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Il processo di cura del tabacco è un insieme di diversi e complessi aspetti biochimici e fisici, e costituisce il passaggio tra la fase agronomica di coltivazione del tabacco e la fase manifatturiera. Al termine del ciclo di coltivazione, nella maggior parte dei tabacchi le foglie sono raccolte individualmente, o a gruppi, in una successione che assicura il giusto stadio di maturità.
Le foglie del tabacco allo stato verde contengono generalmente dall'85-al 90% di acqua, e per essere conservate ed usate devono essere seccate. La perdita di acqua costituisce quindi il fenomeno più evidente dell'essiccazione del prodotto, e ad esso si accompagnano complesse variazioni chimiche e fisiche del tabacco, fino ad ottenere le pregiate caratteristiche merceologiche finali.
Le fasi della cura
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Tutti i sistemi di cura, anche se fra loro diversi, hanno in comune le fasi di ingiallimento, ammarronamento e essiccazione delle foglie.
Nella fase di ingiallimento si hanno reazioni di idrolisi enzimatiche che portano alla formazione di zuccheri semplici, alla trasformazione delle proteine in amminoacidi, e idrolisi parziale delle pectine e dei pentosani, con degradazione della clorofilla.
Nella fase di ammarronamento si hanno reazioni ossidative, con formazione di anidride carbonica e acqua; dagli amminoacidi si formano ammoniaca e ammidi; si modificano gli acidi organici e i composti fenolici, mentre diminuiscono gli alcaloidi e si ha riduzione della sostanza secca.
Nella fase di essiccazione del lembo fogliare si ha l'eliminazione dell'acqua, mediante regolazione di temperatura e umidità relativa dell'aria.
Con la cura si ottengono prodotti adatti al consumo, tuttavia non sempre essa è sufficiente per esaltare completamente le buone qualità o eliminare del tutto quelle cattive. Le caratteristiche di base delle foglie appena curate possono essere mascherate da fattori negativi di gusto aspro e pungente; il prodotto viene allora sottoposto alla stagionatura (ageing) e alla fermentazione, ottenendo le modificazioni migliorative tali da produrre un fumo dolce e aromatico, idoneo all'impiego manifatturiero. |
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La stagionatura viene applicata principalmente ai tabacchi leggeri di tipo americano (Burley e Bright), conservandoli per qualche anno in casse o balle ad un contenuto di umidità del 10-13%.
La fermentazione, alla quale sono sottoposti quasi tutti i tabacchi dark air-cured e sun-cured, è un processo più breve ma intenso, che si effettua accumulando i prodotti in masse, con autoriscaldamento del materiale e notevole perdita di sostanza secca.
La fermentazione comporta considerevoli variazioni nella composizione delle foglie, si esaltano le caratteristiche intrinseche di tessuto, colore e aroma, si migliora la combustibilità e si degradando le sostanze nocive.
I sistemi di cura
Le tecniche di cura che vengono eseguite sui tabacchi sono le seguenti:
- cura ad aria (tabacchi light air-cured e dark air-cured)
- cura ad aria calda (tabacchi flue-cured)
- cura a fuoco (tabacchi fire-cured)
- cura al sole (tabacchi sun-cured)
Sistemi di cura dei tabacchi italiani
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Metodo di cura |
Tipi di tabacchi |
Usi | |
Cura ad aria
(air-cured) |
Tabacchi chiari (light):
Burley - Maryland - Badischer Burley |
sigarette di tipo americano, trinciati | |
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Tabacchi scuri (dark):
Havanna - Badischer Geudertheimer - |
sigari, trinciati | |
Beneventano - Paraguay |
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Cura ad aria calda
(flue-cured) |
Tabacchi chiari: Virginia Bright |
sigarette di tipo americano | |
Cura a fuoco
(fire-cured) |
Tabacchi scuri: Kentucky |
sigari, trinciati | |
Cura al sole
(sun-cured) |
Tabacchi levantini: Xanthi - Perustitza - Erzegovina |
sigarette di tipo turco e americano |
In alcuni casi, come per il tabacco Burley air-cured e per alcuni raccolti per sigari da riempimento, viene tagliata la pianta intera e curata direttamente senza rimuovere le foglie; queste vengono poi staccate solo al termine della cura (cura a pianta intera). Talvolta prima di tagliare la pianta vengono rimosse le foglie apicali.
Cura ad aria dei tabacchi chiari (Light air-cured)
La cura viene effettuata ad aria, in appositi locali riparati dai venti, generalmente molto semplici, coperti con materiale opaco che assicura il riparo del tabacco dai raggi del sole. I locali presentano finestre ad aperture regolabili per mantenere i livelli necessari di temperatura (non inferiore a 16°C) e umidità (intorno al 70%).
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Un tipico locale di cura comune in Italia per i tabacchi chiari (Burley, Maryland, Badischer Burley) è costituito da una capanna a tre ordini di appendimento delle filze di tabacco, rivestita con film plastico, utilizzabile sia per la cura a foglie staccate che per la cura a pianta intera.
Con questo processo l'umidità delle foglie scende drasticamente, passando da 85-90% a 15-20%, con una perdita di acqua molto rapida nei primi dieci giorni di cura.
La cura dipende da fattori esterni come intensità del sole, venti, umidità dell'aria, rugiade notturne, dal tipo di locale e dal prodotto; molto importante è la disposizione sulla stessa filza di foglie uniformi per corona e per grado di maturazione.
Le fasi della cura sono quelle tipiche: la fase di ingiallimento dura in genere 2-3 giorni, nella fase di ammarronamento si elimina progressivamente l'acqua e il tabacco inizia ad assumere il colore tipico di ciascuna varietà, nella fase di essiccazione della lamina fogliare e della costola la colorazione finale è influenzata direttamente dall'ambiente (temperatura e umidità relativa dell'aria).
La durata della cura varia da 20 a 40 giorni, in funzione della corona fogliare, del grado di maturazione delle foglie e dell'andamento climatico. |
Lo scopo di questa cura è la produzione di foglie di colore uniforme, con fumo di pieno aroma: le foglie del tabacco Burley sono di colore marrone nocciola, con aroma simile al fieno, buona combustibilità, non friabili al taglio, intatte, di lunghezza uniforme; le foglie curate del Maryland assumono colore rosso mattone, tessuto leggero, aroma simile al tiglio, elevata combustibilità.
Cura ad aria dei tabacchi scuri (Dark air-cured)
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La cura dei tabacchi scuri (Havanna, Badischer Geudertheimer, Paraguay) viene effettuata all'aria e in ombra, in appositi fabbricati o in locali rustici di struttura e materiali diversi, e dura circa 60 giorni. In questa fase avvengono una serie di modificazioni biochimiche, che tuttavia non rendono il tabacco direttamente utilizzabile in manifattura, essendo il fumo ancora amaro e sgradevole.
E’ necessario procedere alla fermentazione, che avviene a massa e richiede tempi lunghi, fino a 10-11 mesi, con frequenti rivolgimenti delle masse. Nelle masse di foglie, da 80 a 200 quintali, composte con foglie aventi la medesima composizione (apicali, mediane, basali), si determinano processi di autoriscaldamento con emissione di gas, e perdite di sostanza secca.
Al termine si ottiene un prodotto di colore omogeneo, combustibilità uniforme e caratterizzato da fumo dolce, aroma e gusto gradevoli.
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Il tabacco Beneventano viene invece sottoposto ad una cura particolare detta "infocatura", effettuata sul tabacco allo stato verde. Le foglie raccolte sono ammucchiate per 24 ore sul pavimento del locale di cura, e coperte con paglia. Si formano quindi le filze, con circa 300 foglie, che sono stese all'aperto fino ad ingiallimento completo. Le foglie appassite e ingiallite dalla esposizione al sole sono riunite in piccole masse, con la parte basale delle foglie rivolte verso l'esterno, per 24 ore.
Le masse sono quindi sottoposte ad una serie di fermentazioni, con parziale immersione in acqua calda; ciò determina un innalzamento rapido in 48 ore della temperatura, fino a 60° C. Questa operazione è ripetuta più volte, per altre 48 ore, demolendo le masse e riformandole con le foglie in posizione invertita. Al termine il prodotto assume un colore marrone scuro. La cura viene poi completata essiccando i lembi e le costole delle foglie, distendendo le filze all'aria. In totale il ciclo di cura dura 6-7 giorni. |
Cura ad aria calda (Flue-cured)
La cura dei tabacchi chiari (tipo Virginia) è molto complessa e viene praticata in locali adatti, in celle a ventilazione forzata (bulk curing), dove le foglie con l'apice rivolto verso il basso vengono sistemate in telaini di forma variabile. Altre tecniche consentono il caricamento di telaini alla rinfusa, o la sostituzione dei telaini con grossi contenitori (cassoni).
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Nella cura si susseguono le fasi di ingiallimento, essiccamento della lamina e fissazione del colore, essiccamento della costola, conservazione del prodotto. E' importante sistemare nel locale foglie uguali per linea, corona e grado di maturazione, per assicurare il più possibile l'uniformità del prodotto.
La cura è piuttosto complessa e richiede una continua sorveglianza; tutte le fasi sono determinate da un progressivo aumento della temperatura e dalla riduzione dell'umidità entro la cella di cura.
Nell'ingiallimento la temperatura viene portata fino a 35°C e l'umidità viene regolata per ogni carico, completando la fase in 24-48 ore. Nella fase successiva si ottiene l'essiccazione della lamina fogliare con la temperatura fino a 46 °C, e si fissa il colore giallo, evitando che viri al bruno (ammarronamento), portando la temperatura a 55-58 °C ed eliminando l'umidità in modo graduale.
Quando la lamina fogliare è secca si aumenta progressivamente la temperatura fino a 65 °C e si ottiene il disseccamento della costola. Per la conservazione del prodotto si raggiunge infine la temperatura finale di 80 °C. |
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Al termine della cura il tabacco, per poter essere estratto dalla cella, subisce il processo di rinvicidimento (assorbimento di umidità) con l'impianto di umidificazione della struttura.
L'intero processo è di breve durata, 6-7 giorni; il prodotto finale varia generalmente di colore dal giallo limone all'arancio scuro, e dà un fumo di aroma leggero.
Cura a fuoco diretto (Fire-cured)
In Italia questa cura viene usata sul tabacco scuro Kentucky, in locali dotati di sistemi di "stendaggio" per le filze di foglie e di prese d'aria per regolare l'umidità.
Nella cura si distinguono le fasi di ingiallimento, ammarronamento, essiccazione della lamina fogliare ed essiccazione della costola, ottenute mediante opportune gradazioni di temperatura regolabili col fuoco.
Nella fase di ingiallimento le foglie sono poste in locali chiusi per alcuni giorni a temperatura ambiente, senza fuoco. Nella fase di ammarronamento, quando il tabacco ha assunto in gran parte il colore giallo, si accendono i fuochi con legna secca di essenza forte (faggio, leccio, quercia e simili) ottenendo fumo senza fiamma. La temperatura resta a 28-30 °C per 1-2 giorni, si eleva a 35 °C aumentando il numero dei fuochi, e viene portata a 38-40 °C in 4-5 giorni, eliminando dai locali l'umidità che si forma. Il colore passa gradatamente dal giallo al marrone.
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Nella fase di essiccamento della lamina fogliare, quando il tabacco è completamente marrone, la temperatura viene portata a 45-50 °C, attivando i processi di fermentazione in massa che conferiscono profumo e aroma al tabacco. Il fumo in questa fase rende le foglie lucenti e di tessuto compatto.
Nella fase successiva, di essiccamento della costola, della durata di circa 3 giorni, la lamina fogliare diventa vitrea e fragile al tatto: il fuoco viene spento e si attende che la foglia torni morbida e pastosa. Il fuoco viene quindi di nuovo acceso per riottenere una lamina di nuovo vitrea.
Con l'operazione di rinvincidimento si ottiene di nuovo la consistenza pastosa della foglia. Le operazioni di fuoco e quest'ultima, alternate, portano la costola e la lamina a un colore marrone uniforme, elastica e morbida.
La cura è condizionata dal grado di maturazione delle foglie e dalle condizioni dei locali (temperatura, umidità e ventilazione). Il processo di cura dura 15-20 giorni, con un consumo di legna di 50 kg per quintale di tabacco verde da curare.
Con questo sistema di cura le foglie presentano un contenuto molto alto di fenoli dovuto all'assorbimento del fumo, sono lucide a tessitura compatta, elastica e resistente, con gusto e aroma intensi per l'alto contenuto in nicotina. |
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Cura al sole (Sun-cured)
La cura e lavorazione dei tabacchi levantini (Xanthi, Perustitza, Erzegovina) avvengono in una successione di fasi che portano nelle foglie modifiche di ordine fisico, biochimico e chimico: cura, manipolazione, fermentazione, conservazione.
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Per il processo è necessario un periodo di calda insolazione per almeno un mese dopo la raccolta; viene quindi effettuato all'aperto nei mesi estivi, e può considerarsi intermedio tra la cura ad aria e quella ad aria calda, sia come durata che come effetti.
Il processo di cura inizia con l'ingiallimento delle filze di foglie all’ombra, in luoghi scuri (in locali o sotto tettoie), fino ad ottenere un colore giallo chiaro. La durata è variabile, ma per ottenere una colorazione uniforme è necessario che le foglie vengano raccolte con lo stesso grado di maturazione e abbiano lo stesso sviluppo, e che nei locali sia possibile un adeguato arieggiamento per permettere la dispersione di eccessi di umidità. |
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La fissazione del colore inizia con l'esposizione delle filze direttamente al sole, fino ad ottenere la completa essiccazione della lamina e della costola della foglia. La durata varia secondo la maturazione delle foglie, più breve per le foglie basali (8-10 giorni) rispetto alle apicali (circa 20 giorni).
Al termine le filze vengono raccolte in ghirlande o festoni e poste in locali asciutti, ventilati e oscuri (per favorire la brillantezza del colore, sbiadito dall'eccesso di luce solare). Quando le foglie si ammorbidiscono per assorbimento di umidità, le filze vengono riposte in "casse a crociera" di 30-40 kg o condizionate in ballotti provvisori di 15-20 kg, per la successiva lavorazione premanifatturiera.
Le foglie essiccate e fermentate sono di colore giallo-oro tendente al rosso, di tessuto gentile e poroso, di alta aromaticità.
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(Giampietro Diana)
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