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La storia delle droghe magiche, come abbiamo detto, sembra iniziare per alcuni all'epoca di Neandertal; ma le prime vere e proprie testimonianze scritte ci giungono dagli antichi testi sacri indù, e più precisamente dal Rig-Veda, il primo dei quattro libri sacri dei Veda, composto all'incirca fra il 1500 e il 2000 a.C. Il Soma e un liquore inebriante, che dà coraggio in battaglia, stimola l'ispirazione dei poeti, guarisce le malattie e assicura una lunga vita a chi ne fa uso; sul piano fisico, inoltre, riempie di forza il corpo.
La composizione di questa droga pero ci e ignota: nella bevanda divina entravano diversi ingredienti come il latte, la farina, il miele, l'acqua, e questi elementi venivano mescolati con il succo ottenuto pestando in un mortaio una pianta magica; il succo veniva distillato per tre volte nello stesso giorno, al mattino, a mezzogiorno e alla sera. Ma ciò che rendeva il soma un liquore sacro non era tanto la composizione chimica, quanto il rituale che veniva eseguito dal sacerdote brahmano incaricato di officiare e che veniva accompagnato da formule magiche, da canti, inni e dalla consacrazione a! dio Indra.
Ci si e interrogati a lungo quale fosse la pianta necessaria alla sua preparazione e, di volta in volta, le interpretazioni sono state diverse: gli ultimi studi in proposito identificano questa droga con l'estratto della cannabis indiana, che viene utilizzato attualmente per distillare una potente droga chiamata Bhang o, al contrario, con il fungo amanita muscaria, utilizzato dagli sciamani siberiani come potente allucinogeno per entrare in contatto con la realtà altra.
Un'altra droga la cui origine si perde nell'antichità e l'haoma, di derivazione iranica: la fonte questa volta è l'Avesta, il libro sacro del zoroastrismo, compilato forse nel 200 a.C. Anche l'haoma e un liquore inebriante, che rende forte il corpo e la mente e che viene ottenuto pestando qualche pianta in un mortaio; dopo di che il succo viene versato in un apposito vaso, e bevuto in tre diverse volte. Ci è ignota, a tutt'oggi, ogni possibile identificazione della pianta utilizzata in questo rituale consacrato ad Aura Mazda, la divinità positiva del zoroastrismo, anche se nuovamente l'amanita muscaria pare essere il candidato più probabile.
Più antica invece la conoscenza dell'oppio, documentata da un papiro egizio risalente all' incirca al 1700 a.C. utilizzato in diverse pozioni e filtri, per uso narcotico, mentre nell' antica Cina questa sostanza era già nota nel 2000 a.C., ma si diffuse nella sua forma di stupefacente solo nel periodo finale della dinastia ming, verso il Seicento.
Alle piante, già nell'antichità, venivano attribuiti poteri sacri e magici.
Ci sono piante magiche e piante sacre, sono dotate di magnetismo irradiante, ed emanano forza che si espande tutto intorno di loro. La magia delle piante si basa sulla forza e il magnetismo. Conoscere il valore esoterico delle piante è importante per poi usarle nella magia. Per ottenere un buon effetto bisogna conoscere la loro gerarchia, quali parti usare e a quali pianeti appartengono.
Per Mercurio la sua pianta è Cinquefoglie: stimola il sapere e, usata come talismano, aiuta nelle scoperte e nella ricchezza.
a capire i problemi più complicati e a risolvere le più complesse situazioni.
la capacità di controllare gli Spiriti.
poteri senza appartenere ad un dominio astrologico.
Come si è detto anche il contatto diretto con la pianta ha il potere di
tonificare
occorre ricordare ancora una volta che le piante vanno raccolte e riposte
La magia delle piante è la più antica
ed allo stesso tempo la più accessibile forma di magia, in
quanto i suoi strumenti crescono intorno a noi. Nelle varie
epoche l'uomo ha raccolto ed organizzato in antologie tali
piante creando così il primo giardino.
Legenda
Florilegio: composto dal latino
flos, floris
"fiore", con un derivato del verbo latino
legere
"raccogliere", calco del greco
anthología. Voce letterale usata per indicare una
raccolta. |
No
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