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Dati Statistici Fondamentali:
PRODUZIONE
Fonte: Annual Reports Questionnaires UNDCP;stime UNDCP. Il Programma delle Nazioni Unite per il Controllo Internazionale sulla Droga (United Nations International Drug Control Programme - UNDCP) stima che nel 1997 siano state illegalmente prodotte poco meno di 5.000 tonnellate di oppio. La produzione 1997, è stata inferiore rispetto a quella del 1994, è ancora notevolmente più elevata che nel 1990. I considerevoli tassi di crescita registrati nel corso degli anni '80 ed all'inizio del decennio successivo, tuttavia, hanno lasciato il passo ad un certo grado di stabilizzazione a partire dalla metà degli anni '90. In termini di aree coltivate, l'UNDCP stima che i terreni destinati alla coltivazione del papavero da oppio nel 1997 siano stati leggermente inferiori a 270.000 ettari, vale a dire più o meno le medesima estensione rilevata nel 1990. L'Afganistan ed il Myanmar erano le principali responsabili per l'incremento delle coltivazioni e nella produzione registrate durante lo scorso decennio, con l'Afganistan come principale responsabile dell'incremento. Insieme, queste due nazioni coprono circa l'80 per cento delle aree complessivamente destinate alla coltivazione del papavero da oppio e sono responsabili per il 90 per cento della produzione illegale complessiva di oppio nel biennio 1996-1997. Il terzo grande produttore di oppio è il Laos, dove negli anni '90 la produzione ha oscillato tra le 100 e le 150 tonnellate. La coltivazione e la produzione degli oppiacei in Tailandia, Pakistan è diminuita notevolmente nel corso degli anni e, più di recente, anche il Vietnam ha mostrato una tendenza alla diminuzione. Colombia e Messico, con circa 12.000 ettari complessivamente destinati alla coltivazione del papavero da oppio, rappresentano dei produttori globali di oppio/eroina relativamente meno importanti. L'eroina prodotta in queste nazioni viene esportata verso il mercato Nord americano. La produzione di oppio/eroina è rimasta stabile in entrambi i Paesi per molti anni, principalmente grazie ad energiche politiche per estirpare la coltivazione del papavero da oppio. Se si calcola l'oppio sequestrato (in media 210 tonnellate nel biennio 1995-1996), i quantitativi destinati al mercato nazionale, i consumi nelle regioni confinanti e le perdite verificatesi durante i trasporti (in totale circa il 30 per cento della produzione detratti i sequestri di oppio), l'UNDCP stima che nel 1997 fossero disponibili per la produzione di eroina circa 3.300 tonnellate di oppio. Applicando un tasso di conversione dall'oppio all'eroina pari a 10:1, si ricava che nel 1997 la produzione di eroina assommava a 330 tonnellate. Detratti i sequestri effettuati (approssimativamente 30 tonnellate in media per il biennio 1995-1996), si può stimare che fossero disponibili circa 300 tonnellate di eroina per la vendita al dettaglio. DISTRIBUZIONE E TRAFFICO ILLECITO
Fonte: Annual Reports Questionnaires UNDCP. I sequestri di eroina sono complessivamente saliti dalle 1,7 tonnellate del 1975 alle 14,2 tonnellate del 1985, sino ad arrivare alle 28,2 tonnellate del 1996. Il picco è stato raggiunto nel 1995 (con 31,1 tonnellate), a seguito dell'abbondante raccolto d'oppio del 1994. I tassi di crescita complessivi dei sequestri effettuati negli anni '90 sono comunque stati inferiori a quelli degli ultimi due decenni. Nel 1996, il 40 per cento dei sequestri totali di eroina erano stati effettuati in Europa (compresa l'Europa dell'Est e la Turchia), il 24 per cento nell'Asia Sud-occidentale (Pakistan, Iran, Afganistan), il 22 per cento in Asia orientale e nel Sud-Est asiatico (con il 6 per cento riferito alla sola Cina), il 5 per cento nelle Americhe (Nord America e Messico) ed il 5 per cento nell'Asia meridionale (principalmente in India). I quantitativi sequestrati nella regione Medio orientale assommavano invece a meno del 3 per cento, mentre in Africa ed Oceania il dato relativo all'eroina confiscata scendeva al di sotto dell'1 per cento. Se invece, per minimizzare le distorsioni dovute ai maggiori quantitativi che possono casualmente venire sequestrati in un anno particolare, i calcoli vengono basati sulle medie relative al periodo 1994-1996, la quota dell'Europa sul totale dell'eroina sequestrata cade al 36 per cento; la percentuale dellÕAsia Sud-occidentale sale invece al 30 per cento, mentre la quota del Sud-Est asiatico scende al 19 per cento (con il dato riferito alla Cina che passa al 12 per cento). In questo nuovo quadro la quota delle Americhe varia solo leggermente, passando al 7 per cento (con un 6 per cento per il Nord America), mentre le percentuali delle altre regioni rimangono sostanzialmente invariate. Nell'ultimo decennio l'Asia Sud-occidentale (e in particolare l'Afganistan) è stata la maggiore fornitrice dell'oppio impiegato nella produzione dell'eroina destinata al mercato europeo (i cui laboratori si trovavano in Pakistan), superando nettamente come importanza il Sud-Est asiatico. Gran parte dell'eroina e della morfina Sud-occidentale, per un totale che varia dal 70 al 90 per cento di tutte le quantità di eroina sequestrate in Europa negli ultimi anni, arriva nel Vecchio Continente attraversando il Pakistan, l'Iran e la Turchia e lungo la cosiddetta Rotta balcanica (o tramite Asia centrale, Russia e/o Caucaso). Per contrasto, l'eroina consumata nel Nord America proviene in massima parte dal Sud-Est asiatico (dal Myanmar), utilizzando come punti di transito Cina e Tailandia, come pure Laos, Vietnam, Cambogia e, occasionalmente, i Paesi africani. Praticamente tutta l'eroina prodotta in Messico e Colombia, poi, viene smerciata sul mercato Nord americano.
PRODUZIONE
Fonte: Annual Reports Questionnaires UNDCP;stime UNDCP. Gran parte della cocaina prodotta illegalmente nel mondo proviene dai Paesi andini (Perù, Colombia e Bolivia). Vi sono poi piccoli appezzamenti in altre nazioni dell'America Latina, segnatamente Brasile, Guyana e Venezuela. Dopo due decenni di crescita tumultuosa, negli anni '90 la coltivazione e la produzione complessiva di coca sta mostrando una tendenza alla diminuzione. Si stima che attualmente circa 180.000 ettari di terreno vengano destinati alla coltivazione della coca, con una produzione di oltre 300.000 tonnellate di foglie di coca. (Considerato che le stime impiegate per questi calcoli sono basate su un rendimento ridotto, la produzione attuale di foglie di coca potrebbe essere più elevata di quanto indicato nelle cifre contenute nella tabella precedente) I dati provenienti dal Perù indicano un forte decremento nella produzione (meno 40% in due anni); tale tendenza alla diminuzione, seppure in una misura meno marcata, riguarda anche la Bolivia. La produzione colombiana, al contrario, sta crescendo, principalmente in zone al di fuori del controllo governativo, nonostante i seri sforzi compiuti per l'eliminazione di questa coltura e per imporre la legge. Le stime relative alla produzione attuale di foglie di coca vedono ancora il Perù come maggiore produttore mondiale (con 118.000 tonnellate nel 1997). Pressocchè equivalenti i dati relativi alla produzione di Bolivia e Colombia (con, rispettivamente, 93.000 e 91.000 tonnellate). Ciononostante, le stime che riguardano la Colombia sono ottimiste. Dal momento che le coltivazioni delle piante di coca su larga scala sono in una fase di espansione, è assai probabile che i raccolti stiano a loro volta aumentando. L'attuale produzione di foglie di coca in Colombia, pertanto, dovrebbe superare quella della Bolivia e probabilmente attestarsi a livelli simili a quelli del Perù. Applicando un rapporto di conversione dalla foglia di coca alla cocaina che sia il più cauto possibile, dal raccolto del 1997 sono state prodotte almeno 800 tonnellate di cocaina; applicando invece un rapporto di conversione totale leggermente meno prudente pari a 1.000:3 (una percentuale non certo difficile da ottenere per quei chimici che sintetizzano la cocaina), l'ammontare stimato per la produzione illegale di foglie di coca sarebbe di circa 1.000 tonnellate di cocaina. Considerando che i sequestri di cocaina ammontano a circa 300 tonnellate all'anno (secondo dati riferiti al biennio 1995-1996), per i consumatori potrebbero essere state disponibili da 500 a 700 tonnellate di cocaina. Sequestri di foglie di coca pari a 700 tonnellate all'anno (nel 1995-1996), equivalenti a un prodotto finale pari a 2,1 tonnellate di cocaina, rappresentano ancora delle quantità trascurabili e non cambiano il quadro generale. Lo stesso può dirsi per il consumo domestico di foglie di coca, che viene largamente coperto dalla produzione tradizionale.
PRODUZIONE La coltivazione illegale di cannabis è maggiormente diffusa rispetto a quella del papavero da oppio e della foglia di coca. Le stime attuali sulle aree dove cresce la cannabis sono, tuttavia, soggette a margini di errore ancora più elevati che nel caso del papavero da oppio e della foglia di coca. In base alle informazioni fornite dai Governi all'UNDCP, l'area totale destinata alla coltivazione della coca e/o quelle dove essa cresce spontaneamente, potrebbe variare da un minimo di 670.000 fino ad un massimo di 1.800.000 ettari (vale a dire un'estensione da tre a sei volte maggiore rispetto alle aree riservate alla coltivazione del papavero da oppio o delle piante di coca). Le stime fornite dalle autorità governative suggeriscono che la produzione complessiva di cannabis e hashish possa essere intorno alle 500.000 tonnellate annue (secondo dati basati su una stima di 940.000 ettari di terreno destinati alla coltivazione e/o alla crescita spontanea). Le aree più vaste in cui le piante di cannabis crescono spontaneamente si trovano nelle nazioni dell'ex Unione Sovietica, e segnatamente in Russia, Kazakhistan ed altri Paesi dell'Asia centrale. Il Marocco, l'Afganistan ed il Pakistan sono stati identificati tra i più importanti produttori di hashish. La produzione di hashish in Libano, al contrario, ha registrato un netto declino negli ultimi anni. I maggiori produttori di marijuana dell'America Latina sono il Messico e la Colombia, seguiti dal Brasile, dalla Giamaica e da altre nazioni del Centro America. Sud Africa e Malawi sembrano invece essere tra i principali produttori di marijuana in Africa, sebbene questa produzione sia diffusa anche in ampie porzioni dell'Africa orientale ed occidentale, e specialmente in Nigeria e Ghana. Per quanto riguarda l'Asia, i principali produttori sono rappresentati da un gruppo di Paesi che si trovano nella parte meridionale e Sud-orientale del continente, tra cui la Tailandia, la Cambogia, le Filippine, l'India, il Nepal e lo Sri Lanka. La cannabis viene inolre coltivata in alcune nazioni del Pacifico come Papua Nuova Guinea, le Isole Fiji e Le Samoa occidentali. Le nazioni industrializzate, e segnatamente gli Stati Uniti d'America, l'Australia, il Canada e numerosi paesi europei, a propria volta, producono illegalmente consistenti quantitativi di cannabis, utilizzando in alcuni casi la coltivazione nelle serre e le più recenti tecnologie idroponiche. Mentre nel corso degli anni '90 la produzione di cannabis ha mostrato una tendenza alla diminuzione nell'America Latina, sembra al contrario esserci stato un aumento nella coltivazione di questa pianta in numerose zone dell'Asia, dell'Africa e d'Europa. DISTRIBUZIONE E TRAFFICO ILLECITO
Fonte: Annual Reports Questionnaires UNDCP. Il traffico di cannabis è assai più diffuso di quello di eroina e cocaina. Basti pensare che, nel 1996, sono state sequestrate 1.367 tonnellate di piante di cannabis, 2.524 tonnellate di erba di cannabis (la marijuana) e 813 tonnellate di resina di cannabis (l'hashish), per un totale di oltre 4.700 tonnellate di derivati della cannabis, quantità che sono decisamente superiori rispetto alle 315 tonnellate di cocaina o alle 28 tonnellate di eroina che sono state requisite nel 1996. Mentre i sequestri di hashish sono stati in crescita per tutti gli anni '90, tanto che nel 1996 risultavano essere due volte superiori a quelli effettuati nel decennio precedente, le confische di marijuana hanno registrato un calo nella seconda metà degli anni '80 e sono rimaste inchiodate a livelli ancora più bassi nel corso di tutti gli anni '90. Nel 1996, il 69 per cento dei sequestri di marijuana sono stati effettuati nelle Americhe, di cui il 52 per cento eseguiti nel Nord America (Messico compreso), il 13 per cento in Africa, l'11 per cento in Europa e il 7 per cento in Asia e nella regione del Pacifico. Nel caso dell'hashish, il 57 per cento dei sequestri complessivamente realizzati nel 1996 è stato invece compiuto in Europa; il 27 per cento in Asia, in maggioranza nell'Asia Minore e nel Medio Oriente (25 per cento); l'11 per cento in Africa; e solamente il 5 per cento nelle Americhe. Mentre il mercato Nord americano è dominato dal traffico di marijuana, in Europa a fare la parte del leone è il traffico di hashish. Basti pensare che la percentuale di marijuana sequestrata sul totale della marijuana e dell'hashish requisiti nel 1996 era rispettivamente del 97 per cento nel Nord America e del 38 per cento in Europa. I principali centri di produzione della marijuana destinata all'esportazione verso il mercato americano sono il Messico, la Colombia e la Giamaica. Marocco, Afganistan, Pakistan, Kazakhstan, Kyrgyzstan e Russia sono invece la principale fonte dell'hashish destinato al mercato europeo. Sta poi crescendo la presenza sul mercato europeo dell'erba di cannabis proveniente dalla Colombia e dal Sud-Est asiatico, ed in particolare dalla Cambogia e dalla Tailandia. La cannabis proveniente dal Sud-Est asiatico viene inoltre smerciata in Australia, sebbene in tale nazione esista già una rilevante produzione locale di cannabis. La destinazione finale della cannabis che viene esportata dal Sud Africa, invece, sono gli Stati Uniti d'America e la Gran Bretagna. Ma altre nazioni africane, tra cui il Malawi, il Kenya, la Tanzania, la Nigeria, il Ghana ed il Congo - se prese tutte assieme - rappresentano a loro volta importanti sedi per la produzione e/o punti di transito per la spedizione della cannabis in Europa. Spagna e Olanda sono i principali cancelli di ingresso per la cannabis destinata al mercato europeo.
PRODUZIONE Non esistono stime ufficiali sulle dimensioni della fabbricazione clandestina degli ATS. Comunque, utilizzando come indicatore il numero di laboratori illegali che sono stai scoperti, i dati suggeriscono che negli ultimi due decenni si sia verificata una forte crescita. Tra il 1980 ed il 1994, infatti, il numero dei laboratori clandestini scoperti a fabbricare gli ATS è cresciuto di oltre sei volte. Durante questo periodo, in media il 38 per cento tra tutti i laboratori che sono stati scoperti nel mondo erano interessati alla produzione degli ATS. Complessivamente, la fabbricazione clandestina più diffusa sembra essere quella di metaamfetamine. In Nord America e nell'Estremo Oriente si tratta delle ATS più importanti, mentre in Europa predominano invece le amfetamine e le sostanze che appartengono alla famiglia dell'ecstasy (MDMA, MDA, MDEA). Nella regione della Comunità di Stati Indipendenti, le più importanti ATS illegali sono la metaamfetamina e il metacatinone (o efedrone). La crescita più marcata degli ultimi anni è stata quella riscontrata nella fabbricazione clandestina degli ATS appartenenti alla famiglia dell'ecstasy. La produzione di queste sostanze (sia quelle destinate al consumo domestico che quelle per l'esportazione) ha in massima parte luogo in Europa. La fabbricazione delle sostanze appartenenti alla famiglia dell'ecstasy in Nord America è invece destinata, in maniera pressocchè esclusiva, al mercato domestico.
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