Golden Guide pagine da
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Il vaso cerimoniale utilizzato nei riti con ayahuasca
è sempre appeso dagli indiani sotto la grondaia al lato destro di una casa.
Benché occasionalmente ridecorata, non viene mai lavata.
EFFETTI
dell'ayahuasca vanno da un piacevole inebriamento senza
postumi di sbornia a violente reazioni con malesseri dopo gli effetti.
Solitamente ci sono allucinazioni visive con colori. In dosi eccessive,
la droga porta visioni da incubo e sensazioni di incuranza. Solitamente
non si perde la coscienza, né si hanno problemi con l'uso degli arti.
Infatti, la danza domina per la maggior parte della cerimonia con ayahuasca in
molte tribù. L'inebriamento termina con un profondo sonno e sogni.
Un inebriamento da ayahuasca è difficile da descrivere. L'effetto
dei principi attivi varia da persona a persona. In più, la preparazione
della bevanda varia da una regione ad un'altra, e le piante aggiunte
sono diverse, così cambiano gli effetti.
Yuru, cerimonia nella Colombia amazzonica con inebriamento con
ayahuasca.
Gli indiani stanno soffiando nei sacri flauti di corteccia.
GLI GUSI CEREMONIALI
di ayahuasca sono di grande importanza nella vita
degli indigeni del Sud America. Nel Perù orientale, gli stregoni
assumono la droga per diagnosticare e curare le malattie. In Colombia
ed in Brasile, viene impiegata in profonde cerimonie religiose che sono
la radice della mitologia tribale. Nella famosa cerimonia Yurupari
degli indiani Tukanoan della Colombia Amazzonica - una cerimonia che
inizia i ragazzi adolescenti all'età virile - la droga viene data per
fortificare quelli che devono subire le severe e dolorose prove che
formano parte del rito.
L'inebriamento dell'ayahuasca o caapi tra questi indiani si pensa
rappresentare un ritorno all'origine di tutte le cose: chi ne
utilizza "vede" dei tribali e la creazione dell'universo, degli uomini
e degli animali. Questa esperienza convince gli indiani della realtà
delle loro credenze religiose, perché hanno visto ogni cosa che fa da
fondamento a tutto. Per loro, la vita di ogni giorno è irreale, e la
caapi porta alla realtà vera.
GLI STUDI CHIMICI
dei due rampicanti di ayahuasca sono stati vittime di
confusioni botaniche. Comunque, sembra che entrambe le
specie debbano la loro attività allucinogena principalmente
all'harmina, il maggiore alcaloide B-carboline presente nelle due piante. Gli
alcaloidi di Harmalina e tetrohydroharmina, sono presenti in minori
quantità, ma possono comunque contribuire all'inebriamento. I primi
studi chimici isolarono questi alcaloidi ma non riuscirono a
riconoscere la loro identità. Gli diedero nomi come nuovi alcaloidi.
Uno di questi nomi -telepathina- è un'indicazione della generica credenza
che la bevanda preparata da queste viti dava agli sciamani potere
telepatici.
Formule chimiche degli alcaloidi di Banisteriopis caapi e B.inebrians.
I nuclei indolici sono mostrati in rosso.
LE PIANTE AGGIUNTE ALL'AYAHUASCA
da alcuni indiani nella preparazione
dell ebevande allucinogene sono incredibilmente diverse ed includono
perfino felci. Molte sono conosciute per essere attive di per sè ed
alterano efficacemente le proprietà della bevanda base. Tra queste ci
sono Datura suaveolens (p. 145) ed una specie di Brunfelsia (p. 140)
-entrambi appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, ed entrambe
contengono principi attivi.
Sono molto significativi due additivi, impiegati in un'ampia area da
molte tribù. Le foglie (ma non la corteccia) di una terza specie di
Banisteriopsis - B. rusbyana - viene spesso aggiunta alla preparazione "per
allungare e illuminare le visioni." Chiamata oco-yajè nella maggioranza
delle regioni amazzoniche occidentali della Colombia e dell'Ecuador, la
liana viene coltivata a questo scopo, insieme a B. caapi e B.
inebrians.
In una zona molto più vasta, che include Il Brasile Amazzonico, la
Colombia, l'Ecuador, ed il Perù, vengono aggiunte le foglie di diverse
speci di Psychotria - specialmente P. viridis -. Questo albero della
foresta alto 7 metri appartiene alla famiglia del caffè, Rubioceae.
Come B. rusbyana, si è scoperto contenere un potente allucinogeno N. N-
dimethyltryptamina.
N, N-Dimethyltryptamina (DMT)
UN ALTRO TIPO DI CAAPI
si ricava dalla Tetrapteris methistica, un
rampicante delle foreste appartenete anche lei alla famiglia delle
Malpighioceae. Un gruppo degli indiani Maku della maggior parte delle
zone nordoccidentali del Brasile amazzonico prepara una bevanda di
acqua fredda dalla corteccia della pianta. Non ci sono altri
ingredienti vegetali. La pozione è molto amare ed ha un'insolita
tonalità gialla. Questo potrebbe essere il secondo tipo di caapi
menzionato da diversi esploratori come caapi-pinima, cioè "caapi
verniciato."
Nonostante T. methystica produce gli stessi effetti della
Banisteriopsis caapi, non conosciamo ancora niente della sua chimica.
Tuttavia, è strettamente collegata con Banisteriopsis e con ogni
probabilità, ha gli stessi alcaloidi.
Ci sono 90 speci di Tetrapteris - i rampicanti e piccoli alberi si
trovano negli umidi tropici americani.
SHANSHI (Coriaria thymifolia)
è un diffuso arbusto andino da lungo
tempo riconosciuto per la sua alta tossicità sul bestiame. Recentemente
è stata segnalata come una delle piante usate a scopo allucinogeno dai
contadini nell'Equador. Shanshi è il nome che loro danno alla pianta. I
frutti vengono mangiati per i loro effetti inebrianti, che includono la
sensazione di volare. I magici effetti sono dovuti ad un possibile
glycosido inidentificato, ma la chimica della specie non è stata
studiata. Shanshi è una delle 15 speci di Coriaria, molte delle quali
sono arbusti. Si trovano nelle montagne dal Messico al Cile, dall'area
mediterranea orientale fino in Giappone, ed anche in Nuova Zelanda.
Corioria è l'unico genere conosciuto della famiglia delle Corioriaceae.
SINICUICHI (Heimia salicifolia)
è un affascinante ma poco studiato
allucinogeno uditivo del Messico centrale. Le sue foglie, leggermente
appassite, vengono schiacciati e messe a mollo nell'acqua. Il succo
ottenuto, viene messo al sole per fermentare in una bevanda leggermente
inebriante che può causare vertigini, oscuramenti dell'ambiente,
restringimento del mondo, e sonnolenza o euforia. Si possono avere la
sordità o allucinazioni uditive, con voci o suoni distorti e lontani. I
partecipanti affermano che i postumi sgradevoli sono rari, ma berne
eccessivamente risulta nocivo.
Sinicuichi è un nome dato anche ad altre piante che sono importanti
sia in medicina che come inebrianti in diverse parti del Messico. Altre
sinicuichis alteranti sono Erythrina, Rhynchosia, e Piscidia, ma Heimia
salicifolia ha il più grande rispetto. Con la strettamente connesse H.
myrtifolia, ha un interessante uso nella medicina locale. L'uso allucinogeno, comunque,
è importante solo in Mesico.
L'Heimia appartiene alla famiglia delle Lythroceae, e rappresenta un
genere americano di tre specie appena distinguibili che variano dagli
altopiani dagli Stati Uniti meridionali al sud dell'Argentina. La
presenza di principi allucinogeni è sconosciuta, ma i chimici hanno
trovato recentemente sei alcaloidi nella Heimia salicifolia. Essi
appartengono al gruppo delle quinolizidine. Una di queste, cryogenina o
vertina, sembra essere la più attiva, benché gli effetti allucinogeni
in seguito all'ingestione della pianta intera non sono stati ancora
provati dagli alcaloidi isolata finora. Questo è un altro esempio di
come gli effetti della droga presa come prodotto naturale, e gli
effetti dei loro realtivi chimici.
SAN PEDRO (Trichocerous pachanoi)
E' un cactus molto usato e ampiamente
coltivato come allucinogeno nelle Ande del Perù, Ecuador, e Bolivia. I
nativi, che lo chiamano anche aguacolla, o giganton, riconoscono
diversi "tipi", che differiscono soprattutto dal numero di costole, il
tipo più comune ne ha sette. Questo cactus a volte viene piantato al
bordo dei campi, come recinzione per i bovini al pascolo.
Una bevanda inebriante chiamata cimora viene fatta dal San pedro.
le estremità più corte, vengono spesso vendute nei mercati locali,
vengono affettate come pagnotte e poi vengono bollite in acqua per
diverse ore, a volte con oggetti per superstizioni come polvere
cimiteriale, e ossa polverizzate.
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