
Abbinamento
Scelta
per "metodo" o gusto personale? L'abbinamento
più riuscito? Quando un sorso di vino "chiama" un boccone del piatto e
viceversa. Aldilà di qualsiasi teoria più o meno scientifica è
questo l'unico, semplice, personalissimo giudizio di un felice accostamento cibo-vino.
Certo, esistono delle regole fondamentali dettate sempre e comunque dal gusto
personale e da una logica: abbinare a una ricetta delicata un vino di una certa
importanza rovinerà la portata; viceversa una elaborazione strutturata
coprirà gli aromi del vino. Insomma, usare la testa è, come
spesso accade, la tecnica migliore. Esistono comunque numerosi studi e ricerche
sull'abbinamento cibo-vino e, in particolare, due sono le teorie più conosciute.
La prima è quella utilizzata in ambito professionale dai sommelier dell'Ais
(Associazione Italiana Sommelier). E' il cosiddetto metodo Mercadini, che considera
determinate caratteristiche del vino e del cibo attribuendo un punteggio a ogni
sensazione. I valori vengono poi riportati su una scheda a cerchi concentrici
che, una volta uniti, formeranno due poligoni irregolari, uno per il cibo e l'altro
per il vino: più la forma dei due poligoni sarà simile più
l'abbinamento sarà felice. Un'altra tecnica è quella del "metodo
Sicheri": anche in questo caso vengono attribuiti dei valori di intensità
(da 0 a 4) a diverse caratteristiche del cibo e del vino: fatta la somma dei valori
più i punteggi saranno simili e migliore risulterà l'abbinamento.
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