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Breve storia dell'esplorazione spaziale


L'uomo ha conosciuto meglio l'Universo dopo l'invenzione del telescopio, ma soprattutto grazie alle sonde spaziali che sono stati lanciate a partire dal 1957. Sono stati più di tremila i lanci da allora effettuati e un infinità di dati è giunto a terra, tanto che essi potrebbero riempire parecchie enciclopedie. Tutto ciò è stato reso possibile grazie allo sviluppo tecnologico dei razzi. All'inizio di questo secolo non era ancora possibile superare la forza di gravità terrestre poiché i razzi non avevano sufficiente potenza ed erano rimasti quasi uguali da quando erano stati inventati dai Cinesi molti secoli addietro. Furono cosi Robert H. Goddard, Herman Oberth, Konstantin Tsiolkovsky e Wernher von Braun, quasi indipendentemente uno dall'altro, a sviluppare i nuovi razzi a combustibile liquido, costruiti a più stadi sovrapposti in modo tale che lo stadio vuoto di carburante veniva eliminato per dare possibilità al razzo di continuare la sua corsa senza pesi in eccedenza. Fino al 1957 era il razzo il maggior protagonista nello spazio, ma in quell'anno i russi lanciarono lo "Sputnik": ebbe così inizio la corsa alla conquista dello spazio con protagonisti i satelliti artificiali.

Lo Sputnik fu la prima sonda lanciata nello spazio, equipaggiato con gli strumenti già usati su dei palloni sonda in uso da diversi anni. Dopo i russi con lo Sputnik presto seguirono anche gli americani con la loro sonda Explorer 1, poi nel 1959 i russi con la loro terza sonda serie Luna ottennero le prime foto della faccia nascosta della luna. Queste primitive sonde con le loro strumentazioni mandarono a terra anche molti dati scientifici che aiutarono l'uomo nella conquista dello spazio ed nel primo ammaraggio lunare. Dopo la prova fatto con la cagnetta Laika presto seguì anche il primo volo umano nello spazio.

Il 12 aprile 1961 Yuri Gagarin con la navicella Vostok 1 percorse in un'ora e 48 minuti un giro intorno alla terra raggiungendo un'altitudine di 326 km. Da parte americana seguirono Alan Shepard sempre nel 1961 e John Glenn nel febbraio dell'anno seguente. Il 25 maggio 1961 il presidente Americano Kennedy lanciò la sfida dell'uomo sulla Luna entro la fine del decennio e cominciò così anche il progetto Gemini che aveva come scopo principale il collaudo di nuove tecnologie e tecniche necessarie al programma di andare sulla Luna denominato programma Apollo. Nel 1965 si compie anche il primo aggancio spaziale tra la Gemini 6 e la Gemini 7.

Per rendere possibile l'atterraggio sulla Luna, nel 1967 gli americani usarono gli veicoli U.S. Orbiter che in pochi mesi ottennero una carta dettagliata della superficie lunare. Nel frattempo anche i russi non restarono fermi e tentarono pure loro la conquista della Luna, ma con meno fortuna degli americani, a causa dei problemi con il loro razzo prescelto per la missione. Come stabilito gli americani riuscirono a portare a termine il progetto Gemini e così, dopo alcuni lanci Apollo, finalmente fu l'Apollo 11 con il suo equipaggio a compiere con successo la missione.

Il giorno 16 luglio 1969 partirono gli astronauti Neil Armstrong, Michael Collins ed Edwin Aldrin alle ore 8.32 dalla Florida (Kennedy Space Center) per compiere 4 giorni dopo lo sbarco sulla Luna, seguito in diretta dalla televisione di tutto il mondo. Le missioni che seguirono non furono rilevanti e la gente, vista la spesa del programma Apollo, preferì terminare con esso: infatti le ultime 3 dei 20 missioni programmate vennero sospese.

Da ricordare è la missione Apollo 13 che, caso volle, fu lanciata alle 13.13 da Cape Canaveral, e risultò essere la più sfortunata delle missioni: i tre astronauti riuscirono ad evitare una tragedia dopo che a due giorni di distanza dal lancio, a tre quarti di viaggio verso la Luna il giorno 13 aprile scoppiò uno dei due serbatoi di ossigeno e venne danneggiato anche il secondo. Grazie ad un abile lavoro da parte degli astronauti e la collaborazione di Houston gli astronauti riuscirono a tornare a terra con un volo libero intorno alla luna e con due accensioni dei motori del modulo lunare (LEM).

Questo fatto ci fa capire bene quanto è importante l'addestramento e la preparazione psicologica degli astronauti. La NASA già nel 1959 chiese una lista di militari con qualificazioni specifiche ed esperienza di volo, inoltre pretese che le persone in questione dovevano essere di statura piccola, a causa dello spazio ristretto nella cabina delle capsule Mercury. Nell'aprile del 1959 dopo una lunga selezione e test psichici la NASA annunciò la sua selezione di 7 uomini quali primi astronauti americani. Mentre gli americani usufruirono delle conoscenze maturate col progetto Apollo e costruirono una stazione spaziale orbitante per uso laboratorio, vennero preceduti di due anni dai russi con la messa in orbita della navicella Salyut 1, ugualmente destinata a laboratorio spaziale.

Il primo attracco della Soyuz 10 fallì a causa del portellone d'ingresso che non si aprì. Rientrò cosi la Soyuz 10 lasciando il posto alla navicella Soyuz 11 con a bordo tre cosmonauti, tutto funzionò per il meglio e i tre vi rimasero per 23 giorni. Nel ritorno i tre astronauti, salendo sulla navicella Soyuz, non indossavano le tutte spaziali ed un guasto nel sistema di pressurizzazione fu la causa della loro tragica. Finisce cosi l'unica missione della Salyut 1 che nel 1975 si disintegra nell'atmosfera. Con la messa in orbita della stazione spaziale Skylab nel 1973 il razzo divenne un quasi comune mezzo di trasporto come la macchina o il treno.

È in questo decennio che ci si rende conto che sia per il costo elevato, sia per la tecnologia disponibile, è molto più conveniente usare le sonde automatiche che possono in tutta sicurezza prendere il posto dell'uomo ed aprire le strade verso i altri pianeti. Il 2 marzo del 1972 inizia cosi il lungo viaggio del Pioneer 10 e circa un anno dopo anche del Pioneer 11 con tappa a Giove e poi destinazione ignota. Sono le prime sonde a passare la fascia degli asteroidi, nelle vicinanze di Giove e poi di Saturno, dove il Pioneer 11 nel 1979 scopre numerosi altri anelli. Anche se non è più possibile il collegamento dati dal 1995 a causa dell'energia ridotta, stanno tuttora proseguendo il loro viaggio per mondi sconosciuti all'esterno del nostro sistema planetario. Nel 1976/77 seguirono anche le due sonde Voyager, che dopo anni di viaggio riescono a mandare a terra delle immagini spettacolari degli pianeti esterni, scoprendo anche diversi nuovi satelliti.

Le uniche sonde a passare ancora la fascia degli asteroidi furono la Ulysses e la Galileo. Il 15 ottobre di quest'anno dopo tante polemiche a causa dei tre RTG's (Generatori Termonucleari Radioisotopici) a bordo è partita la sonda Cassini/Huygens con destinazione Titanio, la più grande luna di Saturno: qui la Huygens, dopo sette anni di viaggio, si separerà dalla navicella madre per iniziare la sua discesa alla superficie mentre la Cassini proseguirà per le altre lune facendo da ponte radio ed esploratore. È prevista nei prossimi decenni anche la missione Pluto Express con destinazione Plutone.


La costruzione delle sonde spaziali

Le sonde spaziali automatiche sono costruite con diversi criteri, pesi e grandezze per compiere le più svariate missioni, ma hanno in comune molte cose. Ogni sonda contiene vari strumenti scientifici selezionati per il tipo di missione da compiere, supportato da sistemi di base per la generazione di energia elettrica, per la traiettoria e la guida nello spazio e la comunicazione con la Terra. La NASA utilizza due sistemi per la generazione di energia elettrica; in caso di missioni nella zona degli pianeti interni utilizza panelli solari con degli accumulatori ricaricabili, invece per le missioni oltre l'orbita di Marte sono necessari piccoli generatori nucleari. Questi ultimi sono stati la causa delle polemiche per la missione Cassini/Huygens, ma anche precedentemente sono stati presi di mira dagli ambientalisti per la loro pericolosità.

Purtroppo, anche se bisogna dire che vengono assemblati con caratteristiche di massima sicurezza e dopo diversi studi, sono necessari dato che a quella distanza dal Sole non sono più utilizzabili i pannelli solari. Per poter dare delle correzioni di rotta ogni sonda è provvista di piccoli motori a razzo con relativo serbatoio per i combustibili, inoltre c'è il sistema automatico di guida tenuto sotto controllo dal computer di bordo in caso fosse interrotta la comunicazione con la stazione terrestre. Ci sono inoltre le antenne ad alto e basso guadagno che insieme al ricetrasmettitore formano il sistema di comunicazione con il Jet Propulsion Laboratory e altre stazioni terrestri atte a ricevere dati ed inviare comandi alla navicella.


La forza di gravità e le orbite

Per poter raggiungere i pianeti in tempo molto più breve le sonde vengono inviate verso un corpo celeste vicino per utilizzare in tal modo la forza di gravità del pianeta o del satellite acquistando più velocità e compiendo cosi anche un flyby che significa un volo ravvicinato. La prima sonda ad usare la forza di gravità fu la Mariner 10, che venne inviata verso Venere per poi utilizzare il campo gravitazionale del pianeta per raggiungere Mercurio. Le leggi della gravità vennero identificate da Isaac Newton nel XVII secolo ma il primo ad intuirle fu Keplero, poco meno un secolo prima. Per poter esplorare il sistema solare, occorre utilizzare delle coordinate che permettono di identificare la posizione dell'osservatore, degli oggetti naturali nel sistema solare e di ogni navicella in viaggio nello spazio interplanetario od in orbita intorno un pianeta.


Claudio Gort (acgort@mailexcite.com)
 

 
  Le missioni dal 1957 al 1960

Le missioni dal 1961 al 1965

Le missioni dal 1966-1970, escluse le missioni Apollo sulla Luna

Le missioni dal 1971-1975, escluse le missioni Apollo e Skylab

Le missioni dal 1976-1980


 

Le missioni dal 1957 al 1960

Sputnik 1 (URSS-1957) primo satellite artificiale
Explorer III (USA-1958) scoperta delle Fasce di Van Allen
Pioneer 0 (USA-17 Agosto 1958) Lunar Orbiter, esploso il primo stadio
Pioneer 1 (USA-11 Ottobre 1958) Lunar Orbiter, non ha raggiunto la velocità di fuga
Pioneer 3 (USA-6 Dicembre 1958) Lunar Orbiter, non ha raggiunto la velocità di fuga
Pioneer 4 (USA-3 Marzo 1959) sorvolo della Luna, è ora in orbita solare
Luna 1 (URSS-2 gennaio 1959) ha scoperto il Vento solare ed è ora in orbita solare
Luna 2 (URSS-12 settembre 1959) primo impatto sulla superficie della Luna
Luna 3 (URSS-4 ottobre 1959) ha preso le prime foto della faccia nascosta della Luna
Pioneer 5 (USA-11 marzo 1960) ora in orbita solare
Mars 1960A (URSS Mars Probe -10 ottobre 1960) non ha raggiunto l'orbita terrestre
Mars 1960B-(URSS Mars Probe -14 ottobre 1960) non ha raggiunto l'orbita terrestre

Le missioni dal 1961 al 1965

Venera 1 (URSS-12 febbraio 1961) sorvolo di Venere, ora in orbita solare
Aerobee Rocket (USA- 1962) osservazione della radiazione X delle stelle
Ranger 3 (USA-26 gennaio 1962) fallì l'approccio con la Luna, ora in orbita solare
Ranger 4 (USA-23 Aprile 1962) primo impatto sulla Luna
Mariner 2 (USA-27 agosto 1962) effettuò il primo approccio a Venere (il 3 gennaio 1968) ad una distanza di 34800 km che portò a confermare l'alta temperatura della sua atmosfera, ora in orbita solare
Mariner 3 (USA-1964) tentativo fallito di volare verso Marte

Ranger 5 (USA-28 ottobre 1962) tentativo di sorvolo della Luna ora in orbita solare
Mars 1962A (URSS-24 ottobre 1962) missione verso Marte, esplosione dello stadio finale
Mars 1 (URSS-1 novembre 1962) missione verso Marte, perse le comunicazioni
Mars 1962B (URSS-4 novembre 1962) missione verso Marte, non ha raggiunto l'orbita terrestre
Luna 4 (URSS-2 Aprile 1962) tentativo di atterraggio sulla Luna, ha mancato la Luna ed è ora in orbita solare
Ranger 6 (USA-30 gennaio 1964) tentativo di allunaggio fallito, ora in orbita solare
Zond 1 (URSS-2 aprile 1964) sorvolo di Venere fallito, ora in orbita solare
Ranger 7 (USA-28 luglio 2964) arrivò vicino alla Luna, mandò alcune immagini e poi si schiantò sulla sua superficie.
Mariner 3 (USA-5 novembre 1964) tentativo fallito di sorvolo di Marte, ora in orbita solare
Mariner 4 (USA-18 Novembre 1964) raggiunse Marte il 14 luglio 1965 passando a 9920 km dalla sua superficie, per la prima volta, mandò a Terra 22 immagini della sua superficie
Zond 2 (URSS-30 novembre 1964), verso Marte, perso il contatto
Ranger 8 (USA-17 febbraio 1965), mandò immagini della Luna prima di schiantarsi sul Mare della Tranquillità
Ranger 9 (USA-21 marzo 1965), mandò immagini della Luna prima di schiantarsi sulla Luna
Luna 5 (URSS-9 maggio 1965) schiantata sulla Luna
Luna 6 (URSS-8 giungno 1965) mancò la Luna
Zond 3 (URSS-18 luglio 1965) mandò immagini della faccia nascosta della Luna, ora in orbita solare
Luna 7 (URSS-4 ottobre 1965) mancò la Luna e si schiantò su di essa
Mariner 9 (USA-1971) entrò in orbita attorno a Marte. Inviò immagini dettagliate della sua superficie rivelando i grandi crateri vulcanici presenti e fotografò per la prima volta i satelliti Deimos e Phobos

Le missioni Apollo (USA-dal 1969 al 1972) effettuarono lo sbarco sulla Luna di astronauti

Le missioni dal 1966-1970, escluse le missioni Apollo sulla Luna

Venera 2 (URSS-12 novembre 1965) verso Venere, perse le comunicazioni poco dopo l'arrivo, ora in orbita solare
Venera 3 (URSS-16 novembre 1965) verso Venere perse le comunicazioni poco dopo l'arrivo, schiantata su Venere
Luna 8 (URSS-3 dicembre 1965) caduta sulla Luna
Pioneer 6 (USA-16 dicembre 1965) verso il Sole, ora in orbita solare continua a trasmettere
Luna 9 (URSS-31 gennaio 1966) atterra sulla Luna e fornisce le prime immagini della sua superficie
Luna 10 (URSS-31 marzo 1966) ancora in orbita lunare
Surveyor 1 (USA-30 aprile 1966) primo allunaggio
Lunar Orbiter 1 (USA-10 agosto 1966) orbita intorno alla Luna ed impatta su di essa dopo avere fotografato la faccia nascosta della Luna
Pioneer 7 (USA-17 agosto 1966) verso il Sole
Luna 11 (URSS-24 agosto 1966) ancora in orbita lunare
Surveyor 2 (USA-20 settembre 1966) verso la Luna schiantata sulla sua superficie
Luna 12 (URSS-22 ottobre 1966) ancora in orbita lunare
Lunar Orbiter 2 (USA-6 novembre 1966) fotografò la faccia nascosta della Luna ed impattò sulla sua superficie
Luna 13 (URSS-21 dicembre 1966) atterrò sulla Luna
Lunar Orbiter 3 (USA-5 febbraio 1967) orbitò attorno alla Luna e prese fotografie per l'atterraggio delle missioni Apollo
Surveyor 3 (USA-17 aprile 1967) atterraggio morbido sulla Luna
Lunar Orbiter 4 (USA-4 maggio 1967) orbita polare attorno alla Luna e poi impatto sulla sua superficie
Venera 4 (URSS-12 giugno 1967) verso Venere, prima orbita attorno al pianeta fu la sonda che mandò i primi dati relativi alla composizione della atmosfera vesuviana
Mariner 5 (USA-14 giugno 1967) verso Venere, sorvolo del pianeta ed analisi della sua atmosfera e campo magnetico
Surveyor 4 (USA-14 luglio 1967) verso la Luna
Explorer 35 (USA-19 luglio 1967) verso la Luna
Lunar Orbiter 5 (USA-1 agosto 1967) in orbita polare prese diverse immagini della Luna
Surveyor 5 (USA-8 settembre 1967) atterraggio morbido sulla Luna
Surveyor 6 (USA-7 novembre 1967) atterraggio e ripartenza dalla superficie lunare
Pioneer 8 (USA-13 dicembre 1967) missione solare ancora in orbita
Surveyor 7 (USA-7 gennaio 1968) atterraggio morbido sulla Luna
Luna 14 (URSS-7 aprile 1968) ancora in orbita lunare
Zond 5 (URSS-14 settembre 1968) in orbita luni-terrestre
Pioneer 9 (USA 8 novembre 1968) ancora in orbita solare
Zond 6 (URSS-10 novembre 1968) atterraggio sulla Luna e ritorno a Terra
Venera 5 (URSS-5 gennaio 1968) verso Venere. Liberò il modulo Venera 6 entro l'atmosfera di Venere. Inviò dati sino ad una altezza di 11 km dalla sua superficie poi si interruppero le comunicazioni
Mariner 6 (USA-24 febbraio 1969) verso Marte. Inviò oltre 200 immagini della superficie di Marte passando a 3437 dal pianeta rosso, ora in orbita solare
Mariner 7 (USA-27 marzo 1968) verso Marte. Come il Mariner 6 passò a 2551 km dalla sua superficie e inviò immagini e dati della atmosfera e superficie
Luna 15 (URSS-13 luglio 1969) fallì l'atterraggio morbido sulla Luna
Venera 7 (URSS-17 agosto 1970) primo tentativo di atterraggio su di un pianeta del Sistema Solare. Una volta atterrata inviò dati per circa 23 minuti.
Luna 16 (URSS-12 settembre 1970) atterrò sulla Luna nel Mare Fecunditatis
Zond 8 (URSS-20 ottobre 1970) atterraggio sulla Luna e ritorno a Terra.
Luna 17 (URSS-19 novembre 1970) atterraggio sulla Luna e rilascio del modulo automatico Lunokhod 1

Le missioni dal 1971-1975, escluse le missioni Apollo e Skylab

Mariner 8 (USA-8 maggio 1971) non riuscì a raggiungere Marte
Kosmos 419 (URSS-10 maggio 1971) non riuscì a raggiungere Marte
Mars 2 (URSS-19 maggio 1971) entrò in orbita attorno a Marte e fu il primo tentativo fallito di posare sulla sua superficie un modulo spaziale, l'orbiter inviò dati fino al 1972
Mars 3 (URSS-28 maggio 1971) primo tentativo riuscito di atterraggio di un Lander su Marte che inviò dati per 20 secondi, l'orbiter funzionò fino all'agosto del 1972
Mariner 9 (USA-30 maggio 1971) prima sonda spaziale americana messa in orbita attorno a Marte. Prime immagini ad alta risoluzione di Phobos e Deimos, le immagini della superficie del pianeta furono poche a causa di una forte tempesta in atto sulla sua superficie
Luna 18 (URSS-2 settembre 1971) schiantato durante l'atterraggio sulla Luna
Luna 19 (URSS-18 settembre 1971) ancora in orbita lunare
Luna 20 (URSS-14 febbraio 1972) atterrò felicemente sulla Luna e riportò a Terra dei campioni di rocce lunari
Pioneer 10 (USA-3 marzo 1972) prima missione spaziale verso Giove, passò a 132250 km da Giove il 1 dicembre 1973 e mandò oltre 200 immagini di Giove e delle sue lune, sta lasciando ora il Sistema Solare
Venera 8 (URSS-27 marzo 1972) verso Venere, rilasciò un modulo nella atmosfera vesuviana che si posò felicemente ed inviò dati per 50 minuti
Luna 21 (URSS-8 gennaio 1971) allunaggio e modulo Lunokhod 2 che ha esplorato la superficie lunare
Pioneer 11 (USA-6 aprile 1973) verso Giove sopra cui orbitò nel dicembre del 1974 passando a 42900 km ed inviando immagini della sua atmosfera. Il 1 settembre del 1979 raggiunse Saturno sorvolandolo a 3500 km di altezza ed inviando splendide immagini del suo sistema di anelli, sta lasciando ora il Sistema Solare
Mars 4 (URSS-21 liglio 1973) non riuscì ad entrare in orbita attorno a Marte anche se inviò alcune immagini da una altezza di 2200 km
Mars 5 (URSS-25 luglio 1973) entrò in orbita attorno a Marte il 12 febbraio 1974 e fu di preparazione alla missioni sovietiche seguenti
Mars 6 (URSS-5 agosto 1973) entrò in orbita attorno a Marte e quindi tentò il lancio di un modulo di atterraggio che però fallì
Mars 7 (URSS-9 agosto 1973) non entrò in orbita di Marte e fallì il rilascio del modulo di atterraggio
Mariner 10 (USA 3 novembre 1973) volò verso Venere e mandò numerose immagini del pianeta analizzando la sua atmosfera. Il 29 marzo del 1974 arrivò vicino a Mercurio ed inviò circa 10000 immagini coprendo il 57 % della sua superficie. Ad oggi è l'unica missione che ha esplorato Mercurio
Luna 22 (URSS-29 maggio 1974) entrò con successo in orbita attorno alla Luna
Luna 23 (URSS-28 ottobre 1974) schiantato sulla superficie lunare
Helios 1 (USA e Germania-20 dicembre 1974) missione in orbita solare, entrò in orbita attorno al Sole ad una distanza di 47 milioni di km
Venera 9 (URSS-8 giugno 1975) verso Venere, il modulo atterrò sul pianeta e trasmise per 53 minuti immagini in bianco e nero della superficie vesuviana, è ora in orbita attorno a Venere
Venera 10 (URSS-14 giugno 1975) arrivò su Venere tre giorni dopo il Venera 10 il 25 ottobre 1975 ed il suo modulo atterrò con successo sul pianeta inviando immagini per 65 minuti
Viking 1 (USA-20 Agosto 1975) entrò in orbita marziana il 19 giugno del 1976 atterrando a Chryse Planitia il 20 luglio 1976. La sonda effettuò una ricerca (fallita) di microrganismi marziani ed inviò straordinarie immagini della superficie di Marte
Viking 2 (USA-9 Settembre 1975) missione gemella del Viking 1 atterrò il 3 settembre del 1976 nella regione di Utopia Planitia. Fece essenzialmente gli stessi esperimenti della sonda gemella e misure ma disponendo anche di un sismografo per la misura dei terremoti marziani. Atterrò sulla sua superficie il 20 luglio 1976, oltre 52000 immagini del pianeta. Smise di funzionare l'11 novembre del 1982.

Le missioni dal 1976-1980

Helios 2 (USA e Germania-16 gennaio 1976) missione solare in orbita a 43 milioni di km di distanza dal Sole
Luna 24 (URSS-9 agosto 1976) atterrò nel Mare Crisium e riportò a Terra 170 grammi di rocce lunari.
Voyager 2 e Voyager 1, esplorazione dei pianeti esterni:
Pioneer Venus 1 (USA-10 maggio 1978) verso Venere. Effettuò la prima mappa radar del pianeta
Pioneer Venus 2 (USA-8 agosto 1978) verso Venere, liberò 4 moduli di discesa, agganciati a dei paracadute, entro l'atmosfera di Venere
International Sun-Earth Explorer 3 (USA-12 agosto 1978) esplorò il mezzo interplanetario tra la Terra ed il Sole ed incontrò la cometa Giacobini-Zinner l'11 settembre 1985
Venera 11 (URSS-9 settembre 1978) verso Venere, il modulo atterrò sulla superficie il 25 dicembre 1978 ma la trasmissione dei dati e delle immagini fallì
Venera 12 (URSS-14 settembre 1978) verso Venere, il modulo atterrò il 21 dicembre del 1978 ed inviò dati per 110 minuti
Solar Maximum Mission (USA-14 febbraio 1980) missione di studio dell'attività solare

 

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