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QUESTIONE PALESTINESE - CONFLITTO ARABO-ISRAELIANO

Dalla Pagina << Questione Arabo-Israeliana >>


Vedi Anche : PALESTINA - Le Ragioni degli Arabi e degli Israeliani


  Inice:
 
 

Il medio oriente è stato, dal dopoguerra a oggi, una delle zone più instabili del mondo. Si tratta di un'area di grandissima importanza strategica ed economica e per questa ragione, sia gli Stati Uniti sia l'Unione Sovietica hanno cercato di esercitarvi la propria influenza. Queste tensioni si sono intrecciate con altre di tipo locale, come le rivendicazioni del nazionalismo arabo-islamico e, soprattutto, il conflitto fra Israele e il mondo arabo.

Il conflitto fra coloni ebrei e gli arabi della Palestina si aggravò durante e dopo la seconda guerra mondiale, proseguì nei decenni successivi, intensificandosi tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta.

Nel 1948 l'ONU decise la divisione provvisoria della Palestina in due parti, una amministrata dagli ebrei, l'altra dagli arabi. Gerusalemme fu posta sotto il controllo internazionale. Il piano fu accettato dagli ebrei ma respinto dagli arabi. Il 15 maggio 1948 gli ebrei proclamarono la nascita dello stato di Israele., con capitale Tel Aviv. Si giunse al conflitto aperto, che si sviluppò in quattro fasi.

1948. Contingenti della lega araba ( Egitto, Arabia Saudita, Siria e altri ) attaccano Israele ma vengono duramente sconfitti. Israele amplia i suoi confini a quasi tutta la Palestina, eccetto la "striscia di Gazza" ( sotto controllo egiziano ) e la Cisgiordania. La Palestina cessa di esistere come stato. Circa 700.000 palestinesi emigrano dai territori conquistati da Israele.

1956. In occasione della "crisi di Suez", Israele occupa il Sinai, ma le forze dell'ONU lo costringono a ritornare ai vecchi confini. Israele è appoggiato dagli Stati Uniti, mentre l'URSS si schiera con l'Egitto di Nasser.

1967. "Guerra dei sei giorni" ( 5-10 giugno). Con un fulmineo attacco, Israele sconfigge gli egiziani, giordani e siriani.Occupa il Sinai e Gaza, la Cisgiordania, le alture del Golan. Una risoluzione della ONU stabilisce che Israele restituisca i territori occupati e gli stati arabi riconoscano Israele. Nulla di tutto ciò accade. Aumentano i profughi palestinesi. Falliscono tutti i tentativi di mediazione.

1973. Nel giorno di kippur ( grande festività ebraica ), Egitto, Giordania e Siria attaccano Israele, che riesce a contenere l'offensiva solo con forti perdite. Gravi conseguenze per tutto il mondo.

Mentre il conflitto militare tra stati arabi e Israele si aggrava, nacquero diversi movimenti di resistenza palestinese, che iniziarono la lotta armata contro la presenza israeliana in Palestina.

Nel 1977 il presidente israeliano Sadat concluse con Israele una pace che provocò la reazione degli altri paesi arabi e dei movimenti musulmani più intransigenti. Sadat fu assassinato, ma l'Egitto continuò nella nuova politica di pacificazione, mentre anche la Siria accettava l'esistenza dello Stato ebraico.

Restava tuttavia aperta la questione degli arabi palestinesi, un popolo senza patria e senza diritti, costretto ad emigrare negli altri paesi arabi o a venire nei territori occupati da Israele e a risiedere nei campi-profughi, in condizioni insopportabili di sovraffollamento e di povertà.

Si formò un movimento di liberazione, l'OLP ( organizzazione per la liberazione della Palestina )

Presto esso sin divise fra gli esponenti favorevoli alle trattative e altri che scelsero invece di ricorrere al terrorismo. Dopo decenni di tensioni, di lotte continue e talvolta di stragi, israeliani e palestinesi riuscirono a sedersi al tavolo delle trattative. Si dovettero affrontare enormi difficoltà, soprattutto per riuscire a superare le rispettive opposizioni interne: palestinesi che sostenevano la via del terrorismo e israeliani contrari a qualsiasi concessione. Tra questi ultimi, particolarmente decisi erano i coloni che nel frattempo avevano abitato e coltivato i territori occupati.

Infine, nel 1995 il presidente israeliano Rabin e il presidente dell'OLP Arafat raggiunsero un accordo di pace: i palestinesi iniziavano ad amministrare da sé alcune città e territori, nella prospettiva di costituire entro un certo tempo un vero stato. Fu un risultato eccezionale ottenuto da due personaggi determinati e coraggiosi, contro l'opposizione di molti estremisti appartenenti ad ambedue gli schieramenti. Caduto vittima di un attentato, Rabin pagò con la vita la sua dedizione alla causa della pace. Essa, tuttavia, continua lentamente a farsi strada.


 BREVE STORIA DEI RAPPORTI TRA ISRAELE E STATI ARABI

 

1948-49 PRIMA GUERRA ARABO-ISRAELIANO

Gli stati arabi non riconoscono lo stato d'Israele e invadono la zona ebraica. Siria, Egitto, Giordania, Iraq e Libano partecipano all'attacco, ma vengono respinti. Comincia l'esodo dei palestinesi verso gli stati arabi.

1950 "LEGGE DEL RITORNO"

Israele vara la legge sull'immigrazione: "Ogni ebreo ha il diritto di immigrare in Israele". Arrivi in massa.

1952-54 SVOLTA IN EGITTO

In Egitto una rivolta militare depone re Faruk. Nel 1954 assume il potere Gamal Abdel Nasser che si lega all'Urss ed effettua una svolta "panaramista", cioè in direzione del nazionalismo arabo.

1956 CRISI DI SUEZ

Nasser nazionalizza il Canale di Suez (sottoposto al protettorato franco-inglese). Francia e Gran Bretagna occupano il Canale e Israele, loro alleata, occupa la penisola del Sinai. Ma Usa e Urss bloccano le operazioni e Israele lascia il Sinai.

1967 GUERRA DEI SEI GIORNI

Di fronte al riarmo di Egitto, Siria e Giordania, Israele lancia una guerra-lampo. Dal 5 al 10 giugno conquista il Sinai, strappa il Golan ai Siriani e occupa i territori arabi in Cisgiordania. L'Onu condanna l'azione.

1970 "SETTEMBRE NERO"

Nel 1969 Yasser Arafat è eletto presidente dell'organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp). Nel settembre del 1970 il re Hussein di Giordania attacca i campi dei Palestinesi dell'Olp in Giordania, da cui essi organizzano attentati contro Israele, e li respinge nel Libano.

1972 STRAGE ALLE OLIMPIADI DI MONACO

Undici atleti israeliani vengono uccisi da terroristi arabi.

1973 GUERRA DEL KIPPUR

Durante la festa ebraica dello Yom Kippur, Egitto e Siria attaccano Israele, ma vengono sconfitti.

1976 IL RAID DI ENTEBBE

Un aereo dell'Air France con passeggeri ebrei viene dirottato su Entebbe, in Uganda. Un comando israeliano libera gli ostaggi.

1979 PACE CON L'EGITTO

Davanti il presidente Usa Jimmy Carter il primo ministro israeliano Begin sigla gli "accordi di Camp David" con il presidente egiziano Sadat. E' la pace con l'Egitto. Israele si ritira dal Sinai.

1982 GUERRA DEL LIBANO

Attacco ai Palestinesi del Libano (bombardamento di Beirut, strage di Sabra e Shatila).

1987 INTIFADA

Nei territori occupati i Palestinesi iniziano la "guerra delle pietre" (Intifada). Ci saranno 1500 morti palestinesi e 400 israeliani.

1991 ISRAELE SOTTO I MISSILI IRACHENI

Durante la Guerra del Golfo l'Iraq manda missili Scud su Israele che obbedisce all'ordine di non reagire, lanciato dagli Usa.

1993 PACE CON ARAFAT

Dopo otto mesi di trattative segrete a Oslo, a Washington il primo ministro israeliano Yitzak Rabin e il capo dell'Olp Arafat firmano reciproco riconoscimento dello Stato israeliano ed di quello palestinese.

1993 LA STRAGE DI MUSSULMANI

Un estremista ebreo fa strage di 30 mussulmani mentre pregano nella moschea di Hebron.

1994 LA PACE CON LA GIORDANIA

Israele firma la pace con la Giordania. I Palestinesi compiono attentati kamikaze a Tel Aviv: 45 morti.

1995 RABIN UCCISO

Rabin viene assassinato da un estremista israeliano contrario alla pace. Il successore, Benjamin Netanyau, rallenta il processo della pace. Nel 1999 viene sostituito da Barak.

1996 HAMAS

Il movimento Hamas, contrario ad Arafat, ordisce attentati antiebraici: 59 morti.

 

 GERUSALEMME, LA CITTA' DELLE TRE RELIGIONI

Per capire la complessa realtà dello Stato d'Israele, bisogna esaminare la Città Vecchia che ne costituisce il cuore storico, religioso e culturale: Gerusalemme, una città divisa in quattro zone corrispondenti a tre religioni, come puoi osservare nelle piantina. Per tutte e tre essa è una "città santa".

Si comincia ad avvertirne la complessità salendo sul Monte del Tempio, detto anche Spianata. Esso costituisce la zona mussulmana per eccellenza, non solo perché vi è stata edificata la grande moschea El-Aqsa, ma perché vi sorge la Roccia, alla quale - dice la leggenda - Maometto legò il suo cavallo e ascese al cielo.

 

Ma la spianata sorge esattamente sopra le fondazioni del luogo più caro agli ebrei, il grande e glorioso Tempio di Salomone, distrutto dai Romani nel 70 d.C.

E proprio in questo tempio Gesù, il Messìa dei cristiani, ricevette la sua educazione ebraica e compì le sue prime gesta. Proprio qui, dalle botteghe circostanti cacciò i mercanti che profanavano la Casa di suo Padre. Più in là sorge il Monte degli Ulivi, dove fu arrestato.

Sempre in questo quartiere sorge un muro ciclopico che è Il concentrato dei sogni e del dolore degli ebrei della diàspora: il Muro del Pianto, contro il quale mormorano le loro preghiere gli ebraiche arrivano da tutto il mondo.

Ogni pietra gronda passione, spiritualità e una storia millenaria. In un luogo c'è il sasso dove Abramo avrebbe dovuto compiere il sacrificio di Isacco. E Abramo non è caro solo agli ebrei e ai cristiani, ma anche ai mussulmani, che lo adoravano già prima di Maometto.

I cristiani di Gerusalemme sono in parte palestinesi, in parte di altre zone del mondo e fra loro si contano 42 confessioni. Si va dagli Armeni, anch'essi scapati a un genocidio, quello commesso dai Turchi nel 1915 che ne uccise un milione, agli Etiopi, ai Francescani, ai Greci ortodossi, i veri proprietari di un altro Luogo Santissimo: il Santo Sepolcro.

 

Per le strade si assiste alla stessa sovrapposizione dei genti e di religioni: gli ebrei ortodossi vestiti di nero, con il cappello e i riccioli sulle orecchie, camminano accanto ai Palestinesi, avvolti nella kefiah e alle Palestinesi con il viso coperto fino al naso; una ragazzina in minigonna bacia un soldato con il fucile che ciondola da una spalla. L'ordine in città è continuamente a rischio per gli ebrei estremisti che sparano nelle moschee e per gli estremisti arabi che mettono bombe negli autobus delle scuole. I laici vorrebbero spesso emigrare "ma- dicono - come lasciare una città che si trova sulla sponda dell' eternità?

 
 

 

 

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Ultimo aggiornamento 02/01/2009 23.07.23
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