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I semi di piptadenia macrocarpa, una volta ridotti in
polvere e aspirati, fungono da droga per diverse popolazioni del Peru e
della Bolivia; il nome cambia a seconda della zona di utilizzazione, yopo,
hatax e soprattutto niopo. In linea di massima questa droga viene usata
dallo sciamano per entrare in stato di trance e mettersi in contatto con il
mondo degli spiriti. Presso i Matako, lo sciamano dopo aver inalato la
droga, tramite un fischietto ottenuto dall'osso di un uccello emette diversi
fischi, in modo da riuscire a separare la propria anima dal corpo; l'anima,
diventata uccello, s'invola verso la terra degli spiriti.
Polveri da fiuto
L'inalazione di polveri vegetali psicoattive è una
pratica diffusa in particolar modo nelle Americhe Centrale e Meridionale. Le
principali fonti vegetali sono bacelli o
cortecce di alberi della famiglia
delle Leguminosae (generi Anadenanthera, Virola), contenenti le
indolalchilamine allucinogene DMT, 5-MeO-DMT e affini. L'inalazione delle
polveri da fiuto (epéna, paricá, yopo o ñopo, ecc.) - che continua ad essere
praticata oggigiorno da diverse tribù amazzoniche - richiede un certo insieme
di oggetti di parafernalia, quali i tubi per l'inalazione, i cucchiaini per il
dosaggio delle polveri e le tavolette su cui appoggiare la polvere da inalare.
Questi oggetti sono stati ritrovati in grandi quantità negli scavi
archeologici andini, presso le culture preincaiche di Chavín de Huantar, San
Pedro de Atacama e Tiwanaku (Cile e Bolivia).
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