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La Colombia rimane
ancora il più grande paese del mondo per il traffico di cocaina,
nonostante il predominio sia transitato dal violento cartello di
Medellìn al cartello non violento di Cali, che è riuscito a mutare la
sensibilità della società colombiana nei confronti della accettabilità
delle droghe. Ora che il cartello di Cali ha ottenuto il controllo, il
tentativo di sradicare il problema droga potrebbe essere intralciato
qualora i proventi derivanti dal traffico di droga venissero considerati
"accettabili", in virtù dei metodi non violenti attraverso i quali il
denaro è guadagnato.
Comunque la corruzione è assai diffusa e l'infiltrazione di membri del
cartello nei Servizi segreti ed in altre strutture amministrative è fra
le principali cause di preoccupazione. Si è anche vociferato che il
presidente eletto ed altri candidati abbiano ricevuto sostanziosi
finanziamenti per le elezioni presidenziali proprio dal cartello di
Cali.
Il crimine continua a crescere nel paese, in particolare a Cali,
dove i trafficanti di droga di basso livello di un tempo non sono più
sotto il controllo dei leaders del cartello di Cali. Un'eventuale
rinuncia di questi leaders potrebbe indurre una più rapida perdita del
controllo sui membri più giovani. Di contro, Medellìn potrebbe
riprendersi dalle nebbie create dai leaders del cartello e tornare ad
essere di nuovo il grande centro finanziario e industriale che era.
La Colombia è la maggiore fonte di produzione di cocaina, per quanto la
gran parte dei materiali di base e della pasta di coca derivino dal Perù
e dalla Bolivia: sebbene la pressione dell'esercito peruviano sta
iniziando a forzare i cartelli a produrre la pasta di coca in proprio.
Trasformare la pasta in cocaina richiede tecniche dispendiose e di
difficile esecuzione: pertanto tali procedimenti sono riservati ad
organizzazioni selezionate. È noto che le Forze Armate Rivoluzionarie
colombiane coltivano le foglie di coca ed hanno anche costruito le loro
raffinerie "stornando" chimici dalle locali industrie. Questo passaggio
ha visto i cartelli specializzarsi nel trasporto e nel commercio di
cocaina, l'area più proficua nel business del traffico di droga. Molti
laboratori sono stati distrutti recentemente, benché questo numero si
sia ultimamente ridotto in misura considerevole, perché i trafficanti
hanno spostato le loro attività più lontano nella giungla. Le autorità,
che devono fronteggiare il problema della cocaina, si trovano oggi a
dover tener testa anche ad un aumento della coltivazione del papavero da
oppio.
I cartelli colombiani insediati a Medellìn ed a Cali costituiscono un
grande pericolo per l'Europa Occidentale. L'abbandono del leader del
cartello di Medellìn ha spostato il dominio da questo gruppo violento a
quello più pacifico di Cali. Comunque la cocaina colombiana continua a
dominare il mercato della droga dell'Europa occidentale, evidenziando
come i problemi della Colombia non abbiano interessato il flusso di
cocaina in Europa, confermato dai dati relativi al 1994.
Negli Stati Uniti, il cartello di Cali ha una struttura gerarchica ed è
meglio organizzato di quello di Medellìn, che ha una struttura
decisionale collegiale. Comunque entrambi sono ben organizzati e il
controllo definitivo proviene dalla Colombia. Non ci sono ragioni che
inducano a ritenere che un analogo controllo non esista anche in Europa.
In effetti, l'Europa è oggi considerata un mercato unico e ben
remunerativo, e le droghe entrano in ogni punto in cui possano essere
distribuite in maniera controllata. Fonti dell'intelligence fanno
ritenere che rappresentanti dei cartelli siano stati trovati ai
principali punti di ingresso per controllare il trasporto via mare e
facilitare la distribuzione.
Una volta completato questo primo trasporto, lo spostamento della
cocaina attraverso l'Europa non presenta particolari problemi,
avvalendosi di mezzi aerei, marittimi, stradali e postali, per
diffondere la cocaina in tutta l'area dell'Unione europea. Ogni
rappresentante che attiri l'attenzione delle forze di polizia o che
compia errori viene rapidamente e facilmente rimpiazzato.
Colombiani, Italiani e Spagnoli sono i primi responsabili
dell'importazione di cocaina in Europa e i collegamenti con i membri del
cartello e con i gruppi del crimine organizzato sono stati stabiliti da
lungo tempo, soprattutto con la mafia italiana. La Spagna continua a
mantenere il predominio dell'importazione diretta in Europa, nonostante
vi siano indicazioni di una significativa quantità di cocaina che
transita in Italia e nei paesi del Sud europeo. L'intelligence segnala
ora che i cartelli stanno stabilendo legami con i sindacati del crimine
in Europa centrale col fine ultimo di rifornire di droga l'Europa
orientale. La cocaina giunge via mare in Russia, Ucraina, Romania e
Bulgaria, e la quota russa è trasportata su gomma o rotaia attraverso la
Polonia e la Scandinavia. Le rotte bulgara e rumena sono le stesse di
quelle dell'eroina. Le partite per l'Ucraina probabilmente transitano
per la Polonia e per quote eccedenti in tutta la Germania.
Un fenomeno emergente è la produzione di eroina in Colombia, sotto il
controllo del cartello di Cali, che ha avviato un traffico negli Stati
Uniti in competizione diretta col prodotto proveniente dal Sud Est
asiatico. L'eroina colombiana è spesso di qualità migliore e più
economica di quella asiatica, e ciò costituisce probabilmente un
incentivo per trafficanti e consumatori a cambiare "marca".
Potendo fruire dei canali di distribuzione della cocaina già
consolidati, il cartello ha trovato agevole specializzarsi in questo
nuovo settore e pertanto l'Europa deve essere consapevole del problema
e, se necessario, prendere provvedimenti per contenere la diffusione di
questo prodotto dalle Americhe.
Il Perù, cui spesso ci si riferisce come un "narco stato", è il maggiore
produttore di coca nel mondo e possiede piantagioni sia legali sia
illegali. La produzione di pasta di coca illegale è destinata
principalmente ai cartelli colombiani per essere convertita in cocaina.
La corruzione è diffusa, in quanto buona parte dell'esercito ha tratto
vantaggi dal fatto di ricevere grosse somme di denaro dai trafficanti
garantendo loro "libertà" di movimento per la droga all'interno del
paese.Il maggior sequestro, di oltre tre tonnellate di cocaina
cloridrato nel Nord del Perù, ha evidenziato un'altra tendenza
emergente. Una famiglia criminale che in precedenza riforniva di pasta
di coca il cartello di Medellìn ha iniziato ad organizzare in proprio
una rete di distribuzione, in contatto con gruppi criminali messicani.
Il punto più interessante è il presunto coinvolgimento della Yakuza
Giapponese, aspetto, questo, da tenere accuratamente sotto controllo.
Tuttavia a causa della pressoché totale corruzione delle infrastrutture,
la risoluzione del problema peruviano è praticamente impossibile.
La Bolivia è il secondo produttore di pasta di coca nel mondo e, come il
Perù, ha piantagioni sia legali sia illegali. Ancora una volta, il
prodotto illegale è destinato alla Colombia ed al Brasile per la
trasformazione in cocaina.
Il Brasile si è fatto notare come la maggiore area di transito per la
cocaina, essendo stati intercettati molti trafficanti mentre lasciavano
l'aeroporto di San Paolo. Sia la pasta di cocaina, sia la cocaina
raffinata sono di provenienza boliviana, ma anche colombiana. L'uso di
droghe in Brasile è in aumento e con esso vi è anche un aumento del
livello criminale. La cocaina non è mai stata così a buon mercato e ciò
ovviamente collide con quanti vogliono commerciare la droga in Europa.
Fonti di intelligence ipotizzano che la cocaina brasiliana giunga
dapprima nelle colonie portoghesi dell'Africa attraverso imbarcazioni
per raggiungere in seguito l'Europa centrale ed occidentale.
Si è a lungo sostenuto che l'area caraibica rappresenti un paradiso per
i gruppi criminali organizzati, che se ne avvalgono come centro per il
riciclaggio del denaro e come area di transito per la droga.
La configurazione geografica caraibica ed i molteplici punti di ingresso
e di uscita offrono una serie di rotte possibili ai narcotrafficanti.
Collegamenti aerei e navali con l'Europa e l'America Latina, in special
modo col Venezuela, offrono opportunità di trasporti navali clandestini
ma i Caraibi, incluse le Antille olandesi, sono ben più importanti per
le possibilità di riciclaggio del denaro. L'olandese St. Maarten è stata
negli ultimi anni intensivamente utilizzata per il trasporto della
droga. Oltre a ciò, i criminali hanno preso in considerazione St.
Maarten per le opportunità di riciclaggio di denaro tramite i casinò ed
altre iniziative.
Cocaina, come e perché uccide
Più
in generale, i dati quantificano in un 4 per cento i ragazzi tra i 15 e i
16 anni che hanno provato la cocaina almeno una volta. E ben il 32 per
cento sono quelli che hanno dichiarato di sapere come procurarsela. Perché
la “neve”, considerata fino a qualche anno fa una droga d’élite, è oggi
diffusa tra tutti i ceti e a tutte le età. Negli ultimi due anni ne sono
stati sequestrati 5.300 chili ma ciò che finisce in mano alle forze
dell’ordine è solo il 10 per cento di quanta ne circola realmente. Presa
da sola o assunta insieme ad altre droghe, la cocaina è comunque
pericolosissima. Per morirne non c’è bisogno di un overdose: può essere
fatale indipendentemente dalla quantità assunta. Perché può provocare
improvvisi infarti, ictus, arresti cardiaci, edemi polmonari. Ma i danni
all’organismo a breve e lungo termine sono tanti. Per questo “Il Giornale
di San Patrignano” mette a disposizione dei propri lettori una serie di
domande e risposte preparate dal National Institute on Drug Abuse, il più
autorevole centro di ricerche del mondo sulle droghe e la
tossicodipendenza.
Cos’è la cocaina?
La cocaina è uno stimolante molto potente che ha effetto direttamente sul
cervello. Conosciuta come la droga degli anni Ottanta e Novanta per la sua
popolarità in quel periodo, non è certamente una sostanza “nuova” ma una
delle più antiche. L’effetto stimolante e di riduzione della sensazione di
fatica che si ottiene masticando foglie di coca è conosciuto da migliaia
di anni, la sostanza pura è invece utilizzata da oltre 100 anni.
La cocaina è estratta dalle foglie di alcuni arbusti del genere delle
Eritoxilacee diffusi e coltivati nel Sud America. Nei primi del Novecento
essa fu utilizzata come ingrediente principale di numerosi “tonici” ed
elisir per alleviare i sintomi di diverse malattie. Oggi è considerata una
sostanza estremamente pericolosa ed è classificata fra le più potenti
droghe d’abuso.
La cocaina si trova nel mercato illecito in due forme: il cloridrato, che
ha l’aspetto di una polvere bianca o bianco-avorio ed ha sapore amaro, e
la base libera che si presenta invece sotto forma di scaglie o tavolette
di varia forma e dimensioni e di colore dal bianco sporco al marrone. Il
cloridrato può essere inalato oppure, sciolto in acqua, iniettato in vena.
La base libera normalmente viene fumata.
La cocaina venduta dagli spacciatori è spesso “tagliata” (diluita) con
sostanze come l’amido di granturco, lo zucchero a velo, raramente il
bicarbonato o il talco. Nella cocaina di strada può anche essere presente
procaina, lidocaina o altri anestetici locali che simulano alcune
caratteristiche della cocaina (sapore, effetto di anestesia locale sulla
lingua). Inoltre, la cocaina può essere mischiata con altre droghe come l’eroina
o le anfetamine.
Cos’è il crack?
Crack è il nome in gergo che viene dato ai cristalli di cocaina (base
libera). Il nome “crack” deriva dal particolare rumore che questa sostanza
produce quando viene bruciata. Il crack produce una forte euforia in meno
di dieci secondi. La sua popolarità tra gli emarginati delle periferie
urbane, in particolare negli Stati Uniti, è dovuta ai bassi costi di
produzione e al prezzo contenuto.
Come viene utilizzata la cocaina?
La cocaina può essere inalata, iniettata o fumata (da sola o mescolata a
tabacco o a marijuana). L’assunzione mediante masticazione delle foglie è
limitata esclusivamente ad alcune popolazioni sudamericane. Se inalata,
normalmente con dei cannelli o con banconote arrotolate, la sostanza
attiva passa attraverso le mucose nasali nel sangue. L’iniezione è la via
più diretta e produce effetti istantanei e più marcati. Il fumo attraverso
speciali pipette passa dai polmoni nel sangue quasi con la stessa velocità
dell’iniezione. Molti tossicodipendenti la inettano o la inalano mescolata
all’eroina.
Il consumo di cocaina può variare da occasionale a ripetuto e compulsivo.
Non esiste una modalità sicura o priva di rischi di utilizzarla. Qualunque
tipo di uso può portare all’assunzione di quantità tossiche di sostanza,
provocando seri problemi cardiovascolari o cerebrali che possono dar luogo
anche a una morte improvvisa. L’uso ripetuto di cocaina in qualunque forma
provoca dipendenza ed altri danni alla salute.
Come produce i suoi effetti?
Sono state realizzate molte ricerche per studiare il modo in cui la
cocaina produce i suoi effetti “piacevoli” e la ragione per cui provoca
dipendenza. Ciò avviene, probabilmente, attraverso il suo effetto sulle
strutture profonde del cervello. Gli scienziati hanno scoperto che quando
vengono stimolate alcune zone del cervello si produce una sensazione di
piacere. Uno dei sistemi neurali che sembra siano più interessati dalla
cocaina trova origine in una regione molto profonda del cervello chiamata
“area ventrale del tegmento” (Avt). Le cellule nervose che partono dalla
Avt si estendono alla regione conosciuta come “Nucleus accumbens”, una
delle aree chiave del piacere nel cervello. In studi su animali, ad
esempio, tutto ciò che produce piacere, dal bere al mangiare, dal sesso a
molte droghe, aumenta l’attività del “nucleus accumbens”.
Gli studiosi hanno scoperto che quando si sta svolgendo un’azione che
provoca piacere, i neuroni nella Avt aumentano la secrezione di dopamina
nel “nucleus accumbens”. I segnali di piacere vengono cioè comunicati da
neurone a neurone attraverso la emissione di dopamina nei punti di
connessione (sinapsi) tra i neuroni. Le droghe possono interferire proprio
con questo processo. La cocaina, ad esempio, blocca l’eliminazione della
dopamina dalla sinapsi provocandone l’accumulo. La conseguente
stimolazione continua dei neuroni è all’origine dell’euforia riferita dai
consumatori.
L’uso continuo di cocaina crea tolleranza. Ciò significa che la persona
che la assume ha bisogno di dosi sempre maggiori e frequenti per ottenere
lo stesso effetto. Secondo recenti ricerche, durante il periodo di
astinenza dall’uso di questa droga, il ricordo dell’euforia associata al
consumo o soltanto alla stessa può causare il desiderio incontrollabile di
assumerla anche dopo lunghi periodi in cui non è stata consumata.
Quali sono gli effetti a breve termine?
Gli effetti della cocaina si manifestano quasi subito dopo il suo uso e
possono durare da alcuni minuti ad ore. Coloro che utilizzano cocaina in
piccole quantità (fino a 100 milligrammi) si sentono euforici, pieni di
energia, disposti alla conversazione e mentalmente attivi, attenti in
particolare alle sensazioni visive, uditive e tattili. La cocaina può
anche diminuire temporaneamente il desiderio di mangiare e dormire. Alcuni
consumatori riferiscono che la droga li aiuta a compiere sforzi
intellettuali e fisici più rapidamente; altri parlano di effetti opposti.
La durata degli effetti euforici di questa droga dipende dal modo in cui è
stata utilizzata. Più veloce è l’assorbimento nel sangue (come nel caso
dell’iniezione in vena o dell’inalazione del fumo), più intenso è
l’effetto e più breve la sua durata. Le sensazioni di benessere provocate
dall’inalazione possono durare dai quindici ai trenta minuti, mentre
quelle conseguenti al fumo variano dai cinque ai dieci minuti.
Gli effetti fisiologici a breve termine che la cocaina produce sono:
contrazione dei vasi sanguigni, dilatazione delle pupille, aumento della
temperatura corporea, del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa. Se
le quantità utilizzate superano i 100 milligrammi gli effetti si
intensificano e possono provocare comportamenti inusuali e violenti. I
consumatori possono provare tremori, vertigini, spasmi muscolari, paranoia
e, dopo successive assunzioni, reazioni tossiche simili a quelle prodotte
dall’avvelenamento da anfetamina. Tra gli effetti a breve termine della
cocaina è da segnalare la riduzione della percezione del rischio che può
originare comportamenti pericolosi per il consumatore stesso e per la
salute di terzi (ad esempio guida pericolosa). Alcuni utilizzatori
riferiscono di sentirsi irritabili, agitati e di soffrire di ansia. In
qualche rara occasione, l’uso di cocaina per la prima volta può provocare
una morte improvvisa. I decessi per cocaina sono provocati generalmente da
arresto cardiaco o da convulsioni causate da blocco respiratorio.
E quelli a lungo termine?
La cocaina provoca una forte assuefazione. Una volta provata, è molto
difficile controllarne e limitarne l’uso. Si ritiene che la dipendenza da
questa sostanza e i suoi effetti stimolanti siano il risultato della sua
capacità di impedire l’assorbimento della dopamina da parte delle cellule
nervose e di provocarne, quindi, un accumulo nell’organismo. Il cervello
produce dopamina come sistema di gratificazione e il funzionamento di
molte droghe dipende direttamente o indirettamente dalla maggiore o minore
presenza di questa sostanza nell’organismo.
La cocaina può inoltre provocare una considerevole tolleranza in chi la
assume tanto che molti tossicodipendenti riferiscono di non riuscire a
provare le stesse sensazioni di piacere dopo un uso continuato. Allo
stesso tempo, alcuni individui possono sviluppare nel tempo una maggiore
sensibilità agli effetti anestetici e convulsivi di questa sostanza, tanto
da provocarne la morte dopo l’assunzione di quantità relativamente
piccole.
Quali sono le complicazioni mediche provocate dal suo uso?
Esiste una notevole quantità di complicazioni mediche associate all’uso di
cocaina. Fra le più frequenti, le complicazioni cardiovascolari, come
irregolarità nella frequenza del cuore, malattie cardiache, i problemi
respiratori che provocano dolori al petto, gli effetti neurologici che
causano ictus, convulsioni ed emicranie, le complicazioni
gastrointestinali che provocano dolori addominali e nausea.
L’uso di cocaina provoca vari tipi di malattie cardiache. Si sa che questa
droga causa fibrillazione ventricolare, accelera i battiti del cuore e la
respirazione, aumenta la pressione arteriosa e la temperatura del corpo. I
sintomi fisici possono includere confusione mentale, dolore al petto,
febbre, spasmi muscolari, convulsioni e coma.
Gli effetti negativi della droga sono collegati alle diverse modalità di
assunzione. Quando la si inala regolarmente, ad esempio, la cocaina può
provocare una perdita di sensibilità dell’olfatto, causare emorragie
nasali, problemi di deglutizione, raucedine ed una irritazione del setto
nasale che causa una condizione cronica di irritazione delle narici e di
secrezione di muco. Quando viene ingerita, la cocaina può provocare
cancrena all’intestino perché riduce il flusso di sangue. Coloro che la
iniettano possono contrarre flebiti ed altre infezioni, come anche
reazioni allergiche alla droga o alle altre sostanze da taglio ad essa
associate. La cocaina tende a ridurre il desiderio di alimentarsi, per cui
il suo uso abituale provoca perdite di peso e malnutrizione.
Gli scienziati hanno dimostrato che esiste un’interazione potenzialmente
pericolosa tra cocaina e alcol. Quando queste due sostanze vengono
consumate contemporaneamente, la cocaina viene in parte trasformata in
cocaetilene, il cui effetto sul cervello è più potente e tossico.
Esistono rischi di contrarre l’AIDS o le epatiti?
Si, i tossicodipendenti da cocaina, ed in particolare quelli che si
iniettano la sostanza, sono esposti a un rischio maggiore di contrarre
malattie infettive come l’AIDS o l’epatite B e C. La realtà è che l’uso di
droghe è una dei principali fattori di rischio di sieropositività. La
propagazione dell’HIV provocata dall’uso di droghe si verifica con lo
scambio di siringhe o con la trasmissione del virus da madre a figlio
durante la gestazione. Le ricerche dimostrano anche che l’uso di droghe
interferisce con la capacità di giudizio sui rischi che si possono
correre, per cui i consumatori tendono a non prendere precauzioni in
rapporti sessuali o a prostituirsi in cambio di droga.
Allo stesso tempo, si sta verificando un aumento della diffusione di
epatite C tra i tossicodipendenti che si iniettano droghe. Le stime
attuali indicano che la percentuale di persone infette in questo segmento
di popolazione è particolarmente elevata e compresa tra il 65 e il 90 per
cento. Allo stato attuale, non esiste una vaccino contro il virus
dell’epatite C e l’unico trattamento disponibile è molto costoso, spesso
inefficace e può produrre considerevoli effetti collaterali.
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