaglia, stabilendo che la cannabis non è da
considerarsi doping.
La “Super Silver Haze” della
“Greenhouse” vince l’undicesima edizione della Cannabis Cup di
Amsterdam, oltre che al premio come miglior coffeeshop, la “Bio
Cup” (per la varietà “El Nino”), “Hydro cup” (“Super Silver Haze”),
“Hash cup” (“King Hassan Elite”), “Dutch Hash Cup” (“Shanti Baba”)
e, per concludere, la Seed Cup per la migliore qualità di semi.
Alla Sensi Seeds va la “Expo Cup”. In polemica con gli
organizzatori, a questa edizione non partecipa il coffeeshop “De
Dampkring”, dominatore delle ultime edizioni, ritenendo che la
manifestazione abbia assunto un aspetto eccessivamente
commerciale.
La Pollinator (azienda
olandese creatrice dell’omonimo metodo di estrazione della
resina) lancia sul mercato un nuovo sistema di estrazione della
resina, stavolta mediante il ghiaccio: ecco l’Ice-o-Lator!
In Italia viene inaugurato
l’Ecomuseo della cultura della lavorazione della canapa a
Carmagnola (Torino) mentre in provincia di Forlì si registra la
prima sentenza favorevole all’uso religioso di cannabis: un
seguace della religione rasta è stato assolto dall’accusa di
detenzione di un chilo di cannabis perché “strettamente conforme
alla propria concezione e filosofia di vita”. Durante la
manifestazione “Ecomoda” viene presentata la prima collezione
d’abbigliamento in canapa
1999
A Milano da una costola del
Centro Sociale Leoncavallo apre “Biosfera”, il primo grow shop
italiano. Ad Amsterdam è di scena la “Super Silver Haze”, che fa
vincere alla “Greenhouse” l’ennesima “Cannabis Cup” della sua
storia. Miglior Coffeeshop l’indianeggiante “De Rokerij”; la
Paradise Seeds vince nella categoria “Indica Cup” (con la
varietà “Sensi Star”) la “Jack Herer” della Sensi Seeds vince la
“Sativa Cup”, mentre il coffeeshop “Dutch Flowers” vince la
“Hash Cup” con la varietà “Unique”. Altre coppe: la “Cyber cup”
va alla varietà “Sunburst” del “Barney’s breakfast Bar”; la
“Glass Cup” va alla “African Hash” per la “Samourai dragon skin”;
miglior prodotto della fiera il vaporizzatore della “Vaportech”,
mentre le “Expo Cup” va alla Sensi Seeds. Secondo un censimento
del Trimbos Institute, nel 1999 si contano 900 coffeeshop sul
territorio olandese. Le città con maggiore densità sono
Amsterdam (che ne conta 288), Rotterdam (70), Utrecht (20) e l’Aja
(70). Contrariamente a quello che si può credere, circa l’ ’80%
dei comuni olandesi non ha nemmeno un coffeeshop.
In Svizzera si tiene
la Prima
giornata Svizzera della Canapa: una specie di stand collettivo
organizzato esclusivamente da produttori di canapa svizzeri.
2000

In Inghilterra, dopo quattro
anni di repressione nei confronti della cannabis da parte del
partito del primo ministro Tony Blair, l’opinione pubblica
comincia a mutare. A settembre il partito conservatore dichiara
che la legalizzazione della cannabis sarà una delle tematiche da
affrontare nell’immediato futuro.
A Wolsfburg, In Germania, in
occasione della fiera BIORESOURCE HEMP 2000, viene fondata la
“Associazione europea per la canapa industriale” (EIHA), una
unione informale di aziende di prima trasformazione della canapa
Nell’Unione Europea.
Sempre in Germania, a
Tuttlingen, in novembre vengono venduti i primi esemplari di un
prodotto rivoluzionario: il vaporizzatore Volcano!

La “Blueberry” del
coffeeshop “Noon” vince la tredicesima edizione della Cannabis
Cup. Miglior coffeeshop: “De Rokerij”. La ”Blueberry” della
“Dutch Passion” vince la “Indica Cup” la “Kali mist” della
“Serious Seeds” primeggia nella “Sativa Cup”; miglior prodotto
il grinder in legno della “Sweet Leaf”.
Per quanto riguarda
l’Italia, il 29-30 Gennaio in provincia di Pisa (località “Rosa
di Terricciola”) apre i battenti il “Centro Culturale Canapa”
con esposizione permanete sugli utilizzi possibili della
canapa., mentre ad Aprile apre “Foglie d’erba”, primo head &
grow shop di Bologna!
A
Novembre, durante i lavori della
terza conferenza nazionale sulla diffusione delle sostanze
stupefacenti e psicotrope che si è tenuta a Genova nasce il
Movimento di Massa Antiproibizionista (MDMA) per rivendicare una
radicale contrapposizione alle politiche proibizioniste e al
loro drammatico fallimento. Il 14 Novembre purtroppo muore
Giancarlo Arnao, storico antiproibizionista italiano.
In Svizzera
la Seconda
giornata Svizzera della Canapa vede diventare quella che l’anno
prima era solamente uno “stand collettivo” una piccola fiera a
cui partecipano un pò tutti i canapai svizzeri.
2001
A
giugno la polizia britannica inizia l’esperimento di Lambeth
(quartiere a sud di Londra): in pratica fino a nuovo ordine chi
verrà trovato in possesso di cannabis non subirà alcun
procedimento penale: in pratica la polizia non deve più perdere
energie per contrastare le cosiddette “droghe leggere”, e può
dedicarsi interamente alla repressione delle droghe pesanti.
Visto il successo dell’esperimento, la proposta di
legalizzazione della cannabis inizia a prendere corpo, e i
suddito di Sua Maestà iniziano a sperare che davvero qualcosa
possa cambiare. Il 23 ottobre il segretario di Stato inglese
David Blunkett propone la riclassificazione della cannabis da
sostanza di classe “B” a sostanza di classe “C”, rendendo di
fatto il solo possesso di cannabis non passibile di arresto.
A
Stockport (UK) il 15 settembre Colin Davies, fondatore della
Medical Marijuana Cooperative, ed il suo socio, l’olandese Nol
van Schaik apre il “Dutch Experience”, il primo cannabis-cafè
britannico: scopo dell’iniziativa è quello di fornire cannabis
ai malati di clerosi multipla che si rifiutano di rivolgersi al
mercato nero. Davies viene immediatamente arrestato per
“possesso di droga finalizzata alla vendita”. Venne rilasciato
dopo poche ore, ed il locale riaprì al pubblico. Rimase aperto
per un paio di mesi: alla fine Davies venne arrestato e rimase
in carcere 7 mesi senza che fosse stato celebrato alcun
processo. Tra le persone arrestate nell’occasione, figura anche
il deputato europeo Marco Cappato (partito radicale – lista Emma
Bonino).
In
Italia, nell’ottobre di questo stesso anno, il vice-presidente
del consiglio e leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini,
lancia la nuova linea di attacco alla droga: niente distinzioni
fra droghe leggere e pesanti, tutte le droghe fanno male. In
pratica, si cerca di rovesciare l’esito della consultazione
referendaria del ’93. Esce il primo numero di “Illecito”,
rivista italo/svizzera sulla cultura della droghe.
Nasce il nuovo soggetto
politico organizzato dei radicali, "Radicali Italiani",
movimento liberale, liberista, libertario e quindi
antiproibizionista. Intanto un po’ in tutta Italia cominciano ad
aprire negozi “tuttocanapa”, e di conseguenza il pubblico
italiano inizia a conoscere meglio la nostra pianta preferita!
Oltre agli usi “ludici” , inizia a fiorire anche la conoscenza
della pianta come produttrice di cosmetici o di capi di
abbigliamento, Per quanto riguarda la cosmesi a base di cannabis
in Italia a Villafalletto (Cuneo) è già attiva Verde Sativa,
azienda pioniera nel settore, mentre su internet troviamo il
sito Indica.it con cosmetici, creme, oli, e informazioni sulla
canapa. Nel campo dell’abbigliamento si distinguono “Fatti di
Canapa” a Napoli e “Omnia Tempore” in provincia di Modena.
Intanto, sentenza a sorpresa della corte di Roma, che
proscioglie perché “il fatto non costituisce reato” Pietro
Chiellini, fermato due anni prima all’aeroporto di Fiumicino
con un grosso quantitativo di hashish, usato per curare gli
spasmi dell’epilessia. Il tribunale riconosce quindi il diritto
all’uso terapeutico della cannabis! Stesso tenore per una nuova
sentenza emessa a novembre dal giudice per le indagini
preliminari del tribunale di Firenze, che proscioglie una
signora toscana dall’accusa di coltivazione di piante di
cannabis a fini di spaccio: le piantine servivano per
fabbricazione di sciroppi ad uso terapeutico.
Secondo
un sondaggio Usa Today/CNN, il 34% degli statunitensi sarebbe
favorevole alla legalizzazione della marijuana.. E’ la
percentuale più alta dal 1969. Grayson Sigler, musicista e
compositore di Hampton (U.S.A.), alla scopo di promuovere una
campagna di informazione pubblica sui benefici della canapa,
attraversa gli States a bordo della sua automobile (una mercedes
del 1983, in seguito ribattezzata “Hemp Car”) usando come
carburante una miscela di semi di cannabis. In media, riusciva a
percorrere 27 miglia con un gallone di “benzina”, come una
normale macchina diesel. Lo stato del Nevada concede a sei
cittadini (protetti dall’anonimato, e dietro presentazione di
referto medico che ne attestasse le finalità mediche) di poter
fumare cannabis a scopo terapeutico. Non possono essere
perseguiti per possesso, uso e coltivazione di piccole quantità,
ma non sono protetti nei confronti delle leggi federali.

In Jamaica, la “National
Ganja Commission” si pronuncia a favore della
decriminalizzazione dell’uso personale e privato di ganja (cannabis)
e dell’uso religioso della “pianta sacra”.

Come ogni anno, ad Amsterdam
si tiene una nuova edizione della Cannabis Cup: questa volta
vince la “Sweet Tooth” dell’ottimo coffeeshop “Barney’s
Breakfast Bar” (che sempre per la stessa varietà si porterà a
casa anche la “Dutch Hash Cup”). La Greenhouse” è ancora una
volta il miglior coffeeshop.
.jpg)
Edizione vincente anche per
la “Sagarmatha Seeds” (“Indica Cup” per la varietà “Yumboldt”)
“Katsu” (“Import hash cup” per “Crystal clear”) “Homegrown
Fantaseeds” (“Sativa Cup” per la varietà “Blue Haze”) “The
Flying Dutchmen” (“Glass Cup”). Migliori prodotti vengono
dichiarati la cioccolata alla canapa della “Hemperium” (“Hemp
Cup”) , ed il nuovo grinder in metallo della “Sweet Leaf” (“Product
cup”). La “Sensi Seeds” vince la “Expo Cup”.
In Germania si tiene il
primo Congresso Internazionale sulla Cannabis in Medicina
(Berlino, 26/27 ottobre) al quale parteciparono più di 80 medici
provenienti da dieci paesi (tra cui Germania, USA, Inghilterra,
Israele, Italia, Spagna, Svizzera).
In
occasione della “Terza giornata della canapa” in Svizzera si
apre la prima edizione del “Cannatrade”, fiera dedicata alla
cannabis. Alla prima storica edizione parteciparono 65
espositori. Sempre in territorio elvetico, il 13 dicembre il
Consiglio degli Stati all’unanimità compie un passo fondamentale
per la depenalizzazione del consumo personale di cannabis e
derivati: la coltivazione e la vendita di derivati di cannabis
viene autorizzata, anche se a precise condizioni: vendita di
quantità limitate e solo ai maggiorenni). Alla base del
provvedimento ha giocato un ruolo fondamentale la convinzione
della relativa innocuità della cannabis rispetto a droghe legali
quali tabacco e alcool. Si stima che al momento siano 87mila gli
svizzeri che quotidianamente fumano cannabis. .
2002
Ad
Amsterdam si celebrano i 30 anni dall’apertura del primo
coffeshop. Il modello olandese di riduzione del danno si è
dimostrato come il modo migliore per affrontare un problema di
livello mondiale, quello del controllo dell’uso (e dell’abuso)
delle sostanze stupefacenti. Senza contare il fatto che la
fuoriuscita del consumo dall'area della clandestinità ha
consentito, fra l'altro, un attento monitoraggio del fenomeno,
permettendo la raccolta di una mole di informazioni al riguardo
che non ha pari in Europa. La 15ma edizione della Cannabis Cup
vede il successo della “Morning Glory” della “Barney’s
Breakfast Bar”, che vincerà anche il titolo come miglior
coffeeshop. Altri premi: “Indica Cup” alla “hemp Works” per la
varietà “The Hog”, “Sativa Cup” per la Sensi Seeds (“Mother’s
Finest”) e “Hash Cup” per la “Royal Cream” del coffeeshop “The
Old Church”. Miglior prodotto (ancora una volta) i favolosi
grinders della “Sweet Leaf”. La “Sensi Seeds” vince la “Expo Cup”.
In Danimarca, continuano i
tentativi del governo centrale per arrivare allo sgombero di
Cristiania: gli abitanti del quartiere rispondono colpo su colpo
alle provocazioni, con tenacia ed umorismo (ad esempio, alla
richiesta di rendere meno visibili le bancarelle dove veniva
venduto hashish, i christianiti risposero coprendo le stesse con
militarissimi teli mimetici)
In Canada diventa legale la
cannabis terapeutica: da fine luglio i canadesi affetti da
malattie croniche o terminali possono richiedere regolare
licenza per coltivare cannabis ad uso terapeutico. In Svizzera
la IV Giornata della Canapa vede la II edizione della fiera
Cannatrade : 115 espositori, per 11mila visitatori.
Per quanto riguarda
l’Italia, il 4 Maggio a Roma si tiene (per la prima volta nel
nostro paese) la “Million Marijuana March”, una marcia
antiproibizionista, una specie di
"Marijuana Day": Ci sarà un corteo "colorato e sonoro, per la
difesa e la liberalizazzione della più innocua e divertente
delle piante medicinali che la natura abbia messo a disposizione
del genere umano". A promuoverlo i quotidiani "il Manifesto" e
"Liberazione", con una serie di associazioni antiprobizioniste,
centri sociali, esponenti del mondo della politica, della
cultura e
la
Comunità San Benedetto al Porto di don Gallo.

Il
29 luglio nasce il sito internet Antiproibizionisti.it,
che si autodefinisce “Associazione Radicale Antiproibizionista
Telematica sulla droga, sulla scienza, sul sesso, su tutto, per
la lotta contro tutti i fondamentalismi.”

Stampa Alternativa pubblica
il libro (a cura dell’ACT - Associazione Cannabis Terapeutica)
“Erba Medica – usi terapeutici della cannabis”.
2003
La Greenhouse vince un’altra
volta la Cannabis cup (oltre al titolo come miglior coffeeshop),
la migliore varietà si chiama “Hawaiian Snow”. Altre varietà
premiate: la “Mk Ultra” della “TH Seeds” (“Indica cup”), la
“White Haze” della “White label Seeds” (“Sativa Cup”) Migliori
Hashish sono lo “Seheresade Sticky” del coffeeshop “De Dampkring”
(“Import Hash Cup”) e l’”Helter Skelter Ice” del “Barney’s
Breakfast bar” (“Dutch Hash Cup”). Alla Sensi l’ennesima “Expo
Cup”. Miglior prodotto il vaporizzatore “Volcano” della ditta
tedesca “Storz & Bickel”. Nell’ambito della “5° Giornata della
canapa”, terza edizione del Cannatrade in Svizzera (che conta
già più di 150 espositori e più di 10mila visitatori).
<!--[if !vml]--><!--[endif]-->In Italia Stampa Alternativa
pubblica “La marijuana fa bene, Fini fa male” riedizione del
testo originale di Blumir del 1993, con un capitolo sui recenti
sviluppi delle leggi proibizioniste in Italia.
2004
A Gennaio finalmente il
governo inglese riclassifica la cannabis da droga di classe “B”
a sostanza controllata di tipo “C”. Purtroppo successivamente la
legge riguardo le sostanze contenute nella classe “C” viene a
sua volta cambiata, tanto da far ritornare tutto (o quasi) come
prima. Il governo inglese spende un milione di sterline per una
campagna informatica che ricordi alla popolazione che nulla è
cambiato, e che la cannabis rimane ancora illegale.
Ad Amsterdam la consueta
Cannabis Cup premia ancora una volta il “Barney’s Breakfast
Bar”, che fa incetta di trofei: la sua varietà “Amnesia Haze”
vince la coppa per la migliore varietà (la vera e propria
“Cannabis Cup”), mentre andranno al “Barney’s” anche la “Import
Hash Cup” (per il “Caramella Cream”), la “Dutch Hash Cup” “(per
il “Barney Rubble”) e la “Expo Cup”. La “Greenhouse” trionfa
nella categoria “People’s cup” con la “Arjan’s Haze” (da
segnalare il secondo posto del Dampkring con la nuovissima “New
York City Diesel”). La Sativa Cup va alla “Love Potion #1” della
“Reeferman Seeds”, la “Indica Cup” va alla “God Bud” della “B.B.
Bud Depot”.
A Christiania, in Danimarca,
i venditori di hashish decidono di sgomberare l’area in “Pusher
street” (continuando però nella vendita “porta a porta”), nel
tentativo di convincere il governo centrale a mantenere in vita
la “Città Libera”. Prima della demolizione, il Museo Nazionale
di Danimarca ottenne di entrare in possesso di uno degli stands
più colorati, che ora può essere ammiratola tutti, esposto
insieme alle altre “opere” di valore nazionale Ma la tregua fu
breve, di lì a poco, i raid della polizia nel quartiere hippy
si intensificheranno sempre di più. Ovviamente, nel rispetto
della legge danese, non sarà più permesso vendere hashish
liberamente.
In Svizzera quarta edizione
del Cannatrade (6° “Giornata della Canapa”): 164 espositori
provenienti da 15 paesi, con un grande successo di pubblico. Si
contano infatti più di 14mila visitatori.
Il 20 Giugno esce il primo
numero in lingua italiana di Soft Secrets, rivista olandese
dedicata alla cannabis, conosciuta anche da noi per il fatto di
essere regalata all’interno dei coffeeshop di Amsterdam. Viene
distribuita in tutta Italia tramite canapai, grow shop, centri
sociali e volontariato alle manifestazioni.
2005
In
Aprile, la fiera della canapa svizzera “Cannatrade” festeggia il
suo quinto compleanno. Finalmente anche l’Italia organizza una
fiera sulla cannabis: “Cannabis Tipo Forte” va in scena a Pescia,
in Toscana., il 19-20 Marzo. Seppur lontano anni luce dai fasti
della “Cannabis Cup” olandese, la fiera in questione ha il
merito di colmare un vuoto, di iniziare a parlare di canapa e
di antiproibizionismo cercando di allineare l’Italia al resto
dell’Europa, dove il dibattito antiproibizionista è decisamente
ad una fase più avanzata rispetto alla nostra. Le ditte presenti
furono: Assocanapa, SweetHemp, Indoorline, Filo D'erba e
Hemporium, Semitalia, ENjOINT, Antiproibizionisti.it, Foglie
D'erba, Cyberia, Elephantsbooks, Ganjamaica, Hemporio e gli
stranieri Green House Seed Co., Pollinator e Dipse.

A
Luglio, in occasione della nuova edizione estiva del Rototom
Sunsplash viene presentata un nuova rivista dedicata agli stili
di vita alternativi. Edita da Stampa Alternativa e in
collaborazione con IndePeople ed il sito internet Enjoint.com:
l'intento di questo nuovo progetto e' quello di realizzare una
pubblicazione che tratti del mondo della canapa (dalla
coltivazione all'utilizzo ludico, tessile, industriale e
medicale). Alla fine del mese viene sequestrato il sito internet
Marijuana.it.
A
Christiania si registra la più brutale operazione di polizia
degli ultimi anni (per quanto riguarda la pacifica Danimarca)
nella quale vennero arrestate più di 100 persone.
Inevitabilmente, la vendita di hashish si sposta in altre parti
di Copenaghen, dove però vengono vendute anche droghe pesanti
(che a Christiania erano bandite). Inizia il lento declino della
zona, e stavolta Christiania rischia davvero di scomparire per
sempre!
Alla Cannabis Cup di
Amsterdam ennesimo trionfo del “Barney’s” con la nuova varietà
“Willie Nelson” (che vince la coppa principale), e la
“Caramella Cream”(che primeggia nella “Import Hash Cup”). Al
Coffeeshop “De Dampkring” va la “Dutch Hash Cup” per la varietà
“Water works”; la “Soma Seeds” vince la “Indica Cup” con la
varietà “Lavender”, la “DNA Genetics” vince la “Sativa Cup” con
la varietà “Martian Mean Green”. Prodotto dell’anno il
vaporizzatore “Vapezilla”, della statunitense “Wicked Roots”.
Intanto si calcola che negli
Stati Uniti al Luglio 2005 siano stati arrestati 10 milioni di
persone per reati connessi alla marijuana.
2006
Negli Stati Uniti il
festival HEMPFEST celebra la sua ventesima edizione. Sesta
edizione invece per il Cannatrade (Svizzera).
Il governo conservatore del
Canada decide che non legalizzerà le droghe leggere. Si pone
così la parola fine al dibattito aperto qualche anno prima dal
governo liberale. Il premier ha fatto sapere che non verrà
tollerato neppure il possesso di quantità modeste di sostanze
stupefacenti. L'approccio del precedente governo in materia era
più leggero, e mirava soprattutto a tenere pulita la fedina
penale dei giovani.
In Francia, un gruppo di
studiosi dell’”Inserm” di Marsiglia scopre che i cannabinoidi
possono indurre la morte di alcune cellule tumorali.
L’esperimento è stato condotto su topi da laboratorio, ed
indispensabile per attivare l’azione antitumorale del THC si è
rivelata la proteina dello stress p8.
All’inizio di maggio in
Messico il parlamento approva una legge che legalizza il
possesso di piccole quantità di stupefacenti. In base alle nuove
regole, non sarà considerato reato il possesso di eroina fino a
25 milligrammi, quello di marjuana fino a 28,3 grammi mentre per
la cocaina il limite massimo consentito è stato stabilito a
mezzo grammo. La nuova legge legalizza anche il possesso di
piccole dosi di Lsd, funghi allucinogeni, amfetamine e peyote.
In Italia la situazione
sembra precipitare in una pericolosa spirale proibizionista:
entra in vigore il famigerato DDL Fini-Giovanardi. In pratica
non esistono più distinzioni tra droghe “leggere” e “pesanti” e,
come tiene a precisare il vicepremier Gianfranco Fini, primo
firmatario della legge in questione: “ il cittadino non ha più
il diritto di assumere sostanze stupefacenti”. (!!! )
A Torino nasce “Critical
Grass”, un movimento che intende dare vita ad un Partito della
Canapa. L’ 11 Marzo sono
migliaia i giovani che partecipano a Roma alla manifestazione
contro la legge sulla droga, una mobilitazione voluta dal
movimento antiproibizionista e che ha schierato almeno trenta
camion addobbati con enormi spinelli fumanti proprio per dire no
alla nuova normativa sul consumo di sostanze stupefacenti. Il
movimento di massa antiproibizionista ha sottolineato piu’ volte
il pericolo rappresentato dalla legge e che prevede pene da
6 a
20 anni per la detenzione di qualunque sostanza compresa la
cannabis, equiparazione tra droghe leggere e pesanti e, di
fatto, tra spaccio e consumo, nonche’ l’agevolazione delle
comunita’ terapeutiche private a scapito del servizio pubblico.
Per di più, dal 1° Aprile
entra in funzione, in
provincia di Imperia il 'droga test' sulla saliva. Il test, che
vede la provincia di Imperia pilota per tutto il Nord Ovest,
viene eseguito dal personale medico della Polizia di Stato,
nell'ambito del programma di prevenzione delle stragi del sabato
sera. L'obiettivo e' di stabilire se l'automobilista fermato
abbia fatto uso di sostanze stupefacenti. In pratica il
candidato viene invitato ad apporre sulla lingua tre
striscioline di carta imbevute di una sostanza reattiva. A
seconda della reazione cromatica sara' possibile stabilire se ha
fatto uso di sostanze cannabinoidi, oppiacei, anfetamine o altro
ancora.
A pochi giorni dalle
elezioni, il ministero della Salute rende note le Tabelle: viene
fissato il liimite di 500 mg
di cannabis, corrispondenti a 5 grammi lordi e a circa 20
spinelli. Chi detiene una una quantità di sostanza stupefacente
superiore, è da considerarsi uno spacciatore, e deve finire in
galera! Tutto questo senza che sia stata avviata dal governo una
campagna di informazione per avvertire la cittadinanza della
nuova legge, passata vergognosamente di nascosto all’interno di
un decreto legge per trovare fondi e combattere il doping
durante le olimpiadi invernali che si sono tenute a Torino.
Subito dopo le elezioni
politiche che sanciscono la risicata vittoria della coalizione
di centrosinistra, cinque giunte regionali (Toscana, Emilia
Romagna, Lazio, Umbria e Liguria) approvano
una delibera mediante la
quale si propone il ricorso presso la Corte Costituzionale per
sollevare l’illegittimità costituzionale della legge
Fini-Giovanardi sulle droghe. Il conflitto di attribuzioni si
spiega alla luce dei contenuti del riformato titolo V della
Costituzione che attribuisce alle regioni la competenza in
materia di sanità. Nonostante la legge tratti temi attinenti
alla salute delle persone le Regioni sono state del tutto
esautorate dal dibattito politico e dalla discussione
parlamentare sul disegno di legge. La Conferenza Stato-Regioni,
infatti, non è mai stata convocata a riguardo.
Il 25 Aprile viene
pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale dell’11
Aprile, che completa con le
tabelle applicative la riforma del testo unico sugli
stupefacenti. Il decreto, drammaticamente operativo dal 9
Maggio, determinerà la perdita della libertà per molti
consumatori di queste sostanze in quanto se si superano le
soglie massime previste dalle tabelle, si è quasi
automaticamente accusati di spaccio (sanzionato penalmente con
la reclusione).

Il 2,3,4 Giugno si tiene a
Bologna la seconda edizione di Cannabis Tipo Forte, la fiera
italiana dedicata alla cannabis.
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