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Appassimento Dalla
vigna ai graticci: così l'uva "passa" È
l'ultima fase del ciclo della vite prima del riposo invernale: è definita
sovramaturazione, gli acini perdono acqua, gli zuccheri
si concentrano e l'acidità diminuisce.
È rischioso, però, lasciare i grappoli in vigna, esposti alle intemperie;
per questo l'uva viene raccolta (se le condizioni climatiche lo consentono, tardivamente)
e messa ad appassire in appositi locali aerati, con i grappoli appesi al soffitto
o disposti su stuoie o su graticci. Talvolta i grappoli vengono disposti su tavoli
cosparsi di paglia, che consente una buona aerazione degli acini, da qui il termine
usato dai francesi per i vini passiti: vins de paille. Le uve rimangono
così per diversi mesi, in alcuni casi anche fino a febbraio-marzo riducendosi
notevolmente (da 100 chili di uva si arriva a 60 e a volte anche meno): si avrà
così un mosto ad alto tenore zuccherino
destinato alla produzione dei vini chiamati passiti. La fermentazione si protrae
solitamente per molti mesi, in modo molto lento e spesso per l'affinamento vengono
usate piccole botti di legno. Sono vini ad alto tenore alcolico che vengono
fatti riposare anche per due o tre anni prima di essere messi in commercio.
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