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EROINA


 

Indice :

 

 

 

     

 

  • Il ciclo di produzione dell'eroina è molto complesso poiché necessita di sedici operazioni di trasformazione. E' possibile quantificare questo processo stimando che 500.000 fiori di papavero producono circa 10 kg di oppio, da cui si ricava 1 kg di eroina. Ciò porta a stimare grosso modo la produzione potenziale di eroina pura in 370 tonnellate all'anno. A queste cifre occorre aggiungere le produzioni dei paesi dell'est - il Kazakistan, il Turkmenistan e l'Uzbekistan, produttori tradizionali di papavero da oppio, e l'Ucraina - che appaiono come nuove sorgenti di approvvigionamento, e inoltre l'India, dove una quota delle culture lecite per l'industria farmaceutica viene deviata sul mercato illecito.
    Nonostante la complessità del processo di produzione, l'eroina resta una sostanza il cui commercio è molto redditizio, poiché il prezzo di 10 kg di oppio varia tra i 1000 e i 1.500 dollari e l'eroina ottenuta viene venduta al dettaglio a un prezzo tra i 20.000 e 260.000 dollari al chilogrammo


Si sta sviluppando in alcune aree del Sud Est asiatico, soprattutto in Cambogia, Myanmar e Corea del Nord, ma il suo impatto sull'Unione Europea è difficile da accertare dettagliatamente.
La Tailandia è considerata un paese importante per la produzione ed il transito della droga diretta in Europa.
Considerando l'area della Mezzaluna dorata, l'Afghanistan è uno dei maggiori produttori di oppio illegale nel mondo e la fonte principale di resina di cannabis che è spedita in Pakistan per essere in seguito esportata in Europa. La produzione di oppio nel 1994 ammontava a circa 3200 tonnellate. Il fatturato della produzione oppiacea del paese ammonta a circa 220 milioni di dollari americani l'anno. Presso i confini con il Pakistan, una zona tribale di difficile controllo, si ritiene vi siano circa 100 raffinerie dove l'oppio è convertito in eroina.
Come l'Afghanistan, il Pakistan è anch'esso produttore di cannabis, con piantagioni concentrate soprattutto nelle province di confine del nord ovest. Grandi quantità di cannabis destinate all'Europa sono trasportate attraverso i porti marittimi in Africa. La produzione oppiacea del Pakistan è stimata in circa 140 - 180 tonnellate l'anno. La produzione di hashish è di circa 500 tonnellate l'anno. L'eroina e la cannabis costituiscono il 5% del prodotto interno del Pakistan. Poiché le zone di produzione della droga sono concentrate in aree inaccessibili e vicine agli insediamenti di tribù autonome e poiché i trafficanti sono solitamente ben armati, le autorità nazionali hanno incontrato serie difficoltà nella lotta al narcotraffico.


L’oppio si ottiene praticando delle incisioni longitudinali sulle capsule non ancora mature della pianta di papavero. Il succo bianco e denso che ne fuoriesce si rapprende a contatto con l’aria e diventa scuro e resinoso. La materia allo stato grezzo deve essere fatta fermentare con l’aggiunta di un particolare tipo di fungo, l’aspergillus niger: solo allora può essere fumato in apposite pipe o ingerito con bevande o cibi.

A partire dall’Ottocento, con lo sviluppo dell’industrializzazione, numerosi studiosi di chimica si sono dedicati all’estrazione dall’oppio del suo principio attivo. Dalle ricerche condotte è stata ricavata la morfina, una sostanza alcalina presente nella resina oppiacea. Diluita nell’acqua la morfina si rendeva iniettabile e procurava effetti più immediati di quelli dell’oppio stesso.
I successivi esperimenti hanno consistito nel creare una reazione tra l’acido cloridrico e la morfina di base e hanno portato all’ottenimento della morfina idrocloruro. Da tale composto si è poi giunti alla diacetilmorfina, o eroina di base. Recentemente è stato scoperto che acetificando la morfina per mezzo dell’anidride acetica è possibile ottenere direttamente l’eroina.

I gradi di lavorazione di questo stupefacente sono diversi. I derivati oppiacei più comuni sono l’eroina n°3 e la n°4. La prima è una sostanza piuttosto grossolana: contiene infatti una porzione di diacetilmorfina che oscilla tra i 15 e i 45 punti percentuali; comunemente viene chiamata brown sugar, per il colore marrone e la consistenza cristallina; è consumata per mezzo dell’inalazione dei suoi fumi, a differenza degli altri tipi di eroina che invece si iniettano. La seconda, conosciuta nel Triangolo d’Oro col nome di China White, si ricava effettuando ulteriori trattamenti, anche organici (con etere o cloroformio), dell’eroina n°3 ed è più pura, perché la quantità di diacetilmorfina presente in essa varia tra il 60% e il 95%.


Spesso e' difficile, per un tossicodipendente avere informazioni attendibili sugli aspetti chimico-sanitari dell'assunzione di eroina, soprattutto per l'altissimo numero di "leggende metropolitane" voci irrazionali e ritualità collettive che mistificano la realtà scientifica. Qui sotto, un articolo che rappresenta uno dei pochi lavori scientifici sul mondo dei tossicodipendenti: e' un indagine sulla qualità delle sostanze da taglio in circolazione.

C'e' la stricnina nella roba? La morte puo' davvero sopraggiungere per avvelenamento da taglio? A questo risponde l'articolo assumendo una posizione che stupisce: l'eroina di strada contiene sostanze da taglio non dannose.

Coomber, Ross: "Vim in the veins, fantasy or fact: the adulteration of illicit drugs", Addiction Research, Amsterdam, vol. 5 (3), pp.195-212.

Ross Coomber è un docente di Scienze Sociali all’Università di Greenwich: ha effettuato lunghe ricerche bibliografiche ed ha avuto contatti con Istituti di Medicina Legale e Laboratori Criminologici, soprattutto inglesi, sulla qualità e quantità di adulterazioni nell’eroina, anfetamine, ectasy ed altre droghe in circolazione. La situazione che descrive riguarda, pertanto, in particolare l’Inghilterra e forse non è estendibile agli Stati Uniti non essendovi in Gran Bretagna quella stratificazione di grandi, medi, piccoli grossisti e quelle ramificazioni di spacciatori che è tipica del Nord America. Non per nulla lo stesso A. ha effettuato anche una indagine via Internet su 80 spacciatori di 14 diversi Paesi per chiedere loro - in via riservata ed anonima - quali fossero le sostanze da taglio impiegate con particolare riguardo per quelle pericolose per la salute ottenendo risposte che coincidono con le sue ricerche inglesi. Del resto sul Bollettino n. 3/97 Chiarotti e coll. ha pubblicato una ricerca condotta a Roma intitolata "Le cosiddette sostanze da taglio presenti nell’eroina da strada nel mercato clandestino di Roma". Gli Autori nell’articolo dimostrano che la sostanza maggiormente frequente è stata la caffeina e che comunque nessuna delle sostanze aggiunte aveva azione potenzialmente tossica (pag. 28-30).

Eppure è opinione diffusa recepita anche in alcune legislazioni (italiana in primis) che i decessi da overdose siano dovuti a sostanze da taglio tossiche. L’elenco di queste ultime che circola nel giro para-ufficiale arriva a comprendere polveri detergenti (il VIM), polvere di calcinaccio, veleno per topi, stricnina, latte in polvere, talco e così via. Ma quale sarebbe il motivo di fondo di queste "adulterazioni"? Il profitto senza dubbio ma nella rete degli spacciatori esiste anche un "marketing" e quasi una certificazione di "qualità" per cui non sarebbe interesse del traffico e spaccio illegale far circolare sostanze pericolose che eliminano fisicamente i clienti poichè ridurrebbero i guadagni. Questi ultimi come dimostra Coomber derivano soprattutto dal confezionamento di piccoli pacchetti: 28 sacchetti da una oncia di cocaina (cioè da 28 g.) non saranno mai di 1 g. ciascuno e, a quanto riferisce Coomber, con lo stesso sistema alcuni supermercati ci guadagnano sopra sempreché non intervengano le associazioni di consumatori! Inoltre l’eroina e la cocaina che giungono dalla zona di produzione sono pure al 55-60% come dimostrano i sequestri alla fonte in quanto nel caso dell’eroina contengono alcaloidi dell’oppio come l’acetilcodeina, la 6-acetil-morfina nonché la noscapina e la papaverina. Si dovrebbe distinguere fra l’adulterazione, cioè l’aggiunta di altre sostanze psico-attive come la caffeina ed il paracetamolo, e la diluizione che consiste nell’aggiunta di glucosio e lattosio; vi sono, inoltre sostanze derivanti dalla lavorazione che possono essere classificate come impurità (amido, gelatina ed altre sostanze ad azione adesiva). Per quanto riguarda l’eroina oltre a caffeina, paracetamolo, zuccheri talvolta si trovano benzodiazepine, metaqualone, fenobarbitali; lo scopo non è soltanto quello di frodare sul peso ma soprattutto quello di fornire un prodotto stimolante e, nel caso dell’eroina fumata, quello di aumentare la quantità dell’eroina volatizzata (la caffeina ha questa azione). Piccole quantità di chinino accentuano il rush; certo la stricnina favorisce il fumo ma le sue quantità introdotte sono minime e non tossiche perché non fa "massa" ma consente di "cavalcare il drago" ("chasing the dragon" cioè fumare eroina). Certo il paracetamolo aggiunto potrebbe non essere del giro delle farmacie che richiedono la ricetta medica ma sembra che possa riconoscersi attraverso una colorazione brunastra (diversa dalla brown dell’Asia orientale).

In conclusione: non si tratta di minimizzare il problema ma di considerare che quasi sempre la "diluizione" viene fatta con sostanze non tossiche che hanno lo scopo di accentuare gli effetti della droga primaria e che sono facilmente reperibili nelle farmacie; la stessa stricnina impiegata a scopo rafforzativo è contenuta a dosi così basse da essere sicuramente metabolizzata a livello epatico. Gran parte dei "rumori" dei mass media (polvere di vetro, Aiax oltre al Vim, polvere di mattoni) dipendono da atteggiamenti "punitivi" nei confronti delle tossicodipendenze e del loro mondo e la traduzione in termini legislativi è un ulteriore conferma di come il dato scientifico sia deliberatamente trascurato dalle posizioni preconcette.


Cosa c'è nell'eroina che si compra dallo spacciatore?

L’eroina che si acquista nel mercato illecito è una polvere fine oppure in piccoli granuli, di colore dal bianco al marrone chiaro, di odore leggermente pungente e dal sapore amaro, costituita in realtà da una miscela di sostanze la cui composizione è molto variabile.

La "dose" è in genere confezionata in un piccolo pezzo di carta argentata (quella che si trova dentro i pacchetti di sigarette) oppure in bustine di plastica.

Anche la percentuale di eroina contenuta nella "dose" o "bustina" può variare notevolmente a seconda del numero di passaggi intermedi dal produttore al consumatore: si va dal 50% e oltre alla traccia minima (meno dell’1%). In media, la percentuale di eroina contenuta in una "dose" si aggira attorno al 10%.

Proprio a causa della notevole variabilità della percentuale di eroina che si può trovare nella "bustina", il consumatore non ha alcun modo di sapere la quantità di eroina pura che sta per assumere.

Le altre sostanze che possono essere presenti nella "eroina da strada" sono classificabili in:

  • sostanze che, pur non avendo effetto stupefacente, simulano alcune caratteristiche dell’eroina (ad esempio il sapore amaro). Queste sostanze sono indicate con il nome di adulteranti (ad esempio caffeina, procaina, lidocaina, fendimetrazina, aminofenazone, barbiturici, chinina, stricnina);
     

  • sostanze aggiunte con l’unico scopo di diluire l’eroina e di realizzare quindi un maggior profitto dalla vendita. Queste sono indicate con il nome di diluenti (ad esempio zuccheri, acido citrico, bicarbonato, acido borico);
     

  • sostanze estratte dall’oppio assieme alla morfina e presenti nella bustina da strada come impurezze (ad esempio acetilcodeina, narcotina, papaverina).

A volte, oltre all’eroina, possono essere presenti altre sostanze stupefacenti, come ad esempio cocaina (la miscela di eroina e cocaina è nota con il nome di "speedball") o amfetamina ("bombitas").

Al contrario di quanto comunemente si crede e di quanto generalmente viene riportato dai media, quello che rende pericolosa l’eroina da strada e che in genere causa fenomeni di aumento della mortalità in un’area geografica e/o in un ristretto arco di tempo non sono le sostanze aggiunte all’eroina (il cosiddetto "taglio") ma, invece, la variabilità della percentuale di eroina che può essere contenuta nella bustina che si acquista dallo spacciatore. All’origine di questi fenomeni vi è infatti la temporanea presenza sul “mercato” di preparati contenenti percentuali di eroina più elevate di quelle normalmente reperibili e tali da non essere tollerate da molti consumatori di eroina. In altre parole, non è la natura del "taglio" ma la occasionale "riduzione del taglio" a rendere pericolosa l’eroina da strada.


Come si prende l'eroina?

Nei paesi occidentali il modo più diffuso di prendere l'eroina è l'iniezione in vena ("pera", "buco") dopo avere sciolto il contenuto della "bustina" in acqua.

Gli strumenti che vengono utilizzati per il "buco" sono la siringa da insulina, dell'acqua (spesso vengono usate le fiale di acqua distillata per preparati iniettabili che si comprano in farmacia), il cucchiaino, un accendino o un'altra fonte di calore, del succo di limone (che servono a sciogliere la polvere in acqua), e un filtro (per rimuovere sostanze non disciolte dalla soluzione che verrà iniettata; in genere viene usato il filtro di una sigaretta).

Generalmente l'iniezione viene fatta nelle vene degli avambracci, in alcuni casi vengono scelte altre aree del corpo che sono normalmente coperte da indumenti, come le gambe, i piedi o anche gli organi genitali.

L'eroina viene anche inalata (sotto forma di polvere, "sniffata") o fumata. Un’altra modalità di assunzione, indicata come "chasing the dragon" (inseguendo il drago), consiste nel bruciare l’eroina sopra ad una lastra e nell’inalare i fumi attraverso un piccolo tubo o una banconota arrotolata. La via inalatoria viene in genere scelta sia nella convinzione (sbagliata) che l'eroina se non è iniettata in vena non produca dipendenza, sia per evitare i rischi di infezione che sono associati al "buco". Per questa ragione è stata riscontrata una recente tendenza all'aumento della scelta di questa via di assunzione rispetto all'iniezione in vena. Quest'ultima è in ogni caso la via di assunzione che produce un effetto stupefacente più rapido e più intenso.


Cosa succede se, assieme all'eroina, si consuma anche alcol o si prendono altre sostanze?

Negli ultimi anni si sta diffondendo tra i consumatori di eroina la tendenza ad assumere anche altre sostanze d'abuso assieme all'eroina. Tra queste ci sono soprattutto l'alcol, alcuni farmaci sedativi e tranquillanti (Valium, Darkene, Roipnol, Tavor) e altre sostanze stupefacenti (cocaina, ecstasy, hashish e marijuana).

Questo comportamento è molto pericoloso perché agli effetti dell'eroina sull'organismo si possono aggiungere quelli prodotti dalla/e altra/e sostanza/e aumentando significativamente il rischio che si producano effetti tossici anche in soggetti consumatori abituali di eroina.
Per la stessa ragione é molto pericoloso, per un soggetto in trattamento con metadone o con altri farmaci sostitutivi dell'eroina (es. buprenorfina), continuare ad assumere eroina oppure anche altre sostanze d'abuso (alcol, sedativi, tranquillanti, stupefacenti, ed anche altro metadone al di fuori di quello prescritto).


Perché col tempo si tende ad aumentare la dose?

Un consumatore cronico di eroina assume in genere tra i 100 milligrammi ed 1 grammo al giorno divisi in 2-4 dosi.

L'eroina è una sostanza che produce assuefazione. Questo vuol dire che in un consumatore che continuasse ad assumere tutti i giorni sempre la stessa dose, l'effetto prodotto sull'organismo sarebbe progressivamente minore. Per questo motivo i consumatori di eroina tendono con il passare del tempo ad aumentare la dose assunta.

Questo fenomeno, legato al progressivo adattamento dell'organismo all'eroina (tolleranza), è reversibile: l'astinenza volontaria o forzata - per esempio conseguente ad un periodo di detenzione in carcere - dall'eroina per un periodo anche relativamente breve (un paio di settimane sono sufficienti) causa una riduzione della tolleranza.

Ciò significa che se un soggetto, dopo un periodo di astinenza, riprende a usare l'eroina nelle stesse dosi che prendeva prima, rischia di incorrere quasi certamente negli effetti tossici della sostanza. Il fenomeno della perdita della tolleranza è considerato una delle principali cause di morte per intossicazione acuta da eroina.


Quali sono i segni più visibili dell'assunzione di eroina?

Oltre ai segni più evidenti nei consumatori di eroina per iniezione, e cioè i segni di agopuntura o "buchi", generalmente agli avambracci, ma anche in altre parti del corpo (gambe, piedi, organi genitali), sono:
 

  • parola "impastata"
     

  • rallentamento nei movimenti
     

  • tendenza alla sonnolenza
     

  • prurito insistente
     

  • pupille "a spillo"
     

Quali sono gli effetti piacevoli dell'eroina?

L'iniezione di eroina provoca nel giro di pochi secondi una forte sensazione di piacere ("flash") spesso descritta come un intenso orgasmo sessuale, accompagnata da una sensazione di euforia e da vampate di calore.

Dopo questo effetto, che dura pochi minuti, subentra una seconda fase caratterizzata da calma, rilassatezza, soddisfazione, e distacco da quanto succede all'esterno. Questo effetto si esaurisce entro 2-6 ore dall'iniezione. Se l'eroina viene inalata o fumata gli effetti sono qualitativamente uguali, ma sono meno rapidi e meno intensi. L'eroina ha anche una potente azione depressiva sul sistema nervoso e ottunde sia gli stimoli esterni che quelli interni sgradevoli: il dolore, le angosce, le paure, l'urgenza del sesso.


Quali sono gli effetti spiacevoli dell'eroina?

Entro un periodo di tempo che va da 2 sino a 6 ore dopo l'iniezione o l'inalazione di eroina, agli effetti piacevoli cominciano a subentrare quelli spiacevoli: agitazione, dolori diffusi, bisogno che a poco a poco diventa irrefrenabile di assumere un'altra dose ????????. ( Non del Tutto Vero, un po' molto esagerato )

In un tempo piuttosto rapido (bastano poche dosi ????? ) si sviluppa una forte dipendenza che si manifesta come desiderio prepotente di assumere nuovamente la droga e come spinta a procurarsela con ogni mezzo. ( Questo succede dopo un bel po'di tempo, non bastano le poche dosi suddette e comunque dipende tutto dal carattere dell'assuntore )

L’assunzione abituale di eroina determina una progressiva riduzione delle sostanze che agiscono nel cervello sui meccanismi che regolano la percezione del dolore (le più note delle quali sono le endorfine), oltre che la perdita di gran parte dei recettori attraverso i quali la sostanza agisce sulle cellule nervose. Se non viene assunta una nuova dose di eroina, la mancanza della sostanza in aggiunta alla riduzione delle endorfine e dei recettori provoca la comparsa della crisi da astinenza. La crisi da astinenza comincia a manifestarsi dopo poche ore dall'ultima assunzione e raggiunge il massimo di intensità entro 1 o 2 giorni. I principali sintomi della crisi da astinenza comprendono agitazione, allucinazioni, insonnia, dolori diffusi, tremori, aumento della produzione di sudore, di saliva e di muco nasale, nausea, vomito, diarrea e crampi addominali e sono tanto più intensi quanto maggiore è stata la durata del consumo di eroina. La crisi da astinenza scompare dopo l'assunzione di una nuova dose o, nel caso in cui l'astinenza prosegua, nel giro di 3-7 giorni.

Quando la dose di eroina è superiore a quella che l'organismo è in grado di sopportare ("overdose"), o quando l'eroina viene presa assieme ad altre sostanze che ne potenziano gli effetti (alcool, sedativi, tranquillanti) la sensazione di calma e rilassatezza si trasforma in una progressiva depressione del respiro e del sistema circolatorio, sino a giungere all'arresto cardiocircolatorio e quindi alla morte.


Che fare se l’amico è in "overdose"?

Chiamate i soccorsi con la massima urgenza, rimanete con lui, fatelo sdraiare su un fianco e non fatelo addormentare. Non nascondete ai medici di soccorso il nome della sostanza assunta: il naloxone (Narcan) è l’antidoto specifico dell’eroina e deve essere iniettato al più presto. Esso è disponibile presso gli ospedali, molte unità di soccorso da strada e in tutte le farmacie, dove può essere acquistato anche senza ricetta medica.
Il naloxone è molto efficace e consente un rapido recupero del soggetto in overdose il quale, una volta ripresosi, generalmente cerca di abbandonare l’ospedale o l’unità di soccorso. Questo è un comportamento molto pericoloso: l’effetto del naloxone è più breve di quello dell’eroina e c’è il rischio concreto che, una volta terminato l’effetto del naloxone, il soggetto ritorni sotto gli effetti dell’eroina. Per questo motivo è consigliabile, dopo la somministrazione di Narcan, rimanere sotto osservazione del personale sanitario per almeno alcune ore.


Perché i consumatori di eroina corrono un rischio elevato di contrarre infezioni?

In primo luogo per la pratica, piuttosto diffusa tra i consumatori di eroina per iniezione, di scambiarsi la siringa o di utilizzare siringhe usate trovate in giro. Questi sono comportamenti assolutamente da evitare perché sono la causa principale di trasmissione di malattie infettive quali l’HIV/AIDS e l’epatite B e C.

Anche chi assume eroina con modalità diverse dall’iniezione è esposto al rischio di infezione. Ad esempio, l’uso abituale di eroina e la necessità irrefrenabile di procurarsi la droga portano spesso a sottostimare il pericolo delle infezioni trasmesse attraverso i rapporti sessuali (rapporti sessuali non protetti, prostituzione). Inoltre, la lavorazione dell’oppio e le successive fasi di "taglio" dell’eroina sono condotte senza alcun controllo igienico. Dunque la stessa polvere che viene iniettata, inalata o fumata può essere causa di infezioni.

Oltre all’HIV/AIDS ed alle epatiti, le infezioni che si riscontrano spesso nei consumatori abituali di eroina sono le infezioni batteriche dei vasi circolatori e delle valvole cardiache (endocarditi) e polmoniti di varia origine.


Quali danni produce sull’organismo l’uso prolungato di eroina?

A parte il rischio di contrarre patologie infettive, l’uso prolungato di eroina produce una progressiva debilitazione fisica. Gli organi più direttamente interessati sono fegato, reni e polmoni. La presenza di particelle insolubili nel liquido iniettato può causare fenomeni di otturamento dei vasi sanguigni e la conseguente morte delle cellule irrorate da questi vasi. La reazione immunitaria ai vari contaminanti presenti nell’eroina di strada è all’origine dell’artrite (infiammazione delle articolazioni) e di altri problemi reumatici.


Perché è pericoloso fare uso di eroina durante la gravidanza?

L’uso di eroina durante la gravidanza è estremamente pericoloso per il feto e per il bambino ed è causa di aborti o parti prematuri e di morte improvvisa nei bambini.
D’altra parte, anche la disassuefazione dall’eroina durante la gravidanza è sconsigliabile perché può causare anch’essa aborti e parti prematuri. Per questo motivo la terapia di mantenimento con metadone può essere indicata durante la gravidanza anche se occorre tenere ben presente i possibili effetti collaterali, quali l’insorgenza di una dipendenza fisica da metadone nel bambino e possibili danni al feto causati dall’uso prolungato di metadone.


Perché si muore di eroina?

Per diverse ragioni.

La prima e più importante è la assunzione di una dose eccessiva rispetto al grado di tolleranza che il consumatore ha sviluppato nei confronti dell’eroina ("overdose"). Questo può succedere o perché il consumatore acquista, senza saperlo, una polvere contenente una percentuale di eroina superiore a quella solitamente reperibile nel mercato illecito, oppure perché ha perduto la tolleranza in seguito ad una interruzione dell’uso di eroina (ad esempio dopo una terapia di disassuefazione o dopo un periodo di detenzione in carcere) e riprende ad assumere la stessa dose di eroina che usava prima dell’interruzione.

Un’altra ragione è il consumo, assieme all’eroina, di altre sostanze d’abuso (ad esempio alcol, psicofarmaci, altri stupefacenti) che possono esaltare gli effetti dell’eroina. In tal caso, anche una dose "normale" di eroina può essere letale.

In alcuni casi la causa della morte è lo stesso indebolimento fisico generale causato dal prolungato abuso, che rende l’organismo più esposto agli effetti dell’eroina.

Spesso si legge o si sente parlare nei media di eroina "tagliata male", indicando così nelle sostanze usate per il "taglio" la causa della morte. Questo è una "leggenda metropolitana" assolutamente da sfatare. In genere, infatti, si muore perché l’eroina è tagliata "poco" (ossia è particolarmente concentrata), non "male".

Oltre alle cause di morte direttamente legate all’eroina, appena elencate, è necessario anche considerare le morti eroina-correlate (ad es. le morti per patologie infettive causate dall’uso di eroina, le morti per incidente stradale di soggetti alla guida sotto l’effetto di eroina).
 

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L'autore
Aldo Polettini
Specialista in Tossicologia Forense, è un ricercatore del Dipartimento di medicina legale e sanità pubblica dell’università di Pavia. Ha al suo attivo un’intensa attività di ricerca sperimentale ed epidemiologica nei settori dell’accertamento del consumo di sostanze stupefacenti, del controllo anti-doping, e della diagnosi chimico-tossicologica di avvelenamento, attività sviluppata a livello nazionale ed internazionale in collaborazione con prestigiosi centri di ricerca quali il National Institute on Drug Abuse, il Public Institute of Health olandese e il Centro per il controllo anti-doping di Barcellona. E’ autore di oltre 50 pubblicazioni sulle riviste scientifiche di maggior rilievo nel settore.

 

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