Cannabinoidi naturali e di sintesi Nella Cannabis sativa sono state identificate oltre 400 sostanze chimiche differenti , oltre 60 delle quali appartengono alla famiglia dei cannabinoidi. Il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) è generalmente considerato il capostipite di questa famiglia di sostanze ed è quello su cui sono state effettuate più ricerche. Purtuttavia non è l'unico principio attivo della Cannabis, che ne contiene molti altri, alcuni dei quali hanno interessanti proprietà terapeutiche. Tra questi vale la pena in particolare di
ricordare il cannabidiolo (CBD). Si tratta di un cannabinoide
non-psicoattivo, privo cioè di effetti sul cervello, ma tuttavia in grado di
modulare l'azione del THC a livello cerebrale, prolungandone la durata d'azione
e limitandone gli effetti collaterali . Delle proprietà di molti
altri cannabinoidi, elencati in dettaglio nella tabella sottostante, ancora si
sa molto poco, ma non si può escludere che anch'essi contribuiscano a
determinare in qualche modo gli effetti terapeutici della Cannabis
Chimicamente i
cannabinoidi sono terpenoidi, cioè molecole non polari. I cannabinoidi esplicano le loro azioni farmacologiche tramite l'interazione con due differenti recettori. La stimolazione dei recettori CB1, localizzati in varie zone del cervello, spiega la maggior parte degli effetti farmacologici dei cannabinoidi. Studi sugli animali hanno evidenziato un alto numero di tali recettori in alcune strutture cerebrali quali il corpus striatum, il globus pallidus, il cervelletto, la corteccia cerebrale, l'ippocampo e l'ipotalamo. I recettori CB2 sono invece recettori periferici, il cui ruolo è ancora incerto. Questi recettori sono fisiologicamente attivati dagli endocannabinoidi endogeni ed in particolare dall'anandamide, , un derivato dell'acido arachidonico prodotto dal corpo umano, con effetti simili a quelli del THC . L'esatto ruolo fisiologico di tali sostanze nel nostro organismo è tuttora oggetto di indagine. L'industria farmaceutica
ha prodotto differenti cannabinoidi sintetici.
Il summenzionato effetto di "modulazione" del CBD e degli altri cannabinoidi (assenti nelle preparazioni sintetiche) potrebbe spiegare almeno in parte questo fatto. Al fine di ottenere prodotti efficaci e ben tollerati sono in atto in corso studi per mettere a punto farmaci di derivazione naturale (estratti della pianta), a differente contenuto di THC, CBD e di altri cannabinoidi. Usi terapeutici della cannabis - Cannabinoidi naturali e di sintesi ( fuoriluogo.it ) |
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