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Addiction
Addiction Termine americano che indica la "dedizione"
a una sostanza (drug addiction, alcohol
addiction, nicotine addiction). Nel linguaggio
medico-psichiatrico è stata raccomandata senza
molto successo la sua sostituzione con il
termine "dipendenza".
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Agonista,
Antagonista
Agonista/antagonista Un farmaco si dice agonista
quando, legandosi a uno specifico recettore ( )
cellulare, lo attiva, determinando quindi una
catena di effetti biologici. P.es., l’eroina, la
morfina e il metadone sono agonisti a livello dei
recettori µ degli oppioidi. Viceversa, un farmaco
si dice antagonista quando, pur legandosi al
recettore, non lo attiva e in sostanza lo "blocca".
Tipico antagonista a livello dei recettori µ è il
naloxone. La capacità che un determinato farmaco
ha di legarsi a un recettore, e che può essere
maggiore o minore, si dice affinità del farmaco
per il recettore. Un farmaco con affinità elevata
si legherà al recettore anche "scacciando via" un
farmaco già legato, ma con affinità più bassa. Il
naloxone, antagonista ad altissima affinità per i
recettori µ degli oppioidi, è capace di scacciare
l’eroina o la morfina eventualmente già presenti,
annullandone gli effetti. Per questo il naloxone è
efficace per combattere un’overdose da eroina (e
può scatenare una sindrome da astinenza nella
persona dipendente), ma non ha nessun effetto
significativo se preso da solo.
Albumine,
Alcali, Alcaloidi
Albumine Proteine a basso peso molecolare che si
trovano in concentrazione elevata nel plasma
sanguigno, nel latte e nell’albume d’uovo.
Alcali (o basi) ( Acidi, basi, sali) Alcaloidi
Termine introdotto da Meissner nel 1818 per
indicare un insieme molto eterogeneo di composti
chimici di origine animale o vegetale contenenti
azoto e capaci - come le basi (alcali) - di
formare sali per reazione con gli acidi forti.
Molti alcaloidi hanno spiccate attività
farmacologiche: p.es. morfina, caffeina, nicotina,
chinina, atropina, cocaina, efedrina, mescalina,
psilocibina, ergotamina, stricnina, reserpina,
tubocurarina, colchicina, vincristina. Oggi se ne
conoscono oltre 2000.
craving
Termine inglese che indica lo stato di profondo,
totalizzante desiderio - quasi tensione fisica -
per una sostanza psicoattiva da cui si è
“psichicamente dipendenti”.
Crisi d’astinenza
Si tratta del disturbo che insorge quando un
soggetto dipendente da una Sostanza d'Abuso ne
sospende o ne riduce sostanzialmente in maniera
brusca l'uso.
Classicamente il concetto è stato costruito sulle
grandi sindromi astinenziali da alcool e da
oppioidi. Oggi si tende a superare il concetto di
Astinenza come espressione di una cd. Dipendenza
fisica contrapposta ad una Dipendenza psichica che
non recherebbe con sé sintomi fisici ma solo
mentali. È un dualismo contraddetto dalla
psicobiologia della dipendenza, che ha dimostrato
come le due sfere sono intercorrelate e
reciprocamente fondate: sono le alterazioni e i
meccanismi adattivi del cervello che determinano,
oltre alle conseguenze corporee, le sensazioni e i
vissuti psicologici delle persone in tali
condizioni.
Da questo è derivato che sostanze per le quali in
passato non si ammetteva che potessero dare
dipendenza, e meno che mai, dipendenza fisica,
come la cocaina e la cannabis (hashish, marijuana)
sono invece indicate dal DSM e dalla buona pratica,
come sostanze per le quali l'evenienza della
dipendenza è ammessa.
Dipendenza
La dipendenza fisica è l’adattamento
dell’organismo alla presenza di una sostanza. La
conseguenza di tale adattamento è la sensazione di
un insopportabile e prolungato malessere,
accompagnato da disturbi tipici (che variano a
seconda della sostanza) in caso d’improvvisa
sospensione dell’assunzione, cioè di astinenza.
Poiché l’astinenza è molto sgradevole, alla
dipendenza fisica si affianca quella psichica.
La distinzione tra Dipendenza fisica e dipendenza
psichica, molto in voga nel passato, è
tendenzialmente sottoposta a critica oggi, perché
si ritiene che anche i sintomi psichici che
portano il paziente ad usare una sostanza con
modalità dipendenti siano espressione di
alterazioni e di fenomeni adattivi aventi basi
biologiche. Tra questi sintomi predomina il
craving.
Tradizionalmente intesa, la DIPENDENZA FISICA è il
disturbo di tipo astinenziale che emerge con la
brusca sospensione di un'assunzione cronica.
Notissime le sindromi astinenziali da alcool e da
oppioidi.
Una tendenza terminologica moderna considera forme
di dipendenza terapeutica quelle terapie protratte
per soggetti con patologie croniche (diabete,
ipertensione, epilessia, schizofrenia,
tossicodipendenza da eroina trattata con metadone
o buprenorfina). Questa linea di pensiero non
considera il fenomeno della dipendenza negativo
tout court
Dopamina, noradrenalina e serotonina
Dopamina, noradrenalina e serotonina sono
neurotrasmettitori che, a livello di sinapsi, hanno il
compito di indirizzare i messaggi da una cellula
all’altra del tessuto nervoso. Sono dunque i
responsabili delle emozioni e degli stati d’animo che
proviamo. In termini informali potremmo affermare che
essi sono i rivelatori della nostra felicità: il
nostro buon umore dipende dalla loro presenza,
equilibrata o meno, nel nostro organismo.
La dopamina è una sostanza importante per la
produzione di endorfine, sostanze regolatrici del
senso del dolore, della regolazione del piacere.
Stimola il cuore e attiva le sorgenti corporee di
energia. È implicata nelle attività di ideazione e
nella corretta esecuzione dei movimenti corporei
volontari.
La noradrenalina stimola il cervello, regola diverse
funzioni cognitive come la memoria, la vigilanza,
l’apprendimento, l’attenzione ed agisce sulla carica
energetica, aumenta la motivazione e l’iniziativa.
Senza noradrenalina nel cervello ci si sente sempre
stanchi.
La serotonina è un neurotrasmettitore con ampio
spettro d’azione sul sistema nervoso centrale, su
quello cardiovascolare, respiratorio e su quello
gastrointestinale. Attraverso specifici ricettori
agisce sulle cellule. Favorisce la distensione, il
sonno, il benessere, la regolazione del nostro
orologio interno, la regolazione della temperatura
corporea.
Doping:
Dal termine inglese che indica "stimolare,
eccitare". Il doping consiste nella
somministrazione o nella assunzione di sostanze (naturali
o sintetiche) utilizzate allo scopo di
incrementare artificialmente le prestazioni
fisiche, rischiando con ciò di compromettere la
propria salute psicofisica. Vengono utilizzate
soprattutto per migliorare le prestazioni nelle
competizioni sportive - amine simpaticomimetiche,
analettici, agenti cardioattivi, ormoni e composti
fosforici. Tale uso è stato vietato a livello
internazionale. La maggior parte di queste
sostanze sono rilevabili nell’urina o nella
saliva. Il doping cela il pericolo di un
improvviso calo di rendimento acuto, in alcuni
casi anche letale.
Droga
Il termine droga deriva dall’olandese droog che
significa ‘secco’. Un tempo era usato per indicare
quelle sostanze (tra le quali l’hashish, il tè, le
spezie ecc.) che, nel ‘500, venivano essicate, al fine
di conservarle, e poi trasportate in barili dalla
Indie olandesi all’Europa. Oggi il termine ‘droga’
indica sia le spezie, che si acquistano, appunto,
nelle drogherie, sia i farmaci e le sostanze illegali
quali la cannabis, l’oppio, l’eroina…
Empatogena
Vengono definite empatogene le droghe che stimolano e
facilitano il contatto interpersonale allentando le
inibizioni.
Flashback:
Ricomparsa dell’effetto farmacologico a distanza
di giorni dall’assunzione. Un quarto dei pazienti
che usano allucinogeni possono sperimentare gli
stessi effetti dovuti alla sostanza anche a
distanza di mesi dall’ultima assunzione. Il
"flashback" può durare da secondi a ore e si
manifesta con labilità emozionale, illusioni
visive, sentimento di dilatazione del tempo. Il
paziente va informato che in futuro l’uso di
sostanze , inclusa la marijuana, potrà riscatenare
il fenomeno.
H.I.V.:
(Human Immunodeficiency Virus), è il "virus
dell'Immuno deficienza umana" agente eziologico
della malattia infettiva chiamata A.I.D.S.
(Acquired Immunodeficiency Syndrome - "Sindrome da
Immunodeficienza acquisita"). E’ un virus a RNA,
di forma sferica, possiede un enzima denominato
transcriptasi inversa, che viene usato per
sintetizzare nuove molecole di DNA. Tale enzima ha
la proprietà di integrarsi nel corredo genetico
dei linfociti dell’ospite. Grazie a questa
proprietà il virus è in grado di permanere nei
soggetti infettati. Le principali cellule
bersaglio sono i linfociti T4 e i
monoliti-macrofagi pilastri fondamentali del
sistema immunitario e la loro distruzione o
compromissione funzionale si traduce in una grave
alterazione dei meccanismi difensivi in grado di
fronteggiare adeguatamente le infezioni, in
presenza delle quali si determina un irreversibile
decadimento generale. La trasmissione del virus
avviene secondo tre modalità: il contatto sessuale,
l’esposizione parenterale a sangue o emoderivati
infetti (ivi compresi lo scambio di siringhe tra
tossicodipendenti e le punture accidentali degli
operatori sanitari) e infine per via
materno-fetale.
Ipertermia:
(colpo di calore). Eccessivo aumento della
temperatura corporea rispetto alla tendenza del
centro termoregolatore, cioè in caso di esagerato
apporto termico oppure in caso di forte produzione
termica (intenso sforzo fisico), senza alcuna
possibilità di eliminazione del calore dal corpo.
Il fenomeno rappresenta una delle più importanti
cause di decesso correlato all'uso di ecstasy ed
avviene per surriscaldamento eccessivo del corpo
umano.
Liberalizzazione
La liberalizzazione della droga è il libero mercato,
privo di alcun tipo di restrizione.
Legalizzazione
Con legalizzazione della droga si allude
all’organizzazione da parte dello Stato della
distribuzione di sostanze psicoattive, in regime di
monopolio o tramite soggetti autorizzati, al fine di
limitare la delinquenza legata al traffico di droga.
Il mercato dei medicamenti, ad esempio, è un mercato
legale, ma non per questo liberalizzato.
Medicalizzazione
Con l’espressione medicalizzazione della droga va
intesa la somministrazione, sotto stretto controllo
medico, di sostanze vietate, quali, ad esempio,
l’eroina. Tra gli obiettivi della medicalizzazione vi
è quello di limitare la delinquenza legata al traffico
della droga e, soprattutto, quello di stabilizzare la
salute della persona tossicodipendente e di
facilitarne il reinserimento sociale in vista di
un’uscita dalla droga.
Midriasi:
Dilatazione della pupilla, fenomeno fisiologico
nell’adattamento al buio e nello sguardo rivolto
in lontananza. Compare tra i sintomi della crisi
da astinenza.
Miosi:
Riduzione del diametro pupillare, per
contrazione del muscolo sfintere della pupilla. Si
verifica in caso di intossicazione da oppiacei.
Overdose
Overdose è il termine inglese che indica il
sovradosaggio di una droga. Il sovradosaggio è tale
quando l’assunzione supera la soglia di tossicità,
allora l’organismo manifesta una serie di sintomi che
variano a dipendenza della droga assunta. Se non viene
affrontata immediatamente, l’overdose porta alla morte.
Psichedelico
Il termine psichedelico attribuito a diverse droghe di
tipo allucinogeno, significa ‘che rivela la psiche’.
Psicotropo
Viene definita psicotropa una sostanza o un farmaco
che agisce sul sistema nervoso, quindi sulla psiche di
un individuo, modificandone lo stato d’animo e il
comportamento.
Setticemia
Infezione generalizzata provocata dalla presenza di
germi patogeni nel sangue.
SISTEMA CEREBRALE DELLA RICOMPENSA ("Brain
Reward System")
L'effetto che rende desiderabili tali sostanze ("Ricompensa",
"Reward"), che genera il piacere di assumerle, e
che innesca i meccanismi bio-psicologici di
appetizione ("Rinforzo"), da cui deriva alla fine
la dipendenza, è invece conseguenza diretta e
specifica dell'azione delle sostanze su un unico
sistema neuronale ben definito ed individuato.
Questo sistema è costituito da neuroni che
liberano un neurotrasmettitore detto dopamina in
strutture del lobo limbico e della corteccia
cerebrale. Tale sistema è noto come sistema
dopaminergico mesolimbico e mesocorticale, e
funzionalmente parlando, ci si riferisce ad esso
in letteratura come 'brain reward system", o "sistema
cerebrale della ricompensa" proprio per queste sue
caratteristiche. Tutte le sostanze conosciute come
possibili sostanze di abuso hanno la proprietà di
indurre la liberazione di dopamina in particolare
in una delle strutture nervose di tali sistema, il
Nucleo Accumbens, nella sua parte esterna. I
meccanismi per cui tale azione (il vero correlato
biologico del piacere) finale ha luogo sono
diversi da sostanza a sostanza, ma l'effetto
finale è lo stesso.
Come si spiegano allora le differenze così marcate
tra una sostanza e l'altra?
Innanzitutto con la constatazione che altri
effetti su altre zone del sistema nervoso centrale
o del corpo sono invece diversi e talvolta
specifici sostanza per sostanza: alcool, eroina,
cocaina sono tutti capaci di produrre piacere e
gratificazione quando vengono assunti, ma
-
l'alcool ha effetti sulla memoria che derivano
dalla sua azione su una zona del cervello
denominata ippocampo, mentre gli effetti
sull'andatura derivano dall'azione sul
cervelletto e sui canali semicircolari
dell'orecchio interno;
-
l'eroina ha effetti di depressione respiratoria
(quelli che causano la morte per overdose)
attraverso la sua azione sul bulbo, mentre
agisce come analgesico attraverso un'azione sul
midollo spinale; inibisce potentemente il
sistema simpatico noradrenergico, e da questa
azione deriva l'effetto di potente sedazione che
esercita;
-
la cocaina, al contrario, produce un forte senso
di attivazione ed energia attraverso la
stimolazione del sistema simpatico e del suo
principale neurotrasmettitore, la noradrenalina;
siccome attiva anche la corteccia cerebrale può
causare attacchi epilettici; ed agisce anche
sulla conduzione dello stimolo nel muscolo
cardiaco, causando possibili effetti patologici
anche gravi.
Un'altra ragione delle differenze nell'azione di
una sostanza rispetto ad un'altra dipende dai
diversi caratteri organolettici delle diverse
preparazioni di ognuna delle sostanze, dalla via
di assunzione dei vari prodotti.
La scoperta del sistema cerebrale della ricompensa,
dei vari meccanismi che le varie sostanze attivano
per conseguire il risultato finale, la
farmacologia delle sostanze usate per interferire
su tali meccanismi rappresentano enormi passi
avanti nella via della terapia delle
tossicodipendenze.
Sostanza d'abuso
Alcool, Amfetamine, Allucinogeni, Caffeina,
Cannabis, Cocaina, Inalanti, Nicotina, Oppioidi,
Fenciclidina, Tranquillanti-Sedativi-Ipnotici,
sono le undici classi di sostanze ritenute
potenzialmente capaci di indurre disturbi di abuso,
dipendenza.
La presenza di Fenciclidina è stata segnalata solo
sporadicamente in Italia.
Esclusa la Caffeina, tali sostanze sono
riconosciute capaci di generare dipendenza.
Molte di esse possono generare disturbi depressivi
transitori che, in soggetti predisposti, possono
attivare fenomeni più duraturi. Alcune di esse (Alcool,
Allucinogeni, Amfetamine, Cannabis, Cocaina)
possono provocare disturbi psicotici transitori
simili alla schizofrenia paranoide; anche tali
disturbi, in soggetti predisposti, possono
tradursi in disturbi più prolungati e più gravi.
Oltre che disturbi depressivi e psicosi, possono
derivare dall'intossicazione e dall'astinenza da
tali sostanze disturbi psichici di altra
natura:disturbi d'ansia, del sonno, disturbi
confusionali, disturbi della sfera sessuale.
Questo insieme di disturbi prende il nome, nel
DSM, di "Disturbi mentali indotti dall'uso di
sostanze".
Di queste sostanze alcune sono accessibili
legalmente e liberamente (Alcool, Caffeina,
Nicotina); altre dietro ricetta medica (Tranquillanti,
alcune Amfetamine, alcuni Oppioidi). Altre sono
completamente illegali.
La legge raggruppa le sostanze psicotrope con
potenziale d'abuso in apposite tabelle con
cocainici, amfetaminici, oppioidi, allucinogeni in
tabella 1, Cannabici e alcuni tranquillanti in
tabella 2, altri tranquillanti in tabelle 4 e/o 6.
Ognuna di tali sostanze può presentarsi in forme
diverse, a volte predisposte per assunzione
attraverso vie diverse. Per esempio la cocaina può
essere assunta per via endonasale, può essere
iniettate e.v., può essere fumata sotto forma di
crack o di 'free-base cocaine'.
Sostanza stupefacente bifasica:
Lo sono le sostanze, come la cocaina, l'alcol e le
amfetamine, che, dopo aver prodotto un quadro di
effetti maggiormente gratificanti per l'organismo,
tendono ad invertire la situazione determinando
una sintomatologia diametralmente opposta. Con
l'alcol, ad esempio, dopo una prima fase (rush)
d’euforia e di gaiezza subentra la fase (down)
ipnotico-depressiva caratterizzata da uno stato
psicotico di grave prostrazione.
Stupefacente
Il termine stupefacente nasce a fine ‘800 per indicare
le sostanze - allora si trattava prevalentemente di
oppiacei (morfina, eroina ecc.) - che provocano
‘stupore’ inteso come stato di non recettività agli
stimoli esterni e di conseguente immobilità. Con il
passar del tempo, tra gli stupefacenti sono state
comprese anche le bevande alcoliche e i barbiturici (cioè
i sonniferi), che sono prodotti legali. Oggi, tra gli
stupefacenti si annoverano pure gli psicostimolanti
quali la cocaina, le anfetamine, l’ecstasy…
Tolleranza
Un fenomeno chiave nel problema della dipendenza è
quello della tolleranza o assuefazione. Si tratta
della necessità di aumentare le dosi
progressivamente per ottenere lo stesso effetto.
Si tratta di un fenomeno per cui l'organismo
metabolizza più rapidamente le sostanze ingerite (T.metabolica)
e/o i suoi recettori si adattano alla stimolazione
della sostanza, e ne richiedono una maggiore
quantità per attivarsi (T.recettoriale).
L'esistenza di tolleranza impone che le dosi utili
di farmaci potenti, come il metadone, siano
raggiunte gradualmente, onde evitare che la
terapia si traduca in una intossicazione. La
tolleranza è un fenomeno adattivo, transitorio:
dopo un periodo di non-uso, lentamente scende ai
livelli originari. Questo andamento dà conto delle
intossicazioni con esito in overdose in quei
soggetti che ricominciano ad usare con le dosi che
erano abituali prima della disintossicazione dopo
periodi di astensione (l'overdose all'uscita dal
carcere e dalla comunità è un classico).
È descritto un fenomeno opposto, detto
sensibilizzazione o sensitizzazione, per cui una
dose modesta di una sostanza, particolarmente di
cocaina, induce effetti esasperati di
intossicazione che possono dare esito a fenomeni
psicotici.
Tossicomane/tossicodipendente:
Si definisce tossicomane l’individuo che, per
ragioni più o meno chiare, dipende fisicamente e
psichicamente da una droga, a tal punto da dover
continuare ad assumere dosi determinate, spesso
crescenti, di quella droga. Il tossicomane,
organizza tutto il suo comportamento intorno alla
ricerca di nuove assunzioni di una sostanza e
dimostra un indebolimento grossolano fino alla
scomparsa completa degli interessi propri del suo
standard socio-culturale.
Tossicomania/Tossicodipendenza:
Condizione di grave dipendenza, fisica e
psicologica, determinata dall'impiego ripetuto di
sostanze psicoattive, caratterizzata da
assuefazione al farmaco o ad altre sostanze,
tolleranza progressiva ai loro effetti e comparsa
di una sindrome di astinenza di natura organica
alla loro brusca sospensione. Secondo
l'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.)
per "tossicomania" deve intendersi " uno stato di
intossicazione, acuta o cronica, nocivo
all'individuo e alla società, generato dal consumo
abituale della droga".
Dipendenza da sostanze potenzialmente abusabili.
Fenomeno patologico, da tenere distinto dalla
dipendenza terapeutica da sostanze medicamentose
prescritte. In proposito il DSM prescrive che i
tossicodipendenti da eroina trattati con metadone
siano specificati come affetti da Dipendenza da
Oppiacei in Terapia Agonista.
Il metadone non genera dipendenza più di quanto
non la generi un trattamento anticonvulsivo con
benzodiazepinici o barbiturici (con meno effetti
collaterali e minor potenziale d'abuso). Il
soggetto a cui venga per qualche motivo meno il
metadone durante il trattamento avrà una ricaduta,
in eroina, non in metadone. È dunque essenziale
distinguere il farmaco che cura un disturbo -il
metadone- dalla sostanza che genera il disturbo -l'eroina.
Quando la ricerca avrà prodotto per le
tossicodipendenze non da oppioidi farmaci agonisti
della qualità e del livello di efficacia e
sicurezza del metadone e della buprenorfina, il
trattamento delle tossicodipendenze avrà compiuto
un importante passo avanti.
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