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il buddhismo
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religione fondata da Buddha nell'India settentrionale verso la fine del VI sec. a. C. Si tratta di una religione non imperniata sul culto di un dio, ma su una dottrina morale che propone la salvezza attraverso l'estinzione del dolore nel nirvana. Gli insegnamenti di Buddha furono trasmessi solo oralmente da monaci di diverse regioni nei loro dialetti locali. Grande impulso alla diffusione del buddhismo dette il re Asoka (272-232 a. C.), che ne fece la religione di Stato dell'impero indiano. A poco a poco, il buddhismo si diffuse anche in Cina (I sec.), Birmania e Corea (IV sec.), Indocina (primi secoli dell'era volgare), Giappone (VI sec.) e Tibet (dal VII sec.), dove diede origine al lamaismo. Le varie sette e scuole buddiste s'incanalarono in due grandi correnti: il Piccolo Veicolo (Hinayana), che sviluppava il lato ascetico e filosofico; e il Grande Veicolo (Mahayana), che coltivava il lato mistico e religioso. Secondo la dottrina del Buddha, dietro i fenomeni non c'è né una materia eterna né anime eterne né un dio eterno. Nel vortice dell'incessante divenire cosmico i mondi rinascono grazie alla forza delle azioni (Karman) degli esseri di altri mondi scomparsi. Nell'esistenza del mondo epoche di prosperità si alternano a epoche di decadenza, durante le quali compaiono i Buddha a illuminare gli uomini. Il processo universale si svolge secondo leggi cosmiche e morali eterne. Il buddhismo respinge l'idea d'un creatore e d'una provvidenza, perché non compatibili con l'esistenza d'un mondo immerso nel dolore e moralmente cattivo né col castigo eterno dei peccatori. Ciò che accade nel mondo è solo effetto della legge di compenso che si applica automaticamente, punendo ciò che è cattivo e premiando ciò che è buono. Nella morte gli elementi materiali e spirituali dell'uomo si sciolgono e periscono, ma il flusso della vita cosciente continua, alimentato dal Karman, al di là della morte e costituisce la base per la formazione di un nuovo essere, che è diverso dal morto ma è insieme la sua continuazione. Il buddhismo indica la via della felicità attraverso l'annientamento del dolore. Sintesi della dottrina buddista sono le quattro nobili verità: l'esistenza del dolore, l'origine del dolore, la distruzione del dolore e la via che vi conduce. La salvezza suprema risiede quindi nell'abolizione di tutte le possibilità di una nuova esistenza individuale. Il fedele deve cercare di raggiungere, uccidendo ogni desiderio e attaccamento alla vita, un'imperturbabilità perfetta, una sublime pace dell'anima (nirvana). Il buddhismo non richiede ai suoi seguaci un'adesione e una fede esclusive, perché considera valide tutte le altre religioni e non conosce l'intolleranza. Alla fine del secondo millennio, un impulso alla diffusione del buddhismo nel mondo occidentale è stato dato dal sorgere di nuovi movimenti religiosi e dall'attività del XIV Dalai-lama a favore della pace e del dialogo interreligioso. A Milano si trova il più importante Centro di Studi Tibetani d'Europa, che si adopera per il dialogo tra buddhismo e cristianesimo e dove, nel 1999, è stato organizzato un seminario di studi tenuto dal Dalai-lama regnante, Tenzin Gyatso.
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