|
Il mosto Prima
che sia vino
Acqua zuccherata (tra l'altro con
effetti lassativi): il mosto non è altro che questo.
Si ottiene dalle uve dopo la pigiatura , è
un liquido zuccherino semidenso, composto da varie sostanze
che erano nell'uva e che verranno trasferite al vino. È
un elemento vivo, che contiene il 65-80% di acqua e il 15-30%
di zuccheri, per lo più fruttosio e glucosio. Questi
ultimi, tramite i lieviti,
verranno poi trasformati in alcol durante la fermentazione.
Per misurare "in anteprima" la gradazione
alcolica del vino si usa il mostimetro, uno strumento che
rileva la quantità di zuccheri e fornisce indicazioni
importanti sull'alcol che verrà sviluppato. Prevalgono
altre sostanze quali gli acidi,
in ragione del 7 al 4 per mille; sali minerali (in prevalenza
tartrato acido di potassio o cremortrato) e sali di magnesio,
calcio, sodio e ferro, il tutto pari all'1-3 per mille; sostanze
azotate come proteine e aminoacidi e altre per lo 0,2-1,5 per
mille (fra cui vitamina A, C e del gruppo B). Il fruttosio e
il glucosio fermentando si trasformano in alcol (in ragione
di 58-60 cm cubi di alcol ogni 100 gr. di zuccheri d'uva) e
in gas di anidride carbonica.
Dalla prima spremitura
si ottiene il "mosto fiore" (da 100 kg di uva da spremere si ottengono 65-70 kg
di mosto fiore); un altro 5-10% di mosto liquido di successive pigiature; il rimanente
è costituito da parti solide residue (alcune vinacce vengono cedute alle
distillerie per ricavarne alcol, oppure possono essere utilizzate come concime).
|
Indice | Precedente | Successiva |
|