Molto, troppo, a giudicare dal contenuto di un e-mail che circola
da tempo nella rete. Forse vecchia, forse
nuova. Che le cifre siano tutte vere, o qualcuna meno,
poco importa. Ciò che conta è che, comunque, il messaggio
non è altro che fotografia di una realtà: quella della
disparità dei trattamenti. Una volta, un pensionato "sociale",
che aveva letto un articolo in cui si parlava dei milioni
che i personaggi pubblici, politici compresi, spendono per
la cura del proprio corpo, disse che era "una
vergogna", che i giornali disquisissero su questioni
simili, quando c'è gente che muore di fame. "Come si fa -
scrisse - a preoccuparsi se tale presentatrice spende un
milione al giorno al centro di bellezza, e tale ministro
solo ottocento mila lire, quando io, e tanti come me, non
le prendono neanche in un mese, ottocento mila lire?". Già,
come si fa. Ce lo chiediamo anche noi e di seguito
riportiamo ( Per
Pura Informazione ) gli
Stipendi dei Ns.
Parlamentari, da Loro Stessi
Stabiliti Legiferando appunto in Materia; è una forma di Democrazia molto strana.
La prima voce è l’indennità, quella che nel
linguaggio comune è definita "stipendio",
seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese
inerenti al rapporto tra eletto ed elettori",
per le spese accessorie di viaggio e per i
viaggi all’estero, per le spese telefoniche.
Completano la scheda le voci sull'assegno di
fine mandato, le prestazioni previdenziali e
sanitarie e sui trasporti.
Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione
all'art.
69, è determinata in base alla
legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È
fissata in misura non superiore al trattamento
complessivo massimo annuo lordo dei magistrati
con funzioni di presidente di Sezione della
Corte di Cassazione ed equiparate.
L’indennità è corrisposta per 12 mensilità.
L'importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al
netto delle ritenute previdenziali (€ 833,10)
e assistenziali (€ 559,54) della quota
contributiva per l’assegno vitalizio (€
1.069,35) e della ritenuta fiscale (€
4.030,42).
Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle
spese di soggiorno a Roma, sulla base della
stessa legge n. 1261 del 1965.
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili.
Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per
ogni giorno di assenza del deputato da quelle
sedute dell'Assemblea in cui si svolgono
votazioni, che avvengono con il procedimento
elettronico.
È considerato presente il deputato che
partecipa almeno al 30 per cento delle
votazioni effettuate nell'arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti al rapporto
tra eletto ed elettori
A titolo di rimborso forfetario per le spese
inerenti al rapporto tra eletto ed elettori,
al deputato è attribuita una somma mensile di
4.190 euro, che viene erogata tramite il
gruppo parlamentare di appartenenza.
Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso
per le spese postali a decorrere dal 1990.
Spese di trasporto e spese di viaggio
I deputati usufruiscono di tessere per la
libera circolazione autostradale, ferroviaria,
marittima ed aerea per i trasferimenti sul
territorio nazionale.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza
all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di
Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un
rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70
euro, per il deputato che deve percorrere fino
a 100 km per raggiungere l'aeroporto più
vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10
euro se la distanza da percorrere è superiore
a 100 km.
I deputati, qualora si rechino all’estero per
ragioni di studio o connesse all’attività
parlamentare, possono richiedere un rimborso
per le spese sostenute entro un limite massimo
annuo di 3.100,00 euro.
Spese telefoniche
I deputati dispongono di una somma annua di
3.098,74 euro per le spese telefoniche. La
Camera non fornisce ai deputati telefoni
cellulari.
Assistenza sanitaria
Il deputato versa mensilmente, in un apposito
fondo, una quota del 4,5 per cento della
propria indennità lorda, pari a 559,54 euro,
destinata al sistema di assistenza sanitaria
integrativa che eroga rimborsi secondo quanto
previsto da un tariffario.
Assegno di fine mandato
Il deputato versa mensilmente, in un apposito
fondo, una quota del 6,7 per cento della
propria indennità lorda, pari a 833,10 euro.
Al termine del mandato parlamentare, il
deputato riceve l'assegno di fine mandato, che
è pari all'80 per cento dell'importo mensile
lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato
effettivo (o frazione non inferiore ai sei
mesi).
Assegno vitalizio
Anche in questo caso, il deputato versa
mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari
a 1.069,35 euro - della propria indennità
lorda, che viene accantonata per il pagamento
degli assegni vitalizi, come previsto da un
apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di
Presidenza il 30 luglio 1997.
In base alle norme contenute in tale
Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a
partire dal 65° anno di età. Il limite di età
diminuisce fino al 60° anno di età in
relazione agli anni di mandato parlamentare
svolti.
Lo stesso Regolamento prevede la sospensione
del pagamento del vitalizio qualora il
deputato sia rieletto al Parlamento nazionale
ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad
un Consiglio regionale.
L'importo dell'assegno varia da un minimo del
25 per cento a un massimo dell'80 per cento
dell'indennità parlamentare, a seconda degli
anni di mandato parlamentare.
Sommando
approssimativamente le
varie cifre, otteniamo un
Compenso Totale di circa
€ 15.000,00
Mensili (
Perchè
così
Tanti
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)
apparte
l'Assegno di
Fine Mandata,
l'Assegno
Vitalizio
e Tanti altri
Vantaggi e
Privilegi
La prima voce delle competenze spettanti al parlamentare è l'indennità,
quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio".
Seguono la diaria e i rimborsi: per le spese
inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato
parlamentare, per le spese accessorie di viaggio e
per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche.
Completano la scheda le voci sull'assegno di
solidarietà (di fine mandato), sulle prestazioni
previdenziali e sanitarie e sui trasporti.
Indennità parlamentare
L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art.
69, è determinata, in base alla legge
n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non
superiore al trattamento complessivo massimo annuo
lordo dei magistrati con funzioni di presidente di
Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate.
Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza
del Senato ha stabilito che tale misura fosse
ridotta al 96% del predetto trattamento dei
magistrati.
L'indennità è corrisposta per 12 mensilità.
L'importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto
delle ritenute previdenziali (€ 833,10) e
assistenziali (€ 559,54) della quota contributiva
per l'assegno vitalizio (€ 1.069,35) e della
ritenuta fiscale (€ 4.030,42).
Diaria
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle
spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa
legge n. 1261 del 1965.
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale
somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno
di assenza del Senatore dalle sedute
dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni
qualificate e verifiche del numero legale.
È considerato presente il Senatore che
partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni
effettuate nell'arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti
i supporti per lo svolgimento del mandato
parlamentare
A titolo di rimborso forfettario per le spese
sostenute per retribuire i propri collaboratori e
per quelle necessarie a svolgere, anche nel
collegio elettorale, il mandato parlamentare, al
Senatore è attribuita una somma mensile di
4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro)
erogata direttamente al Senatore medesimo ed in
parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogata al Gruppo
parlamentare di appartenenza. Ai Senatori non è
riconosciuto alcun rimborso per le spese postali.
Spese di trasporto e spese
di viaggio
I Senatori usufruiscono di tessere per la
libera circolazione autostradale, ferroviaria,
marittima ed aerea per i trasferimenti sul
territorio nazionale.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza a
Roma, è previsto un rimborso spese annuo pari a
13.293,60 euro, per il Senatore che deve
percorrere fino a 100 km per raggiungere
l'aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina
al luogo di residenza, ed a 15.979,18 euro se la
distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i
Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del
Comune di Roma, il rimborso è corrisposto nella
misura di 6.646,80 euro.
Ad ogni Senatore è corrisposta, a titolo di
rimborso, una somma forfettaria annua di 3.100
euro, a fronte delle spese sostenute per viaggi
internazionali di aggiornamento.
Spese telefoniche
I Senatori dispongono di una somma annua di
4.150 euro per le spese telefoniche.
Assistenza sanitaria
integrativa
E' previsto il rimborso delle spese sanitarie
ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai
titolari di trattamento di reversibilità, nonché
ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di
Assistenza Sanitaria Integrativa nei limiti
dell'apposito Regolamento, approvato dal Consiglio
di Presidenza. Gli iscritti versano un contributo
commisurato alle competenze mensili lorde (4,5%
per i Senatori in carica; 4,7% gli altri) e quote
aggiuntive per i familiari.
Assegno di solidarietà (a
fine mandato)
Il Senatore versa mensilmente, ad un apposito
Fondo, una quota pari al 6,7 per cento della
propria indennità lorda, pari ora a 833,10 euro.
Al termine del mandato parlamentare, il Senatore
riceve l'assegno di solidarietà (anche denominato
"di fine mandato"), che è pari all'80 per cento
dell'importo mensile lordo dell'indennità, per
ogni anno di mandato effettivo (o frazione non
inferiore ai sei mesi).
Assegno vitalizio
Anche in questo caso, il Senatore versa
mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari ora
a 1.069,35 euro, più il 2,15 per cento, come quota
aggiuntiva per la reversibilità, pari a 267,34
euro - della propria indennità lorda, che viene
accantonata per il pagamento degli assegni
vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento
approvato dal Consiglio di Presidenza.
In base alle norme contenute in tale
Regolamento, il Senatore riceve il vitalizio a
partire dal 65° anno di età. Il limite di età è
ridotto al 60° anno ove siano state svolte più
legislature.
Lo stesso Regolamento prevede la sospensione
del pagamento del vitalizio qualora il Senatore
sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia
eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio
regionale.
L'importo dell'assegno vitalizio varia da un
minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per
cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli
anni di mandato parlamentare.
Sommando
approssimativamente
le varie cifre,
otteniamo un
Compenso Totale di
circa
€ 17.000,00
Mensili
Naturalmente
apparte
l'Assegno di
Solidarietà,
l'Assegno
Vitalizio
e Tanti altri
Vantaggi e
Privilegi