Quello della canapa è un
esempio macroscopico di verità nascosta al pubblico: pochi sanno che la canapa è
stata per millenni una pianta utilissima ed usata per i fini più svariati. Ciò
che l'ha criminalizzata, il suo fiore,
non è che una minima parte utilizzabile di questa pianta. Dallo stelo si ottiene
un tessuto molto resistente che traspira come il cotone. Può essere ruvido come
tela o delicato come il lino. Vi si possono ricavare indumenti e cordami di ogni
genere. Dal cuore legnoso del fusto della
canapa si ottiene una pasta con cui fabbricare carta (senza abbattere alberi) e
materiali per costruzioni.
Dai semi si ottiene un olio
industriale che può addirittura essere, mescolato con etanolo, un
sostituto del carburante per motori diesel ( negli anni '40 H.Ford costruì
un'auto così alimentata). Sempre dai semi è ricavabile un olio alimentare ricco
di proteine e dalle foglie e dagli altri residui, lasciati fermentare, si
ottiene un combustibile.
La canapa si adatta ad ogni
tipo di terreno e clima, per le sue caratteristiche è possibile coltivarla senza
fare ricorso ai pesticidi ed alla monocultura. L'Italia era il secondo
produttore mondiale di canapa dopo la Russia, ma solo da poco tempo è nuovamente
possibile, dopo anni di proibizionismo, coltivare canapa con THC inferiore allo
0,3%. Lobbies con forti interessi economici nel cotone, nel petrolio e nel
disboscamento hanno cominciato, più o meno cinquant'anni fa negli USA, la
politica di criminalizzazione della pianta, allora coltivatissima ovunque. Il
pretesto era naturalmente offerto dalla marijuana, propagandata come erba
satanica, "assassina della gioventù", procurante "orge selvagge e lussuria
sfrenata"*. L'America bigotta e conservatrice dell'epoca scoprì un uso fino ad
allora sconosciuto di questa pianta così comune e ben presto la campagna di
disinformazione e di proibizione si estese a tutto il pianeta. A milioni di
contadini fu proibito coltivare questa pianta,fino ad allora fonte di ricchezza.
La canapa adesso è al centro di una faticosa politica di riabilitazione, nel
mondo occidentale si è ripreso a studiare i vari metodi di sfruttamento
industriale ed agricolo di questa pianta generosa. Qualcuno sembra essersi
accorto del grave errore commesso, ma ancora si scontra con la cecità e
l'ignoranza delle istituzioni e con interessi miliardari. Quella che si fuma non
è che un 5% della pianta, il restante è un'alternativa ecologica a molti dei
prodotti che consumiamo quotidianamente inquinando il nostro pianeta. * Frasi
tratte da manifesti dell'epoca