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 La prima notizia
certa che si ha su un cane vicino a quello che sarebbe
diventato il Bulldog Inglese, ci viene
dal Survey of Stamford. Li' si narra che nel 1209, Lord Stamford
vide per caso due tori che lottavano per una femmina. I cani di un
macellaio nei pressi, improvvisamente si avventarono su uno dei tori,
lo inseguirono per tutta la città, e infine lo abbatterono dopo un
feroce combattimento.
Lord Stamford rimase talmente impressionato e divertito da quella
scena, che donò la terra dove era avvenuto il combattimento alla
congregazione dei macellai, a patto che ogni anno ripetessero lo
spettacolo con un altro toro, e altri cani.
Nacquero così i Bull-baiting, che tra il Duecento e l'Ottocento
divennero via via sempre più popolari in tutto il Regno Unito.
Ebbero appassionati sostenitori anche tra personaggi famosi, come
Giacomo I, Riccardo III, Carlo I e la grande regina Elisabetta I.
E' comunque complicato risalire alle origini certe del
Bulldog Inglese. Il termine Bulldog non era ancora in uso nel
Cinquecento. All'epoca si parlava più che altro di Baldogge,
definendo pero' cosi' più o meno tutti i cani che venivano destinati
al combattimento con i tori.
Con il successo sempre crescente del Bull-baiting, si cominciarono a
selezionare sempre di più cani con caratteristiche adatte.
All'inizio si trattava di esemplari imponenti e fortissimi; in
seguito, mutando le regole dei combattimenti, ci si rivolse a
esemplari più agili.
Nei secoli la selezione ha permesso di ottenere cani dalle
caratteristiche fisiche e psichiche uniche.
Il Bulldog inglese possiede una forza
eccezionale se paragonata alla mole, una mascella estremamente
possente e capace di mantenere salda qualsiasi presa.
Fortunatamente, pero', già intorno al 1800 la barbarie dei
Bull-baiting inizio a trovare fieri oppositori. Tanto che nel 1835
si arrivò ad una legge che vietava tutti i combattimenti tra gli
animali.
Naturalmente, non fu facile arginare gli incontri clandestini (una
piaga che ancora ci affligge e che tutti vorremmo vedere sconfitta
con pene severissime per i trasgressori!), e i
Bulldog furono per lungo tempo nelle mani di gente di
malaffare, tanto che per molti anni si temette che il loro destino
fosse segnato.
Fortunatamente, grazie ad alcuni appassionati della razza, l'allevamento dei Bulldog sopravvisse. Si cominciò a
operare sul carattere all'epoca troppo aggressivo, e si riuscì a
ingentilirlo senza sminuire il coraggio dei soggetti. In seguito si
lavorò sull'aspetto estetico, arrivando a definire lo
standard.
Inoltre, se siete interessati, vi consigliamo di leggere "Il Bulldog e il Bouledogue francese" di
Umberto Cuomo, edito da 'De vecchi Editore'.
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