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FAMIGLIA:
Ranunculaceae
NOME VOLGARE: Aconito pannocchiuto
HABITAT: Boschi, soprattutto faggete,
forre e radure da 300 sino a 2000 mt
Pianta alta sino a 1,2 mt, con fusto eretto, glabro, nell'inflorescenza
ghiandoloso-pubescente;
Foglie basali con picciuolo eretto e lamina pentagonale, completamente divisa in
cinque segmenti digitati rombici, larghi 1/3 della lunghezza, foglie cauline
simili ma con picciuolo progressivamente ridotto;
Inflorescenza a pannocchia con rami divaricato-subpatenti, fiori di 3 cm su
peduncoli di 1-2 cm, violetti.
Secondo una leggenda il nome dell'Acconito deriverebbe da Acona, porto di
Eraclea, dove questa pianta sarebbe germogliata per la prima volta dalla bava di
Cerbero trascinato da Ercole durante la sua dodicesima fatica.
Gli Aconiti sono tutti velenosi, anche se essa dipende da sostanze diverse, e la
droga è talmente attiva da rendere impossibile il suo impiego in usi domestici
anche da mani esperte.
In Omeopatia gli Aconiti a fiori blù sono ritenuti ottimi rimedi contro
nevralgie, otalgie, reumatismo articolare, stati angosciosi ed in generale in
tutte le malattie che hanno come causa scatenante il freddo.
Per uso esterno il veleno, che ha proprietà paralizzanti, viene assorbito
direttamente dalla pelle che perde la sua sensibilità: per questo veniva
utilizzato dalle streghe prima dei sabba che avevano così la sensazione del volo
in assenza di peso.
La forma ad elmo del fiore ha ispirato diversi soprannomi: Elmo di Giove in
Italia, Elmo di Troll in Danimarca ed ha simboleggiato il Cavalliere Errante
nella mitologia nordica secondo la quale esso aveva il potere di rendere
invisibili ma, causa della sua velenosità, il nome più appropriato è forse
quello tedesco di Erba del Diavolo.
Era usato da maghi e streghe per compiere i loro malefici e del suo unguento
venivano intinte le punte delle frecce e delle lance in modo da rendere mortale
il loro effetto.
Si dice, infine, che riponendo qualche fiore di Aconito in un sacchetto posto
sotto un cuscino, verrà stimolata l'intelligenza e la saggezza di colui che avrà
la fortuna di dormirci.
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