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La noce
moscata e' il frutto della Myristica Fragrans, della famiglia delle
Myristicaceae, originaria delle isole Molucche, frutto piriforme si apre a
maturità in due valve che mettono in luce un arillo scarlatto avvolgente un
seme (la noce moscata propriamente detta).
Molti hanno familiarità con l'uso e i sapori di tali spezie, ma sono meno
conosciuti i loro effetti allucinogeni dovuti a due composti fortemente
attivi: l'acido mistrico e l'elemicina. Le strutture chimiche dei due composti
sono, analogamente alla mescalina, simili alla noradrenalina o alle amfetamine
di sintesi, mentre gli effetti sono più vicini a quelli dell'LSD.
Spesso queste spezie vengono usate in mancanza di altre sostanze più gradite
ma meno reperibili.
Per ottenere effetti alucinogeni si devono macinare almeno due noci moscate e
usarle per un infuso (come thè, ad esempio). Dopo l'assunzione può verificarsi
un breve intervallo prima che gli effetti si manifestino. Gli effetti
collaterali gastrointestinali sono abbastanza sgradevoli da funzionare come
deterrente per un uso frequente.
La noce moscata può essere tranquillamente acquistata in un qualsiasi negozio
di alimentari ad un prezzo molto modesto.
Viene venduta in due versioni: intera o grattugiata.
E' preferibile sceglierla intera perchè contiene una varietà di oli essenziali
che svaniscono rapidamente al contatto con l'aria. D'altra parte conservata in
polvere essa perde anche gran parte del suo aroma, la qual cosa potrebbe
essere di gran sollievo nell' assunzione.
Una droga afrodisiaca
relativamente poco conosciuta sotto questa forma è la comune noce moscata o
Miristica fragrans solitamente utilizzata in ambito gastronomico.
Ma questa innocua spezia, presa in grandi quantità è un forte intossicante del
sistema nervoso che produce particolari forme di inebriamento e spesso
allucinazioni, a causa dei suoi principi attivi. Conosciuta nel medioevo come
sostanza di tipo terapeutico, la noce moscata era ricercata per le sue qualità
afrodisiache, qualita per cui e ancor oggi conosciuta sia in Oriente,
particolarmente nello Yemen, sia in India e in Malesia dove addirittura viene
usata per curare le malattie di cuore e le insufficienze renali.
Nella farmacopea tradizionale, la noce moscata rientra in diverse ricette:
mezzo grammo di questa sostanza, di chiodi di garofano, cardamono, macis,
cannella, gengevo e erba galanga, tritati tutti assieme e sciolti in tre
quarti di litro di alcol, e lasciati riposare per una notte, producono un
infuso che rafforza la memoria, l'intelligenza e rende di buon umore. Se
invece viene mescolata con 50 grammi di cannella, sei grammi di bettonica, 500
grammi di miele e un po' di menta, in tutto amalgamato per bene in un mortaio,
si avrà una ricetta contro i dolori da gravidanza e le doglie, sempre che se
ne beva un cucchiaio alla sera e uno alla mattina.
IN CUCINA...... Il grande gourmet francese Curnonsky notò a proposito
della noce moscata che "...chiunque l'abbia assaggiata, per lungo tempo non
desidera altre spezie, esattamente come chiunque abbia fatto l'amore con una
donna cinese per lungo tempo non desidera più farlo con altre donne". Ci fu,
in effetti, un periodo, tra la fine del diciassettesimo secolo e l'inizio del
diciottesimo, in cui il mondo cosiddetto "civilizzato" fu colto da una
passione per la noce moscata. In alcuni libri si sosteneva che la spezia fosse
una meravigliosa droga e la gente la portava con sé ovunque, anche attorno al
collo o in tasca. La noce moscata è stata usata come medicinale per millenni e
lo è tuttora nei Paesi orientali. In particolare viene usata per mitigare
effetti collaterali indesiderati di altre droghe. Una volta la si usava in
famiglia per preparare un condimento-medicamento diffusissimo: il cosiddetto
aceto dei sette ladri, nel quale si facevano macerare spezie e aromi e che
serviva, oltre che come condimento, anche per preparare impacchi o come
sollievo per gli svenuti, ai quali si bagnavano le tempie con la miscela,
facendo poi annusare loro la bottiglia. Nella medicina tradizionale la noce
moscata è conosciuta per la sua capacità di provocare aborti, tanto che circa
un secolo fa i pronto soccorso degli ospedali erano frequentati spesso da
ragazze in gravidanza e un po' euforiche... Ma ciò è strano in quanto taluni
erboristi sostengono il contrario, ovvero che la noce moscata possa essere
benefica alle donne incinte. Dal punto di vista allucinogeno la noce moscata
deve le sue origini ai prigionieri che erano impiegati appunto per trasportare
questa nuova spezia dai mercati oltreoceano e che trovavano nella noce moscata
l' unico rimedio (economico) alla loro situazione.
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