Il regno vegetale ha un enorme influenza
e utilità per l'umanità, in quanto ci fornisce la maggior parte dei
vestiti, del cibo, delle bevande e dei ripari. La scienza medica dei
popoli primitivi è basata interamente sulla loro conoscenza di piante
più o meno efficaci e l'esperienza di ogni giorno conferma il fatto che
anche un certo numero di piante native delle nostre regioni sono note in
molte nazioni non acculturate più di quanto lo siano a noi
medesimi.
A riprova di ciò, descrivo di seguito la natura e gli
effetti dell' agarico muscario, che noi consideriamo estremamente
velenoso ma che viene usato da diversi abitanti dell'Asia nord-orientale
come inebriante alla pari del vino, dei brandy, dell'arrack, dell'oppio,
del kava e delle altre bevande usate nelle altre nazioni.
Durante
la mia permanenza in Kamchatka ho avuto l'opportunità di raccogliere
informazioni dettagliate sugli effetti di questo fungo, che cercherò di
descrivere ora brevemente.
L'agarico muscario cresce quasi
dappertutto in Kamchatka, nelle foreste di betulla e nelle pianure
secche. La sua presenza è abbondante Soprattutto nella parte centrale
della penisola, specialmente attorno a Vishna Kamchatka e Milkova
Derevna. In alcune annate se ne osservano un gran numero, ma in altre la
sua presenza è estremamente scarsa.
I Kamchadi li raccolgono
solitamente durante i mesi più caldi, quelli di luglio e agosto; essi
affermano che quelli che si seccano da soli nel terreno, sul gambo, e
che sono un poco pelosi e vellutati al tatto nella parte inferiore del
cappello, possiedono un effetto narcotico maggiore di quelli raccolti
freschi e appesi a una corda per seccarli all'aria.
La dimensione
è variabile, con diametri che possono raggiungere i 5-6 pollici. I
funghi più piccoli, che sono di colore rosso vivo e ricoperti di
numerose protuberanze verrucose bianche, sono considerati di gran lunga
più "forti" negli effetti narcotici di quelli di grandi dimensioni, che
hanno un colore rosso pallido e poche macchie bianche.
Da quando
si sono stabiliti contatti più vicini con i Russi, i Kamchadi si sono
dedicati particolarmente al costume di bere vodka e hanno abbandonato il
consumo dell'agarico muscario e lo usano con notevole profitto come
merce di scambio per acquistare le renne.
Il modo usuale di
consumare l'agarico muscario consiste nel seccarlo e nell'inghiottirlo
in un solo colpo, arrotolato in forma di palla, senza masticarlo;
masticare l'agarico muscario è considerato pericoloso, poiché si dice
che provoca disturbi digestivi.
A volte questi funghi sono cotti
freschi e mangiati in zuppe o salse, poiché in tal modo essi acquistano
un sapore simile a quello dei funghi eduli ed hanno un effetto più
debole e quando i funghi sono preparati in questo modo, ne può essere
mangiata una maggiore quantità senza risultati
pericolosi.
Occasionalmente, i funghi vengono inzuppati nel succo
di bacche, che uno può in seguito bere a suo piacere come un vino
genuino inebriante. Il succo spremuto di mirtillo (Vaccinium uliginosum)
è considerato molto adatto per questo scopo, perché aumenta gli effetti
inebrianti e in tal modo ci si può aspettare di ottenere un risultato
più potente con una quantità minore.
La predisposizione dei corpo
o la suscettibilità agli effetti inebrianti dell'agarico muscario non
appaiono sempre le medesime, poiché il medesimo individuo può a volte
essere fortemente inebriato da un singolo fungo e in altri momenti
rimanere completamente sobrio dopo avere mangiato una decina o una
ventina di campioni. Ordinariamente, tuttavia, un fungo di agarico
muscario grande o due piccoli sono sufficienti per offrire un giorno
indimenticabile.
Si dice anche che l'effetto narcotico aumenta
bevendo in seguito larghe quantità di acqua fredda.
Gli effetti
narcotici iniziano a manifestarsi circa una mezzora dopo l'ingestione,
con tiramenti e scosse dei muscoli o con il cosiddetto "salto del
tendine" (nonostante a volte questi effetti appaiano solo dopo una o due
ore); ciò è gradualmente seguito da una percezione di cose che nuotano
davanti agli occhi, vertigini e sonno. Durante questo tempo, coloro che
hanno mangiato una grande quantità di funghi spesso soffrono di un
attacco di vomito. I funghi arrotolati ingeriti in precedenza interi
vengono quindi vomitati fuori in una grossa forma gelatinosa, ma anche
quando nello stomaco non rimane nemmeno un fungo, l'ebbrezza e lo
stupore continuano e tutti i sintomi dell'agarico muscario mangiato
sono, in effetti, intensificati. Molti altri individui non vomitano mai,
anche dopo aver mangiato numerosi funghi.
La natura dell'estasi
dell'ebbrezza causata dall'agarico muscario assomiglia agli effetti del
vino e della vodka, nel senso che essa rende inconscia la persona
inebriata e fa insorgere in chi lo consuma sensazioni che sono per lo
più gioiose, meno di frequente deprimenti. Il viso diventa rosso, gonfio
e pieno di sangue e l'inebriato si mette a fare e dire molte cose
involontariamente.
Nelle fasi più lievi, come ho detto, si
presentano stiramenti di tendine, ma nelle fasi più avanzate si
presentano movimenti di stiramento dei limbi e quindi l'inebriato spesso
sembra danzare e fare i movimenti delle più strampalate pantomime con le
mani. Similmente, i muscoli della testa e del collo sono anch'essi in
uno stato convulsivo costante; se qualcuno mangia funghi in eccesso,
viene preso da convulsioni genuine.
In base alle proprie
affermazioni, le persone che sono lievemente inebriate sentono una luce
straordinaria sui loro piedi e sono quindi abili nel movimento corporeo
e nell'esercizio fisico.
I nervi sono altamente stimolati e in
questo stato il più lieve sforzo produrrà effetti molto potenti. Di
conseguenza, se uno desidera camminare sopra un piccolo bastone o della
paglia, egli cammina e saltella come se gli ostacoli fossero tronchi di
albero. Se uno è solitamente predisposto al parlare, i suoi nervi del
parlare sono ora in attività costante ed egli rivela involontariamente
segreti, perfettamente consapevole delle sue azioni e consapevole del
suo segreto, ma incapace di tenere a freno i suoi nervi. In questa
condizione un danzatore danza e un musicista canta incessantemente.
Altri corrono o camminano piuttosto involontariamente, senza alcuna
intenzione di muoversi verso luoghi in cui non desiderano affatto
recarsi.
I muscoli sono controllati da un'attività incoordinata
degli stessi nervi, non influenzati e non associati al potere di volontà
superiore del cervello, e così è occasionalmente accaduto che persone in
questa fase dell'intossicazione si sono trovate guidate
irresistibilmente verso canali, ruscelli, stagni, vedendo il pericolo
incombente di fronte ai loro occhi ma incapaci di evitare la morte
certa, evitata per l'assistenza di amici che sono giunti in soccorso. In
questo stato intenso e stimolato del sistema nervoso, queste persone
compiono sforzi muscolari di cui sarebbero completamente incapaci in
altri momenti; per esempio, trasportano grossi pesi con la più grande
facilità e testimoni oculari mi hanno confermato il fatto che un
individuo in uno stato di estasi da agarico muscario trasportò un sacco
di farina pesante 120 libbre per una distanza di 10 miglia, sebbene in
qualunque altro momento egli sarebbe stato in grado a malapena di
sollevare un simile peso.
Ma la caratteristica
più notevole e strana dell'agarico muscario risiede nel suo effetto
nell'urina. I Koriaki sanno da tempo immemorabile che l'urina di una
persona che ha consumato l'agarico muscario possiede un potere narcotico
e inebriante più forte dei medesimo fungo e che questi effetti
persistono per molto tempo dopo l'assunzione. Per esempio, un uomo può
essere moderatamente inebriato per l'agarico muscario oggi e domani
questa ebbrezza moderata può essere completamente svanita ed essere
ritornato totalmente sobrio; ma se egli ora beve una tazza della sua
urina, diventerà molto più inebriato di quanto non lo sia stato il
giorno precedente. Non è per nulla raro, quindi, che persone che hanno
mangiato l'agarico muscario conservino la loro urina come se fosse un
liquore prezioso, per berla non appena se ne presenterà
l'occasione.
L'effetto inebriante dell'urina non si trova solo
fra le persone che hanno mangiato l'agarico muscario, ma anche in
chiunque beva quest'urina. Fra i Koriaki è piuttosto comune per un uomo
sobrio nascondersi in attesa di un uomo inebriato dal fungo e, quando
questi urina, mettere segretamente l'urina in un contenitore, ottenendo
in tal modo una bevanda stimolante anche se non possiede
funghi.
Per via di questo effetto particolare, i Koriaki hanno il
vantaggio di poter prolungare la loro estasi per numerosi giorni con un
piccolo numero di funghi. Supponiamo, per esempio, che sono necessari
due funghi per un'ebbrezza ordinaria; quindi la sola urina è sufficiente
per mantenere l'ebbrezza il giorno seguente. Al terzo giorno l'urina
possiede ancora effetti narcotici, e quindi sene può bere un poco,
mangiando congiuntamente un poco di fungo, anche solo mezzo agarico; ciò
rende possibile mantenere l'ebbrezza e garantire un forte "liquore" per
il quarto giorno. Continuando con questo metodo è possibile, come si può
facilmente vedere, mantenere l'ebbrezza per una settimana o più, avendo
a disposizione solo 5-6 funghi.
Ugualmente notevole e strano è la
sostanza narcotica estremamente sottile ed elusiva contenuta
nell'agarico muscario, che mantiene sempre la sua efficacia e può essere
trasmessa ad altre persone: l'effetto dell'urina da un mangiatore di un
solo e medesimo fungo può essere trasmesso a una seconda persona,
l'urina di questa seconda persona produce effetti in un terzo e
similmente, rimanendo immutato con il passaggio dei principi attivi
attraverso gli organi digestivi, l'effetto appare in un quarto e in un
quinto individuo.
Per quest'altra notevole osservazione
riguardante la natura dell'agarico muscario sono in debito a Steller, il
quale, nella sua descrizione della regione della Kamchatka [p. 240]
afferma quanto segue: "Mi è stato raccontato da gente credibile, sia
presso i Russi che presso i Koriaki, che la renna di frequente mangia
questo fungo (come altre specie, di cui vanno ghiotte), dopo di che esse
cadono a terra e si agitano per un certo periodo di tempo come se
fossero ubriache e quindi cadono in un lungo sonno. Quando i Koriaki
trovano una renna selvatica, quindi, essi le legano le zampe sino a che
gli effetti del fungo non sono svaniti e solo in seguito la uccidono;
perché se uccidessero l'animale quando sta dormendo o è ancora
delirante, coloro che ne mangiassero la carne subirebbero anch'essi gli
effetti del fungo".
Nonostante abbia fatto numerosi sforzi per
trovare qualcosa sopra i pericoli o i possibili effetti mortali
dell'agarico muscario, non ho potuto ottenere nessuna informazione
soddisfacente a riguardo.
I Koriaki preferiscono l'agarico
muscario alla vodka dei Russi e affermano che dopo aver mangiato questo
fungo un uomo non soffre più di mal di testa e di altri effetti.
È vero che in casi estremamente rari (di cui nessuno ricorda un
esempio specifico) individui che hanno consumato una quantità
estremamente straordinaria di funghi sono morti in convulsioni, privi
dei sensi e di parola, dopo sei od otto giorni. Tuttavia, non è
riportato che il consumo moderato abbia mai portato alcun pericoloso
effetto postumo.
Se, contrariamente alle aspettative, il consumo
immoderato di agarico muscario dovesse essere seguito da pressione allo
stomaco o da qualche altro disturbo, due o tre cucchiai di grasso, burro
od olio sono considerati un rimedio infallibile che può alleviare
qualunque effetto spiacevole.
V'è chi, nella penisola della
Kamchatka, beve un bicchiere di succo di mirtillo (Vaccinium uliginosum)
in cui è stato mescolato agarico muscario ogni qualvolta ha mal di
stomaco, una colica o altri disturbi e considera questo medicinale come
un rimedio universale.
Non sono stato in grado di ottenere alcuna
risposta soddisfacente alla domanda se il sapore o l'odore dell'urina
cambiano con l'assunzione di agarico muscario. Forse questo fungo, alla
pari della turpentina, l'asparago e altre sostanze, impartiscono un
sapore o un odore speciali, generalmente piacevoli, all'urina.
La
natura dell'agarico muscario, quindi, offre agli scienziati, ai medici,
ai naturalisti un oggetto di studio: la nostra materia medica potrebbe
forse essere arricchita con uno dei rimedi più efficaci e i medici
giudiziosi potrebbero trovare nell'agarico muscario il più potente
rimedio da applicare al corpo nei casi di paralisi o di altri disturbi
alle estremità.
[da Georg Heinrich von Langsdorf, 1809, Einige
Bemerkungen die Eigenschaften des Kamtschadalischen Fliegenschwammes
betreffend, Ann. Wetter. Gesellgesam. Naturk., vol. 1(2), pp.
249-256; versione inglese in Wasson,
1968:246-251.]