Lo
yagè è uno dei nomi con cui viene chiamato Il prodotto della
Banisteriopsis caapi, una vite della famiglia delle Malpighiacee che
cresce in Brasile, in Colombia, nell'Ecuador e in Perù. Lo yage viene
preparato in diversi modi. Uno consiste nel raschiare la corteccia della
banisteriopsis caapi, e farla bollire per un giorno intero; un secondo
sistema è quello di far bollire la corteccia, in diversi litri d'acqua per
tutta una notte, e poi raccogliere l'estratto mescolandolo con acquavite
di canna prima di consumarlo. Un terzo sistema, ii pin usato, è quello di
pestare lo stelo della pianta e farlo bollire in acqua per otto ore,
portandolo ad un decimo del volume originario e infine filtrandolo.
Un soggetto non abituato può bere una
tazza da trenta grammi di decotto che viene prima esorcizzato dallo
stregone per impedire che gli spiriti malvagi lo occupino. Lo yage
contiene diversi principi attivi, fra cui l'armina, e l'armalina. A
piccole dosi la sua azione e quella di uno stimolante sia psichico che
sessuale, e proprio in questo senso viene utilizzato dalle tribù
amazzoniche che ne fanno uso. Produce una congestione e degli spasmi a
livello vaginale, e un'erezione del pene; si dice che, a dosi più alte,
nelle allucinazioni che sono comuni a chi è sotto l'effetto di questa
sostanza, compaiano serpenti, evidente simbolo sessuale e figure di uomini
e donne nudi.
In queste forme allucinatorie compaiono anche figure che si sovrappongono
sullo sfondo, mentre a occhi chiusi si percepiscono immagini simili ai
sogni, dai colon motto vividi. In dosi ancora più forti le allucinazioni
modificano la struttura degli oggetti e della percezione auditiva, ma
possono generare anche episodi psicotici con visioni terrorizzanti. Dopo
l'ingestione dello yagè il soggetto prova uno stadio di irrequietudine, di
capogiro, con forti nausee e sudorazione; subentra poi una forte
stanchezza, seguito da allucinazioni visive molto vivide, e alle volte da
un sonno profondo con un leggero stato febbrile al risveglio. Una delle
caratteristiche più importanti di questa droga e il rafforzamento dell'
empatia fra le persone, la capacità di immedesimazione nell'altro; alcuni
atori dichiarano di aver notato l'esistenza di processi di tipo
telepatico.
La tribù amazzonica dei Cashinawa usa questa sostanza che prende il nome
di ayahuasca, per entrare in uno stato di ASC, nel quale le anime dei
morti portano l'individuo a evitare la loro terra. Allo stesso modo, le
tribù del Marañon usano la droga per permettere alto sciamano di
"svuotarsi" di sé stesso, in modo che il proprio corpo venga "riempito"
dello spirito di qualche defunto, che tramite di lui parlerà rivelando il
futuro. Più complessi i riti delle tribù Jivaros, in cui lo sciamano è il
solo autorizzato a preparare e ad usare la droga. Lo sciamano lavora
durante al notte, cantando invocazioni e dicendo scongiuri contro i demoni
che hanno provocato una malattia; sotto l'influenza della droga, "vede" lo
spirito maligno che occupa il corpo del malato, e lo estrae a forza; poi
tenta di scoprire chi ha evocato il demone per renderlo noto ai famigliari
della vittima. I Tukanoa della Colombia usano la droga nei riti di
iniziazione degli adolescenti. Nel 1953 William Burroughs, il famoso
autore de il pasto nudo, La morbida macchina, Nova express, fece un
viaggio nell'America del sud a!la ricerca dello yage. Questo e il
resoconto della sua seconda esperienza con questa droga.
"Lo stregone
era sui settanta con un viso da lattante. Aveva la gentilezza insidiosa di
un drogato dei vecchi tempi. Arrivai ad una capanna di paglia dal
pavimento sudicio mentre stava calando la sera. Mi domandò immediatamente
se avevo una bottiglia. Tolsi un quarto di aguardiente dal sacco da
viaggio e glielo porsi. Si fece una bella bevuta e passò la bottiglia
all'assistente. Io non bevvi perché volevo provare il brivido dello Yage
allo stato puro. Il Brujo mise la bottiglia da una parte e si accosciò
vicino ad un bacile fissato su di un tripode.
Dietro al
baci!e c'era una nicchia di legno con un'immagine della Vergine, un
crocefisso, un idolo di legno, piume e pacchettini legati con dei nastri.
Il Brujo rimase lì seduto senza muoversi per un gran tempo. Bevve un'altra
sorsata dalla bottiglia. Le donne si riti rarono dietro una parete di
bambini e non si fecero più vedere. Il Brujo cominciò a cantilenare sopra
al bacile. Afferrai Yage Pintar ripetuto in continuazione. Sferzò l' aria
sopra al bacile con uno scopettino per spazzar via quegli spiriti maligni
che avessero avuto intenzione di infilarsi nello Yage. Fece una bevuta si
pulì la bocca e continuò a cantilenare. Non si può far fretta a un Brujo.
Alla fine scoprì il bacile e vi pescò dentro un'oncia di un liquido nero e
me la porse in una sudicia tazzina di plastica rossa. Il liquido era
oleoso e fosforescente. Lo bevvi d'un fiato. Amare avvisaglie della
nausea. Gli restituii la tazza e lo stregone e ii suo assistente bevvero
anche loro.Dopo un paio di minuti un'ondata di vertigine mi travolse e la
capanna Si mise a girare vorticosamente. Era come partire sotto l'etere, o
come quando si e molto ubriachi e ci si sdraia e il letto si mette a
girare vorticosamente. Lampi azzurri ml passarono davanti agli occhi. La
capanna prese un aspetto arcaico tipo Pacifico con teste dell' isola di
Pasqua intagliate nei pali di sostegno. L'assistente stava fuori in
agguato con la palese intenzione di uccidermi. Venni colto da una nausea
violenta, improvvisa, e ml slanciai verso la porta andando a sbattere con
la spalla contro lo stipite. Sentii l'urto ma nessun dolore. Camminavo a
stento. Nessuna coordinazione. I piedi erano come blocchi di legno.
Vomitai violentemente appoggiandomi contro un albero e caddi al suolo in
preda ad una disperata infelicità. Mi sentivo intorpidito come se fossi
stato ricoperto da strati di cotone. Continuavo a cercare di uscir fuori
da questa vertiginosa ottusità e continuavo a ripetere Voglio soltanto
andarmene da qui. Una stupidità meccanica e inconsolabile si impossessò di
me. Ripetizioni ebefreniche priva di significato. Esseri larvali mi
passarono davanti agli occhi in una nebbiolina azzurra, ognuno di loro
faceva uno squittio osceno e sfottente (più tardi scoprii che era il
gracidare delle rane devo aver vomitato sei volte".
"Durante
l'alienazione mentale determinata dal yagè, ii paziente entra in uno stato
psicologico molto strano che può essere spiegato con la telepatia. Il
delirante vede e ascolta delle cose lontane, e queste visioni sono molto
vive, consistono nell'osservazione esatta di cose che il paziente non può
esserne, a conoscenza.
Questa circostanza è molto importante, perché esclude completamente
l'ipotesi di un risveglio della memoria incosciente... Il colonnello
Custodio Morales, comandante del distaccamento militare dell'intendenza di
Caqucta, insistette presso di me per provare su di lui gli effetti del
yage, nella mia capanna. Dopo molta insistenza acconsentii e gli
somministrai 15 gocce di un preparato di yagè. La sera prese la miscela,
in un bicchier d'acqua, e al mattino, al suo risveglio, mi disse che
durante la notte aveva avuto una visione: suo padre, che viveva a Ibague
era morto e la sua sorellina che egli amava era molto ammalata.Non era
arrivato nessuno che avesse potuto dargli quelle notizie: l'ufficio
postale e telegrafico più vicino si trovava a quindici giorni di viaggio
dalla mia casa. Circa un mese dopo questa visione, arrivò un corriere con
delle lettere che annunciavano a! colonnello Moralés la morte del padre e
la guarigione di sua sorella colpita da una grave malattia.Debbo far
notare che il colonnello Morales è un uomo molto nervoso, molto
intelligente, e che aveva digiunato prima di intraprendere l'esperimento".