(Laburnum anagyroides, fam. Leguminose), detto anche avorniello, vive allo stato spontaneo nei boschi delle regioni
montagnose di tutta l'Europa centro-meridionale fino ai 1500 metri, ed è una
delle specie arboree caratteristiche delle faggete. È presente anche a quote
superiori, dove però viene spesso sostituito dal maggiociondolo alpino (Laburnum
alpinum).
Viene spesso piantato per consolidare ed arricchire il terreno, onde preparare
l'insediamento di specie più esigenti. Ha una chioma irregolare, formata da
rami ascendenti e arcuati, e può raggiungere i 7 metri di altezza; la
corteccia, liscia e bruna, ha lenticelle evidenti; le foglie sono composte da
tre foglioline ovali, appuntite, verde-grigiastre nella pagina superiore e
grigie-blu, coperte da una peluria argentea, nella pagina inferiore. I fiori
gialli, riuniti in grappoli penduli, in primavera creano un piacevole effetto
a cascata, emanando un delicato profumo; i frutti, che rimangono sulla pianta
in inverno, sono baccelli brunastri della lunghezza di 3-4 centimetri,
contenenti semi neri.Fino a qualche tempo fa il legno, molto duro, era
richiesto come sostituto dell'ebano (era conosciuto anche come "falso ebano").
Tutte le leguminose sono piante che migliorano il terreno, perché vivono in
simbiosi con batteri azotofissatori (Rhizobium leguminosarum)
siti entro particolari "tumori" delle radici.
Un aneddoto interessante:
a causa della sua tossicità che ne
fa un arbusto piuttosto pericoloso se ingerito incautamente, nel medioevo pare
le streghe lo adoperassero per realizzare alcune bevande psicoattive che
davano loro il senso dell' abbandono del peso corporeo. Questo fatto che si
può interpretare come il così detto "volo della strega", in quanto
durante i loro raduni estatici esse cercavano di trasferire la loro coscienza
e consapevolezza in altri mondi, portava le streghe a farsi riconoscere tra di
loro utilizzando una verga, un bastone (simbolo fallico della natura al
maschile),che rappresentava l' emblema della loro arte, questi era di
maggiociondolo, simbolo del volo e della vittoria sui vincoli del corpo e
della materia. Ora forse da qui nasce il mito della strega che vola sulla
scopa. Infatti durante l' inquisizione molte "verghe sospette" furono
camuffate da scope infilate in mazzi di saggina e passarono così per normali
utensili. Però dato che la verga era di maggiociondolo (tradizione versiliese) che faceva "volare" ora la strega vola sulla scopa.....