Le notizie riportate, sono da considerarsi di
carattere puramente informativo;
pertanto ci scostiamo da ogni responsabilità, per
l'eventuale sconsiderato uso, che se ne possa fare.
Tutto il materiale, viene divulgato con il
preciso compito di ampliare le conoscenze di questi argomenti.
( Autori Vari )
L’Amanita
muscaria è senza dubbio uno dei funghi più tipici: tant’è che viene ovunque
riprodotta per la sua forma elegante e per l’originalità del suo cappello di
un bel rosso vivo cosparso di puntolini bianchi. Da sempre è stato considerato
come uno dei funghi più tossici.
In Germania questo fungo viene chiamato anche “ovolaccio” ed è noto come il
“fungo dei pazzi”. Nelle credenze popolari era spesso associato al rospo,
animale diabolico e molto temuto. Origine di malocchio e di sortilegi, questo
fungo, caro al diavolo, rappresentava, nella tradizione britannica, il trono
dei rospi.
Ma l’appellativo “muscaria”, secondo un antico detto popolare, deriva dal
fatto che il succo di questo fungo, mescolato al latte, sarebbe fatale per
mosche e altri insetti. Questo fatto è stato sperimentato e le sostanze
responsabili sono state individuate: si tratterebbe di un principio lipidico
che attirerebbe gli insetti, e di un acido, l’acido tricolomico, che li
ucciderebbe. È stato accertato che la muscarina è presente nel fungo in
proporzioni minime: da 124 kg. di funghi si estraggono solo 250 mg. di
muscarina, circa due milligrammi per chilogrammo. Confrontando quindi gli
effetti della muscarina pura con quelli dovuti all’ingestione del fungo, è
stato accertato che in quest’ultimo la stessa muscarina doveva essere
combinata con altre sostanze come la colina, l’acetilcolina, l’acido ibotenico,
il muscimolo, il muscazone e la bufotenina, cioè il principio attivo del
veleno dei rospi. La chimica sembra così confermare il legame che la
tradizione popolare voleva che vi fosse tra due esseri “maledetti”: il rospo e
l’Amanita.
Nell’antichità l’Amanita era stata oggetto di un importante commercio; nelle
regioni in cui era rara, raggiungeva prezzi elevatissimi: si diceva che i Coriachi non avrebbero esitato a scambiare una renna per un solo esemplare di
fungo; anzi, questa usanza spiegherebbe lo stretto legame tra l’uso degli
allucinogeni e la civiltà della renna. Si legge a questo proposito in un
antico racconto sulla popolazione dei Coriachi:
“Essi versano dell’acqua sui funghi e poi li fanno bollire; bevono quindi il
succo così ottenuto. I più poveri del villaggio che non hanno i mezzi per
procurarsi i funghi, si raccolgono attorno alle case dei ricchi e, non appena
qualcuno di essi esce per orinare, ne raccolgono l’urina in ciotole e la
bevono avidamente, giacché essa ha conservato alcune delle proprietà del
fungo. In questo modo anche i meno abbienti si possono ubriacare”.
L’Amanita viene sia masticata direttamente, sia consumata sotto forma di
bevanda insieme a latte, acqua calda, succo di mirtillo o di epilopio. I primi
effetti cominciano a farsi sentire un’ora dopo l’ingestione: dapprima il viso
del soggetto diviene pallido; il corpo viene percorso da un lieve tremito; poi
subentra uno stato di rumorosa eccitazione, talora accompagnata da
manifestazioni afrodisiache. Il soggetto danza, ride fragorosamente o talvolta
si infiamma in bruschi attacchi di collera durante i quali emette urla e
ingiurie. Compaiono anche alcuni effetti visivi e auditivi: modificazione
nella forma degli oggetti, sdoppiamenti di immagini. Da ultimo il paziente si
fa pallido e resta fisso, assolutamente immobile, come colto da immenso
stupore. Dopo qualche ora riprenderà conoscenza senza ricordare nulla dello
stato in cui si era venuto a trovare.
Coloro che fanno uso abituale dell’Amanita sanno anche che i suoi principi
attivi si troveranno presenti intatti nell’urina. Ed ecco il perché della
insolita usanza dei consumatori di Amanita di recuperare e bere la propria
urina non appena avvertono che gli effetti dell’inebriamento del fungo si
vanno attenuando. Talvolta può accadere che un individuo, già sotto l’effetto
del fungo, offra ad un’altra persona la sua urina perché possa raggiungere lo
stato di ebbrezza.
Nota: Si sconsiglia vivamente ogni tentativo di emulazione degli
esempi sopra descritti, non essendone stati testati gli effetti collaterali:
la maggioranza dei testi micologici ne sconsigliano qualsiasi tipo di utilizzo
alimentare.