Hashish e marijuana, si
ottengono dalla lavorazione del fiore della pianta di canapa indiana (cannabis
sativa). Il principio attivo contenuto in essi è il tetraidrocannabinolo (THC).
L'effetto dura al massimo qualche ora, anche se restano tracce della sostanza
nel metabolismo fino a trenta giorni . Generalmente viene fumata, ma esistono
anche altre modalità di consumo, può infatti essere un ingrediente per le più
svariate ricette (space cake etc...) e si possono preparare the e tisane a base
di quest'erba. Gli effetti possono variare a seconda del consumatore, della
quantità e della qualità assunta. Generalmente una canna provoca un senso di
rilassamento ed una sottile modificazione dell'interpretazione delle percezioni
e degli stimoli esterni: chi la usa vuole distorcere leggermente la sua visione
della realtà per affrontare diversamente le situazioni più svariate e di solito
lo fa a fini ricreativi o di socializzazione.

Farsi una canna è ormai
considerato "tranquillo" e "niente di grave" da chiunque abbia un' idea di cosa
si tratti, ma esistono comunque dei rischi: guidare non è mai sicuro se non si è
sobri e chi non è dell'umore adatto può facilmente scivolare "in paranoia" e
vivere come un incubo anche un banale dialogo con qualcuno. Il dosaggio
eccessivo può provocare nausea, ansia, forte sonnolenza e cali di pressione fino
allo svenimento. Non si conoscono casi di intossicazione più gravi. Non esiste
una dipendenza fisica dalla cannabis ed è documentato un uso occasionale diffuso
nella maggioranza dei giovani sotto i 30 anni. I danni, scientificamente provati
che un joint causa in modo permanente al nostro organismo sono equiparabili a
quelli causati da una sigaretta fumata senza filtro. In Italia comunque la
cannabis resta illegale e penalmente perseguibile benché classificata come droga
leggera.