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Il ciclo di
produzione dell'eroina è molto
complesso poiché necessita di sedici operazioni di trasformazione.
E' possibile quantificare questo processo stimando che 500.000
fiori di papavero producono circa 10 kg di oppio, da cui si ricava
1 kg di eroina. Ciò porta a stimare
grosso modo la produzione potenziale
di eroina pura in 370 tonnellate
all'anno. A queste cifre occorre aggiungere le produzioni dei
paesi dell'est - il Kazakistan, il Turkmenistan e l'Uzbekistan,
produttori tradizionali di papavero da oppio, e l'Ucraina - che
appaiono come nuove sorgenti di approvvigionamento, e inoltre
l'India, dove una quota delle culture lecite per l'industria
farmaceutica viene deviata sul mercato illecito.
Nonostante la complessità del processo di
produzione, l'eroina resta una
sostanza il cui commercio è molto redditizio, poiché il prezzo di
10 kg di oppio varia tra i 1000 e i 1.500 dollari e l'eroina
ottenuta viene venduta al dettaglio a un prezzo tra i 20.000 e
260.000 dollari al chilogrammo
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Si sta sviluppando in alcune aree del Sud Est
asiatico, soprattutto in Cambogia, Myanmar e Corea del Nord, ma il suo
impatto sull'Unione Europea è difficile da accertare dettagliatamente.
La Tailandia è considerata un paese importante per la produzione ed il
transito della droga diretta in Europa.
Considerando l'area della Mezzaluna dorata, l'Afghanistan è uno dei
maggiori produttori di oppio illegale nel mondo e la fonte principale
di resina di cannabis che è spedita in Pakistan per essere in seguito
esportata in Europa. La produzione di oppio nel 1994 ammontava a circa
3200 tonnellate. Il fatturato della produzione oppiacea del paese
ammonta a circa 220 milioni di dollari americani l'anno. Presso i
confini con il Pakistan, una zona tribale di difficile controllo, si
ritiene vi siano circa 100 raffinerie dove l'oppio è convertito in
eroina.
Come l'Afghanistan, il Pakistan è anch'esso produttore di cannabis,
con piantagioni concentrate soprattutto nelle province di confine del
nord ovest. Grandi quantità di cannabis destinate all'Europa sono
trasportate attraverso i porti marittimi in Africa. La produzione
oppiacea del Pakistan è stimata in circa 140 - 180 tonnellate l'anno.
La produzione di hashish è di circa 500 tonnellate l'anno. L'eroina e
la cannabis costituiscono il 5% del prodotto interno del Pakistan.
Poiché le zone di produzione della droga sono concentrate in aree
inaccessibili e vicine agli insediamenti di tribù autonome e poiché i
trafficanti sono solitamente ben armati, le autorità nazionali hanno
incontrato serie difficoltà nella lotta al narcotraffico.
L’oppio si ottiene praticando delle incisioni
longitudinali sulle capsule non ancora mature della pianta di papavero. Il
succo bianco e denso che ne fuoriesce si rapprende a contatto con l’aria e
diventa scuro e resinoso. La materia allo stato grezzo deve essere fatta
fermentare con l’aggiunta di un particolare tipo di fungo, l’aspergillus
niger: solo allora può essere fumato in apposite pipe o ingerito con
bevande o cibi.
A partire dall’Ottocento, con lo sviluppo dell’industrializzazione,
numerosi studiosi di chimica si sono dedicati all’estrazione dall’oppio
del suo principio attivo. Dalle ricerche condotte è stata ricavata la
morfina, una sostanza alcalina presente nella resina oppiacea. Diluita
nell’acqua la morfina si rendeva iniettabile e procurava effetti più
immediati di quelli dell’oppio stesso.
I successivi esperimenti hanno consistito nel creare una reazione tra
l’acido cloridrico e la morfina di base e hanno portato all’ottenimento
della morfina idrocloruro. Da tale composto si è poi giunti alla
diacetilmorfina, o eroina di base. Recentemente è stato scoperto che
acetificando la morfina per mezzo dell’anidride acetica è possibile
ottenere direttamente l’eroina.
I gradi di lavorazione di questo stupefacente sono diversi. I derivati
oppiacei più comuni sono l’eroina n°3 e la n°4. La prima è una sostanza
piuttosto grossolana: contiene infatti una porzione di diacetilmorfina che
oscilla tra i 15 e i 45 punti percentuali; comunemente viene chiamata
brown sugar, per il colore marrone e la consistenza cristallina; è
consumata per mezzo dell’inalazione dei suoi fumi, a differenza degli
altri tipi di eroina che invece si iniettano. La seconda, conosciuta nel
Triangolo d’Oro col nome di China White, si ricava effettuando ulteriori
trattamenti, anche organici (con etere o cloroformio), dell’eroina n°3 ed
è più pura, perché la quantità di diacetilmorfina presente in essa varia
tra il 60% e il 95%.
Spesso e'
difficile, per un tossicodipendente avere informazioni attendibili sugli
aspetti chimico-sanitari dell'assunzione di eroina, soprattutto per
l'altissimo numero di "leggende metropolitane" voci irrazionali e
ritualità collettive che mistificano la realtà scientifica. Qui sotto, un
articolo che rappresenta uno dei pochi lavori scientifici sul mondo dei
tossicodipendenti: e' un indagine sulla qualità delle sostanze da taglio in
circolazione.
C'e' la stricnina nella roba?
La morte puo' davvero sopraggiungere per
avvelenamento da
taglio? A questo risponde l'articolo assumendo una posizione che
stupisce: l'eroina di strada contiene sostanze da taglio non
dannose.
Coomber, Ross: "Vim in the veins, fantasy or fact:
the adulteration of illicit drugs", Addiction Research, Amsterdam, vol. 5
(3), pp.195-212.
Ross Coomber è un docente di Scienze Sociali all’Università di Greenwich:
ha effettuato lunghe ricerche bibliografiche ed ha avuto contatti con
Istituti di Medicina Legale e Laboratori Criminologici, soprattutto
inglesi, sulla qualità e quantità di adulterazioni nell’eroina,
anfetamine, ectasy ed altre droghe in circolazione.
La situazione che descrive riguarda, pertanto, in particolare
l’Inghilterra e forse non è estendibile agli Stati Uniti non essendovi in
Gran Bretagna quella stratificazione di grandi, medi, piccoli grossisti e
quelle ramificazioni di spacciatori che è tipica del Nord America.
Non per nulla lo stesso A. ha effettuato anche una indagine via Internet
su 80 spacciatori di 14 diversi Paesi per chiedere loro - in via riservata
ed anonima - quali fossero le sostanze da taglio
impiegate con particolare riguardo per quelle pericolose per la salute
ottenendo risposte che coincidono con le sue ricerche inglesi.
Del resto sul Bollettino n. 3/97 Chiarotti e coll.
ha pubblicato una ricerca condotta a Roma intitolata "Le cosiddette
sostanze da taglio
presenti nell’eroina da strada nel mercato clandestino di Roma". Gli
Autori nell’articolo dimostrano che la sostanza maggiormente frequente è
stata la caffeina e che comunque nessuna delle sostanze aggiunte aveva
azione potenzialmente tossica (pag. 28-30).
Eppure è
opinione diffusa recepita anche in alcune legislazioni (italiana in
primis) che i decessi da overdose siano dovuti a sostanze da taglio
tossiche. L’elenco di queste ultime che circola nel giro para-ufficiale
arriva a comprendere polveri detergenti (il VIM),
polvere di calcinaccio, veleno per topi, stricnina, latte in polvere,
talco e così via. Ma quale sarebbe il motivo di fondo di queste
"adulterazioni"? Il profitto senza dubbio ma nella rete degli spacciatori
esiste anche un "marketing" e quasi una certificazione di "qualità" per
cui non sarebbe interesse del traffico e spaccio illegale far circolare
sostanze pericolose che eliminano fisicamente i clienti poichè
ridurrebbero i guadagni. Questi ultimi come dimostra Coomber derivano
soprattutto dal confezionamento di piccoli pacchetti: 28 sacchetti da una
oncia di cocaina (cioè da 28 g.) non saranno mai di 1 g. ciascuno e, a
quanto riferisce Coomber, con lo stesso sistema alcuni supermercati ci
guadagnano sopra sempreché non intervengano le associazioni di
consumatori! Inoltre l’eroina e la cocaina che giungono dalla zona di
produzione sono pure al 55-60% come dimostrano i sequestri alla fonte in
quanto nel caso dell’eroina contengono alcaloidi dell’oppio come l’acetilcodeina,
la 6-acetil-morfina nonché la noscapina e la papaverina. Si dovrebbe
distinguere fra l’adulterazione, cioè l’aggiunta di altre sostanze
psico-attive come la caffeina ed il paracetamolo, e la diluizione che
consiste nell’aggiunta di glucosio e lattosio; vi sono, inoltre sostanze
derivanti dalla lavorazione che possono essere classificate come impurità
(amido, gelatina ed altre sostanze ad azione adesiva). Per quanto riguarda
l’eroina oltre a caffeina, paracetamolo, zuccheri talvolta si trovano
benzodiazepine, metaqualone, fenobarbitali; lo scopo non è soltanto quello
di frodare sul peso ma soprattutto quello di fornire un prodotto
stimolante e, nel caso dell’eroina fumata, quello di aumentare la quantità
dell’eroina volatizzata (la caffeina ha questa azione). Piccole quantità
di chinino accentuano il rush; certo la stricnina favorisce il fumo ma le
sue quantità introdotte sono minime e non tossiche perché non fa "massa"
ma consente di "cavalcare il drago" ("chasing the dragon" cioè fumare
eroina). Certo il paracetamolo aggiunto potrebbe non essere del giro delle
farmacie che richiedono la ricetta medica ma sembra che possa riconoscersi
attraverso una colorazione brunastra (diversa dalla brown dell’Asia
orientale).
In conclusione: non si tratta di minimizzare
il problema ma di considerare che quasi sempre la "diluizione" viene fatta
con sostanze non tossiche che hanno lo scopo di accentuare gli effetti
della droga
primaria e che sono facilmente reperibili nelle farmacie; la stessa
stricnina impiegata a scopo rafforzativo è contenuta a dosi così basse da
essere sicuramente metabolizzata a livello epatico.
Gran parte dei "rumori" dei mass media (polvere di vetro, Aiax oltre al
Vim, polvere di mattoni) dipendono da atteggiamenti "punitivi" nei
confronti delle tossicodipendenze e del loro mondo e la traduzione in
termini legislativi è un ulteriore conferma di come il dato scientifico
sia deliberatamente trascurato dalle posizioni preconcette.
Cosa c'è nell'eroina
che si compra dallo spacciatore?
L’eroina che si acquista nel mercato
illecito è una polvere fine oppure in piccoli granuli, di colore dal
bianco al marrone chiaro, di odore leggermente pungente e dal sapore
amaro, costituita in realtà da una miscela di sostanze la cui
composizione è molto variabile.
La "dose" è in genere confezionata in un piccolo pezzo di carta
argentata (quella che si trova dentro i pacchetti di sigarette) oppure
in bustine di plastica.
Anche la percentuale di eroina contenuta
nella "dose" o "bustina" può variare notevolmente a seconda del numero
di passaggi intermedi dal produttore al consumatore: si va dal 50% e
oltre alla traccia minima (meno dell’1%). In media, la percentuale di
eroina contenuta in una "dose" si aggira
attorno al 10%.
Proprio a causa della notevole variabilità della percentuale di
eroina che si può trovare nella "bustina",
il consumatore non ha alcun modo di sapere la quantità di
eroina pura che sta per assumere.
Le altre sostanze che possono essere presenti nella "eroina
da strada" sono classificabili in:
-
sostanze che, pur non avendo effetto stupefacente,
simulano alcune caratteristiche dell’eroina
(ad esempio il sapore amaro). Queste sostanze sono indicate con il
nome di adulteranti (ad esempio caffeina, procaina, lidocaina,
fendimetrazina, aminofenazone, barbiturici, chinina, stricnina);
-
sostanze aggiunte con l’unico scopo di diluire l’eroina
e di realizzare quindi un maggior profitto dalla vendita. Queste sono
indicate con il nome di diluenti (ad esempio zuccheri, acido citrico,
bicarbonato, acido borico);
-
sostanze estratte dall’oppio assieme alla morfina e
presenti nella bustina da strada come impurezze (ad esempio
acetilcodeina, narcotina, papaverina).
A volte, oltre all’eroina, possono essere
presenti altre sostanze stupefacenti, come ad esempio cocaina (la
miscela di eroina e cocaina è nota con il
nome di "speedball") o amfetamina ("bombitas").
Al contrario di quanto comunemente si crede e di quanto generalmente
viene riportato dai media, quello che rende pericolosa l’eroina
da strada e che in genere causa fenomeni di aumento della mortalità in
un’area geografica e/o in un ristretto arco di tempo non sono le
sostanze aggiunte all’eroina (il cosiddetto
"taglio") ma, invece, la variabilità della percentuale di
eroina che può essere contenuta nella
bustina che si acquista dallo spacciatore. All’origine di questi
fenomeni vi è infatti la temporanea presenza sul “mercato” di preparati
contenenti percentuali di eroina più
elevate di quelle normalmente reperibili e tali da non essere tollerate
da molti consumatori di eroina. In altre
parole, non è la natura del "taglio" ma la occasionale "riduzione del
taglio" a rendere pericolosa l’eroina da
strada.
Come si prende l'eroina?
Nei paesi occidentali il modo più diffuso di prendere l'eroina
è l'iniezione in vena ("pera", "buco") dopo avere sciolto il contenuto
della "bustina" in acqua.
Gli strumenti che vengono utilizzati per il "buco" sono la siringa da
insulina, dell'acqua (spesso vengono usate le fiale di acqua distillata
per preparati iniettabili che si comprano in farmacia), il cucchiaino,
un accendino o un'altra fonte di calore, del succo di limone (che
servono a sciogliere la polvere in acqua), e un filtro (per rimuovere
sostanze non disciolte dalla soluzione che verrà iniettata; in genere
viene usato il filtro di una sigaretta).
Generalmente l'iniezione viene fatta nelle vene degli avambracci, in
alcuni casi vengono scelte altre aree del corpo che sono normalmente
coperte da indumenti, come le gambe, i piedi o anche gli organi
genitali.
L'eroina viene anche inalata (sotto forma
di polvere, "sniffata") o fumata. Un’altra modalità di assunzione,
indicata come "chasing the dragon" (inseguendo il drago), consiste nel
bruciare l’eroina sopra ad una lastra e
nell’inalare i fumi attraverso un piccolo tubo o una banconota
arrotolata. La via inalatoria viene in genere scelta sia nella
convinzione (sbagliata) che l'eroina se non
è iniettata in vena non produca dipendenza, sia per evitare i rischi di
infezione che sono associati al "buco". Per questa ragione è stata
riscontrata una recente tendenza all'aumento della scelta di questa via
di assunzione rispetto all'iniezione in vena. Quest'ultima è in ogni
caso la via di assunzione che produce un effetto stupefacente più rapido
e più intenso.
Cosa succede se, assieme all'eroina, si
consuma anche alcol o si prendono altre sostanze?
Negli ultimi anni si sta diffondendo tra i consumatori di
eroina la tendenza ad assumere anche altre
sostanze d'abuso assieme all'eroina. Tra
queste ci sono soprattutto l'alcol, alcuni farmaci sedativi e
tranquillanti (Valium, Darkene, Roipnol, Tavor) e altre sostanze
stupefacenti (cocaina, ecstasy, hashish e marijuana).
Questo comportamento è molto pericoloso perché agli effetti dell'eroina
sull'organismo si possono aggiungere quelli prodotti dalla/e altra/e
sostanza/e aumentando significativamente il rischio che si producano
effetti tossici anche in soggetti consumatori abituali di
eroina.
Per la stessa ragione é molto pericoloso, per un soggetto in trattamento
con metadone o con altri farmaci sostitutivi dell'eroina
(es. buprenorfina), continuare ad assumere eroina
oppure anche altre sostanze d'abuso (alcol, sedativi, tranquillanti,
stupefacenti, ed anche altro metadone al di fuori di quello prescritto).
Perché col tempo si tende ad aumentare la dose?
Un consumatore cronico di eroina assume in
genere tra i 100 milligrammi ed 1 grammo al giorno divisi in 2-4 dosi.
L'eroina è una sostanza che produce
assuefazione. Questo vuol dire che in un consumatore che continuasse ad
assumere tutti i giorni sempre la stessa dose, l'effetto prodotto
sull'organismo sarebbe progressivamente minore. Per questo motivo i
consumatori di eroina tendono con il
passare del tempo ad aumentare la dose assunta.
Questo fenomeno, legato al progressivo adattamento dell'organismo all'eroina
(tolleranza), è reversibile: l'astinenza volontaria o forzata - per
esempio conseguente ad un periodo di detenzione in carcere - dall'eroina
per un periodo anche relativamente breve (un paio di settimane sono
sufficienti) causa una riduzione della tolleranza.
Ciò significa che se un soggetto, dopo un periodo di astinenza, riprende
a usare l'eroina nelle stesse dosi che
prendeva prima, rischia di incorrere quasi certamente negli effetti
tossici della sostanza. Il fenomeno della perdita della tolleranza è
considerato una delle principali cause di morte per intossicazione acuta
da eroina.
Quali sono i segni più visibili dell'assunzione di eroina?
Oltre ai segni più evidenti nei consumatori di
eroina per iniezione, e cioè i segni di agopuntura o "buchi",
generalmente agli avambracci, ma anche in altre parti del corpo (gambe,
piedi, organi genitali), sono:
Quali sono gli effetti piacevoli dell'eroina?
L'iniezione di eroina provoca nel giro di
pochi secondi una forte sensazione di piacere ("flash") spesso descritta
come un intenso orgasmo sessuale, accompagnata da una sensazione di
euforia e da vampate di calore.
Dopo questo effetto, che dura pochi minuti, subentra una seconda fase
caratterizzata da calma, rilassatezza, soddisfazione, e distacco da
quanto succede all'esterno. Questo effetto si esaurisce entro 2-6 ore
dall'iniezione. Se l'eroina viene inalata o
fumata gli effetti sono qualitativamente uguali, ma sono meno rapidi e
meno intensi. L'eroina ha anche una potente
azione depressiva sul sistema nervoso e ottunde sia gli stimoli esterni
che quelli interni sgradevoli: il dolore, le angosce, le paure,
l'urgenza del sesso.
Quali sono gli effetti spiacevoli dell'eroina?
Entro un periodo di tempo che va da 2 sino a 6 ore dopo l'iniezione o
l'inalazione di eroina, agli effetti
piacevoli cominciano a subentrare quelli spiacevoli: agitazione, dolori
diffusi, bisogno che a poco a poco diventa irrefrenabile di assumere
un'altra dose ????????. ( Non del Tutto Vero, un po' molto esagerato )
In un tempo piuttosto rapido (bastano poche dosi ????? ) si sviluppa una forte
dipendenza che si manifesta come desiderio prepotente di assumere
nuovamente la droga e come spinta a procurarsela con ogni mezzo. (
Questo succede dopo un
bel po'di tempo, non
bastano le poche dosi
suddette e comunque
dipende tutto dal
carattere
dell'assuntore )
L’assunzione abituale di eroina determina
una progressiva riduzione delle sostanze che agiscono nel cervello sui
meccanismi che regolano la percezione del dolore (le più note delle
quali sono le endorfine), oltre che la perdita di gran parte dei
recettori attraverso i quali la sostanza agisce sulle cellule nervose.
Se non viene assunta una nuova dose di eroina,
la mancanza della sostanza in aggiunta alla riduzione delle endorfine e
dei recettori provoca la comparsa della crisi da astinenza. La crisi da
astinenza comincia a manifestarsi dopo poche ore dall'ultima assunzione
e raggiunge il massimo di intensità entro 1 o 2 giorni. I principali
sintomi della crisi da astinenza comprendono agitazione, allucinazioni,
insonnia, dolori diffusi, tremori, aumento della produzione di sudore,
di saliva e di muco nasale, nausea, vomito, diarrea e crampi addominali
e sono tanto più intensi quanto maggiore è stata la durata del consumo
di eroina. La crisi da astinenza scompare
dopo l'assunzione di una nuova dose o, nel caso in cui l'astinenza
prosegua, nel giro di 3-7 giorni.
Quando la dose di eroina è superiore a
quella che l'organismo è in grado di sopportare ("overdose"), o quando
l'eroina viene presa assieme ad altre
sostanze che ne potenziano gli effetti (alcool, sedativi, tranquillanti)
la sensazione di calma e rilassatezza si trasforma in una progressiva
depressione del respiro e del sistema circolatorio, sino a giungere
all'arresto cardiocircolatorio e quindi alla morte.
Che fare se l’amico è in "overdose"?
Chiamate i soccorsi con la massima urgenza, rimanete con lui, fatelo
sdraiare su un fianco e non fatelo addormentare. Non nascondete ai
medici di soccorso il nome della sostanza assunta: il naloxone (Narcan)
è l’antidoto specifico dell’eroina e deve
essere iniettato al più presto. Esso è disponibile presso gli ospedali,
molte unità di soccorso da strada e in tutte le farmacie, dove può
essere acquistato anche senza ricetta medica.
Il naloxone è molto efficace e consente un rapido recupero del soggetto
in overdose il quale, una volta ripresosi, generalmente cerca di
abbandonare l’ospedale o l’unità di soccorso. Questo è un comportamento
molto pericoloso: l’effetto del naloxone è più breve di quello dell’eroina
e c’è il rischio concreto che, una volta terminato l’effetto del
naloxone, il soggetto ritorni sotto gli effetti dell’eroina.
Per questo motivo è consigliabile, dopo la somministrazione di Narcan,
rimanere sotto osservazione del personale sanitario per almeno alcune
ore.
Perché i consumatori di eroina corrono
un rischio elevato di contrarre infezioni?
In primo luogo per la pratica, piuttosto diffusa tra i consumatori di
eroina per iniezione, di scambiarsi la
siringa o di utilizzare siringhe usate trovate in giro. Questi sono
comportamenti assolutamente da evitare perché sono la causa principale
di trasmissione di malattie infettive quali l’HIV/AIDS e l’epatite B e
C.
Anche chi assume eroina con modalità
diverse dall’iniezione è esposto al rischio di infezione. Ad esempio,
l’uso abituale di eroina e la necessità
irrefrenabile di procurarsi la droga portano spesso a sottostimare il
pericolo delle infezioni trasmesse attraverso i rapporti sessuali
(rapporti sessuali non protetti, prostituzione). Inoltre, la
lavorazione dell’oppio e le successive fasi
di "taglio" dell’eroina sono condotte senza
alcun controllo igienico. Dunque la stessa polvere che viene iniettata,
inalata o fumata può essere causa di infezioni.
Oltre all’HIV/AIDS ed alle epatiti, le infezioni che si riscontrano
spesso nei consumatori abituali di eroina
sono le infezioni batteriche dei vasi circolatori e delle valvole
cardiache (endocarditi) e polmoniti di varia origine.
Quali danni produce sull’organismo l’uso prolungato di eroina?
A parte il rischio di contrarre patologie infettive, l’uso prolungato di
eroina produce una progressiva
debilitazione fisica. Gli organi più direttamente interessati sono
fegato, reni e polmoni. La presenza di particelle insolubili nel liquido
iniettato può causare fenomeni di otturamento dei vasi sanguigni e la
conseguente morte delle cellule irrorate da questi vasi. La reazione
immunitaria ai vari contaminanti presenti nell’eroina
di strada è all’origine dell’artrite (infiammazione delle articolazioni)
e di altri problemi reumatici.
Perché è pericoloso fare uso di eroina
durante la gravidanza?
L’uso di eroina durante la gravidanza è
estremamente pericoloso per il feto e per il bambino ed è causa di
aborti o parti prematuri e di morte improvvisa nei bambini.
D’altra parte, anche la disassuefazione dall’eroina
durante la gravidanza è sconsigliabile perché può causare anch’essa
aborti e parti prematuri. Per questo motivo la terapia di mantenimento
con metadone può essere indicata durante la gravidanza anche se occorre
tenere ben presente i possibili effetti collaterali, quali l’insorgenza
di una dipendenza fisica da metadone nel bambino e possibili danni al
feto causati dall’uso prolungato di metadone.
Perché si muore di eroina?
Per diverse ragioni.
La prima e più importante è la assunzione di una dose eccessiva rispetto
al grado di tolleranza che il consumatore ha sviluppato nei confronti
dell’eroina ("overdose"). Questo può
succedere o perché il consumatore acquista, senza saperlo, una polvere
contenente una percentuale di eroina
superiore a quella solitamente reperibile nel mercato illecito, oppure
perché ha perduto la tolleranza in seguito ad una interruzione dell’uso
di eroina (ad esempio dopo una terapia di
disassuefazione o dopo un periodo di detenzione in carcere) e riprende
ad assumere la stessa dose di eroina che
usava prima dell’interruzione.
Un’altra ragione è il consumo, assieme all’eroina,
di altre sostanze d’abuso (ad esempio alcol, psicofarmaci, altri
stupefacenti) che possono esaltare gli effetti dell’eroina.
In tal caso, anche una dose "normale" di eroina
può essere letale.
In alcuni casi la causa della morte è lo stesso indebolimento fisico
generale causato dal prolungato abuso, che rende l’organismo più esposto
agli effetti dell’eroina.
Spesso si legge o si sente parlare nei media di
eroina "tagliata male", indicando così nelle sostanze usate per
il "taglio" la causa della morte. Questo è una "leggenda metropolitana"
assolutamente da sfatare. In genere, infatti, si muore perché l’eroina
è tagliata "poco" (ossia è particolarmente concentrata), non "male".
Oltre alle cause di morte direttamente legate all’eroina,
appena elencate, è necessario anche considerare le morti
eroina-correlate (ad es. le morti per patologie infettive causate
dall’uso di eroina, le morti per incidente
stradale di soggetti alla guida sotto l’effetto di
eroina).
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