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Brani tratti da "Proibito?"
edizioni Donzelli, 1993
a cura di Ada Becchi e Margherita Turvani
"Gli economisti
hanno a lungo discusso se fossero piu' efficaci politiche che punissero
l'offerta oppure il consumatore. (…) Tutte le
sanzioni che colpiscono l'offerta (le multe, la prigione, la confisca dei
beni ecc.) incidono direttamente sui costi di produzione: la curva di
offerta si sposta verso sinistra perché ad ogni livello di prezzo si è ora
in grado di immettere sul mercato una quantità inferiore di prodotto.
L'aumento del prezzo induce una riduzione della domanda e un suo eventuale
spostamento a favore di prodotti sostitutivi, capaci di soddisfare in
qualche modo i medesimi bisogni per cui si acquistava
il bene proibito.
In teoria, il risultato banale della
proibizione è che il mercato dovrebbe
assestarsi su una posizione caratterizzata da una minore offerta, una
minor domanda e un prezzo piu' elevato. (…) Seguendo
il modello possiamo aspettarci che la riduzione dell'offerta del
bene proibito dipenda dalla possibilità da
parte dei produttori (trafficanti) di trasferire sui prezzi i costi
aggiuntivi, senza rinunciare ai profitti. (…) Come reagiscono i
consumatori alla variazione dei prezzi ? Fino a che punto sono affezionati
al loro consumo ? Fino a che punto sono disposti a ridurre gli altri
consumi per finanziare il consumo
proibito ? Gli economisti hanno uno strumento
per rispondere a queste domande: l'elasticità della domanda al prezzo. Con
questa valutano le contrazioni della domanda a seguito di un aumento del
prezzo del bene o, viceversa, l'aumento della domanda a seguito di una
riduzione di prezzo. Se la domanda è molto elastica, cioè se vi è una piu'
che proporzionale rinuncia a consumare a fronte di una data variazione di
prezzo, l'offerta dovrà ridurre la produzione, sino al punto in cui essa
raggiunga il livello della domanda al nuovo
prezzo (dopo la proibizione).
Al contrario, se la domanda è rigida, cioè se i consumatori non sono
disposti a rinunciare al consumo del bene proibito,
i produttori avranno un potere di mercato, saranno in grado di mantenere
inalterata la quantità venduta traslando sul consumatore i costi
aggiuntivi. (…) La rigidità della domanda è perciò cruciale nell'analisi
degli effetti della proibizione: da un lato permette di capire quali
risultati verranno raggiunti rispetto all'obiettivo di ridurre
il consumo proibito;
dall'altro, permette di valutare chi effettivamente paga i costi della
proibizione, il consumatore o i trafficanti.
Se il consumatore non è disposto a rinunciare
al bene proibito, come sarà in grado di
finanziare la sua spesa a quei livelli di prezzo ? Dovrà dirottare
maggiori quote di reddito a tal fine e ridurre eventualmente altri
consumi. E se questo non è possibile o non basterà, dovrà trovare altre
fonti di reddito non necessariamente legali. I costi imposti al
consumatore sono ragguardevoli anche quando il
consumo non è oggetto di proibizione, e questo è coerente con
il fatto che l'obiettivo della proibizione è
proprio scoraggiare il consumo. Quest'obiettivo
è ancora piu' esplicito quando si decide di punire
il consumatore. Cosa succederà allora alla domanda ? (…) I
consumatori sono differenziati e non hanno un comportamento omogeneo in
termini di elasticità (di volontà di rinunciare al consumo
proibito). Si frastaglieranno ulteriormente
in relazione alle diverse capacità di far fronte al rischio di essere
puniti. Un'analisi condotta in termini astratti non è però sufficiente: se
la domanda si espande contrariamente ad ogni aspettativa, è necessario
chiedersi perché, è necessario entrare nel vivo del mondo del consumo
delle sostanze proibite." Pp. 180-182
"E' chiaro che
tanto piu' forte è la dipendenza del soggetto dal consumo passato, tanto
meno egli sarà capace di governarla, cioè di rispondere ai segnali che
il mercato, ora
proibito, gli manda sotto forma di aumento dei prezzi. Per questo
la proibizione non può operare unicamente come forma di regolazione del
mercato. E' necessario che sia spinta a fondo, sorretta da imponenti
sistemi di sanzione che colpiscano non solo l'offerta ma anche la domanda,
che modifichino le condizioni di rischio in modo sensibile, per lo meno
per la maggioranza dei consumatori. Ed è necessario che la politica di
persuasione morale non sia sottile, ma invadente e grossolana; è
necessario stigmatizzare l'uomo imperfetto. Gli economisti sanno che non
vi è regola senza sanzione, non vi è proibizione senza ingenti spese
destinate al suo sostegno. Hanno elaborato dei modelli per decidere fino a
che punto sia conveniente far rispettare una legge, con un opportuno
calcolo costi-benefici." Pag. 186
"Si afferma così
che ogni consumatore calcola la sua propria personale disponibilità a
pagare per quel consumo, calcola cioè un suo prezzo-ombra, di cui
il prezzo di mercato della sostanza
costituisce solo una parte che si somma ad altri elementi di costo
connessi alle perdite prodotte dal consumo, sulla capacità di guadagnare o
sulla salute del consumatore. Svolti gli opportuni calcoli
il consumatore di sostanze psicoattive, come
qualsiasi altro consumatore, sarà in grado di effettuare una scelta che
gli permette di raggiungere una situazione per lui soddisfacente, che
viene definita di equilibrio. Ecco che allora - si può affermare -
il consumatore rispetterà le leggi del
mercato: a una crescita dei prezzi di mercato o del rischio connesso al
consumo di una determinata sostanza, per esempio a seguito di
provvedimenti di proibizione, si verificherà un aumento del prezzo-ombra
per il singolo consumatore e una riduzione
delle quantità consumate." Pp. 196-197
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